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Questo ero, questo sono

Chissà chi si è accorto che a dicembre non ho postato nulla.
Qualcuno avrà pensato che controviaggio e chi lo scrive si saranno esauriti, qualcun altro forse avrà sentito la mancanza di una nuova storia; la maggior parte non si sarà accorta di niente. Intanto io mi sono preso un mese di pausa totale perché avevo bisogno di staccare la spina alla parte creativa del cervello. Forse l’unica mia funzionante tra l’altro. Mentre premeditavo quello che avete appena letto, mi è venuto in mente quando da ragazzino conducevo un programma radiofonico di mia creazione. La radio era locale e non proprio seguitissima, ma a vent’anni l’idea di avere a disposizione un mezzo di comunicazione potenzialmente così efficace era sicuramente esaltante. L’idea di lavorare in radio mi attirava tantissimo, fino al punto da spingermi incoscientemente a bussare letteralmente alle porte delle emittenti e chiedere un posto come speaker radiofonico. Radio Popolare nella piccola Gorizia, non quella famosa ed impegnata di Milano per intenderci, mi aprì la porta e mi insegnò ad usare microfoni, mixer, piatti e via dicendo. Il mio primo programma era serale, naturalmente non remunerato; non ricordo che argomenti trattasse ma trasmetteva musica di cantautori per lo più italiani; non erano così commerciali come lo sono diventati negli anni a seguire. Si chiamava Slight Night, Notte leggera. All’epoca mi piaceva il suono delle parole con cui avevo titolato il mio spazio radiofonico, sinceramente non ne conoscevo il significato.
Fatto sta che praticamente ogni notte le mie frequenze giungevano sotto onde fm presso gli apparecchi di qualche ascoltatore. Non c’erano social da utilizzare per valutare lo share e l’unico modo per avere un riscontro immediato era il telefono fisso della radio. Quello nel mio studio non squillava mai. Nessuna interazione, nessuna richiesta, il nulla. Tant’è che ben presto cominciai a pensare che la sola utilità di quel programma era che io potessi registrare sulle cassette (allora quelle c’erano) tutte le canzoni e dischi presenti in archivio. Un universo musicale che non conoscevo minimamente.Tutto questo preambolo per evidenziare una similitudine con controviaggio, ossia ciò che avvenne una di quelle notti in cui, completamente preso dallo sconforto, premetti il pulsante on del microfono e dissi in diretta che Slight Night era un programma inutile, non ascoltato da nessuno e che quella sarebbe stata la mia ultima trasmissione. Dopo qualche secondo, per la prima volta, il vecchio telefono azzurro della radio squillò facendo lampeggiare uno dei suoi grandi tasti. Non ci potevo credere. Aveva chiamato una signora, dal tono vocale presumo anziana, che mi pregò molto gentilmente di continuare a mettere su canzoni ed argomentare. Disse che ero di buona compagnia e mi spronò a proseguire.
Certo non è come affacciarsi ad un balcone ed avere i fans che ti acclamano e si strappano i capelli per te, ma essere in qualche modo utile anche ad una o poche persone è qualcosa di gratificante.
Ecco, io non so chi legge e perché quello che scrivo, ma che sia una persona o diecimila poco importa. Controviaggio non è un blog come ce ne sono a migliaia gestiti da influencer che si raccontano attraverso i loro spostamenti seguendo il cliché guida turistica. Dal mio punto di vista nei posti dove andate, se ci andate, potete fare quello che più vi pare e come meglio vi pare. A voi il gusto della scoperta. Fare da cicerone non mi interessa perché lo faccio già di lavoro controviaggio è un impegnativo passatempo, ma non il mio lavoro.
Non sono una persona particolarmente social e preferisco la qualità alla quantità. Il buon vino sta nella botte piccola.
Ciò detto vado avanti e vediamo quali corde riuscirò a toccare il prossimo anno solare che, almeno dal punto di vista logistico, promette abbastanza bene.

Andiamo avanti e vediamo cosa succede…

“Non abbassare mai i tuoi standard per compiacere gli altri.”
(Vince Lombardi)

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Editoriale: Dog shit park. The end.

