Alitalia contro Trenitalia. Si salvi chi può.

Diversamente fallita Alitalia contro Ferrovie privatizzate dello Stato.

Ci scusiamo con i nostri followers perché sicuramente nell’immediata post lettura delle due Compagnie sopra citate avranno avuto attacchi di isterismo, clonati di vomito ed il riaffiorare di grottesche esperienze vissute.

In effetti il pendolare italiano grazie all’incompetenza ed approssimazione di chi opera e gestisce l’apparato “circolatorio” del Belpaese spesso più che un viaggio affronta delle prove di “normale” sopravvivenza.

La prima esperienza che mettiamo sul piatto è quella volata che dall’aeroporto di Trieste ci ha portati a Milano Linate. L’aeroporto a Ronchi dei Legionari (GO) grazie all’ennesima mal gestione politica con investimenti dubbi e scarsa lungimiranza non solo è rimasto formato mignon, ma vista la concorrenza con gli aeroporti di Venezia, Treviso e Lubiana (Slovenia) continua a snellire i pochi operativi esistenti. Ed è proprio parlando di operativo che l’efficiente servizio email della “diversamente fallitaAlitalia ci comunica qualche giorno dopo la nostra abbastanza vantaggiosa offerta di un cambio orario: l’AZ 7048 non decollerà alle 18:30 ma alle 20:50 e non arriverà alle 19:25 bensì alle 21:45.

Verso Milano con Alitalia.

A Milano in un soffio.

Lavorando nel settore non ci meravigliamo certo di queste sottigliezze. Quello che invece desta qualche leggera preoccupazione è il fatto che poche ore prima l’Ansa comincia a battere notizie poco rassicuranti riguardo la Compagnia che pare sull’orlo del secondo fallimento. In quel caso volo perso e nessun rimborso. Fortunatamente il giorno da noi prescelto per volare è un mercoledì, gli abili amministratori della compagnia tricolore assicurano servizio completo fino a sabato. Sospiro di sollievo.

Diversamente fallita

Diversamente fallita

Solito siparietto ai controlli dove gli impeccabili Vito Catozzo (personaggio inventato da Giorgio Faletti negli anni 80) applicano la legge minuziosamente e ci fanno lasciare a terra un gel da barba da 200ml anche se giunto alle ultime spruzzate (il limite consentito è 100ml nel bagaglio a mano). Il materiale recuperato, ci dicono, verrà donato alla Caritas. In effetti la schiuma da barba è sempre stato recondito desiderio dei barboni.

Vivo glielo faccio mangiare!

Vito Catozzo

Tutto liscio quindi, anzi, il carrello dell’aereo toccherà suolo lombardo con 15 minuti di anticipo.

Opera Air France.

Decolliamo con un amministratore delegato, atterriamo con un altro e qualche milione di buonuscita in meno nelle casse delle Poste, ma per quel che ci riguarda la missione è compiuta: siamo a Linate.

Se a Milano ci siamo andati, da Milano dovremo pur tornare. Un comodissimo Freccia Bianca a soli 29 euro è quel che fa per noi. Dimezzato il costo rispetto l’aereo, ma non certo le comodità. Chiaro, sono 3 ore e 50 di viaggio contro 45 minuti, ma grazie al tablet e qualche altro aiutino tecnologico il tempo passa in fretta.

Tabella molto indicativa

Tabella molto indicativa

La temperatura non proprio primaverile e l’umidità ci scavano le ossa in Stazione Centrale, noi attendiamo imperterriti di scoprire quale sarà il binario in cui recarsi; ci guardiamo intorno abbagliati da maxi schermi che proiettano pubblicità e notizie flash confermandoci che Ridley Scott con il suo Blade Runner fu profeta.

Ho visto cose che voi umani... (anche noi non scherziamo)

Ho visto cose che voi umani… (anche noi non scherziamo)

La partenza è prevista alle 17:05 così alle 16:50 finalmente appare il numero del binario in cui recarsi. Ci appartiamo in attesa che la mandria salga sul trenino. Preso il posto 9A nel vagone 4 veniamo a scoprire che gli abbonati non hanno un’assegnazione di posto, pertanto devono attendere che tutti gli altri si siedano e poi elemosinare posti liberi. Ecco perché ci sentiamo giustificati nel dare degli incompetenti a chi è pagato per gestire certe situazioni. Il bello è che senza essere inventori basterebbe copiare da Paesi civili.

Ma a noi che ce ne frega? Non siamo né abbonati né pendolari. Parte il primo dei due film programmati, After Earth, durata 1 ora e 40’. Il secondo non so mica se riusciremo a guardarlo tutto. Il treno schizza a gran velocità verso Brescia per recuperare i ben 20 minuti di ritardo accumulati alla partenza. In Giappone i Ministri dei trasporti chiedono scusa pubblicamente in questi casi, da noi è normale. Sempre a Brescia termina il primo film. Il treno ha già 100 minuti di ritardo con una non precisata prolungata sosta nella stessa stazione. Dicono si sia buttato sotto il treno qualcuno nel tratto di Rogoredo. Mentre ci informiamo in rete sull’accaduto scopriamo che una volta al mese c’è un qualcuno senza nome che tenta periodicamente il suicidio. Scopriamo anche casualmente che se il ritardo è dovuto causa terzi le FS non si fanno carico di nessun rimborso. Se l’intraprendenza dei legali delle ferrovie è decisamente vivace, nulla ha da invidiare quella dell’operativo che da Brescia dopo circa 1 ora di attesa decide di deviare il treno verso Cremona e regalare ai passeggeri un panorama non previsto. Si salta quindi Desenzano del Garda passando per Cremona e Mantova per poi ritornare sulla via maestra ed approdare a Verona. Gli avvisi del capotreno sono pressapochisti. Guardate che non è che ci inventiamo le cose appositamente per il blog… Tutto vero!

