La fortezza di Koules ed il sito archeologico di Aptera, Rethymno, Creta (Grecia)
Nel cuore della Creta occidentale, tra Rethymno e Chania, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Il sito archeologico di Aptera e la vicina Fortezza di Izzedin, conosciuta anche come il Koules di Aptera, regalano un’esperienza unica, capace di unire storia, natura e panorami indimenticabili.
Aptera: la città che dominava il mare
Arroccata su un altopiano con una vista spettacolare sulla baia di Souda, Aptera è una delle città antiche più affascinanti di Creta. Le sue origini risalgono all’epoca minoica, ma fu durante il periodo ellenistico e romano che raggiunse il massimo splendore.
Passeggiando tra le rovine si incontrano il teatro romano, le imponenti cisterne, le terme e i resti delle antiche abitazioni. Ogni pietra racconta la storia di una città che per secoli controllò le rotte commerciali del Mediterraneo, grazie alla sua posizione strategica.
Ciò che rende Aptera così speciale è il perfetto equilibrio tra archeologia e paesaggio. Il silenzio che avvolge il sito, interrotto solo dal canto delle cicale e dalla brezza marina, invita a rallentare e ad assaporare ogni momento. Lo sguardo si perde tra il blu intenso della baia di Souda e le montagne che incorniciano l’orizzonte, creando uno scenario di rara bellezza.
La Fortezza di Izzedin: il custode della baia di Souda
Poco distante dal sito archeologico si trova la Fortezza di Izzedin, costruita nel XIX secolo durante il dominio ottomano per proteggere la baia di Souda, uno dei porti naturali più importanti del Mediterraneo.
Con le sue possenti mura e la posizione dominante, la fortezza racconta una storia diversa rispetto a quella dell’antica Aptera. Nel corso degli anni fu utilizzata anche come prigione per detenuti politici, diventando un luogo simbolo della complessa storia moderna di Creta.
Oggi, pur conservando un’atmosfera austera, Izzedin affascina per il suo fascino autentico. Le mura in pietra si fondono con il paesaggio circostante, mentre il panorama sulla baia offre scorci che sembrano dipinti.
Un incontro tra epoche diverse
Visitare Aptera e la Fortezza di Izzedin significa attraversare oltre duemila anni di storia in pochi chilometri. Dall’antica civiltà greco-romana alle fortificazioni ottomane, ogni luogo racconta un capitolo diverso dell’identità cretese.
Ma il vero protagonista è il paesaggio. Il mare che riflette il sole, il profumo degli ulivi e il silenzio che accompagna ogni passo trasformano questa visita in un’esperienza che va oltre la scoperta culturale. È un invito a lasciarsi emozionare, a osservare con calma e a comprendere come la storia e la natura possano convivere in perfetta armonia.
Tra Rethymno e Chania esistono molti luoghi straordinari, ma pochi riescono a trasmettere la stessa intensità di Aptera e della Fortezza di Izzedin. Sono destinazioni che non si limitano a essere visitate: si vivono, si respirano e rimangono nel cuore, come il ricordo di un tramonto sul mare di Creta.
Xerocampos, Creta (Grecia)
Ci sono luoghi che non si limitano a essere visitati: si vivono. Xerocampos, nella regione di Heraklion, è uno di questi. Qui il mare si veste di infinite sfumature di turchese, le spiagge invitano a camminare a piedi nudi e il silenzio è interrotto solo dal suono delle onde.
È il posto ideale per chi desidera allontanarsi dalla frenesia e ritrovare il piacere delle cose semplici: un bagno in acque cristalline, un tramonto che colora il cielo di arancio e rosa, una cena in una taverna affacciata sul mare con i profumi autentici della cucina cretese.
Xerocampos non è una destinazione da spuntare su una lista, ma un luogo da assaporare con calma. È quella Creta più autentica e selvaggia che resta nel cuore, lasciando il desiderio di tornare ancora, una volta che il viaggio è finito.
