A Como va in scena l’Artifisciò

Prendiamo una caserma, emblema di ordine e disciplina, apriamo le porte ad artisti di strada ed hippie pazzerelli e mettiamoli su di un palco all’interno di un ex circolo ufficiali. Immaginiamo cosa potrebbe succedere. Per vederlo, senza immaginarlo, basta recarsi alla Caserma de Cristoforis di Como che, dopo un bando di concorso ha deciso di ospitare gli artisti del Centro Culturale Artificio.

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Ogni secondo venerdì del mese va quindi in scena uno spettacolo che registra puntualmente il tutto esaurito pur non annoverando tra le proprie fila personaggi illustri o famosi. La modesta stanza che li ospita si riempie in pochi minuti creando un’atmosfera da vecchi e rimpianti tempi quando la televisione lasciava ancora spazio a teatri ed avanspettacolo. Assistere ad uno spettacolo di Artifisciò significa essere coinvolti in un turbinio di emozioni, energia e sinergia con questi eccellenti saltimbanchi e giocolieri che con umiltà e forza di volontà si innalzano ad indiscussi protagonisti sostenuti dalla loro passione, caparbietà ed entusiasmo del pubblico presente.

Rasta Lele ed il suo monociclo

Rasta Lele ed il suo monociclo

Artifisciò è uno di quei progetti predestinato ad un successo esponenziale che nemmeno gli stessi ideatori immaginano vista la loro innocente e spontanea vena artistica che prevarica qualsiasi trama economica o carrieristica.

E’ significativo, ad esempio, il fatto che sul palco non siano granchè graditi i cabarettisti perché considerati un po’ troppo snob e poco portati al lavoro di gruppo, cosa che personalmente confermo avendo io stesso un passato da aspirante cabarettista con presenze al Zelig Lab dove di laboratorio c’è ben poco; ognuno pensa a se stesso con atteggiamenti da prima donna solo perché è nella cerchia del mondo Zelig che in realtà lascia ben poco spazio alle nuove leve con attenzioni principalmente rivolte al commerciale. L’esatto contrario di Artifisciò che rappresenta quello che rappresentava il Derby di Milano, icona proprio nell’ambito del cabaret, locale diventato in seguito Zelig da cui poi è nato tutto il movimento fino ai giorni attuali. Ma Iannacci, Gaspare e Zuzzurro, Diego Abatantuono e via dicendo mai avrebbero pensato che un giorno sarebbero diventati quello che sono ed erano; proponevano avanspettacolo, puro. Regalavano emozioni a poche decine di fortunati spettatori che tornavano a casa con argomenti più o meno seri sui quali riflettere e discutere con il sorriso sul volto.

L'illusionista Rossita

L’illusionista Rossita con una “cavia”

Chi ha fatto spettacolo percepisce le tensioni, preoccupazioni e paure che si creano prima di ogni esibizione, adrenalina pura che come una molla si carica fino a fine corsa per poi esplodere davanti al pubblico che ne rimane rapito, ammaliato. Sensazioni che sono amplificate all’ennesima potenza proprio tra i debuttanti o artisti poco abituati ad esporsi al pubblico e che creano una sorta di effetto solidarietà anziché quel maledetto meccanismo di giudizio che è ormai timbro di fabbrica della televisione e le continue e nauseanti sfide di ogni genere che questa propone all’insegna del vinca il migliore, senza scrupoli e spesso senza che sia il migliore a vincere.

Alessandro "Cenni" Cinelli

Alessandro “Cenni” Cinelli

In realtà ad Artifisciò può scapparci qualche sporadica trascuratezza nella cura dei particolari che solo i più pignoli possono eventualmente notare, ma la regia e la conduzione sono a tutti gli effetti professionali e decisamente ben articolate. Oltre a giocolieri, illusionisti, saltimbanchi, cantautori e folkloristiche band è davvero interessante ed intelligente lo spazio dedicato alla notizia del mese tratta dal quotidiano La Provincia di Como dove a raccontarla sono proprio i protagonisti stessi. Un breve talk show che arricchisce ed ampia le vedute dei presenti che possono così verificare la notizia dalla voce degli interpreti.

Le news della "Provinicia"

I temi live da “La Provincia di Como”

Ad Artifisciò viene inoltre concesso uno spazio a chi vuole fare quel saltino dalla sedia della galleria, al palco, offrendo così allo spettatore una breve parentesi teatrale da protagonista o l’inizio di un percorso che tanti artisti ormai imprescindibili dallo spettacolo hanno affrontato.

Una citazione la meritano anche i bravissimi e professionali volontari baristi indaffarati quanto gli artisti e forse di più nello smistare bicchieri di vino, birra e cibarie autoprodotte che contribuiscono a scaldare l’ambiente. Tra di loro anche dei ragazzi particolarmente attivi ed un po’ pestiferi che avrete piacere di conoscere nel loro operato.

Percussioni etniche Kuku Fighters

Percussioni etniche Kuku Fighters

Insomma, se avete in mente di passare per Como prenotatevi con largo anticipo (molto arduo trovare posti liberi anche con la prenotazione, impossibile senza) e passate una serata davvero coinvolgente ed appassionante tra i ragazzi dell’Artifisciò che a fine serata passeranno a chiedere una libera offerta “a cappello” in cambio dello spettacolo che vi hanno offerto.

Altro che canone Rai

I protagonisti

Tutti i protagonisti sul palco

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One response to “A Como va in scena l’Artifisciò”

  1. chiara says :

    Carissimo, sono Chiara e curo al direzione artistica di Artifisciò.
    Ti ringrazio. Hai visto, colto, scritto il meglio delle nostre intenzioni.
    Spero di poterti conoscere e ringraziarti di persona appena tornerai a trovarci.
    Grazie Chiara

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