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Avete vinto voi

Ebbene sì, avete vinto voi.

Chi pensava che la pandemia avesse in qualche modo alzato di qualche centimetro il senso della collettività si sbaglia di grosso. 

Ormai è evidente che l’effetto è stato opposto, un libera tutti dalla quale non si vede la fine in fondo al tunnel.

In questa estate italiana 2021 con intermittente parvenza post pandemica, scorrazzano baldanzose intere famiglie alla ricerca di raggi di sole ed acque incontaminate tra località turistiche nostrane ormai costrette ad una sorta di prostituzione professionale pur di racimolare gli ultimi spicci derivanti da bonus vacanze e redditi di cittadinanza. La professionalità si è ristretta come un maglioncino di lana lavato a 180 gradi e centrifugato a 1200 giri. E’ circoscritta nelle zone considerate vip, dove solo pochi eletti possono accedere e sono, guarda caso, gli idoli degli idioti instagrammati che provano ad emularne le gesta. Bottiglie di champagne stappate con sorrisi e scioltezza a bordo di inavvicinabili yacht da categorie di persone che nulla hanno a che spartire con il popolino cafone se non, spesso, le loro origini e la cafoneria stessa.

Locali, ristoranti, alberghi sono costretti a lavorare con un numero ridotto di personale alle prime armi e frequentemente sotto pagato. Quasi impossibile trovare e remunerare i professionisti, già evasi all’estero anni or sono alla ricerca di commisurati riconoscimenti. Quelli rimasti a casa preferiscono giustamente il divano ed un reddito regalato che, seppur minimo, supera le offerte di mercato.

Le persone che nei decenni passati si incontravano nei corridoi degli alberghi e con le quali ci si scambiava un cordiale cenno di saluto che poi silenziosamente si ritiravano nelle loro stanze, sono state sostituite da frotte di bambini urlanti dalle infradito usate come zampe palmate di papere fuori habitat e nocche addestrate a picchiare le rimbombanti porte di legno in attesa che qualche genitore apra loro l’uscio. Non esistono più le ore di silenzio che in un hotel dovrebbero essere h24.

Lunghe carovane di individui fuori forma vocianti e strascicanti coinvolti in strenue battaglie alla ricerca di sedie e tavoli liberi in quelli che una volta erano ristoranti ed oggi sono semplici mense. Lunghe code di canottiere e pantaloncini corti, che sia pranzo o cena, al buffet da svaligiare di turno. Facce scure deluse dalle privazioni della vacanza dei loro sogni e con un buco nero nello stomaco capace di ingurgitare quantità industriale di cibo che nemmeno il rutto conclusivo riuscirà ad addolcire le loro monotone vite.

Infanti annichiliti dai cartoni sparati sugli smartphone posizionati sul tavolo con volumi da drive in. I richiami da metri di distanza tra i componenti delle varie tribù familiari per urlarsi il superfluo. Sedie stridenti trascinate come corpi morti e porte sbattute in faccia al buon senso.

Questa pochezza ha riempito tutti gli spazi lasciati colpevolmente vuoti dalla gratitudine e dalle regolette base della buona educazione. Sventola alta e fiera la bandiera del io ho pagato a giustifica di tutte le nefandezze intellettuali commesse quotidianamente dal turista moderno, un po’ come accade ad Israele* che ad ogni accusa si nasconde dietro all’evergreen antisemitismo.  (*sì, è una mia ossessione e tale rimarrà finché la Palestina non avrà giustizia)

Domina incontrastato un pensiero unico globale che si è conformato allo spartito scritto dai vari Amazon, Netflix e tutto ciò che si può comprare. Come se il bon-ton fosse in vendita sugli scaffali virtuali dei grandi magazzini.

Così va oggi il mondo, compresso e ridotto al minimo non indispensabile, addobbato da una marea di plastica e cazzate.

Ben inseriti in una società che non tiene conto delle persone più vulnerabili. Marciapiedi e piste ciclo pedonabili progettate con enfasi e contributi europei, realizzate con fastidio, abbandonate e violentate da suv e furgoni dittatori incontrastati della strada.

La prevalenza della costante rumorosità di pensiero, confusione mentale urlata in ogni occasione ormai da tutti, non più da molti idioti auto eletti.