Italia sì, Italia no
Che gran sospiro pensare alle cose meravigliose che ci sono in Italia. Talmente tante risorse che riesce difficile accettare il fatto gli italiani siano sempre più ingabbiati da debiti e difficoltà. Chissà quante volte nei nostri discorsi abbiamo elencato le cose belle della penisola. In questa piccola fettina di mondo sono racchiusi laghi, fiumi, colline, montagne, pianure, isole. Una nazione quasi priva di confini se non quelli naturali, bagnata da mari che con le loro onde infrangono giorno dopo giorno coste sabbiose e rocciose. Dalle Alpi al Mediterraneo l’Italia si tinge di colori diversi come un arlecchino, regione per regione, provincia per provincia, addirittura comune per comune, offrendo al visitatore cibi, culture, dialetti, lingue che si modificano nel arco di pochi chilometri. In queste terre si sono succeduti nei secoli artisti di riferimento mondiale come scultori, pittori, musicisti, poeti, tessitori, architetti, registi, sceneggiatori, attori, stilisti. Citando di botto solo alcune categorie tra le più rappresentative. Italia da sempre riferimento del design. Dalla sedia alle autovetture ed imbarcazioni di lusso. L’ossessione della firma sugli abiti e sugli oggetti. Lo stile sempre presente nelle passeggiate tra le vie illuminate dalle vetrine di negozi storici e rinomati, ospitati da palazzi antichi. Metropoli con il cuore rinascimentale ed edifici dèco sparsi qua e là. Nelle periferie più remote tra il verde ed oro di vigne e frumento, ecco spuntare fiabeschi castelli e borghi , promemoria di una complicata ma produttiva epoca medievale.
Le gesta di illustri sportivi che ancora riecheggiano nell’olimpo delle imprese più ardue mai compiute.
Questa è l’Italia sì. Ambita e raccontata come una diva, invidiata e discreditata da alcuni vicini forse un pò invidiosi.
Perché dunque gli italiani sentono il bisogno di viaggiare altrove anziché approfondire il proprio territorio? Com’è possibile che con quello che offrono i nostri mari e le nostre isole si possa solo pensare ad espatriare nelle vicine Spagna o Grecia? Perché decidere di viaggiare su treni perennemente in ritardo e su aerei low cost per raggiungere qualche fredda cittadina tedesca o inglese? Tailandia, Costa Rica, Maldive, Srilanka. Certo Paesi dalla forte attrazione ma in fondo che senso ha ricercare l’esotico se prima non si approfondiscono le proprie radici? Cosa spinge gli italiani a varcare i confini alla ricerca della vacanza perfetta quando hanno tutto a portata di mano?
Da un punto di vista filosofico si potrebbe affermare che i viaggiatori sono di indole curiosa e la curiosità non si ferma davanti ad un confine; sentirsi cittadini del mondo profuma di libertà. Chi pensa non sia logico questo discorso trova probabilmente inutile l’esplorazione dello spazio e lo studio di nuove vite nell’Universo. Che senso ha approcciare la luna o marte quando ancora non conosciamo la terra?
Più concretamente i motivi che spingono gli italiani a recarsi all’estero potrebbero essere i seguenti e fanno parte dell’Italia no: la nazione è interamente in balia di organizzazioni malavitose che influiscono profondamente sull’intero tessuto sociale. Leggi sofisticate ed incomprensibili contribuiscono a rendere ancora più fitto l’intreccio di inefficienze e disservizi. L’Italia non è mai stata avvezza al senso civico ed alla collettività ove primeggia l’interesse di qualcuno a discapito di molti. Quel qualcuno sarà premiato e non punito.
I costi sono esorbitanti e spesso ingiustificabili nonostante la pressione fiscale asfissiante.
Aleggia sempre un’aria pesante che in termini pratici si manifesta sui visi delle persone che si interfacciano con il pubblico. Raro trovare persone disinteressate sorridenti e disponibili, anche al Sud notoriamente dichiaratosi ospitale, in realtà travestimento di una perenne presa per il culo.
La voglia di espatriare deriva proprio dall’esigenza di staccare con la vita di tutti i giorni. Cambiare discorsi, vedere persone e tradizioni sconosciute, lasciare alle spalle le solite italiche problematiche.
Distrarsi. Sostituire il ghisa alla ricerca di divieti di sosta tra il caotico traffico milanese con il bobby dallo sguardo severo di Londra. Scegliere di cenare in riva al mare in una bella taverna greca allo stesso prezzo di un caffè a Porto Cervo. Fare festa tutta la notte in una discoteca alle Baleari senza l’ansia da carabiniere che bussa alla porta da un momento all’altro.
Il non sentirsi pollo da batteria all’ingrasso, pronto a farsi spennare. Sulla bilancia il peso specifico dell’Italia sì con l’Italia no miracolosamente mantiene un equilibrio stabile che fa sì che molti visitatori italiani e non, siano consapevolmente disposti ad essere centrifugati nel sistema piuttosto che rinunciare a godere delle innumerevoli bellezze sopra citate.
L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida,
e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé.
(Johann Wolfgang Goethe)