 

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Dopo il tentativo di riportare agli onori della cronaca il Parco di Rodini a Rodi, in Grecia, di cui ho ampiamente scritto nei post precedenti, ritorno a narrare i miei racconti di fantasia ambientati in luoghi da me visitati. Della serie ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non sono puramente casuali.

Ciò premesso spendo ancora qualche parola, le ultime a tal proposito, riguardanti il Parco di Rodini ed il crowdfunding messo in piedi sulla piattaforma Indiegogo.

Naturalmente gli 89.000 usd per attuare il progetto che prevedeva il coinvolgimento di Università e la costituzione di una fondazione pro-parco sono state più una provocazione che altro. Ho cercato di smuovere un po’ l’immobilismo che contraddistingue i politici isolani, piena espressione della realtà locale, che preferiscono crogiolarsi tra il nulla anziché progettare un futuro meno primitivo rispetto allo stato attuale delle cose. Non solo il parco è abbandonato a se stesso: la manutenzione delle strade, gli spazi dedicati a famiglie e sportivi, la conservazione dei beni culturali, l’investimento su un turismo più ricco dal punto di vista culturale ed anche economico sono fattori completamente trascurati.

A Rodi se sei koumbaro (compare) hai licenza di fare ciò che ti pare: puoi guidare il tuo furgoncino vetusto e puzzolente senza cinture con sigaretta e bicchierone di caffé, in moto circolare in due, tre, quattro, senza casco chiaramente, puoi gettare mozziconi accesi o immondizia a terra, lasciare il materasso che avanza vicino alla raccolta rifiuti ovviamente non differenziata ma a disposizione delle capre che brucano la plastica, grigliare in spiaggia piuttosto che parcheggiare sui marciapiedi. Investire i turisti che attraversano le strisce pedonali ed ammazzarli o schiantarsi da ubriachi come mosche sui paracarri delle strade è un altro passatempo molto praticato. Questa, dispiace dirlo koumbari, è realtà.

Poi ci sono gli indesiderati che vedono un futuro più degno per questo idealmente meraviglioso luogo. La speranza di questi individui, come il sottoscritto, è sperare in un’invasione e conseguente conquista di Rodi da parte della Svizzera che però, sfortunatamente, è un Paese neutro. Anche austriaci e norvegesi purtroppo non sono inclini alla conquiste di nuove terre. Peccato perché quest’isola ha avuto la massima resa nei periodi in cui è stata dominata da altri popoli. Il periodo della Magna Grecia lo considero troppo distante culturalmente da quello odierno per fare una qualsiasi associazione con i greci moderni.

Così quindi si chiude il capitolo del Rodini Park che ho avuto modo di studiare e di apprezzare prima del suo imminente sfacelo finale e della bella esperienza vissuta con il crowdfunding, supportato da Federico Postiglione e Fabio Cartolano che ringrazio per aver messo a disposizione mia e della comunità il loro prezioso tempo e professionalità e, nel caso di Fabio, la faccia, per sostenere questa iniziativa che meglio sarebbe stato se fosse partita dai locals che invece si sono ben guardati da fornire qualsiasi tipo di supporto.

D’altronde la cifra richiesta per partire con il progetto è l’equivalente di circa 68.461 souvlaki, cioè la possibilità di sfamare in media 22.820 persone durante un week end nelle sagre. Numeri monster che sicuramente avranno impressionato la popolazione locale, timorosa di perdere l’unica risorsa funzionante: gli spiedini.

