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Una serata allo stadio Meazza

elDopo aver avuto la fortuna d’esser stati spettatori di una partita di calcio nello stadio più blasonato al mondo, ossia il Maracanà di Rio di Janeiro, non poteva certo sfuggire occasione di assistere ad un incontro valido per la Europe League presso lo stadio Meazza a Milano, la Scala del calcio.

DSC_1089La giornata è soleggiata e tutto sommato gradevole nonostante sia ancora stagione di freddo inverno, di conseguenza la tappa di ritrovo inevitabile diventa la Stazione Centrale con destinazione Duomo, dove nel primo pomeriggio anche i tifosi ospiti si sono dati appuntamento.

Tifosi ospiti al Duomo

Tifosi ospiti al Duomo

Fortunatamente il raduno delle maglie biancoverdi sorvegliate a vista dalle forze dell’ordine, nell’occasione inoperose, si limita ad offrire agli altri turisti folcloristici canti da stadio e bottiglie di birra abbandonate qua e là. Il calcio è uno sport popolare e pretendere dalla massa totale equilibro e controllo spesso è utopia; troppe volte abbiamo visto come possono degenerare certe situazioni e capitolare in scene da guerriglia urbana nelle più rosee tra le disgrazie.

Non sarà questo il caso e visto lo scorrere delle lancette verso il fischio d’inizio cominciamo l’avvicinamento in zona San Siro. A Rio De Janeiro basta salire sulla metro e scendere alla fermata Maracanà per raggiungere in pochi minuti lo stadio, a Milano sarà altrettanto semplice? Ovviamente no. La ricerca in internet del modo più semplice per raggiungere lo stadio ci suggerisce di prendere un tram prima ed un autobus poi. Non ci dice dove trovare i biglietti per salire a bordo e così non rimane che chiedere a bar ed edicole fino a che si compie il primo step: regolarizzare la corsa, che a biglietti acquistati scopriremo essere gratuita grazie un tacito condono per tifosi. In pratica più gente c’è ad usufruire dei mezzi pubblici meno le aziende guadagnano. Buon inizio. Il percorso verso lo stadio si compie in compagnia di alcuni membri delle tifoserie opposte che si limitano ad infastidire acusticamente gli altri occupanti del bus che attraversano il centro città verso le loro defilate destinazioni. In Italia parlare la stessa lingua aiuta e così, internet a parte, grazie alle indicazioni dell’autista riusciamo ad arrivare in prossimità dello stadio dato che il capolinea non è esattamente davanti al Meazza.DSC_1098

Tanto per non annoiare il lettore in seguito con la descrizione delle peripezie avvenute per fare ritorno alla Stazione Centrale, diciamo solo che dopo mezz’ora di viaggio con il bus preso fuori l’uscita dello stadio ci siamo visti attraversare la strada da tifosi che a piedi avevano impiegato lo stesso tempo per fare l’identico percorso.

Il primo impatto con la struttura è decisamente notevole, sia dal punto di vista architettonico che per quello storico: lo rimarcano numerose targhe commemorative affisse che ricordano gli innumerevoli trofei vinti dalle squadre locali.cop

Una delle principali paure, ossia il divieto di portare con sé l’immancabile Nikon ed ottiche varie nonostante la richiesta effettuata giorni prima, viene presto allontanata dato che il controllo degli steward risulta essere parecchio sommario e discreto. Giustamente si focalizzano maggiormente in settori dove i tifosi hanno un aspetto più esagitato rispetto a semplici spettatori da tribuna con evidenti intenzioni più che pacifiche. Passato il tornello non senza imprevisti di lettura del chip del ticket d’ingresso, interminabili gradini ci portano alla nostra postazione a fianco della zona riservata alla sala stampa, il pubblico presente intona qualche canto per evitare di essere completamente sovrastato da quelli degli encomiabili ed ubriachi ospiti, partono gli inni e la partita ha inizio.

