Rio de Janeiro: Carretao contro Porcao

Per fornirvi un’opinione riguardante due churrascarias di Rio de Janeiro abbiamo scomodato mr. Vap. Conclamato divoratore di cibo senza limite, ha dovuto nutrirsi in precedenza per evitare di mandare in bancarotta i due ristoranti “all you can eat” (“tutto quello che puoi mangiare”, come li chiamerà lui). Così cominciamo a svelare anche mr. Vap. Buona lettura!

Per chi vuole aver un’idea della cucina carioca e in special modo della squisita carne brasiliana, mr. Vap consiglia assolutamente questi due ristoranti nel quartiere signorile di Ipanema: Porcao e Carrettao. (Oltre ad Ipanema il Porcao è presente anche a Rio’s, Barra e San Paolo, il Carretao a Copacabana)

La sfida tra questi due posti chiccosi e al tempo stesso informali e’ intrigante.

Rivista Porcao

Porcao offre anche una sua rivista

Porcao: http://www.porcao.com.br/

Il posto e’ un all you can eat della eccezionale carne brasileira,con il simpatico gioco del cartellino. (Verde, da un lato, per essere serviti dai camerieri, che girano per il locale con spiedi ai quali sono infilzati fior di filetti, controfiletti, arrosti e bolliti; rosso dall’altro per stoppare momentaneamente o definitivamente l’obelixiano banchetto di carne).

Quindi ragazzi e ragazze amanti dell’angus, qui vi potete sbizzarrire. Carni rosse al sangue, cucinate nella maniera migliore con il sale grosso, come deve essere fatto.

Camerieri gentilissimi e iper professionali servono questi manicaretti con gran rispetto e dignità.

Al Porcao, inoltre c’è un lauto buffet,molto curato con primi, verdure e sushi.

Tutto innaffiato da un buon vino carioca, caipirinha o birra che vanno ad impreziosire una cena di livello.

Il costo e’ elevato per i parametri brasiliani, ma alla portata del turista/viaggiatore europeo/nordamericano che si puo’ viziare con le prelibatezze “verde-oro“. Ecco perché potrebbe capitarvi di trovarvi seduti accanto personaggi celebri brasiliani come il giocatore di calcio Ronaldinho.

Qualità di carne eccelsa

Qualità di carne eccelsa al Porcao

Carrettao: http://www.carretaochurrascaria.com.br/

Il Carrettao e’ sempre un “all you can eat” del rosso manzo “carioca”, con pure il divertente gioco del cartellino che ho spiegato per il Porcao.

Buffet curatissimo con ogni ben di dio, camerieri efficientissimi e cordiali, vini, birre e cocktail pestati squisiti.

Se al Porcao bisogna andare almeno una volta, al Carrettao ci si torna molto piu’ volentieri: maggior customer care, più ordinato, pulito, scanzonato, informale, miglior rapporto qualità/prezzo,  disponibilità del personale.

mr.Vap impaziente durante il taglio del filetto

mr.Vap impaziente durante il taglio del filetto al Carretao

L’aneddoto carino che mr. Vap vi racconta è della conoscenza, seppur superficiale, di una camerierina addetta al buffet, appunto al Carrettao, chiamata Alina.

Chissà, per lei, giovanissima, servire uno straniero come me, cosa pareva essere…

Un marziano, per lei,ancora bimba nei modi; per me un sorriso, due parole scambiate in italiano-portoghesato e tanta vivacità carioca, che mi fa preferire definitivamente l’elegante, ma scanzonato, Carretao.

Mr.Vap si abbuffa senza ritegno davanti alla sua Vap.

Mr.Vap si abbuffa senza ritegno davanti alla sua Vap.

Controviaggio ringrazia mr. Vap per il suo contributo, speranzoso che dopo il racconto della “camerierina” non vengano intraprese azioni legali contro di lui per pedofilia ed al Carretao per sfruttamento di lavoro minorile.

Rio de Janeiro: Copacabana contro Ipanema

Nell’immaginario collettivo Rio de Janeiro, oltre alla sacrale imponenza del Cristo Redentore, è associata alla spiaggia più famosa al mondo: Copacabana.

In effetti passeggiare lungo l’Avenida Atlantica in qualche modo corrisponde alla forte luce bianca che, a detta di chi l’ha vissuta, ci abbaglia al momento del trapasso. Una sorta di benvenuti in paradiso.

Ipanema

Benvenuti in paradiso: Ipanema

Abbiamo visitato luoghi in cui l’impatto naturalistico è stato di maggior impatto, vedi Maldive, ma l’arte, la poesia, la musica, i colori, le stesse caratteristiche morfologiche che caratterizzano le spiagge carioca sono uniche al mondo.

Tra tutte queste distrazioni non deve venir meno la soglia di attenzione che a Rio de Janeiro deve essere sempre tenuta alta, motivo questo che fa desistere molti dallo scegliere il Brasile come meta vacanziera.

Sempre all'erta, ma vale la pena...

Sempre all’erta, ma vale la pena…

Durante le nostre passeggiate, che partono dal lungomare di Leblon, attraversando Ipanema, approdando a Copacabana, in primo luogo bisogna fare attenzione al rischio ustioni. Il sole, anche se coperto da qualche nuvola, non risparmia nessuno. Passare delle ore a rosolarsi in stile Rimini o Riccione equivale a carbonizzarsi. Sulle coste italiane dopo una giornata al sole ci si interroga se il nostro grado di abbronzatura sarà percettibile una volta tornati in città, su quelle carioca siamo costretti a chiedere il riconoscimento ad amici e parenti. Per evitare insolazioni che possono rovinarci il nostro soggiorno brasiliano evitate di fare i fenomeni, ungetevi di creme protettive (almeno 50) oppure indossate qualche tutina d’amianto.

Abbronzature locali.

Abbronzature locali.

Una volta sistemato il vostro pareo sulla sabbia (…perché sicuramente lo comprerete e fatelo nel negozio Santa Clara 33), non lasciate mai incustoditi i vostri beni, in particolar modo il cellulare. Una volta fregato lo smartphone da abili e veloci ragazzini, se non recuperati al volo da discreti colossi in divisa che vigilano su di voi e che picchiano forte, potrete consultare di seguito la posizione in cui si trova tramite il vostro anti scippo satellitare che segnalerà la sua presenza presso una delle 34 simpatiche favelas. In quel caso fate mea culpa se non avete scaricato le 900 foto che avevate gelosamente conservato al suo interno, gli appunti di lavoro e nomi in agenda ed evitate di andare alla Polizia per non farvi ridere in faccia. Inutile dirvi che entrare nella favela alla ricerca del vostro telefono è l’equivalente di andare a chiedere spiegazioni al clan dei corleonesi bussando alla porta di Provenzano.