Un cittadino ed un cafone difficilmente possono capirsi. (Ignazio Silone)

 

 

After trying to bring back to the headlines the Rodini Park in Rhodes, Greece, which I have written extensively in previous posts, I return to tell my stories of fantasy set in places I visited. In the series any reference to people or events that have actually happened are not purely coincidental.
That said, I still spend a few words, the latest in this regard, concerning the Rodini Park and crowdfunding set up on the Indiegogo platform.
Of course, the 89,000 usd to implement the project that involved the involvement of universities and the establishment of a pro-park foundation were more a provocation than anything else. I tried to move a bit ‘the immobility that distinguishes the islanders politicians, full expression of the local reality, who prefer to bask in nothingness instead of planning a less primitive future than the current state of things. Not only is the park abandoned to itself: the maintenance of the streets, the areas dedicated to families and sportsmen, the conservation of cultural heritage, the investment in richer tourism from a cultural and economic point of view are completely neglected factors.
In Rhodes if you are koumbaro (appears) you have permission to do what you want: you can drive your old and smelly van without belts with cigarette and big glass of coffee, drive the motorbike in two, three, four, without a helmet clearly, you can throw butts lit or rubbish on the ground, leave the mattress that advances in the waste obviously not differentiated but available to the goats that burn the plastic, grilling on the beach rather than parking on the sidewalks. Investing the tourists who cross the pedestrian crossing and killing them or crashing on the street posts is another very popular pastime. This, sorry to say koumbari, is reality.
Then there are the unwanted ones who see a more worthy future for this ideally wonderful place. The hope of these individuals, like myself, is to hope for an invasion and consequent conquest of Rhodes by Switzerland, which, unfortunately, is a neutral country. Even Swedes and Norwegians are not inclined to conquer new lands. Too bad because this island has had the maximum yield in the periods when it was dominated by other peoples. I consider the period of Magna Graecia too distant culturally from today’s to make any association with modern Greeks.
So then closes the chapter of Rodini Park that I had the opportunity to study and appreciate before its imminent final breakdown and the beautiful experience with crowdfunding, supported by Federico Postiglione and Fabio Cartolano that I thank for making available to me and the community their precious time and professionalism and, in the case of Fabio, the face, to support this initiative that would have been better if it had started from the locals who instead are well looked after to provide any type of support.
Moreover, the amount requested for starting the project is the equivalent of about 68,461 souvlaki, that is, the ability to feed an average of 22,820 people during a weekend in the festivals. Monster numbers that surely will have impressed the local population, afraid of losing the only working resource: the skewers.

 

A citizen and a boor can hardly understand each other. (Ignazio Silone)

 

#saverodinipark The crowdfunding

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In modern civilization, parks are recreational areas, as natural shelters of people living in an urban environment. But this was not always their only use, as the park’s function has changed, depending on the cultures.

Rhodes, as one of the first cities to be inaugurated and planned with an organized urban planning system, has been displaying a park of more than two thousand years of continuous use and life. The fate of Rodini Park is connected with the extremely rich multicultural activity of the city of Rhodes, receives influences and features of all the cultures that shaped the image of the capital of the island.

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Starting from the founding of the city in 408BC … The green area of the Rodini stream is included in the city plan and constitutes the natural boundary of Rhodes, combined with man-made boundaries: the walls and the necropolis. For the ancient Greek pagans, “animists” Natural wealth has a divine status and therefore does not accept human interference or exploitation. The holy groves reflect this belief. In all sanctuaries nature plays a primary role, while architectural interventions serve practical purposes and are optional elements. The religious significance of Rodini, as a space of spirituality, is confirmed by the formation of the nympheas from the Hellenistic period at least, dedicated to the protectors of Nature and its elements: Naiades, Yades, Amadryades, Oreades, Nereids and other. In the upper part of the park, the dialogue with the other world is oriented towards the ancestors, with a multitude of monumental tombs, among them so-called Ptolemaion (conventional name). With the nympheas and the funerary monuments, the artistic production in the park, wich will be a model, begins with the name “Rhodian Park” for the parks where natural beauty is complemented by human expression through art.