I miei primi 100 minuti

I miei primi 100 minuti

A bordo una coppia di giovani giapponesi che avevano scelto Venezia come ultima meta prima di suicidarsi a causa delle poche emozioni che riserva loro il Sol Levante riguadagnano entusiasmo e cominciano a scambiarsi effusioni orgogliosi e fieri di non essere nati nell’Italia gestita da un branco di deficienti. Li vedremo scendere a Mestre con solo 3 ore di ritardo felici e saltellanti con il cestino di sostentamento delle Ferrovie. (Acqua, succo di frutta, Loacker, pseudo crackers)

Nel vagone bar tre inservienti dall’accento napoletano fanno trascorrere il tempo raccontandosi cazzate attorniati da una coppia di esibizionisti con una bottiglia di Berlucchi che riusciranno a far cadere e la solita signorotta di mezza età dall’aria radical chic che inevitabilmente lavora nella redazione del TG4. Ci teneva a dirlo.  Insomma, le disgrazie non vengono mai sole. Consumiamo la birra (solo 4 euro una lattina) e richiediamo la ricevuta all’inserviente che a quanto pare non è solito rilasciarle. Un consiglio al barista: comprati al supermarket la stessa marca di birra che vendi, non rilasciare ricevute ed intascati la differenza. (Mmmm abbiamo come il presentimento che il suggerimento sia arrivato tardi).

Morale della favola il Freccia Bianca arriverà alla nostra stazione di destinazione, Monfalcone, con 3 ore esatte di ritardo.

Se durante il week end Austria e Francia decidono di occuparci noi ci inventiamo un’influenza e non combattiamo. Avvisati.

Anek vs Minoan. Viaggiare in traghetto.

Viaggio tutt’altro che breve quello affrontato per riportare il culino di Controviaggio da Rodi (Grecia) in Italia. Ho utilizzato infatti due traghetti. Per la tratta RodiPireo (Atene) la compagnia Anek, per la seconda PatrassoAncona, il traghetto è stato Minoan.

Una tappa è Karpathos.

Una tappa è Karpathos.

Le scelte di questi traghetti sono molteplici ma per usufruire dei vari sconti messi a disposizione dalle compagnie senza rischiare di perdere le varie coincidenze bisogna far parte di categorie molto particolari.

Il primo traghetto ad accogliermi e proteggermi dalla bufera che si sta scatenando nel frattempo (dopo 5 mesi di bel tempo ci sta) è la Preveli (Anek). Traghetto di medie dimensioni che regalerà ai suoi occupanti una navigazione piuttosto movimentata per le condizioni del mare ed infinita (circa 24h) dato che toccherà tutte le isole possibili immaginabili prima di puntare il porto del Pireo. Poco importa, l’importante è che sia partita. (…ed arrivata).

La cabina nella Preveli

La cabina nella Preveli

La cabina (invidio i sacco pelari o quelli che si fanno 24 ore seduti al bar) non è particolarmente curata ma gli spazi sono ottimi e dato che la dovrò spartire con uno sconosciuto, speriamo non russante, va decisamente bene. Sconosciuto? Per chi non avesse mai viaggiato con queste navi c’è da sapere che a meno che non vogliate pagare anche per l’altro occupante, potete scegliere di dividere la cabina con una, due o tre persone. (dello stesso sesso) Va bene risparmiare (di solito la prendevo ad uso singolo) ma direi che spartirla con uno è già sufficiente. Questa volta è andata bene: il sosia di Don Mazzi di Karpathos infatti è stato molto educato e discreto evitandomi incazzature inutili. Attenzione a bordo di queste navi con cene e bevande extra, si fanno pagare parecchio.

Cabina nella Preveli

Cabina nella Preveli

Primo round con Anek quindi decisamente positivo con la nave in orario e trasferimento in auto da Pireo a Patrasso con a disposizione tutto il tempo necessario, anzi, in abbondanza.

Nonostante ormai conosca la strada per uscire dal porto del Pireo ed immettermi in autostrada suggerisco ai meno esperti di far affidamento al proprio satellitare perché i cartelli che indicano Patrasso sono due: uno quando già siete sulla retta via, l’altro 50 km passati tutti gli svincoli ingannevoli.

Ponte di Patrasso

Ponte di Patrasso

A Patrasso non fate la cazzata di andare a visitare ed attraversare il bellissimo ponte (andreste a spendere tipo 30 euro di pedaggio tra andata e ritorno) ma se avete tempo fermatevi piuttosto nel porto turistico praticamente in città dove troverete ormeggiate diverse barche a vela e yacht che potrete ammirare sorseggiando quello che preferite in uno dei numerosi localini nella marina. Se la giornata è calda potrete fare due passi e sgranchirvi le gambe che tra nave ed auto saranno atrofizzate.

Marina a Patrasso

Marina a Patrasso

Imbarcato quindi con un po’ di anticipo sulla Europa Cruise Palermo, che già il nome mette i brividi, mi aspetto una nave da rottamare come da esperienza passata con il partner commerciale di Minoan, l’italiana Grimaldi, che mi era sembrata una fucina di tanti piccoli Schettino. Mi meraviglia il fatto che invece la nave sia un bestione enorme con equipaggio greco e molto preparato.

La cabina sull'Europa

La cabina sull’Europa

Nonostante questo ferry sia decisamente in perfette condizioni e con tutti i confort possibili immaginabili, noto che la cabina a me assegnata è più piccola di quella della Preveli; ma la mia preoccupazione è la solita: chi la dividerà con me? Un camionista bulgaro scampato alla guerra di cecenia o un coreografo tedesco scampato al servizio militare? In entrambi i casi non dormirei tranquillo.

Interno cabina

Interno cabina

Fatto sta che la nave parte alle 16:00 ed io mi addormento nel mio lettuccio. Passa qualche ora, esco, faccio un giro esplorativo per capire un po’ dove mi trovo e quanto torno noto sull’altro letto la sagoma di un omino ma né traccia di lui, nessuna valigia o altro oggetti personali. L’omino non si presenterà mai più nella cabina 8028.

Il viaggio scorre ancora più veloce dell’altro, nella massima tranquillità. Forse uno dei migliori viaggi in mare che abbia mai fatto. Mi godo anche la scena di due italiani ignoranti che vengono cazziati dal cameriere sorpresi a cambiare canale alla tv satellitare in teatro.