Santa Clara 33

Santa Clara 33: 12 piani di mini negozi

Quindi, ricapitolando, occhi sempre aperti ed evitare di fare la parte dell’italiano stereotipo “aé-aò” con zainetto Invicta e bandana in testa. (…questi ultimi prescritti, tra l’altro)

In pratica per vivere bene a Rio de Janeiro serve avere gli stessi accorgimenti che si adottano a Napoli e che non significa che i partenopei sono tutti delinquenti, anzi.

Tornando alle cose decisamente piacevoli, ed al titolo, qual’é la spiaggia migliore?

Tutte e tre le spiagge sono adiacenti e si sviluppano sul lungo mare. Leblond è divisa ad Ipanema da un canale che corre sotterraneo per poi rendersi visibile solo sul tratto di sabbia. Quelle di Copacabana ed Ipanema sono invece divise da una piccola e verde penisola sporgente. Lungo la strada che costeggia il lungomare passeggerete sul caratteristico marciapiede composto da sampietrini.

Caratteristica pavimentazione

Caratteristica pavimentazione

Ogni 50 metri è presente un chiosco dove con 5 real (in tempo di Mundial il costo vita aumenterà presumiamo) potete dissetarvi con una birra o con un cocco fresco. I prezzi aumentano per la caipirinha. Questi chioschi, anche riconoscibili per l’odore di fritto, sono frequentati per lo più da turisti e quindi, specie i primi giorni in cui siete facili prede, evitate di incrociare lo sguardo dei venditori ambulanti, musicisti, mendicanti e quant’altro. Se vi appoggiano delle peanuts sul tavolo non toccate e non mangiate.

Venditore di cappelli

Venditore di cappelli

In spiaggia i bagnini nelle loro postazioni vendono altrettante bevande ed i locali preferiscono acquistare da loro. Sempre dai bagnini si noleggiano sdraio ed ombrellone.

Cocco fresco ai chioschi

Cocco fresco ai chioschi

Attenzione perché ogni bagno ha la sua caratteristica; il nostro amico mr. Vap (ma chi è mr.Vap?), che fiero esibiva i suoi tattoo colorati indossando un’esile slippino, solo dopo una settimana si è accorto del perché specie nel bagno 8 si sentiva particolarmente osservato: il bagno 8 (e la via che ti ci porta dall’interno del quartiere di Ipanema, Farme de Amodeo e Visconde de Piraja) è gay lesbian friendly. Complice di questa scoperta anche il fatto che nel bel locale To Nem Ai io ed il mio stimato ed ermafrodita (primate aggiungerei) collega mr. Vap, abbiamo assistito a limonamenti tra individui dello stesso sesso. Sia ben chiaro, nessuna discriminazione verso gli innamorati e su chi decidono di riversare il loro sentimento più puro, ma non sapendo che il luogo era meta preferita dei nostri amici omosessuali siamo rimasti un po’ sorpresi.

Chi é Mr.Vap?

Chi é Mr.Vap?

Tornando ai bagni più conosciuti, sempre ad Ipanema c’é il 9, meta ambita per lo più da turisti.

A Copacabana, tra i vari castelli di sabbia dove potete farvi scattare una foto ricordo (a pagamento) c’é anche una scultura, sempre di sabbia, che vede un babbo natale (ovviamente nel periodo natalizio) circondato da culini (…più oni che ini) e che indica un locale frequentato da ragazze di facili costumi situato proprio nella parte opposta attraversata la strada.

sCULture

sCULture

Insomma, gli aneddoti a Rio sono infiniti. Ma tra Copacabana ed Ipanema (con Leblon) chi la spunta? A nostro avviso le ultime due, dato che sono frequentate da gente di livello più alto, non per un fatto discriminante al solito, ma per motivi di sicurezza.

Leblon

Leblon

Proprio alle gente ed i loro comportamenti prossimamente dedicheremo qualche riga in “Italiani contro Brasiliani”… Continuate a seguirci! (continua)

Rio de Janeiro: pratiche per realizzare un sogno

Un giorno ti sveglierai e non ci sarà più il tempo di fare le cose che hai sempre sognato. Falle adesso.” scrive il poeta carioca Paolo Coelho.

Una di queste cose, aggiungiamo noi di Controviaggio, è visitare Rio de Janeiro.

Città dalle mille contraddizioni che offre intense e continue emozioni. Sicuramente la visita di questa splendida capitale, non politica, ma di bellezza, ci avvicinerà di più ai pensieri di artisti e poeti come Coelho, rendendoli più umani e realistici se confrontati con le quotidianità brasiliane.

Rio: fucina di artisti

Rio: fucina di artisti

Fatta questa inevitabile premessa, torniamo come di consueto al pratico. Se conoscete un minimo il nostro blog saprete anche che amiamo arrivare al sodo con suggerimenti pratici e, perché no, aneddoti simpatici, anziché soffermarci in informazioni che potete tranquillamente consultare su wikipedia o da cervellotici tecnici alla @ricpuglisi (chi segue Twitter lo sà)

Consapevoli di aver attirato a noi anche qualche maledizione da persone che non possono permettersi viaggi di questo tipo (ma ricordiamo loro che la vita è una ruota) cominciamo a raccontare un pò di Rio di Janeiro a chi ha in programma di andarci, a chi vuole ricordarla perché ci è stato ed a chi per ora si limita a sognarla.

Il Cristo Redentore: una delle nuove sette meraviglie

Il Cristo Redentore: una delle nuove sette meraviglie

Premesso che la nostra visita aveva come obiettivo principale la materializzazione del mito carioca rappresentato dal Cristo Redentore, l’Avenida Atlantica, il Pan de Azucar, le spiagge di Copacabana ed Ipanema, il Maracanà e non (solo) le rappresentazioni de “L’allenatore nel pallone” (1984) cui si riferisce Andrea Bergonzoni (interpretato da Andrea Roncato) apostrofato come “commerciante di culi” da Oronzo Canà (Lino Banfi) https://www.youtube.com/watch?v=pU2gQGLmzWw ed in cui, tra l’altro, il famoso tram giallo con cui ad un certo punto del film arriva Giginho (Gigi Sammarchi), il barrio di Santa Teresa, non è funzionante in seguito ad un incidente che il 27 agosto 2011 ha causato 6 morti, le principali preoccupazioni prima di partire erano quelle di poter essere derubati o rapinati.