Because the contact with the nature favors spirituality, the great masters of the era begin to avoid the bustling arcades and markets of the centers, preferring to browse, undisturbed near the divine creation, the natural environment: it is the birth of the peripatetic schools. A peripatetic school establishes in Rhodes a student of Aristotle: Eudimos. It is also said that among the first to teach in Rodini is the orator Eshchinis (end of 4th BC) who came to Rhodes is a cosmopolitan capital that attracts representatives of philosophy, arts and sciences from the four corners of the Greek-Roman world. The great painter Protogenis (the only competitor worthy of Apelles), the astronomer Hipparchus (calculated solar year and distance Earth-Moon), the writer of the “ArgonautsApollonius the Rhodian (born in Egypt) are few of the many of prominent ones that will make of Rhodes a center of culture and education. Among other students, Cicero, Julius Caesar, Cassius and Markus Antonius will come and take pride in passing the Rhodes faculties that provide the skills and prestige necessary for their political career. Favorable living conditions, the political neutrality of the island, which left great freedom of expression and high fees, attracted all those who formed the reputation of the island as a center of art and spirit at that time. During the Roman era, the combination of religious and spiritual use will be completed, which will continue until the Christian years, when it will become a monastic property. In the year of the Knight’s rule, Rodini gains new glory as the existence of the Grand Master’s villa is mentioned, while the exotism of the park with wild animals and birds impresses all visitors. During the medieval years, the first park of Europe on the nobles’ land are created for their hunts. The admirable animals and birds living in the park are sign of prestige for power, something that has continued to our day. The Ottomans, apparently influenced by Arabic sensitivity and aesthetics for the gardens that offer shelter of coolness and tranquility, respect and preserve the park. Some small interventions in the walls and the maintenance of the aqueduct confirm it. The archways of the base with Gothic arches replace a pre-existing Roman aqueduct and support Ottoman additions repaired by the Italians. The Italians, in the context of the program for the exploitation of the natural wealth of the whole island, will intervene decisively, shaping to a large extent the present image of the park.

This continuous use of Rodini reflects the collective mentality of every culture that will shape it. Here is the special value of this park that keeps alive the memory of a time when the natural environment is not just a place o recreation but also a spiritual culture and meditation. Dialogue between people, gods and ancestors trough ART that becomes a mean of communication between dimensions in space (material-spiritual) and time. The monuments (memories) of people (toms, nymphs) as landmarks, testify the places and the walks in combination with the vital elements of nature (earth relief, water, vegetation) without which there would be nothing.

Collective responsibility of our own time to decide what will ultimately be our contribution to this millionaire park

Adrien Bordrez (Tourist guide)

Faithful copy of the flyer currently distributed at the park

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Pre-Launch #saverodinipark

 

Perhaps a small gesture on the part of someone had to leave to give a signal to the institutions that remain motionless in front of what is disappearing before our eyes. In the specific case we speak of the Park of Rodini, a treasure now hidden a few hundred meters from the city of Rhodes recognized UNESCO World Heritage. Hectares of green that for centuries have hosted thousands of people who have enjoyed the fantastic microclimate, the natural beauties and the historical testimonies of development and civilization and that do not seem to interest anyone anymore. Starting from local authorities, unable to attract attention and recover funds despite the new possibilities offered by technology. Completely absent local guides, pledged to mourn the degradation of works of public interest and the downsizing of tourists interested in the service. It is not the only economy that drives the welfare of a country but also the heart. Love for their territory.

Rodini Park is the symbol of a broken community; there are no unity of purpose and the consequences are disastrous. Less revenue, low-level tourism, rundown roads, sports facilities and families almost completely absent. Expect the sunrise, expect sunsets.
In my imagination I imagine what could be today Rodini Park and how many benefits could bring to the community. A paid entrance for tourists and free for the locals, the organization of guided tours, the reopening of the bar-restaurant, the restoration of the children’s playground, the use of some large spaces for weddings and Jazz music concerts or classic, the restoration of the navigability of the river for small rowing boats, the opening of a ticket office and a souvenir shop, a path for jogging. Repopulation of wildlife, some silent spaces dedicated to reading or other introspective disciplines. How many more jobs could there be?

Now the park is a paradise for dogs that roam freely between the Roman aqueduct, the Ptolemaic monument, the medieval amphitheater and all the other works of art that could be contemplated.

More than fund-raising, it takes a lot of money to get the mechanism back on track, this on Indiegogo.com is an awareness campaign aimed at those who have the opportunity to make big investments. My hope would be to get to the ears of some global economy colossus able to make a long-term acquisition offer with adjoining and implementation. It would gain a lot in both image and money.