Il ponte dell'Europa Cruise

Il ponte dell’Europa Cruise

Salutiamo quindi la Grecia con la speranza di esserne di nuovo ospiti, magari attraversando il mare Mediterraneo ed Egeo nello stesso modo in cui ce ne siamo andati.

Rimango dubbioso sull’occupante della cabina misteriosamente scomparso: nessun uomo in mare per caso?

(Renato)

Finisce la Puntata Zero. Alla prossima…

L’estate sta finendo” cantavano negli anni ’80 i Righeira e la Puntata Zero di Controviaggio giunge al termine.
L’idea di renderlo un format tv non è andata a buon fine, quest’inverno vi accontenterete quindi di vedere i soliti volenterosi personaggi famosi stipendiati dalla RAI solo 700 euro al giorno che faranno lacrimuccia in campi profughi e villaggi disagiati; in realtà pure quello potrebbe essere un “controviaggio” tra ricchi che fondamentalmente prendono per il culo i poveri.
Tornando a noi ed al nostro blog, ci teniamo a ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito in questi mesi, sia i followers ai quali sono servite (speriamo) le nostre informazioni sull’isola di Rodi che a quelli spinti da sola curiosità.
Il blog in futuro subirà delle trasformazioni che sono ancora al vaglio, fatto sta che ci aspettano altre destinazioni da raccontare e, sicuramente, altre emozioni da vivere.
Lasciamo l’isola di Rodi che è stata la vera protagonista della Puntata Zero con i suoi scorci suggestivi e la sua gente, ospitale e folcloristica. Nei mesi più caldi, a tutti gli effetti, ci siamo imbattuti in feste sulla spiaggia di Tsambika che hanno entusiasmato Daniele e moltissimi ragazzi che hanno trovato una location esclusiva per i loro momenti di intenso divertimento, dimostrando che l’era delle discoteche pre-confezionate è giunta al tramonto (mi riferisco a Rodi naturalmente), abbiamo testato ristoranti d’alto livello e verificato come la professionalità non possa essere improvvisata, constatando la netta superiorità di Melenos a Lindos rispetto al Marco Polo di Rodi, ci siamo piacevolmente intrattenuti in “cantine” e locali decisamente alla mano; alla fine proprio quelli che tutto sommato ci hanno dato più soddisfazioni, ad incominciare dalla Kantina Maro di Kolymbia dove una famiglia semplice in un contesto con poche pretese riesce a rendere il cibo e le serate decisamente uniche e piacevolissime. C’è stata l’escursione privata a Symi a bordo dello yacht Eviva che ci ha regalato una giornata che rimarrà indelebile nella nostra memoria e nel nostro cuore. Doveroso ringraziare l’amico Meos che ci ha permesso di parteciparvi.
Ci siamo invece volutamente limitati nella recensione degli hotel’s per timore di intaccare il sottile confine di conflitto di interesse che ci riguarda. Ebbene sì, esistono ancora persone riguardose delle regole, scritte e non, derivanti dal fatto che comunque lavoriamo per un tour operator e se siamo qui è grazie al nostro lavoro; non sarebbe stato obiettivamente possibile fornire giudizi imparziali sulle varie strutture che conosciamo a menadito ma che sinceramente non ci siamo sentiti di tirare in ballo. Tant’è che gli unici due alberghi recensiti non sono parte delle proposte che rappresentiamo.
Rimpianti? Beh, se magari al campo da golf ci avessero fornito anche delle palline per poter provare qualche tiro sarebbe stato più divertente. Ma dalle foto possiamo sempre fare i fighi, tanto non si capisce che in realtà di golf non ne capiamo nulla.
Controviaggio rimane disponibile a qualsiasi richiesta o suggerimento e vi ricorda che siamo presenti anche su Twitter (con circa 350 followers!!!), Facebook ed Instagram (…le foto che vedete alla destra dello schermo)

Breve pausa per noi quindi, poi il viaggio continua
…perché nonostante gli autori tv non abbiano compreso i nostri intenti, tutti gli altri ci hanno premiato.

Grazie!

 

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Hotel Ristorante Melenos a Lindos

Sito ufficiale: http://www.melenoslindos.com

Prezzo medio per persona bevande incluse: dai 50euro a salire.

Prenotazione consigliata

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Melenos a Lindos

Melenos a Lindos

 

Il ristorante che andremo a visitare virtualmente in questa “puntata” è il migliore in assoluto dell’isola di Rodi, a mio avviso naturalmente. Parliamo del piccolo e lussuoso hotel ristorante Melenos situato nella spettacolare cornice di Lindos che certamente contribuisce a rendere questo posto ancor più incantevole.

Posizione incantevole

Posizione incantevole

Personalmente ho avuto modo di cenarci in dolce compagnia e devo dire che tutte le componenti che rendono un posto d’alto livello erano al posto gusto.

Melenos si trova ai piedi dell’ultimo pezzo di una delle due salite che porta all’Acropoli e forse questo potrebbe essere l’unico mezzo punto a sfavore dato che non ci si può arrivare con i mezzi; questo particolare è più trascurabile per i pigri rispetto alle esigenze delle gentil signore che difficilmente si presenteranno in quel posto in jeans e scarpe da ginnastica bucate; fare il pezzetto di salita con le scarpe con tacco è impresa piuttosto ardua.

Se siete dei Daniele avrete la scusa di mettere le mani addosso alle vostre signorine per aiutarle a salire anche se, con lui, probabilmente vi fermereste alla trattoria italiana che si trova proprio prima della rampa.

Diciamo un genere leggermente diverso…

Arrivati presso il ristorante sarete accolti dal personale e probabilmente dal proprietario che parla italiano. (particolare fondamentale per gli italiani che ancora non han capito che la seconda guerra mondiale l’han vinta inglesi ed americani altrimenti in Europa si parlerebbe tedesco ed italiano e saremmo tutti biondi alti e con gli occhi azzurri) Potrete quindi accomodarvi ai tavoli presso l’incantevole terrazza che guarda il golfo di Lindos con le barche a vela e yacht ormeggiati al largo e con alle vostre spalle l’imponente acropoli circondato dalle famose mura medievali innalzate dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni che a Rodi tanto han costruito.