Andrea Bergonzoni ed Oronzo Canà a Copacabana nel '84

Andrea Bergonzoni ed Oronzo Canà a Copacabana nel ’84

Per evitare spiacevoli sorprese, dopo esserci informati a dovere con amici, conoscenti ed aver a nostra volta consultato blog specializzati, abbiamo scelto di soggiornare la prima settimana nel tranquillo ed elitario quartiere di Ipanema. A Rio de Janeiro ci sono 34 favelas (baraccopoli) che sono il 20% circa della popolazione di 6 milioni di abitanti e nonostante ci sia in corso un imponente programma preventivo da parte di esercito e forze di polizia, visto anche gli imminenti eventi quali i Mondiali di Calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016, gli incontri ravvicinati con qualche malvivente sono decisamente probabili. Da parte nostra abbiamo lasciato a casa tutti gli oggetti di valore come orologi e bracciali vari (una volta sul luogo noterete che la stragrande maggioranza non porta nulla ai polsi o al collo), abbiamo indossato abiti molto semplici, nessun zainetto o riconoscimenti da turista per caso e nell’appartamento abbiamo utilizzato la cassetta di sicurezza (nonostante la presenza dei portieri 24h su 24) dove ci abbiamo infilato passaporti e visti.

Tramonto a Rio de Janeiro

Tramonto mozzafiato a Rio de Janeiro

L’altra domanda che ci siamo posti ed alla quale non abbiamo trovato molte risposte è stata la seguente: bisogna cambiare Euro con Dollari? Euro con Real? Dove si cambiano? E le carte di credito?

La risposta è la seguente: tutti i locali accettano la carta di credito o debito anche per importi molto contenuti. Addirittura i venditori ambulanti nelle spiagge di Copacabana, Ipanema e Leblon hanno la macchinetta. Quindi munitevi di carta di credito (se non ce l’avete) e fate sogni tranquilli. Ricordatevi il codice pin perché prima o poi dovrete anche ritirare dei contanti per pagare i taxi che fondamentalmente sono gli unici che accettano solo banconote. Gli orari per prelevare negli sportelli, tranne in qualche posto, non sono di 24h ma vanno dalle 5-6 della mattina alle 22:00 sempre per motivi di sicurezza. Quindi tenetevi sempre un 100 Real in tasca durante la notte per pagare eventualmente i taxi. Ricordiamo inoltre che comunque sono a disposizione diversi uffici per cambiare i vostri soldi, uno anche appena arrivate all’aeroporto Antônio Carlos Jobim con commissioni ovviamente sfavorevoli.

Valuta locale: Real

Valuta locale. 1 Euro = 3 Real

Altro quesito di vitale importanza è la connessione internet con il nostro amato smartphone. Quanto costa chiamare, connettersi? Una volta arrivati fatevi una passeggiata d’assaggio lungo la Rua Visconde de Pirajá (naturalmente dopo aver passeggiato con il telefono spento sul lungomare di Ipanema, Avenida Vieira Souto) e compratevi una sim locale delle varie compagnie telefoniche come Vivo o Tim. Noi abbiamo preso una Tim (abbastanza scarso il servizio offerto a dire il vero) con 15 Real. (Circa 5 euro) Per attivarla basta chiamare il numero che troverete all’interno della confezione, parlare in portoghese o inglese con l’operatore, fornire numero di passaporto ed indirizzo in Brasile e fine della storia. Le ricariche si effettuano nelle edicole e, come in Italia, una volta dato il proprio numero all’edicolante e l’importo desiderato (anche pochissimi euro) ci pensa lui ad accreditarvelo. Ricevete il solito sms di conferma. Morale della favola acquistare una sim brasiliana conviene se non altro per navigare quotidianamente ed utilizzare Google map e wikipedia. Qualcuno si chiederà giustamente: ma non me lo fregano il mio smartphone? Non sbandieratelo in giro ma Rio de Janeiro non è terzo mondo e praticamente tutti posseggono un telefono dell’ultima generazione, anche nella favela (probabilmente grattato). A dire il vero noi che utilizzavamo un Samsung S2 ed un Iphone 4s sembravamo un po’ retrò. Per non parlare dell’inquietante mr. Vap che andava in giro con un Nokia da museo del cellulare. Chi è mister Vap? Lo scoprirete alla prossima… (continua)

Un altro film mito girato a Rio...

Un altro film mito girato a Rio…

Irresistibile Firenze

 Ma io che farò in questa città fottuto di malinconia e di lei intonava il compianto Ivan Graziani nel suo brano Firenze (Canzone triste). Beh, di sicuro la cosa alla quale non si può rinunciare è mangiare e bere.

Il fantastico capoluogo toscano offre una quantità innumerevole di locande, brasserie e ristoranti  per ogni gusto e tasca e l’innamoramento è inevitabile mentre si percorrono i vicoli del centro, tra Chiese e Cattedrali, musei e monumenti, palazzi rinascimentali e negozi di prestigio con i profumi che ci avvolgono in quasi ogni istante della visita. Sapori medievali come alla Loggia del mercato nuovo dove esistono e resistono chioschi che offrono  il lampredotto, cibo dalla carta d’identità toscana. Il lampredotto è uno dei quattro stomaci dei bovini che, dopo essere stato bollito, viene servito con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano. Il classico piatto povero diventato parte integrante della cultura toscana.

Loggia del Mercato Nuovo

Loggia del Mercato Nuovo: lampredottaro

Il nostro blog dovrebbe essere contro, ma a Firenze di contro c’è ben poco da trovare perché la qualità dei prodotti e la professionalità è davvero di altissimo livello.

Tra i tanti è il caso del Santo Bevitore, situato nella medesima via a pochi metri dall’Arno, ambiente spazioso, sapientemente arredato, pulito e curato nei particolari. Il personale gentile e preparato serve nella giusta velocità delle ottime pietanze e numerose tipologie di vini di squisita fattura. (http://www.ilsantobevitore.com)

Santo Bevitore. Scorcio sulla via.

Santo Bevitore. Scorcio sulla via.

Essendo nati a parecchi chilometri di distanza dalla Mecca non dobbiamo privarci di vassoi caricati con prosciutto crudo, salame, finocchiona. La loro morte naturale è con il fantastico pane casereccio, accompagnati da vari tipi di formaggio più o meno stagionato ulteriormente insaporito da favolose mostarde.

Per poi continuare con dei pici (pasta fatta in casa, tipica toscana pure quella) al ragù di carne altamente selezionata che mette l’ennesimo accento a quello che è un tripudio culinario.