Must then expose an Italian and hope for the advent of some American or Chinese magnate to review a park that already in the era of the Holy Roman Empire was used for the right purpose? Do you really want the first designed park in the world to remain the current Dog Shit Park?

If you reach the figure of 90.000 usd, quota established to open a foundation, a big slice would go to the team of university students in architecture who will present the project deemed most suitable and creative while the other to the team of economics students who will present a resource recovery project to finance the whole operation. Therefore the involvement of all the Universities wishing to participate in the project and not of freelancers is foreseen. The park is a good thing for the community and the community will make it reborn.

Why dollars and not euros? Because in Europe, especially in the Mediterranean, it is not conceived the fact that there is someone who can act not for personal interests but for those of the community. The Anglo-Saxon mentality is much more careful and reactive in this sense.

But there’s no more time to get angry: calm down and #saverodinipark

 

Forse un piccolo gesto da parte di qualcuno doveva pur partire per dare un segnale alle istituzioni che rimangono immobili davanti a ciò che sta scomparendo sotto i nostri occhi. Nel caso specifico parliamo del Parco di Rodini, un tesoro ormai nascosto a poche centinaia di metri dalla città di Rodi riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco. Ettari di verde che per secoli hanno ospitato migliaia di persone che ne hanno goduto il fantastico microclima, le bellezze naturali e le testimonianze storiche di sviluppo e civilizzazione e che non sembrano interessare più nessuno. A cominciare dagli Enti locali, incapaci di attirare attenzione e recuperare fondi nonostante le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. Completamente assenti le guide locali, impegnate a piangere l’avanzamento di degrado delle opere di pubblico interesse  ed il ridimensionamento di turisti interessati al servizio. Non è la sola economia a trainare il benessere di un Paese ma anche il cuore. L’amore per il proprio territorio.

Il Parco di Rodini è il simbolo di una comunità disgregata; non ci sono unità di intenti e le conseguenze sono nefaste. Meno introiti, turismo di basso livello, strade fatiscenti, strutture per sportivi e famiglie quasi completamente assenti. Si attende il sorgere del sole, si aspetta che tramonti.

Nella mia fantasia immagino ciò che potrebbe essere ad oggi il Parco di Rodini e quanti benefici potrebbe portare alla comunità. Un ingresso a pagamento per i turisti e gratuito per i locali, l’organizzazione di visite guidate, la riapertura del bar-ristorante, il restauro del parco giochi per bambini, l’utilizzo di alcuni ampi spazi per matrimoni e concerti di musica Jazz o classica, il ripristino della navigabilità del fiume per piccole imbarcazioni a remi, l’apertura di una biglietteria ed un souvenir shop, un percorso per praticare jogging. Il ripopolamento faunistico, alcuni spazi silenzio dedicati alla lettura o altre discipline introspettive. Quanti posti di lavoro in più potrebbero esserci?

Adesso il parco è il paradiso dei cani che scorrazzano liberamente tra l’acquedotto romano, il monumento tolemaico, l’anfiteatro medievale e tutte le altre opere d’arte che si potrebbero invece contemplare.

Più che la raccolta di fondi, ce ne vogliono tantissimi per rimettere in moto il meccanismo, questa su Indiegogo.com è una campagna di sensibilizzazione rivolta a chi ha la possibilità di fare grossi investimenti. La mia speranza sarebbe quella di arrivare alle orecchie di qualche colosso mondiale capace di fare un’offerta di acquisizione a lungo termine con annessa riqualifica ed implementazione. Ci guadagnerebbe molto sia in immagine che in denaro.

Deve quindi esporsi un italiano e sperare nell’avvento di qualche magnate americano o cinese per rivedere un parco che già nell’epoca del Sacro Romano Impero veniva utilizzato per il giusto scopo? Si vuole davvero che il primo parco progettato al mondo rimanga l’attuale Dog Shit Park?