Atmosfera perfetta

Atmosfera perfetta

Tavoli curati con arredi bianchi candidi, luce soffusa dalle lanterne e dall’immancabile lume di candela, postazione per le bevande e per il vino che, una volta selezionato, vi sarà servito dopo il primo assaggio e consenso come da rituale. La professionalità del personale farà sì che possiate concentrarvi sul vostro commensale dato che una volta presa la comanda diventeranno discreti e presenti solo nei momenti necessari. Non dovrete nemmeno preoccuparvi di versare il vino nei bicchieri vuoti. Questo lo trovo fondamentale per poter dedicare tutta la vostra attenzione alla persona che avete difronte, sia questa una cena romantica che una cena d’affari.

Lume di lanterna e candela

Lume di lanterna e candela

Come al solito ricordo che al ristorante andiamo principalmente per mangiare ed anche in questo caso la missione di Melenos è compiuta: pietanze elaborate dai sapori genuini, delicate e molto curate nella presentazione. Rispettati i tempi nel servirle, i piatti sono impossibili da riprodurre anche per un cuoco amatoriale di buon livello;  si vede la mano del professionista e questo giustifica assolutamente quello che sarà il prezzo finale.

Nouvelle cousine

Nouvelle cousine

Personalmente ho optato al solito per la carne e, finalmente, la mia richiesta di cottura medium rare è stata rispettata, dato che abitualmente sembra essere sola una domanda di rito in seguito disattesa. Piatto delizioso con accostamenti mai provati prima. Eccellente anche il pesce (mi dissero), così come gli antipasti. Molto ampia anche la scelta dei vini e dolci che a detta di chi ha divorato la “mia” torta di compleanno, gentilmente offerta dal locale, sono squisiti (ricordo che non mangio pesce e dolci)

Carne o pesce l'alto livello non cambia...

Carne o pesce l’alto livello non cambia…

Certo alla fine di tutto bisogna aprire il portafoglio e qui riporto quanto ho scritto altrove riguardo lo stesso locale: all’ingresso non ho visto esposto nessun cartello Onlus né Caritas pertanto quando è arrivato il conto ho saldato senza rimorsi.

Insomma, nella mediocrità delle tante taverne e ristoranti che di tale nome vantano solo i prezzi, finalmente un luogo decisamente professionale ed esclusivo. (Renato)

Contro… Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

 

In questi ultimi vent’anni si sono trasformati ed evoluti i mezzi per comunicare, fondamentalmente non sono cambiati quelli per spostarci che si sono invece riproposti alle masse con vantaggiose offerte, aprendo così a quasi tutti le porte d’accesso a luoghi fino a poco tempo fa frequentati solamente dalla medio alta borghesia.

Ultimamente si percepisce una sensazione di quasi competitività tra le persone che si elencano a vicenda i luoghi su cui sono “transitati” spesso  senza alcun approfondimento, con un frasario che si limita a ricordare i piacevoli momenti passati con l’animazione o gli amari sorseggi del caffè espresso nella baracca in periferia di Hammamet. Le recensioni dei resorts e dei viaggi che dovevamo sostenere per raggiungerli erano affidati a professionisti, scrittori o giornalisti specializzati (lavoro per pochi fortunati) oppure ai lucidi racconti di viaggiatori trascritti in piacevoli libri romanzati.

Adesso abbiamo tripadvisor.

Il solito click e ci spostiamo ovunque nel mondo, pronti a sfogliare in presa diretta il “guest comment” di qualsiasi hotel, appartamento o stamberga presente nell’infinita lista che questo sito ci propone. Il metodo di tripadvisor lo conoscono tutti: fatta la tua bella o brutta vacanza lasci un commento sulla struttura che ti ha ospitato. L’ennesimo passaparola in rete.

Giusto dubitare di tripadvisor? Personalmente ritengo che affidarsi al giudizio di persone che spessissimo non hanno il giusto metodo di valutazione sia un grande errore. L’assegnazione delle stelle ad un hotel, ad esempio, non viene dato a “sensazione”. Molti pensano che ci sia un incaricato governativo che gira per gli hotel’s a controllare la presenza di polvere o che i camerieri siano simpatici, in realtà l’assegnazione di categoria si basa sui servizi concreti che la struttura può offrire: tv satellitare in camera, frigobar, wifi, piscina coperta, spa, palestra etc. se poi queste sono nuove e luccicanti o vecchie e decrepite (ma bene o male funzionanti) poco conta.  Spesso la razionalità dei turisti viene annebbiata da aspettative eccezionali che limitano la valutazione della struttura al semplice sfoglio veloce della brochure o le foto del sito (di solito risalenti a 15 anni prima), trascurando la regola fondamentale del mercato: nessuno regala niente. Se ci viene proposto un viaggio alle Maldive durante le feste natalizie allo stesso prezzo di un week end a Vienna a settembre in un hotel pari categoria, evidentemente ci saranno delle differenze.

Perché questi preamboli? Perché su tripadvisor è raro trovare dell’obiettività o professionalità nei commenti. Ci aggiungo anche che quello che ci spinge a scrivere sono motivazioni forti e generalmente in questo campo queste sono date dalla rabbia e non dalla gioia. Arrivare in una struttura che tradisce le nostre aspettative e ci rovina i nostri pochi ed unici giorni di ferie è molto più motivante di una struttura dove tutto funziona e quindi rientra nella nostra idea di normalità; le formiche in camera nei miei sogni maldiviani non erano contemplate, la massaggiatrice thailandese che mi offre sorridente l’infuso tiepido prima del massaggio ai piedi sì. Grazie agli insetti ed il seguente commento negativo su tripadvisor probabilmente scarteremo quell’hotel e di conseguenza il massaggio sublime perché in una camera dello stesso una coppia post-adolescente viziata in viaggio di nozze ha dovuto lottare con 15 formiche. Possiamo anche cambiare i fattori, ma il risultato è lo stesso: qualcuno che si trova a suo agio in ambienti affollati, festaioli e dagli alti volumi potrebbe rimanere entusiasta  della proprietà dell’hotel firmando su tripadvisor sperticate lodi nei loro confronti quando alle persone con caratteristiche opposte risulterebbero invece invadenti e grossolani.