Tripudio culinario

Tripudio culinario

Ed a proposito impossibile non citare la chianina, tipo di carne utilizzata per grigliare le famose fiorentine (che per un periodo erano state vietate, ricordate la mucca pazza?)

A questo proposito mi vengono in mente quelle domandine idiote dal taglio adolescenziale che di tanto in tanto capita di fare: ma tra una fiorentina ed un limonino con Belen (o metteteci chi volete a vostra scelta) tu cosa sceglieresti? E’ eccitante vederla in piedi per qualche minuto, prima di sdraiarla su un lato, ammirarla, girarla dall’altro ed al momento giusto gustarcela in tutta la sua magnifica consistenza. Belen? No, la fiorentina!

La fiorentina

La fiorentina

Numerosi anche i luoghi dove poter alloggiare durante la permanenza nel capoluogo: questa volta è toccato al Park Palace, comodo perché nelle vicinanze di Porta Romana e di conseguenza al centro. Struttura affascinante dal sapore nobiliare, di proprietà svizzera. Prezzi consoni ad un 4 stelle situato in una suggestiva e tranquillissima posizione. Stanze in ordine e pulite, personale professionale. (http://www.parkpalace.com/it‎)

Park Palace

Park Palace

Per chi non ha interesse ad alloggiare necessariamente a Firenze c’è la possibilità di dormire presso Villa Murray ad Impruneta, immerso nel verde tra cerbiatti e scoiattoli e la gentile signora Silvia con le sue ricette delle torte che troverete durante le interminabili colazioni. (http://www.villamurray.it)

sala colazione a Villa Murray

sala colazione a Villa Murray

Per spingersi verso Siena, nel delizioso borgo di San Gimignano, alla Collegiata, splendida struttura trasformata da monastero ad hotel che offre agli ospiti una cucina di altissimo di livello ed un altrettanto curata cantina di vini.

La collegiata: cantina vini

La collegiata: cantina vini

Per i più esigenti, come chi scrive, c’è la possibilità di alloggiare all’interno della torre dove è situata la suite con  al piano inferiore la camera da letto ed in quello superiore una piscina jacuzzi con vista panoramica delle mura e torri medievali di San Gimignano appunto. (http://www.lacollegiata.it)

La collegiata. Suite.

La collegiata. Suite.

Abbiamo cominciato citando un brano di Ivan Graziani, terminiamo riportando l’intero testo di Firenze Sogna di Claudio Villa che meglio descrive i nostri sentimenti e che dedichiamo a Firenze che ci ha ospitato ed alle coppie (poco litigiose) che sapranno apprezzare e vivere queste magiche atmosfere.

Firenze stanotte sei bella

in un manto di stelle

che in cielo risplendono

tremule come fiammelle.

Nell’ombra nascondi gli amanti,

le bocche tremanti si parlan d’amor.

Intorno c’è tanta poesia

per te vita mia sospira il mio cuor.

Sull’Arno d’argento

si specchia il firmamento

mentre un sospiro e un canto

si perde lontan.

Dorme Firenze

sotto il raggio della luna,

ma dietro ad un balcone

veglia una madonna bruna.

Sopra i Lungarni

senti un’armonia d’amore,

sospirano gli amanti

stretti stretti cuore a cuore.

Lungarno

Lungarno

Alitalia contro Trenitalia. Si salvi chi può.

Diversamente fallita Alitalia contro Ferrovie privatizzate dello Stato.

Ci scusiamo con i nostri followers perché sicuramente nell’immediata post lettura delle due Compagnie sopra citate avranno avuto attacchi di isterismo, clonati di vomito ed il riaffiorare di grottesche esperienze vissute.

In effetti il pendolare italiano grazie all’incompetenza ed approssimazione di chi opera e gestisce l’apparato “circolatorio” del Belpaese spesso più che un viaggio affronta delle prove di “normale” sopravvivenza.

La prima esperienza che mettiamo sul piatto è quella volata che dall’aeroporto di Trieste ci ha portati a Milano Linate. L’aeroporto a Ronchi dei Legionari (GO) grazie all’ennesima mal gestione politica con investimenti dubbi e scarsa lungimiranza non solo è rimasto formato mignon, ma vista la concorrenza con gli aeroporti di Venezia, Treviso e Lubiana (Slovenia) continua a snellire i pochi operativi esistenti. Ed è proprio parlando di operativo che l’efficiente servizio email della “diversamente fallitaAlitalia ci comunica qualche giorno dopo la nostra abbastanza vantaggiosa offerta di un cambio orario: l’AZ 7048 non decollerà alle 18:30 ma alle 20:50 e non arriverà alle 19:25 bensì alle 21:45.

Verso Milano con Alitalia.

A Milano in un soffio.

Lavorando nel settore non ci meravigliamo certo di queste sottigliezze. Quello che invece desta qualche leggera preoccupazione è il fatto che poche ore prima l’Ansa comincia a battere notizie poco rassicuranti riguardo la Compagnia che pare sull’orlo del secondo fallimento. In quel caso volo perso e nessun rimborso. Fortunatamente il giorno da noi prescelto per volare è un mercoledì, gli abili amministratori della compagnia tricolore assicurano servizio completo fino a sabato. Sospiro di sollievo.

Diversamente fallita

Diversamente fallita

Solito siparietto ai controlli dove gli impeccabili Vito Catozzo (personaggio inventato da Giorgio Faletti negli anni 80) applicano la legge minuziosamente e ci fanno lasciare a terra un gel da barba da 200ml anche se giunto alle ultime spruzzate (il limite consentito è 100ml nel bagaglio a mano). Il materiale recuperato, ci dicono, verrà donato alla Caritas. In effetti la schiuma da barba è sempre stato recondito desiderio dei barboni.

Vivo glielo faccio mangiare!

Vito Catozzo

Tutto liscio quindi, anzi, il carrello dell’aereo toccherà suolo lombardo con 15 minuti di anticipo.

Opera Air France.

Decolliamo con un amministratore delegato, atterriamo con un altro e qualche milione di buonuscita in meno nelle casse delle Poste, ma per quel che ci riguarda la missione è compiuta: siamo a Linate.

Se a Milano ci siamo andati, da Milano dovremo pur tornare. Un comodissimo Freccia Bianca a soli 29 euro è quel che fa per noi. Dimezzato il costo rispetto l’aereo, ma non certo le comodità. Chiaro, sono 3 ore e 50 di viaggio contro 45 minuti, ma grazie al tablet e qualche altro aiutino tecnologico il tempo passa in fretta.