FC Internazionale

FC Internazionale

Tra un lancio a vuoto e qualche azione che suscita applausi di un pubblico di casa apatico forse perché deluso dall’andamento della partita, i ricordi tornano inesorabili al Maracanà dove per due ore i tifosi del Vasco da Gama, in lotta per non retrocedere, hanno cantato e ballato movimentando la torcida in un clima di festa quasi surreale.

Durante l’intervallo non troviamo agevole raggiungere il bar dove passare il quarto d’ora di pausa gioco rimanendo così al proprio posto.

La domanda è lecita: possibile che una partita di calcio della durata complessiva di circa due ore possa impegnare inutilmente in trasferimenti lo spettatore per un pomeriggio intero? Qualcuno penserà che magari siamo noi degli impediti. Anche se fosse non è giustificabile: poter accedere ad una manifestazione ed alle iniziative che ne fanno parte deve essere a prova di qualsiasi inefficienza umana. In teoria anche un bambino auto sufficiente da pochi giorni dovrebbe essere messo in grado di raggiungere in massima tranquillità e sicurezza lo stadio.

US Airways Center

US Airways Center Phoenix AZ (USA)

Ultimamente pure in Italia si sono accorti che la struttura può e deve essere non solo utilizzata per le partite ma anche per attività commerciali; non nascondiamo il fatto di sentirci scopritori del concetto alla stregua di Cristoforo Colombo quando scoprì i nuovi continenti dato che, a quanto pare, fino ad oggi nessuno sia mai sbarcato negli States dove, nel lontano 2000 in seguito ad una visita a Phoenix presso l’America West Arena (adesso US Airways) come spettatore di una partita di play off tra Suns e Sacramento Kings, già mi chiedevo il perché non si seguisse il modello degli stadi americani dove tutto avviene con una logica imbarazzante rispetto all’approssimazione italiana.

Vero è che l’educazione sportiva degli americani è concettualmente lontana anni luce da quella nostrana, però sperare di educare il tifoso ammassandolo in strutture superate e poco funzionali è come pretendere dagli alunni il rispetto delle istituzioni mentre i calcinacci si staccano franando, nel migliore dei casi, sulle loro teste.

Al popolo di Santi, poeti e navigatori l’idea di essere anche dei copioni non va proprio a genio, così rimaniamo in attesa che anche in patria nasca l’inventore del pallottoliere mentre nei Paesi più evoluti i bambini girano con i tablet.

Fortunatamente pare esser sbarcato sulla penisola proveniente da lontani Oceani qualcuno in grado di guidare il progetto San Siro verso lidi più internazionali e civili rispetto gli standard richiesti dalla lega calcistica italiana, attualmente allo sbando come di consueto protocollo mafioso. Riuscirà nel suo complicato intento?

Per ora accontentiamoci di una serata allo Stadio Meazza.

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« Grandi giocatori esistevano già al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario» (Gianni Brera descrive il giocatore Giuseppe Meazza)

Rio de Janeiro: Centro contro Favela

Forse il Brasile è lo Stato che meglio identifica la situazione mondiale in cui il distacco tra la popolazione ricca e quella povera è sempre più accentuata.

La contrapposizione del quartiere Centro con una delle settecento Favelas è tra gli accostamenti che più si sposano con l’esistenza del nostro blog che, ricordiamolo per la centesima volta, nasceva proprio con il proposito di evidenziare le differenze che esistono nei nostri modelli di vita.

Centro contro Favela

Centro contro Favela

Passeggiare per le vie del cervello lavorativo di Rio de Janeiro sorprende per la quantità di persone e che tutto sembrano tranne che sudamericani visto la velocità del passo che li porta a raggiungere uffici e negozi, questi ultimi ospitati in grattacieli di recente costruzione e palazzi coloniali che idealmente distanziano di alcune ore di viaggio le spiagge di Ipanema e Copacabana che invece si trovano a mezz’ora di taxi. (traffico permettendo)

Teatro Muncipale

Teatro Muncipale

Il Centro è davvero enorme, le visite da fare anche in questo caso sono numerose e di certo non ci metteremo a fare concorrenza alle guide in circolazione con liste e descrizioni dei siti visitabili. Certo è che la zona chiamata Cinelandia e che comprende anche la Piazza Floriano Peixoto dove l’aria diventa più parigina che brasiliana contrasta sensibilmente con la parte più povera. Bellissimo il Teatro Municipale, struttura inaugurata nel 1909, considerata tra le più belle del Brasile.