Gli elementi che compongono un viaggio sono davvero tantissimi così come le sfumature di personalità che ognuno di noi porta con sé;  tripadvisor può semplicemente limitarsi a fornire delle idee a grandissime linee, per di più anche quelle spesso viziate dal tempo, dato che non tengono conto dei cambi di gestione e avvicendamenti manageriali che possono cambiare volto alla struttura da una stagione all’altra, rendendo anacronistici i commenti precedenti.

Per non avere brutte sorprese è necessario adattare i propri sogni alle reali possibilità, valutando bene le nostre esigenze quotidiane;  se i luoghi dove ci stiamo recando possono garantircele senza troppe difficoltà o altrimenti, essere disposti ad adeguarci qualora si scelgano posti deficitari in tal senso; prendere coscienza che quando si compra un pacchetto turistico non si comprano anche le persone che ne sono partecipi. Per ultimo, l’onestà dell’offerta è nella maggior parte dei casi definita dal costo di acquisto, valutiamo quindi bene il rapporto qualità prezzo, che spesso è il biglietto da visita di cosa ci aspetta dietro l’angolo.

 

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Real Beach Party Tsambika

Il successo del Beach Party

Il successo del Beach Party

Prezzo d’ingresso: 20 euro in prevendita senza trasferimento inclusa una consumazione. 25 euro con trasferimento andata e ritorno inclusa una consumazione.

Prezzo medio consumazione: 5 euro

Organizzazione tecnica: Statues Music Bar Kolymbia

Musica: commerciale

Su Youtube (video non ufficiale): http://www.youtube.com/watch?v=WIqeOsrNQ4k

Parliamo di Rodi e non delle spiagge di Copacabana, Ipanema o Leblon d’accordo (dove Controviaggio sarà presente a novembre) però in questo caso devo ammettere di aver assistito ad un party davvero ben riuscito.

C’erano una volta le discoteche che copiavano lo stile made in Italy con profili da vip, prezzi d’ingresso esagerati, cocktails annacquati da barman di scarsa professionalità, i privé ed i tavoli che ci facevano sì ricordare Milano, ma per il conto finale. Esistono ancora certo, sommerse da costi di gestione elevatissimi che spesso costringono a stampare sulle foto dei loro manifesti appiccicati ovunque deejay dai nomi e volti pressoché sconosciuti. Luoghi dove è possibile trovare sempre più russi ed ebrei, unici oggi giorno a volersi divertire con bottiglie e bella vita, a differenza degli italiani che si sa, alla fine trovano il divertimento nelle cose più genuine.

Infatti per il turista un po’ meno sprovveduto c’è la possibilità di partecipare ad un vero beach party unico nel genere a Rodi sia per la popolarità dell’evento, dato che vi partecipano i migliori tour operators presenti sull’isola, che per la magnifica location, Tsampika Beach, che si svolge davvero sulla spiaggia e non come tanti finti beach party che per  spiaggia hanno un prato.

La spiaggia di Tsambika di giorno...

La spiaggia di Tsambika di giorno…

Grazie alla sinergia di tanti tour operators, dicevamo, l’affluenza è decisamente alta, l’abbigliamento consigliato non è certo di tipo formale visto che si balla sulla sabbia, “obbligatorio” il costume dato che naturalmente anche il bagno fa parte della serata. Certo, c’è anche chi come Daniele invita le russe in abiti da sera e tacco 12 per poi con la scusa poterle spogliare dopo il sesto drinks. Giusto ed il bere? Prezzi popolarissimi per vodka redbull, rum cola, birra e via dicendo. Insomma, per una volta scordarsi la Milano da bere farà bene anche al portafogli. Vista la mia età e la presenza di numerose ragazzine e ragazzetti che frequentano il posto vien da pensare anche al discorso sicurezza che non manca certo di figure rassicuranti come buttafuori che hanno il compito di tenere sott’occhio eventuali esaltati e non di rimbalzarvi alla porta se non avete l’aspetto fighetto, oppure di bagnini che supervisionano chi fa il bagno ma senza proibirvi di farlo ed i bicchieri naturalmente in plastica per evitare che qualcuno possa avere strane idee  con un bicchiere di vetro in mano. Si sa che quando ci si sente falliti ci si rifugia nelle minacce e nella violenza.

Body Painting e festa...

Body Painting e festa…

Di violenza comunque non ha senso parlare visto l’ambiente festoso e colorato, anzi, l’appetito è sempre in agguato così che non poteva non mancare la griglia con i souvlaki (spiedini di carne venduti a ben 1,50 euro…).

Come dice un mio amico brasiliano, in ogni luogo ci va il vestito adatto: lo smoking nel deserto è inadeguato e ridicolo. Rodi è sole, spiaggia, mare e vacanza e “l’abito da sera adatto” è il beach party di Tsampika.

Ogni mercoledì di agosto… (Renato)

a breve la recensione night live di Daniele

Grecia. Symi. Ultima Parte

Symi vista dall'Eviva

Symi vista dall’Eviva

La nostra barca Eviva entra nel cuore dell’escursione e nel cuore dell’isola di Symi dove ci appaiono all’improvviso le numerose case color pastello che rendono questo luogo unico nel genere. Come tutte le isole del dodecanneso anche Symi ha subito diverse occupazioni, tra cui quella italiana dal 1923 al 1943 come nel caso di Rodi, ma fortunatamente non ha subito nessuno stravolgimento architettonico.

Come un quadro...

Come un quadro…

Molte case e locali si affacciano direttamente sul porto, con le loro sculture in legno che contribuiscono a dare prestigio all’isola, presenti anche nelle varie chiese e monasteri ulteriormente arricchiti da mosaici.

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L’attracco al porto è molto suggestivo e subito si nota come effettivamente Symi sia un’isola di pescatori di spugne. Spugne che abbiamo modo di vedere esposte nelle numerose bancarelle che si interpongono tra la banchina e le taverne che recano ancora molte scritte in italiano ma che si stanno trasformando in richiami cirillici. Il turismo non ha simpatie nazionalistiche, parla la lingua di chi porta denaro.