Quindi maleducati ed ignoranti, anche se mai sarete consapevoli di questo, sappiate che avete vinto voi. Avete portato al trionfo il menefreghismo, la puerilità, l’arroganza, la meschinità, il nulla.

Sono d’accordo col fatto che nel mondo non ci sia equità; le persone maleducate infatti sono molto più numerose di quelle ben educate. (Salvatore Cutrupi)

Slow Food Greco: Questo era, Questo è.

La globalizzazione che senza mezze misure sta conformando costumi, culture e tradizioni mondiali non guarda in faccia nessuno tantomeno la Grecia che, come risaputo, non sta passando di certo dei momenti spensierati all’interno della Comunità Europea e le austere leggi finanziarie che ne conseguono.

Ristorante Kontiki Rodi

Per divulgare il verbo dell’eguaglianza commerciale le lobby mondiali utilizzano principalmente come megafono delle loro campagne la vecchia cara televisione che ultimamente ha uniformato i programmi televisivi più seguiti in format di successo che lasciano ben poco spazio ad ideazioni locali. Tra i vari hanno raggiunto un boom inaspettato quelli riguardanti cuochi, chef e cucina che hanno letteralmente invaso gli schermi piatti (nipoti dei tubi catodici) che fanno compagnia a milioni e milioni di spettatori, nord e sud americani, italiani, tedeschi, greci, cinesi, australiani e chi più ne ha più ne metta.

Tutta questa premessa serve a capire come in questi ultimissimi anni la cucina greca sia stata influenzata da questi format televisivi e come si presenta oggi sulle tavole di caratteristiche taverne e ristoranti ellenici.

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Cucina greca che in quanto a varietà non regge il minimo confronto con quella italiana e francese che invece sono caratterizzate da un’infinita scelta e diversità dovute alla frammentazione regionale e provinciale che hanno contribuito ad arricchire e caratterizzare ogni singolo piatto.

Nonostante la monotonia dei menù ellenici i greci, alla stregua degli italiani in pizzeria, passano decine di minuti a consultare e sfogliare le pagine della lista per alla fine ordinare sempre le stesse cose, esattamente come chi appurata l’esistenza di 23 pizze differenti ordina le solite due varianti da 30 anni.

Prima però di parlare dell’attuale offerta culinaria greca sarà bene ricordare ciò che la storica filosofia mangereccia di questo Paese ha offerto e continua ad offrire ai suoi abitanti e visitatori: se la loro vita è scandita da tempi piuttosto lazy come d’altronde in tutta la fascia mediterranea, altrettanto dicasi dei pasti completi che sono tradizionalmente piuttosto lunghi; essendo tutto slow, ovviamente anche il food non poteva diversificarsi, trasformandosi in fast solo nell’occasione in cui ci si rifocilla con del pitagyros che in Italia viene smerciato dai nord africani come kebab; nome che i greci, visto il non proprio idilliaco rapporto con i turchi, non digeriscono proprio; tanto per stare in tema.

Foto Kontiki Rodi

Il pranzo e la cena sono posticipati rispetto agli orari di riferimento del nord Europa ed inevitabilmente sono di durata infinita. Il primo comune errore che compie lo straniero, in particolar modo l’italiano, che non conosce la metrica del pasto greco è quella di mangiare con troppa velocità le pietanze che sono servite in contemporanea e che riempiendo la tavola provocano un certo disagio iniziale e l’impressione che non si riuscirà mai a finirle per tempo. I greci dal canto loro non si curano del tempo abitualmente, figuriamoci quando mangiano.

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Taverna a Kalavarda

Le molteplici porzioni che sono servite a mitraglia ad inizio pasto si chiamano mezedès e sono l’antipasto di quello che sarà il piatto principale. Tanti assaggi di numerose bontà quasi sempre fresche e genuine quali la feta, le dolmades, halloumi, pitaroudia, anthothiro, koriatiki, tsatsiki, olive, patate, dakos e via di questo passo, condite da fiumi di olio extra vergine d’oliva di qualità e pane casereccio di sovente abbrustolito. Il vino della casa generalmente ha un’acidità piuttosto elevata e non sempre viene gradito dai commensali forestieri. Stessa cosa dicasi per il caratteristico vino resinato Retsina che o piace tantissimo oppure viene scartato senza appello. Rimanendo in tema bevande l’acqua minerale gassata non fa parte della tradizione greca e, nelle taverne più semplici e caratteristiche, è molto difficile trovarla se non sotto forma di lattina Tuborg Soda che però contiene tanta di quell’anidride carbonica da dover necessitare di mezza foresta amazzonica per assorbirla.