In caso si raggiungesse la cifra di 90.000 usd, quota stabilita per aprire una fondazione, una grossa fetta andrebbe al team di studenti universitari in architettura che presenteranno il progetto ritenuto più adatto e creativo mentre l’altra al team di studenti di economia che presenteranno un progetto di recupero risorse per finanziare l’intera operazione. Quindi è previsto il coinvolgimento di tutte le Università che vorranno partecipare al progetto e non di liberi professionisti. Il parco è un bene della comunità e sarà la comunità a farlo rinascere.

Perché dollari e non euro? Perché in Europa, specie nel mediterraneo, non è concepito il fatto che esista qualcuno che possa agire non per interessi personali ma per quelli della comunità. La mentalità anglosassone è molto più attenta e reattiva in tal senso.

Ma non c’è più tempo per arrabbiarsi: calm down e #saverodinipark  

Dammi 10

Avere la fortuna e, perché no, le capacità di poter partecipare ad un evento sportivo podistico sia questo di breve o lunga durata è sempre una bella esperienza.

davCosì è stato il 1 ottobre 2017 anche per la ben riuscita 10K e 5K organizzata dalla Run Greece che ha colorato Rodi (Grecia) di azzurro; colore delle magliette del main sponsor che ben si è integrato con il blu del cielo e del mare che hanno fatto da splendida cornice alla gara.

davMolti dei partecipanti della 10K, duecento per l’esattezza, mi hanno ricordato il mio primo approccio a questo tipo di attività che mi ha poi coinvolto visceralmente fino a farmi diventare maratoneta. Parecchi di questi sono arrivati all’arrivo esausti e con tempi decisamente alti rispetto ai primi, esattamente come era successo a me alle prime manifestazioni. Certo, a vederli adesso sembra quasi impossibile che correre 10K possa ridurti in stati limitrofi al collasso, eppure ci siamo passati tutti da lì. Era il periodo in cui guardavo i maratoneti come persone venute da altri mondi e mi era difficile solo pensare l’idea che un uomo potesse correre per 42K. Eppure dopo i miei primi 10K la voglia di migliorare, per abbassare il tempo ma soprattutto per diminuire la soglia del dolore, ha svolto un compito da ruota del mulino. Una secchiata d’acqua alla volta, pian piano, gira e rigira, il granaio ha cominciato a riempirsi. Gli allenamenti si intensificano, l’asticella viene posta sempre più in alto e così si punta all’impresa successiva: la mezza maratona. Quello è lo step in cui ci si applica alla corsa in modo più passionale. Diciamo che è ancora consentito partecipare alla mezza maratona con atteggiamento e preparazione light. Per la maratona no. Quella non lascia via di scampo come il giudizio divino: se ti sei allenato male o poco, non la finisci. Neanche camminando.

IMG_20171002_015730_473Tornando alla 10K di Rodi, è stata parecchio impegnativa dal punto di vista climatico; farci partire alle 10 di mattina non è stata proprio una mossa geniale ed infatti tutti abbiamo sofferto il sole in faccia che ci ha accompagnato dalla partenza adiacente il Municipio, palazzo costruito dagli italiani durante l’occupazione fascista, per continuare al passaggio nel Porto di Mandraki e Marina Gate, fino ai primi scorci d’ombra in prossimità della porta Pili Italias Akantias, pertugio ricavato nelle mura antiche che caratterizzano e contengono la old town. Personalmente non ero sufficientemente preparato a correre con 27/28 gradi e questo fattore ha influito sul mio tempo finale (42:18) e sulla resistenza.

davFatto sta che questa 10K, che comunque ho terminato 14mo e 4° di categoria (M45), non era in programma e gli allenamenti che sto seguendo sono mirati a finire dignitosamente la prossima maratona che avverrà in Vietnam. E’ stata comunque una piacevole esperienza ed un’ulteriore stimolo a non fermarsi. Partecipare ad una qualunque tipo di gara è inoltre un ottimo test per verificare le proprie condizioni cui spesso si rischia di sottovalutare o, come nel mio caso, di sopravvalutare. L’asfalto non lascia scampo a scorciatoie o inganni ed anche vedere le sagome degli atleti professionisti (o semi professionisti) scomparire all’orizzonte dopo pochi minuti di inutile inseguimento, servono come monito a chi si sente arrivato o appagato dagli sforzi fatti.