I colori di Symi

I colori di Symi

La visita della cittadina è piacevolissima ed offre moltissimi scorci pittoreschi tra i vicoli animati da altri turisti attratti dalle vetrine di gioiellerie, spezie o dalle stesse coloratissime taverne.

Taverna Pantelis sul mare

Taverna Pantelis sul mare

Ed è in una di queste, Pantelis, che decido di consumare il mio pranzo; vista la temperatura si limita ad essere un eccellente piatto di verdura, composto da rucola, pomodorini secchi, scaglie di formaggio grana, condito con aceto balsamico, olio di oliva e del miele. Intorno a me vedo persone che sembrano gradire particolarmente l’immancabile koriatiki (insalata greca) ma anche i rinomati ed esclusivi gamberetti di Symi.

Gamberetti di Symi

Gamberetti di Symi

Il tutto a pochi metri dal mare, immersi in uno scenario da favola e prezzi decisamente onesti.

Qualcuno starà pensando che in questa terza parte non c’è nessuna traccia di ilarità o presa in giro… Che sarà mai successo a Renato? Ha litigato con la ragazza? Ha il mal di testa post Beach Party? (…altra recensione in arrivo)

La scena ridicola della giornata è gentilmente offerta dalla signorona russa di turno che, colpita da una ingenerosa raffica di vento, si lascia volare il cappello da diva in un angolo del porto adibito ad ospitare delle paperelle, che forse per il caldo, forse incuriosite dalla scena, rimangono immobili raggruppate ad assistere al recupero del largo cappello bianco. La signora non ci pensa due volte e con profuso impegno scavalca le recinzioni fino a trovarsi a pochi metri dalla vasca delle papere che rimangono senza starnazzi dinanzi alla scena. Non rimane invece impassibile un commerciante di spugne che, richiamata la signora ad uscire da quello che a mio avviso era il suo habitat naturale, ha ripescato il cappello munito di amo e lenza dopo alcuni tentativi andati a vuoto che avevano mandato la sciura nello sconforto più totale. Tutto è bene quel che finisce bene e così la comunità intera ha potuto tirare un sospiro di sollievo nel rivedere sulla testa della signora il cappello bianco da 8 euro afflosciato e sgocciolante.

tea time sull'Eviva

tea time sull’Eviva

Dopo queste perle turistiche non mi rimane altro che far passare il mio tempo bevendo un a poppa della nostra Eviva dignitosamente ormeggiata e godermi gli ultimi momenti di quella bellissima ed intensa giornata che da lì a poco si sarebbe conclusa. Salpiamo dal delizioso porto di Symi indirizzando la prua verso Rodi, ma con lo sguardo ancorato fino all’ultimo riflesso che il panorama di Chora ci offre. (Renato)

Ultimi scorci di Symi

Ultimi scorci di Symi

http://www.evivacruiser.gr info@evivacruiser.gr 0030 6947 121746

 

Puntata Zero. Grecia, Symi. Seconda Parte.

Peschereccio a Panormitis

Peschereccio a Panormitis

Durante la lettura vi suggerisco: Shiraz The mask of Zorro (Jiahad Akl) http://www.youtube.com/watch?v=aPBktD8kiQg

Si riaccendono i motori dell’Eviva e salpiamo nuovamente verso la capitale dell’isola di Symi, Chora, cui il significato in greco altro non è che borgo. Scorrono così dietro a noi le immagini del bellissimo panorama che fa da sfondo al monastero dell’Arcangelo Michele e cominciamo a costeggiare le irregolari coste rocciose per una quindicina di minuti. Si intravedono molte insenature e spiagge pressoché deserte, molte accomunate dall’erigersi di piccole Chiese a pochi metri dal mare. Qualche lussuoso yacht e barche a vela ormeggiate in prossimità fanno intendere che non è facile raggiungerle via terra trasformandole, di fatto, in luoghi esclusivi.

Mentre la famiglia sguardofisso consuma un bicchiere di vino rosso in cabina, mi faccio invogliare e rinuncio alla mia dieta ferrea facendomi servire un calice di vino bianco leggermente frizzante.

La marca? Probabilmente un Cartòn del 2013. Me lo gusto lo stesso.

Il nostro tragitto prevede una sosta per godere delle acque trasparenti e dall’azzurro intenso che ci offre l’Egeo.

Baie isolate a Symi

Baie spettacolari a Symi

Ci fermiamo in una baia spettacolare dove tra noi ed il silenzio assoluto si interpone solo il richiamo incessante delle cicale, del vento e delle onde che cullano la nostra barca, il catamarano ed altri tre yacht ormeggiati al largo. Ad onor di cronaca arriverà da lì a poco anche una barchetta dalle dimensioni ridottissime secondo me occupata da triestini. La classica scena con la moglie di Pepi che dice che non vorrebbe essere nei panni di quelli che hanno barche oltre i 50 metri; già lei fa fatica a pulire i pavimenti di una di cinque, immaginiamo quelle… Ma questa è un’altra storia.

Natura di lusso

La barca di Pepi è nascosta tra le altre due

Altro non rimane che tuffarci e qui, non lo nascondo, si evidenzia ulteriormente la differenza fisica tra sovietici ed il sottoscritto che ha indossato una maglietta termica per non rimanere folgorato all’istante dalla temperatura gelida dell’acqua a differenza degli altri membri che, famiglia sguardofisso a parte che non si è mossa dalla loro postazione, ha goduto appieno delle temperature artiche per sentirsi un po’ a casa. I loro sguardi felici a mio avviso non travisavano gioia per la bellezza del posto, ma per l’abbassamento di qualche ventina di gradi dei loro corpi temprati.

I colori del mare

I colori del mare e della roccia

Così anche raggiungere la spiaggia per loro diventa una nuotatina rinfrescante, per me una sfida da vincere per rimanere vivo. Una volta vinta strascino il mio corpo sulla sabbia in stile Robinson Crusoe cercando di riprendere il fiato necessario per poter rifare il percorso inverso e risalire a bordo. Per un attimo non nascondo di aver pensato che anche dormire una notte nella chiesetta non sarebbe stato male. Il tutto sotto gli occhi della famiglia sguardofisso che intanto continuava ad ingurgitare vino rosso mutando così il colore dei loro visi dal grigio cementite ad un rosa quasi umano.