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Terminato il primo round che spesso decreta il k.o. di numerosi frettolosi ed ingordi avventori, ecco che arriva il piatto principale che può suddividersi in carne, pesce o sfornati di pasta quale la moussaka. Naturalmente contornati da altri ingredienti classici quali insalata, legumi, patate fritte o al forno, tsatsiki e via dicendo. L’italiano naturalmente predilige il pesce che viene pescato anche durante la stessa giornata come nel caso dei disgraziati polpi, ma anche la carne è di eccelsa qualità dato che è praticamente impossibile che provenga da allevamenti intensivi. Letta da vegetariani e vegani non è certo una bella prospettiva la mattanza culinaria appena descritta ma anche i cultori della non violenza potranno sfogare le loro umane frustrazioni su zucchine, cetrioli, pomodori, melanzane, carote, cipolle che arrivano da coltivazioni realmente biologiche, allevate e raccolte probabilmente dalla stessa persona che le ha cucinate e ve le sta servendo.

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Questo è lo storico della cucina greca che ancora si trova in moltissimi luoghi tradizionali come a Rodi parte est nella pratica Faliraki presso la Taverna Mousikorama a gestione familiare, molto pulita e curata nei particolari, con prezzi decisamente bassi e piatti sfiziosi.

Come anticipato all’inizio post i format televisivi e la moda della cucina ricercata hanno portato cambiamenti ed in taluni casi miglioramenti rispetto a quella che si spera rimarrà la cucina tradizionale che possiamo trovare a costi molto bassi nelle numerose taverne.

Kontiki by Night

I locali di gran moda ad Atene e Salonicco o nelle isole particolarmente glamour sullo stile di Mykonos e Santorini hanno saputo evolversi ed offrire un prodotto finalmente adatto anche alle persone più esigenti che apprezzano sì la serata in amicizia nella taverna tradizionale, ma che ricercano anche la giusta riservatezza ed atmosfera in occasioni più formali. In questo tipo di ristoranti il menù dei vini ovviamente prende una piega decisamente più adeguata ai palati istruiti che intendono godere degli abituali prodotti locali intrecciando nuove combinazioni di gusti e sapori che li rendono gradevoli, delicati ed esclusivi.

Foto Kontiki Rodos

L’accostamento che viene in mente scrivendo queste righe è sicuramente uno dei numerosi antipasti composto dalla noiosamente immancabile feta trasformata in prelibatezza dal sapore unico solo perché presentata con una dorata pané con pennellate di miele. Inutile dire che anche la presentazione del cibo è adeguata alla qualità e proporzionale all’abilità dello chef che la propone.

Un piatto può essere rivisitato senza perdere la sua tradizione, la cucina è fantasia, ma ci vuole sempre tecnica e studio per creare una personale variante” (Alessandro Borghese)

 

 

 

 

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Foto Kontiki Rodi

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Foto Kontiki Rodi

Cosa aspettarsi da Marsa Alam

DSC_0907L’Egitto è da sempre una delle mete preferite dagli italiani per principalmente tre motivi: la vicinanza geografica che consente il raggiungimento della destinazione in poche ore di volo, i costi decisamente contenuti e l’elevata probabilità di trovare temperature gradevoli anche nei periodi invernali europei.

Aggiungiamoci anche le persone che sono ancora attratte dal fascino dell’Antico Egitto con tutti i suoi capolavori conservati più o meno bene e le centinaia di leggende che li accompagnano nel lunghissimo cammino storico ed ecco che i charter sono presto riempiti da frotte di turisti italiani che ad ogni atterraggio non controllano il sistematico applauso. DSC_0921

Tra i tanti posti che offre il desertico paesaggio egiziano compare anche la neonata Marsa Alam, luogo di recentissima ideazione nel campo turistico. Spremuta come un limone Sharm el Sheik, fu prima colonia italiana, in seguito russa, ora non ben definita; edificata fino all’ultimo centimetro Hurghada, prima colonia anglo-teutonica, poi russa, ora non ben definita; Ecco Marsa Alam, penultima nata di località balneari create dal nulla ed al momento circondata dal nulla.