Tabella molto indicativa

Tabella molto indicativa

La temperatura non proprio primaverile e l’umidità ci scavano le ossa in Stazione Centrale, noi attendiamo imperterriti di scoprire quale sarà il binario in cui recarsi; ci guardiamo intorno abbagliati da maxi schermi che proiettano pubblicità e notizie flash confermandoci che Ridley Scott con il suo Blade Runner fu profeta.

Ho visto cose che voi umani... (anche noi non scherziamo)

Ho visto cose che voi umani… (anche noi non scherziamo)

La partenza è prevista alle 17:05 così alle 16:50 finalmente appare il numero del binario in cui recarsi. Ci appartiamo in attesa che la mandria salga sul trenino. Preso il posto 9A nel vagone 4 veniamo a scoprire che gli abbonati non hanno un’assegnazione di posto, pertanto devono attendere che tutti gli altri si siedano e poi elemosinare posti liberi. Ecco perché ci sentiamo giustificati nel dare degli incompetenti a chi è pagato per gestire certe situazioni. Il bello è che senza essere inventori basterebbe copiare da Paesi civili.

Ma a noi che ce ne frega? Non siamo né abbonati né pendolari. Parte il primo dei due film programmati, After Earth, durata 1 ora e 40’. Il secondo non so mica se riusciremo a guardarlo tutto. Il treno schizza a gran velocità verso Brescia per recuperare i ben 20 minuti di ritardo accumulati alla partenza. In Giappone i Ministri dei trasporti chiedono scusa pubblicamente in questi casi, da noi è normale. Sempre a Brescia termina il primo film. Il treno ha già 100 minuti di ritardo con una non precisata prolungata sosta nella stessa stazione. Dicono si sia buttato sotto il treno qualcuno nel tratto di Rogoredo. Mentre ci informiamo in rete sull’accaduto scopriamo che una volta al mese c’è un qualcuno senza nome che tenta periodicamente il suicidio. Scopriamo anche casualmente che se il ritardo è dovuto causa terzi le FS non si fanno carico di nessun rimborso. Se l’intraprendenza dei legali delle ferrovie è decisamente vivace, nulla ha da invidiare quella dell’operativo che da Brescia dopo circa 1 ora di attesa decide di deviare il treno verso Cremona e regalare ai passeggeri un panorama non previsto. Si salta quindi Desenzano del Garda passando per Cremona e Mantova per poi ritornare sulla via maestra ed approdare a Verona. Gli avvisi del capotreno sono pressapochisti. Guardate che non è che ci inventiamo le cose appositamente per il blog… Tutto vero!

I miei primi 100 minuti

I miei primi 100 minuti

A bordo una coppia di giovani giapponesi che avevano scelto Venezia come ultima meta prima di suicidarsi a causa delle poche emozioni che riserva loro il Sol Levante riguadagnano entusiasmo e cominciano a scambiarsi effusioni orgogliosi e fieri di non essere nati nell’Italia gestita da un branco di deficienti. Li vedremo scendere a Mestre con solo 3 ore di ritardo felici e saltellanti con il cestino di sostentamento delle Ferrovie. (Acqua, succo di frutta, Loacker, pseudo crackers)

Nel vagone bar tre inservienti dall’accento napoletano fanno trascorrere il tempo raccontandosi cazzate attorniati da una coppia di esibizionisti con una bottiglia di Berlucchi che riusciranno a far cadere e la solita signorotta di mezza età dall’aria radical chic che inevitabilmente lavora nella redazione del TG4. Ci teneva a dirlo.  Insomma, le disgrazie non vengono mai sole. Consumiamo la birra (solo 4 euro una lattina) e richiediamo la ricevuta all’inserviente che a quanto pare non è solito rilasciarle. Un consiglio al barista: comprati al supermarket la stessa marca di birra che vendi, non rilasciare ricevute ed intascati la differenza. (Mmmm abbiamo come il presentimento che il suggerimento sia arrivato tardi).

Morale della favola il Freccia Bianca arriverà alla nostra stazione di destinazione, Monfalcone, con 3 ore esatte di ritardo.

Se durante il week end Austria e Francia decidono di occuparci noi ci inventiamo un’influenza e non combattiamo. Avvisati.

Anek vs Minoan. Viaggiare in traghetto.

Viaggio tutt’altro che breve quello affrontato per riportare il culino di Controviaggio da Rodi (Grecia) in Italia. Ho utilizzato infatti due traghetti. Per la tratta RodiPireo (Atene) la compagnia Anek, per la seconda PatrassoAncona, il traghetto è stato Minoan.

Una tappa è Karpathos.

Una tappa è Karpathos.

Le scelte di questi traghetti sono molteplici ma per usufruire dei vari sconti messi a disposizione dalle compagnie senza rischiare di perdere le varie coincidenze bisogna far parte di categorie molto particolari.

Il primo traghetto ad accogliermi e proteggermi dalla bufera che si sta scatenando nel frattempo (dopo 5 mesi di bel tempo ci sta) è la Preveli (Anek). Traghetto di medie dimensioni che regalerà ai suoi occupanti una navigazione piuttosto movimentata per le condizioni del mare ed infinita (circa 24h) dato che toccherà tutte le isole possibili immaginabili prima di puntare il porto del Pireo. Poco importa, l’importante è che sia partita. (…ed arrivata).

La cabina nella Preveli

La cabina nella Preveli

La cabina (invidio i sacco pelari o quelli che si fanno 24 ore seduti al bar) non è particolarmente curata ma gli spazi sono ottimi e dato che la dovrò spartire con uno sconosciuto, speriamo non russante, va decisamente bene. Sconosciuto? Per chi non avesse mai viaggiato con queste navi c’è da sapere che a meno che non vogliate pagare anche per l’altro occupante, potete scegliere di dividere la cabina con una, due o tre persone. (dello stesso sesso) Va bene risparmiare (di solito la prendevo ad uso singolo) ma direi che spartirla con uno è già sufficiente. Questa volta è andata bene: il sosia di Don Mazzi di Karpathos infatti è stato molto educato e discreto evitandomi incazzature inutili. Attenzione a bordo di queste navi con cene e bevande extra, si fanno pagare parecchio.

Cabina nella Preveli

Cabina nella Preveli

Primo round con Anek quindi decisamente positivo con la nave in orario e trasferimento in auto da Pireo a Patrasso con a disposizione tutto il tempo necessario, anzi, in abbondanza.