Risaliti tutti in barca e riaccesi i motori siamo sgusciati all’arrivo del traghetto di linea che, a differenza nostra, non si sarebbe fermato in quella bellissima baia ma si sarebbe limitato a passarci a fianco per farla vedere ai turisti. Un po’ come Charlie Chaplin quando lasciava colare la saliva sul vetro delle finestre dei ristoranti mentre da fuori guardava gli avventori che mangiavano le bistecche.

Charlie Chaplin guarda

Charlie Chaplin guarda

Beh, in questo caso ci vuole davvero uno sforzo economico in più non troppo importante per godersi una giornata di questo tipo. Non è poi così proibitiva.

Non mi soffermo a fare i conti in tasca a nessuno ma invece continuo a recensire lo yacht Eviva che, dopo averci offerto la splendida cornice di Panormitis e la graditissima tappa nella pittoresca baia cui sopra, continua a danzare tra le onde con destinazione Chora, il cuore di Symi. (Renato)

Barca turca carico di donne "audaci"

Verso Chora…

http://www.evivacruiser.gr  info@evivacruiser.gr  0030 6947 121746

Puntata Zero. Grecia, Symi. Prima Parte.

Lo yacht Eviva

Lo yacht Eviva

Mezzo utilizzato da Renato: Motor Yacht Ferretti, vel. max 32 kn, 2 motori 1000 HP, consumo 300 lt/h

Tempo impiegato: 1:07′

Contatti: http://www.evivacruiser.grinfo@evivacruiser.gr – 0030 6947 121746

Prezzo: dai 110,00 euro a testa a 150,00

A bordo dell'Eviva

A bordo dell’Eviva

Nel frattempo che continuiamo a cercare qualche produttore che capisca quello che stiamo proponendo, dato che Controviaggio nasce come idea per un format tv e non come blog (l’impresa pare ardua in un mondo di De Filippi e Grandi Fratelli), questa volta ci occupiamo di una destinazione davvero spettacolare: l’isola di Symi.

Questa meravigliosa isoletta che dista due ore circa di navigazione con un traghetto di linea è una meta imperdibile per chi è di passaggio o soggiorna a Rodi, isola che stiamo approfondendo.

Naturalmente i modi per raggiungere Symi variano da quelli dedicati alle masse (leggasi traghetto, traducasi Daniele) a quelli decisamente più comodi e veloci (leggasi yacht privato, traducasi io vado con quello).

Avviati i giusti contatti vengo letteralmente buttato giù dal letto alle 8:15 dove un mio caro amico mi conferma che il motoscafo salperà regolarmente alle ore 8:45 (eh?) dato che hanno raggiunto il numero minimo di partecipanti per effettuare questa escursione. La sera prima era stata cancellata.

Abituato ai ritmi del mio lavoro paragonabili ai tempi di reazione dei vigili del fuoco, salto dal letto, mi vesto e nel giro di 6 minuti mi ritrovo in sella ad una Yamaha XT 600 che dovrebbe agevolare la corsa verso il porto di Mandraki, a 30 minuti di tragitto (calcolo effettuato per persone dalla guida normale). Peccato che a 300 metri da casa la moto comincia a dare segnali poco confortanti spegnendosi continuamente a causa, mi diranno poi, della candela. Decido quindi di ritornare a casa, lasciare la Yamaha al suo destino e prendere la solita Mini Cooper S che alla fine mi porterà a destinazione in circa 14 minuti tenuto conto che bisogna fare più attenzione a passare con i semafori rossi rispetto alla moto. (Quando diventeremo format comparirà in sovraimpressione “è finzione non fatelo a casa”)

Yamaha XT600

Yamaha XT600

Il capitano si chiama Kastris e lo individuo subito su un lussuosissimo motoscafo. Con aria snob schivo una fila di turisti che attendono di salire su un barcone pericolante, che già mi vedo a bordo dello yacht… Peccato che alla domanda “Kirio Kastris?” (in greco “signor Kastris?”) mi sento rispondere da un distinto ometto “no Castrol, we have already done fuel” (“no Castrol, abbiamo già fatto carburante”). La barca non era la barca giusta.

Fortunatamente oltre al nome simile, anche la barca che sto cercando non è molto diversa e così in parte recupero la figura precedente. A bordo dell’Eviva vengo accolto dal signor Kastris appunto, che si rivelerà simpaticissimo ed il suo aiutante Manolis, assieme ad una guida parlante russo, una signorona con mano fasciata sempre russa e passeggeri… russi.

Si esce dal porto di Mandraki

Si esce dal porto di Mandraki

Partiamo e subito mi rendo conto che i sovietici, almeno la media della popolazione, non hanno gran confidenza con il mare: lo noto dal colorito color Dixan piatti di una signora che riparata all’interno della barca fissa una piantina sul tavolo come aspettasse diventi albero, da tre ragazzine che occupano subito la prua nel piano superiore con aria da dive inconsapevoli che da lì a poco in quella parte di barca sarebbero arrivati scroscianti getti d’acqua, da un bambino vomitante e da una famiglia con papà mister Bean muto, mamma muta e figlia adolescente assente, che guardavano la tv. O meglio… Sembravano guardassero la tv, ma la tv non c’era. Fissavano il vuoto come quando la cagnetta Laika nello spazio ha cominciato a rendersi conto di cosa le stava accadendo.

Laika nello spazio

Laika nello spazio

Il viaggio dura un’ora ed è abbastanza movimentato a causa del mare particolarmente agitato. A me non provoca fastidio anche se riuscire a bere il tè in quelle condizioni non risulta semplice.

Mentre i russi cercano di non subire troppo le ire di Nettuno, la nostra barca Eviva entra nel porto di Panormitis, dove è prevista la prima sosta. Davvero spettacolare questo porticciolo dai colori suggestivi e dall’aria tipicamente greca. Già qui si notano le prime differenze tra visitare il monastero di Panormitis in compagnia di una decina di persone rispetto ad un centinaio. (Capito produttori dove sta il giochino di Controviaggio? Due modi diversi di vivere le stesse cose…)

Porto di Panormitis

Porto di Panormitis

Il monastero dell’arcangelo Michele che, narra la leggenda, compare in sogno la prima notte a chi soggiorna a Symi, è davvero un gioiellino. Custodito dagli stessi monaci ormai da decenni offre al visitatore interessanti prospettive artistiche nonché, ovviamente, un forte richiamo religioso.