DSC_0914Con il proprio aeroporto e distante 3 ore abbondanti di auto dalla prima cittadina vicina con più di cento abitanti, Hurghada, Marsa Alam offre al turista la possibilità di rilassarsi al sole e di inseguire i variopinti pesci della barriera corallina, ancora integra dall’inquinamento acustico e luminoso che negli altri luoghi hanno generato l’inevitabile impoverimento della fauna marina. DSC_0886

Nella maggior parte le poche strutture alberghiere abbondano di stelle ma ci si metta nella testa una volta per tutte che far affidamento alle categorie dichiarate dagli hotel in Paesi poveri è sempre un terno al lotto. L’Egitto in particolar modo è sì capace di costruire imponenti strutture ricettive dall’accattivante aspetto, ma non è in grado di inserirci personale in grado di mantenere, programmare e sviluppare tali, letteralmente, cattedrali nel deserto. D’altronde la completa assenza di scuole professionali turistiche e la totale assenza di adeguata istruzione scolastica portano a risultati parecchio deludenti.

Un peccato. Scuole specialistiche impiegherebbero moltissime persone nell’insegnamento, toglierebbero dalla strada o da paesini di estro medievale migliaia di ragazzini con poche prospettive, finalmente fornirebbero personale qualificato alle strutture e potrebbero tranquillamente interagire, anche economicamente, con i diversi tour operator europei che per vivere, a volte solo sopravvivere, necessitano dell’Egitto come gli esseri viventi necessitano dell’ossigeno.DSC_0897

La realtà è diversa e così bisogna munirsi di pazienza, abbassare l’asticella delle aspettative e concentrarsi esclusivamente al silenzio, sole e mare che in questo caso offre Marsa Alam.

Tarocchi originali

Tarocchi originali

Se già non risiedete in un hotel a Porto Ghalib, la possibilità di raggiungere questa piccola marina è facile ed economica. E senza alternative. Agglomerato di case di recente costruzione e voluta dal solito emiro milionario di turno ha l’inconfondibile e poco originale impronta egiziana con la schiera di negozietti stracolmi di patacche ed imitazioni di ogni genere e tipo ed i loro gestori perennemente sulla porta occupati nella tentata vendita di improbabili prodotti miracolosi e scontatissimi. Parallelamente la fila di caffè è bar, a loro volta fatti con lo stampino.

DSC_0931Porto Ghalib si gira in pochi minuti ed offre rari scorci meritevoli di essere immortalati in qualche scatto che il più delle volte si rivolge alle barche ormeggiate, dall’aspetto di lussuosi yacht ma in realtà barcarole di poco pregio, piuttosto che ad edifici meno peggio edificati che nonostante il fatto siano costruiti di recente presentano già crepe e preoccupanti segni di usura dovuti all’uso di materiale scadente e manodopera non qualificata.

Il messaggio è chiaro: non siamo a Las Vegas e molti disservizi tecnologici (leggasi probabili sconnessioni o segnale wifi debole) sono abbastanza frequenti, ma visto il territorio e le condizioni del Paese è quasi miracoloso averle a disposizione. Tra l’altro, per chi come priorità ha il wifi e non il mare, suggerisco di acquistare una sim locale.DSC_0933

Se invece la tecnologia non è il vostro forte o semplicemente potete farne a meno per qualche giorno, Marsa Alam offre diverse escursioni di vario genere e tipo, tra cui l’estenuante ma imperdibile visita nella meravigliosa Luxor. Escursioni che è preferibile effettuare con il vostro tour operator per un motivo non solo di sicurezza, ma di buona riuscita e professionalità garantita.

Come spesso accade per risparmiare 15 euro si buttano via intere giornate per fare denunce e report medici o semplicemente litigate per rimborsi non dati o escursioni non effettuate.

DSC_0895Vi fareste mettere le mani in bocca da un dentista senza laurea? Non fidatevi di chi ha uffici turistici polverosi ed improvvisati, vi chiama amico e vi da le pacche sulle spalle.

Viaggiate sicuro.

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