Per quanto mi riguarda arrivare dietro a qualcuno con più o meno le mie stesse caratteristiche agonistiche mi infastidisce parecchio, perché significa che lui ha lavorato di più, o forse solamente meglio di me. O significa aver lasciato davanti qualche secondo sufficiente a non qualificarti alla Boston Marathon…

Quindi al lavoro!

 

 

 

 

Un anno di più

E’ stato un 2016 con la valigia in mano.

Un anno in cui Controviaggio si è guadagnato un’impennata di visite che hanno surclassato quelle degli anni precedenti.

stat

gennaio2016Tutto parte da Gorizia, le origini. Qualcuno dice che le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove. Un maggiore interesse da parte del resto d’Italia  agli avvenimenti storici avvenuti nel piccolo e schiacciato capoluogo friulano renderebbero più facile le letture di confini, valute e diversità etniche. febbraio16Nel periodo natalizio la tappa nella minacciata Bruxelles. La bellissima città fiamminga, continuamente esposta suo malgrado al giudizio politico e morale dalla gente, ha svelato un’identità artistica eccezionale. Nella capitale belga si evidenzia la continuità di stile tra la sofisticatezza barocca e gotica e l’essenzialità più attuale. Il grigio preponderante degli spazi spesso viene scombinato da murales colorati raffiguranti personaggi di fumetti. Da una città grigia politicamente e geograficamente al centro d’Europa, ad un’altra. Grigia s’intende. Circondata da enormi spazi verdi dove si pratica la coltura del riso fa bella mostra di sé Pavia che, come tutte le città italiane, ha molto da raccontare. marzo16Il capoluogo lombardo si dondola sull’altalena che oscilla tra i vantaggi della vicinanza con la metropoli Milano e le zone d’ombra derivanti dalla stessa. aprile16La tappa a Barcellona è stata di tutt’altro taglio rispetto le visite precedenti. Città molto ben organizzata, pulsante e gioiosa, decorata con estrema creatività e fantasia, figlia del genio visionario Gaudì. La prima mezza maratona corsa in un ambiente partecipativo con gli spagnoli sempre preparati nel cogliere la festa in ogni evento.

maggio 16Dalla Spagna al Portogallo la distanza è breve. Porto è cosa non ti aspetti. E’ aprire la porta di un locale affollato, muoversi tra la gente, ammirare e salutare le persone più in vista, congedarsi per un drink ed essere folgorato dallo sguardo penetrante di una persona in penombra. Con tutte le sinuose forme, semi nascosta ed emergente di luce propria. La voce calda, rassicurante. Sorride e ti mette a tuo agio.

giugno16E’ stato poi il turno del martoriato Egitto e quella che potrebbe essere, o forse a modo suo lo è, la splendida Cairo. Schiacciata da interessi internazionali che costringono migliaia di persone alla povertà ed ignoranza nel nome di equilibri che dovrebbero favorire le stesse persone occidentali che ripudiano i conseguenti flussi migratori causati dai loro malgoverni. Un luogo che ad oggi ha l’aspetto di un fazzoletto gettato a terra dopo l’uso. Similitudini con Varsavia ci sono, con la differenluglio16za che la città polacca sta lasciando dietro a sé il proprio passato di tirannie ed invasori spalancando le porte al libero mercato. Con la propria moneta il costo vita e lavoro in Polonia è notevolmente ridotto rispetto agli altri Stati membri, così da diventare meta ideale per aziende che vogliono abbattere spese. Una Disneyland del capitalismo. Seconda mezza maratona corsa in un ambiente diverso rispetto a Barcellona come era ovvio aspettarselo. I polacchi non hanno un senso dell’humor particolarmente sviluppato e le iniziative che propongono assumono un’aurea piuttosto infantile e scolastica.

agosto16L’estate si tinge d’azzurro del mare e del cielo di Tilos. L’isola greca non è raggiunta da orde di turisti, anzi pare un luogo poco frequentato. E’ stata forse la destinazione che ha fatto da pagliericcio alla scintilla scoccata nel raccontare Bruges il mese seguente. Immaginare ed illustrare artisti e scrittori intenti a sviluppare le loro opere lambiti da soffi di vento caldo e distratti dal rumore delle onde più fragorose nella culla degli Dei, ha inconsciamente suggerito un nuovo modo di raccontare i luoghi.settembre16

I luoghi sono persone. Vite quotidiane. Storie da raccontare.