Nonostante ormai conosca la strada per uscire dal porto del Pireo ed immettermi in autostrada suggerisco ai meno esperti di far affidamento al proprio satellitare perché i cartelli che indicano Patrasso sono due: uno quando già siete sulla retta via, l’altro 50 km passati tutti gli svincoli ingannevoli.

Ponte di Patrasso

Ponte di Patrasso

A Patrasso non fate la cazzata di andare a visitare ed attraversare il bellissimo ponte (andreste a spendere tipo 30 euro di pedaggio tra andata e ritorno) ma se avete tempo fermatevi piuttosto nel porto turistico praticamente in città dove troverete ormeggiate diverse barche a vela e yacht che potrete ammirare sorseggiando quello che preferite in uno dei numerosi localini nella marina. Se la giornata è calda potrete fare due passi e sgranchirvi le gambe che tra nave ed auto saranno atrofizzate.

Marina a Patrasso

Marina a Patrasso

Imbarcato quindi con un po’ di anticipo sulla Europa Cruise Palermo, che già il nome mette i brividi, mi aspetto una nave da rottamare come da esperienza passata con il partner commerciale di Minoan, l’italiana Grimaldi, che mi era sembrata una fucina di tanti piccoli Schettino. Mi meraviglia il fatto che invece la nave sia un bestione enorme con equipaggio greco e molto preparato.

La cabina sull'Europa

La cabina sull’Europa

Nonostante questo ferry sia decisamente in perfette condizioni e con tutti i confort possibili immaginabili, noto che la cabina a me assegnata è più piccola di quella della Preveli; ma la mia preoccupazione è la solita: chi la dividerà con me? Un camionista bulgaro scampato alla guerra di cecenia o un coreografo tedesco scampato al servizio militare? In entrambi i casi non dormirei tranquillo.

Interno cabina

Interno cabina

Fatto sta che la nave parte alle 16:00 ed io mi addormento nel mio lettuccio. Passa qualche ora, esco, faccio un giro esplorativo per capire un po’ dove mi trovo e quanto torno noto sull’altro letto la sagoma di un omino ma né traccia di lui, nessuna valigia o altro oggetti personali. L’omino non si presenterà mai più nella cabina 8028.

Il viaggio scorre ancora più veloce dell’altro, nella massima tranquillità. Forse uno dei migliori viaggi in mare che abbia mai fatto. Mi godo anche la scena di due italiani ignoranti che vengono cazziati dal cameriere sorpresi a cambiare canale alla tv satellitare in teatro.

Il ponte dell'Europa Cruise

Il ponte dell’Europa Cruise

Salutiamo quindi la Grecia con la speranza di esserne di nuovo ospiti, magari attraversando il mare Mediterraneo ed Egeo nello stesso modo in cui ce ne siamo andati.

Rimango dubbioso sull’occupante della cabina misteriosamente scomparso: nessun uomo in mare per caso?

(Renato)

Finisce la Puntata Zero. Alla prossima…

L’estate sta finendo” cantavano negli anni ’80 i Righeira e la Puntata Zero di Controviaggio giunge al termine.
L’idea di renderlo un format tv non è andata a buon fine, quest’inverno vi accontenterete quindi di vedere i soliti volenterosi personaggi famosi stipendiati dalla RAI solo 700 euro al giorno che faranno lacrimuccia in campi profughi e villaggi disagiati; in realtà pure quello potrebbe essere un “controviaggio” tra ricchi che fondamentalmente prendono per il culo i poveri.
Tornando a noi ed al nostro blog, ci teniamo a ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito in questi mesi, sia i followers ai quali sono servite (speriamo) le nostre informazioni sull’isola di Rodi che a quelli spinti da sola curiosità.
Il blog in futuro subirà delle trasformazioni che sono ancora al vaglio, fatto sta che ci aspettano altre destinazioni da raccontare e, sicuramente, altre emozioni da vivere.
Lasciamo l’isola di Rodi che è stata la vera protagonista della Puntata Zero con i suoi scorci suggestivi e la sua gente, ospitale e folcloristica. Nei mesi più caldi, a tutti gli effetti, ci siamo imbattuti in feste sulla spiaggia di Tsambika che hanno entusiasmato Daniele e moltissimi ragazzi che hanno trovato una location esclusiva per i loro momenti di intenso divertimento, dimostrando che l’era delle discoteche pre-confezionate è giunta al tramonto (mi riferisco a Rodi naturalmente), abbiamo testato ristoranti d’alto livello e verificato come la professionalità non possa essere improvvisata, constatando la netta superiorità di Melenos a Lindos rispetto al Marco Polo di Rodi, ci siamo piacevolmente intrattenuti in “cantine” e locali decisamente alla mano; alla fine proprio quelli che tutto sommato ci hanno dato più soddisfazioni, ad incominciare dalla Kantina Maro di Kolymbia dove una famiglia semplice in un contesto con poche pretese riesce a rendere il cibo e le serate decisamente uniche e piacevolissime. C’è stata l’escursione privata a Symi a bordo dello yacht Eviva che ci ha regalato una giornata che rimarrà indelebile nella nostra memoria e nel nostro cuore. Doveroso ringraziare l’amico Meos che ci ha permesso di parteciparvi.
Ci siamo invece volutamente limitati nella recensione degli hotel’s per timore di intaccare il sottile confine di conflitto di interesse che ci riguarda. Ebbene sì, esistono ancora persone riguardose delle regole, scritte e non, derivanti dal fatto che comunque lavoriamo per un tour operator e se siamo qui è grazie al nostro lavoro; non sarebbe stato obiettivamente possibile fornire giudizi imparziali sulle varie strutture che conosciamo a menadito ma che sinceramente non ci siamo sentiti di tirare in ballo. Tant’è che gli unici due alberghi recensiti non sono parte delle proposte che rappresentiamo.
Rimpianti? Beh, se magari al campo da golf ci avessero fornito anche delle palline per poter provare qualche tiro sarebbe stato più divertente. Ma dalle foto possiamo sempre fare i fighi, tanto non si capisce che in realtà di golf non ne capiamo nulla.
Controviaggio rimane disponibile a qualsiasi richiesta o suggerimento e vi ricorda che siamo presenti anche su Twitter (con circa 350 followers!!!), Facebook ed Instagram (…le foto che vedete alla destra dello schermo)

Breve pausa per noi quindi, poi il viaggio continua
…perché nonostante gli autori tv non abbiano compreso i nostri intenti, tutti gli altri ci hanno premiato.

Grazie!

 

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Hotel Ristorante Melenos a Lindos

Sito ufficiale: http://www.melenoslindos.com

Prezzo medio per persona bevande incluse: dai 50euro a salire.