Panormitis. L'ingresso affaccia sul mare.

Panormitis. L’ingresso affaccia sul mare.

Numerose sono le icone presenti nella cappella centrale, ricca di affreschi molto ben conservati ed un quadro riguardante il “protagonista” che è l’arcangelo Michele appunto, con la sua spada a difesa degli inferi e dei diavoli che ci minacciano. Molte le offerte a lui dedicate, tra cui una katana che per un attimo penso di prendere e di utilizzare per abbattere qualche russo nella barca, ma la quiete circostante mi fa desistere. Quiete che termina da lì a poco con il traghetto di massa che comincia a suonare la sirena prima dell’ingresso nel porto come di consueto per ricevere in risposta il festoso benvenuto del monastero che  intona le campane. Le centinaia di turisti sbarcano ed invadono ogni angolo occupato dalle loro guide di ogni nazionalità, raccolgono i gatti, vengono graffiati dai gatti, si lamentano dei gatti, fanno foto ai gatti, discutono dello spread e le patate lesse mangiate in hotel.

Risalgo a bordo dell’Eviva dove assieme all’equipaggio prendiamo un po’ per il culo i nostri passeggeri a loro insaputa in attesa di riprendere il largo. (Renato)

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Lindos Bay e sud dell’isola. (Seconda Parte)

Seconda Parte

Seconda Parte

1.6 163cv

1.6 163cv

Mezzo utilizzato da Renato: Mini Cooper S da 163 cv

Tempo di percorrenza da Faliraki a Pefkos: 18′

Playlist:

Daniele ancora non sa che dormirà in un hotel 3 stelle.

Raggiungo il Lindos Bay che, nonostante gli aiuti satellitari di ogni genere e tipo, non trovo.

Al sesto passaggio in cui il mio smartphone mi indica una roccia con una capretta che mi guarda insospettita come punto d’arrivo, ricordo le mie origini umane e chiedo indicazioni  ad una persona. La tentazione di chiederle alla capra era piuttosto forte. Mi imbatto invece in un simpatico omino che ho incontrato mentre scendevo un pendio che mi avrebbe portato a morte sicura non avessi fatto marcia indietro. Così chiedo Lindos Bay e scopro di aver trovato l’unico australiano emigrato a Rodi negli ultimi 30 anni che tra una smerigliatura di ringhiera e l’altra mi indica le migliori spiagge di Lindos non capendo che cercavo l’hotel Lindos Bay e non la baia di Lindos. In un primo momento ho pensato fosse stato mandato da Daniele per farmi uno scherzo. Fatto sta che in un modo o nell’altro arrivo finalmente nell’hotel cui capeggia la scritta “Sentido”.

Ingresso Lindos Bay

Ingresso Lindos Bay

Al check in mi viene consegnata una scheda da compilare in greco ed inglese (quindi immagino già le dimostranze degli italiani) e la camera assegnata è la 214. Sarà l’esperienza acquisita in questi anni ma già quando ho chiesto informazioni alla capra avevo intuito che non sarei finito nel lusso che cercavo. Ed infatti… Se la posizione dell’hotel in se stessa è davvero eccellente perché direttamente sulla spiaggia di una baia bellissima, la struttura è il classico albergone costruito fine anni 80 con pezze di verniciatura qua e là.

Posizione eccellente

Posizione eccellente

La stanza è sicuramente di ottima fattura, con un letto matrimoniale molto curato, aria condizionata regolarmente funzionante ed un bagno in condizioni piuttosto buone. Ottima impressione la danno anche gli accappatoi e le ciabattine gentilmente messi a disposizione dell’hotel ed una bottiglietta d’acqua, peccato tenuta fuori dal frigo a temperatura ambiente. (L’ambiente offre 38 gradi).

Stanza vista mare

Stanza vista mare

Non avrei tempo di usufruire della Spa ma, sinceramente, dopo aver frequentato le spa alle Maldive e gli hammam in Giordania, ho il sentore di non perdermi nulla.

Spa un pò trascurata

Spa un pò trascurata

L’attesa di Daniele finalmente finisce. Il suo “parto adesso da casa” mi ha consentito di dormire un’oretta abbondante. Abbiamo quindi cenato. Sinceramente un ottimo ambiente, non troppo affollato, con gente abbastanza educata e civile. Cucina internazionale con punto di forza lo show cooking ma anche il reparto verdura, frutta e dolci molto curato. Personale all’altezza, veloce e preparato.

Angolo relax fuori dal ristorante

Angolo relax fuori dal ristorante

Finita la cena, nonostante il tentativo di Daniele di rincorrere tre ragazze svedesi che sembravano abbastanza predisposte ad una partita a rubamazzetto, siamo finiti al Mojito, dove oltre ad avermi salvato il mio futuro matrimonio ho finalmente bevuto anch’io due mojito appunto, dopo un’astinenza mensile.

Uno alla fragola ed uno al kiwi, decisamente buoni. Atmosfera sublime grazie al cielo di quella parte di Rodi che, non essendo luminosamente inquinata presenta un cielo davvero stellare. In tutti i sensi.

Mojito's al buio

Mojito’s al buio

Cielo che mi aiutava a conquistare le ragazzine quando nel lontano 1994… Sì occhei Maria, non continuo.

Tutto il romanticismo del luogo scompare alla presentazione del conto (31 euro per 4 Mojito mi pare) che fanno sì che io saluti il simpatico rasta che ci ha serviti. Per sempre.

Non del tutto abituato ad avere in corpo delle piccole dosi di alcool, dopo qualche discorso filosofico, comunico a Daniele che lui non dormirà al Lindos Bay bensì al Kamari beach, senza però riuscire a cogliere nei suoi occhi la delusione che mi sarei aspettato. Vorrà dire che la prossima volta la preparerò meglio. (Renato)