La fiabesca Bruges è stata la scenografia perfetta di una bella ed interminata storia d’amore. Forse mai iniziata.

ottobre16Dopo una confessione d’amore non poteva mancare una dichiarazione d’odio. Gerusalemme è stato il luogo protagonista e contenitore dove vomitare ogni pensiero riguardante la condizione attuale degli ebrei di Israele. Arroganti e supponenti, hanno creato un muro reale per proteggersi dalle loro stesse azioni di guerra ed un muro ideologico per rifiutare ogni ammonimento dalla società pensante. Fino a quando il mondo intero dovrà pagare il retaggio storico della shoah da loro indiscutibilmente subito?

Infine l’anno si conclude con il Tour del Portogallo e la prima maratona corsa a Porto. Non poteva essere diversamente.novembre16b

La frenesia di una Lisbona attraversata dal tram 28 e soffocata dal traffico nei sali e scendi dei quartieri storici, l’infinito orizzonte del mare di Fortaleza di Sagres, il tramonto a Faro e la città grigia di Piodão. Le fortezze e palazzi colorati di Sintra.

 

Questo è stato il 2016

 

Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.
(Sant’Agostino)

 

InTourvista: la Grecia vissuta dai greci

L’InTourVista del mese ci porta ad approfondire la realtà greca attraverso una breve analisi di mr.Meos Kambourakis, proprietario assieme alla sorella dell’Hotel Evi situato a Faliraki a Rodi.

L’allineamento contabile rispetto i canoni della Comunità Europea sta chiaramente mettendo in grossa difficoltà lo Stato greco caratterizzato da una economia suddivisa per la maggior parte in estate inverno a differenza di altri Paesi. Chiaramente la conformazione della Grecia è fortemente influenzata dalle entrate turistiche che in piena stagione rimpinguano in qualche modo le tasche degli ellenici che a settembre vengono svuotate di sostanza e riempite di ulteriori incertezze per affrontare l’inverno.

Tassazioni elevate, confuse e senza una limpida programmazione stanno inginocchiando le già deboli risorse turistiche che hanno difficoltà nello stipulare nuovi contratti a prezzi concorrenziali inconsapevoli di quali saranno le nuove imposte da versare sia in quantità che scadenza.

I moltissimi balzelli burocratici cui ci hanno abituato i luminari di Bruxelles hanno praticamente raso al suolo delle, effettivamente, isole felici, che al momento sopravvivono grazie a qualche generosa iniziativa privata e l’aiuto delle condizioni climatiche che bene o male ancora attirano molti turisti certi di non dover aprire l’ombrello per la durata delle loro preziose ferie.

L’aumento del costo vita ha tra l’altro aumentato il già importante divario tra qualità del servizio e prezzo da pagare per averlo con evidenti lacune da parte di innumerevoli strutture perlopiù a gestione familiare.

Chi tra l’altro ha scelto di offrirsi al mercato con formule all inclusive spalancando le porte al mercato principalmente dell’est Europa deve fare i conti con un sostanziale aumento degli alcoolici e prodotti primari che giorno dopo giorno vanno a riempire capienti stomaci mai colmi.

Situazione paradossale quindi quella che si assiste in Grecia dove a far da cornice tra il perfetto binomio del fluttuar d’onde ed un vitale sole incessante, almeno nelle isole, esistono scorci rassomiglianti a luoghi coinvolti in guerriglie o bombardamenti anziché eleganti ed ospitali edifici di accoglienza.

Se il presente è incerto, il futuro pare ancor più traballante vista e considerata l’evidente incompatibilità tra l’estremo rigore teutonico e la spensierata approssimazione ellenica.