Prenotazione consigliata

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Melenos a Lindos

Melenos a Lindos

 

Il ristorante che andremo a visitare virtualmente in questa “puntata” è il migliore in assoluto dell’isola di Rodi, a mio avviso naturalmente. Parliamo del piccolo e lussuoso hotel ristorante Melenos situato nella spettacolare cornice di Lindos che certamente contribuisce a rendere questo posto ancor più incantevole.

Posizione incantevole

Posizione incantevole

Personalmente ho avuto modo di cenarci in dolce compagnia e devo dire che tutte le componenti che rendono un posto d’alto livello erano al posto gusto.

Melenos si trova ai piedi dell’ultimo pezzo di una delle due salite che porta all’Acropoli e forse questo potrebbe essere l’unico mezzo punto a sfavore dato che non ci si può arrivare con i mezzi; questo particolare è più trascurabile per i pigri rispetto alle esigenze delle gentil signore che difficilmente si presenteranno in quel posto in jeans e scarpe da ginnastica bucate; fare il pezzetto di salita con le scarpe con tacco è impresa piuttosto ardua.

Se siete dei Daniele avrete la scusa di mettere le mani addosso alle vostre signorine per aiutarle a salire anche se, con lui, probabilmente vi fermereste alla trattoria italiana che si trova proprio prima della rampa.

Diciamo un genere leggermente diverso…

Arrivati presso il ristorante sarete accolti dal personale e probabilmente dal proprietario che parla italiano. (particolare fondamentale per gli italiani che ancora non han capito che la seconda guerra mondiale l’han vinta inglesi ed americani altrimenti in Europa si parlerebbe tedesco ed italiano e saremmo tutti biondi alti e con gli occhi azzurri) Potrete quindi accomodarvi ai tavoli presso l’incantevole terrazza che guarda il golfo di Lindos con le barche a vela e yacht ormeggiati al largo e con alle vostre spalle l’imponente acropoli circondato dalle famose mura medievali innalzate dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni che a Rodi tanto han costruito.

Atmosfera perfetta

Atmosfera perfetta

Tavoli curati con arredi bianchi candidi, luce soffusa dalle lanterne e dall’immancabile lume di candela, postazione per le bevande e per il vino che, una volta selezionato, vi sarà servito dopo il primo assaggio e consenso come da rituale. La professionalità del personale farà sì che possiate concentrarvi sul vostro commensale dato che una volta presa la comanda diventeranno discreti e presenti solo nei momenti necessari. Non dovrete nemmeno preoccuparvi di versare il vino nei bicchieri vuoti. Questo lo trovo fondamentale per poter dedicare tutta la vostra attenzione alla persona che avete difronte, sia questa una cena romantica che una cena d’affari.

Lume di lanterna e candela

Lume di lanterna e candela

Come al solito ricordo che al ristorante andiamo principalmente per mangiare ed anche in questo caso la missione di Melenos è compiuta: pietanze elaborate dai sapori genuini, delicate e molto curate nella presentazione. Rispettati i tempi nel servirle, i piatti sono impossibili da riprodurre anche per un cuoco amatoriale di buon livello;  si vede la mano del professionista e questo giustifica assolutamente quello che sarà il prezzo finale.

Nouvelle cousine

Nouvelle cousine

Personalmente ho optato al solito per la carne e, finalmente, la mia richiesta di cottura medium rare è stata rispettata, dato che abitualmente sembra essere sola una domanda di rito in seguito disattesa. Piatto delizioso con accostamenti mai provati prima. Eccellente anche il pesce (mi dissero), così come gli antipasti. Molto ampia anche la scelta dei vini e dolci che a detta di chi ha divorato la “mia” torta di compleanno, gentilmente offerta dal locale, sono squisiti (ricordo che non mangio pesce e dolci)

Carne o pesce l'alto livello non cambia...

Carne o pesce l’alto livello non cambia…

Certo alla fine di tutto bisogna aprire il portafoglio e qui riporto quanto ho scritto altrove riguardo lo stesso locale: all’ingresso non ho visto esposto nessun cartello Onlus né Caritas pertanto quando è arrivato il conto ho saldato senza rimorsi.

Insomma, nella mediocrità delle tante taverne e ristoranti che di tale nome vantano solo i prezzi, finalmente un luogo decisamente professionale ed esclusivo. (Renato)

Contro… Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

 

In questi ultimi vent’anni si sono trasformati ed evoluti i mezzi per comunicare, fondamentalmente non sono cambiati quelli per spostarci che si sono invece riproposti alle masse con vantaggiose offerte, aprendo così a quasi tutti le porte d’accesso a luoghi fino a poco tempo fa frequentati solamente dalla medio alta borghesia.

Ultimamente si percepisce una sensazione di quasi competitività tra le persone che si elencano a vicenda i luoghi su cui sono “transitati” spesso  senza alcun approfondimento, con un frasario che si limita a ricordare i piacevoli momenti passati con l’animazione o gli amari sorseggi del caffè espresso nella baracca in periferia di Hammamet. Le recensioni dei resorts e dei viaggi che dovevamo sostenere per raggiungerli erano affidati a professionisti, scrittori o giornalisti specializzati (lavoro per pochi fortunati) oppure ai lucidi racconti di viaggiatori trascritti in piacevoli libri romanzati.

Adesso abbiamo tripadvisor.

Il solito click e ci spostiamo ovunque nel mondo, pronti a sfogliare in presa diretta il “guest comment” di qualsiasi hotel, appartamento o stamberga presente nell’infinita lista che questo sito ci propone. Il metodo di tripadvisor lo conoscono tutti: fatta la tua bella o brutta vacanza lasci un commento sulla struttura che ti ha ospitato. L’ennesimo passaparola in rete.

Giusto dubitare di tripadvisor? Personalmente ritengo che affidarsi al giudizio di persone che spessissimo non hanno il giusto metodo di valutazione sia un grande errore. L’assegnazione delle stelle ad un hotel, ad esempio, non viene dato a “sensazione”. Molti pensano che ci sia un incaricato governativo che gira per gli hotel’s a controllare la presenza di polvere o che i camerieri siano simpatici, in realtà l’assegnazione di categoria si basa sui servizi concreti che la struttura può offrire: tv satellitare in camera, frigobar, wifi, piscina coperta, spa, palestra etc. se poi queste sono nuove e luccicanti o vecchie e decrepite (ma bene o male funzionanti) poco conta.  Spesso la razionalità dei turisti viene annebbiata da aspettative eccezionali che limitano la valutazione della struttura al semplice sfoglio veloce della brochure o le foto del sito (di solito risalenti a 15 anni prima), trascurando la regola fondamentale del mercato: nessuno regala niente. Se ci viene proposto un viaggio alle Maldive durante le feste natalizie allo stesso prezzo di un week end a Vienna a settembre in un hotel pari categoria, evidentemente ci saranno delle differenze.

Perché questi preamboli? Perché su tripadvisor è raro trovare dell’obiettività o professionalità nei commenti. Ci aggiungo anche che quello che ci spinge a scrivere sono motivazioni forti e generalmente in questo campo queste sono date dalla rabbia e non dalla gioia. Arrivare in una struttura che tradisce le nostre aspettative e ci rovina i nostri pochi ed unici giorni di ferie è molto più motivante di una struttura dove tutto funziona e quindi rientra nella nostra idea di normalità; le formiche in camera nei miei sogni maldiviani non erano contemplate, la massaggiatrice thailandese che mi offre sorridente l’infuso tiepido prima del massaggio ai piedi sì. Grazie agli insetti ed il seguente commento negativo su tripadvisor probabilmente scarteremo quell’hotel e di conseguenza il massaggio sublime perché in una camera dello stesso una coppia post-adolescente viziata in viaggio di nozze ha dovuto lottare con 15 formiche. Possiamo anche cambiare i fattori, ma il risultato è lo stesso: qualcuno che si trova a suo agio in ambienti affollati, festaioli e dagli alti volumi potrebbe rimanere entusiasta  della proprietà dell’hotel firmando su tripadvisor sperticate lodi nei loro confronti quando alle persone con caratteristiche opposte risulterebbero invece invadenti e grossolani.

Gli elementi che compongono un viaggio sono davvero tantissimi così come le sfumature di personalità che ognuno di noi porta con sé;  tripadvisor può semplicemente limitarsi a fornire delle idee a grandissime linee, per di più anche quelle spesso viziate dal tempo, dato che non tengono conto dei cambi di gestione e avvicendamenti manageriali che possono cambiare volto alla struttura da una stagione all’altra, rendendo anacronistici i commenti precedenti.

Per non avere brutte sorprese è necessario adattare i propri sogni alle reali possibilità, valutando bene le nostre esigenze quotidiane;  se i luoghi dove ci stiamo recando possono garantircele senza troppe difficoltà o altrimenti, essere disposti ad adeguarci qualora si scelgano posti deficitari in tal senso; prendere coscienza che quando si compra un pacchetto turistico non si comprano anche le persone che ne sono partecipi. Per ultimo, l’onestà dell’offerta è nella maggior parte dei casi definita dal costo di acquisto, valutiamo quindi bene il rapporto qualità prezzo, che spesso è il biglietto da visita di cosa ci aspetta dietro l’angolo.

 

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Real Beach Party Tsambika

Il successo del Beach Party

Il successo del Beach Party

Prezzo d’ingresso: 20 euro in prevendita senza trasferimento inclusa una consumazione. 25 euro con trasferimento andata e ritorno inclusa una consumazione.

Prezzo medio consumazione: 5 euro

Organizzazione tecnica: Statues Music Bar Kolymbia

Musica: commerciale

Su Youtube (video non ufficiale): http://www.youtube.com/watch?v=WIqeOsrNQ4k

Parliamo di Rodi e non delle spiagge di Copacabana, Ipanema o Leblon d’accordo (dove Controviaggio sarà presente a novembre) però in questo caso devo ammettere di aver assistito ad un party davvero ben riuscito.

C’erano una volta le discoteche che copiavano lo stile made in Italy con profili da vip, prezzi d’ingresso esagerati, cocktails annacquati da barman di scarsa professionalità, i privé ed i tavoli che ci facevano sì ricordare Milano, ma per il conto finale. Esistono ancora certo, sommerse da costi di gestione elevatissimi che spesso costringono a stampare sulle foto dei loro manifesti appiccicati ovunque deejay dai nomi e volti pressoché sconosciuti. Luoghi dove è possibile trovare sempre più russi ed ebrei, unici oggi giorno a volersi divertire con bottiglie e bella vita, a differenza degli italiani che si sa, alla fine trovano il divertimento nelle cose più genuine.

Infatti per il turista un po’ meno sprovveduto c’è la possibilità di partecipare ad un vero beach party unico nel genere a Rodi sia per la popolarità dell’evento, dato che vi partecipano i migliori tour operators presenti sull’isola, che per la magnifica location, Tsampika Beach, che si svolge davvero sulla spiaggia e non come tanti finti beach party che per  spiaggia hanno un prato.

La spiaggia di Tsambika di giorno...

La spiaggia di Tsambika di giorno…

Grazie alla sinergia di tanti tour operators, dicevamo, l’affluenza è decisamente alta, l’abbigliamento consigliato non è certo di tipo formale visto che si balla sulla sabbia, “obbligatorio” il costume dato che naturalmente anche il bagno fa parte della serata. Certo, c’è anche chi come Daniele invita le russe in abiti da sera e tacco 12 per poi con la scusa poterle spogliare dopo il sesto drinks. Giusto ed il bere? Prezzi popolarissimi per vodka redbull, rum cola, birra e via dicendo. Insomma, per una volta scordarsi la Milano da bere farà bene anche al portafogli. Vista la mia età e la presenza di numerose ragazzine e ragazzetti che frequentano il posto vien da pensare anche al discorso sicurezza che non manca certo di figure rassicuranti come buttafuori che hanno il compito di tenere sott’occhio eventuali esaltati e non di rimbalzarvi alla porta se non avete l’aspetto fighetto, oppure di bagnini che supervisionano chi fa il bagno ma senza proibirvi di farlo ed i bicchieri naturalmente in plastica per evitare che qualcuno possa avere strane idee  con un bicchiere di vetro in mano. Si sa che quando ci si sente falliti ci si rifugia nelle minacce e nella violenza.

Body Painting e festa...

Body Painting e festa…

Di violenza comunque non ha senso parlare visto l’ambiente festoso e colorato, anzi, l’appetito è sempre in agguato così che non poteva non mancare la griglia con i souvlaki (spiedini di carne venduti a ben 1,50 euro…).

Come dice un mio amico brasiliano, in ogni luogo ci va il vestito adatto: lo smoking nel deserto è inadeguato e ridicolo. Rodi è sole, spiaggia, mare e vacanza e “l’abito da sera adatto” è il beach party di Tsampika.

Ogni mercoledì di agosto… (Renato)

a breve la recensione night live di Daniele