La conica Cattedrale Metropolitana

La conica Cattedrale Metropolitana

Fa naturalmente riflettere anche l’imponente e visibile Cattedrale di San Sebastiano, comunemente chiamata Cattedrale Metropolitana, edificata nel 1979 e che può contenere fin 20.000 cristiani (il caso di dirlo) in piedi. Circondata da grattacieli e palazzi di vetro, ci fanno fare un salto fantasioso che dall’aria parisienne di Cinelandia ci porta verso una simil Ginevra. A pochissimi metri obbligatoria la visita ad uno dei locali più belli in assoluto al mondo (tra i primi dieci) il Rio Scenarium dove la qualità del servizio e del prodotto è davvero elevatissima, con principale attrazione della serata gruppi musicali dal vivo. Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltare la bravissima e cordiale Ana Costa, cantante, compositrice e strumentista che ha il vanto d’essersi esibita per l’apertura dei giochi Pan Americani disputatisi a Rio appunto nel 2007.  Al Rio Scenarium portate con voi il passaporto in quanto sono molto rigidi nei controlli d’ingresso. Interessante il fatto che di giorno questo splendido locale a tre piani sia un negozio di oggetti d’antiquariato. Prenotazione d’obbligo o quasi. www.rioscenarium.com.br

Particolare al Rio Scenarium

Particolare al Rio Scenarium

Altre due tappe obbligatorie la variopinta scalinata Selaron situata tra i quartieri di Lapa e Santa Teresa nata dalla fantasia dell’omonimo artista cileno Jorge Selaron che comincia l’opera restaurativa nel 1990 inizialmente su alcuni gradini fatiscenti davanti la sua casa, più per necessità che per arte.

Scalinata Selaron

Scalinata Selaron

La Rio de Janeiro d’alta classe propone la storica pasticceria Confeitaria Colombo www.confeitariacolombo.com.br/site anch’essa meta obbligatoria. Fondata nel 1894 risulta essere tra i primi dieci caffé più belli al mondo. Davvero un luogo affascinante e sfarzoso.

Confeitaria Colombo

Confeitaria Colombo

Ops, stiamo facendo l’elenco… Non è quello che vogliamo! Di contro descriviamo le Favelas, baraccopoli che da anni sono diventate parte pulsante di Rio De Janeiro con le loro comunità fuori legge e ben conosciute al mondo per essere ambienti pericolosi e malfamati. Se nel centro di Rio de Janeiro e nei posti più turistici girano molti visitatori con il naso all’insù (…gli uomini spesso all’ingiù) nelle periferie che circondano la metropoli gli unici a poter camminare indisturbati sono narcotrafficanti, trafficanti d’armi e tutto ciò di cui si circondano. Noi siamo entrati in quella più grande al mondo con i suoi 150.000 abitanti, Rocinha, una delle favelas recentemente bonificate e visitabili; certo bisogna andarci con una guida ed esclusivamente nelle ore diurne. Non si troveranno pasticcerie, teatri o cattedrali ma un agglomerato di case divise da vicoletti che accentrano i forti odori delle canalette di fogna semi scoperte o dei quintali di immondizia in un centro raccolta. Eppure ci sono parecchi negozi ed attività che cercano di sbarcare il lunario onestamente e, tutto sommato, anche la pulizia potremmo definirla quasi accettabile. Al Cairo ne abbiamo viste di peggio. A volte la povertà aguzza l’ingegno e così è successo per un sciur favelaro che ospita nel suo terrazzo i visitatori che vogliono fare una foto e che, come noi, possono immortalare la favela di Rocinha lasciando la modica cifra di 5 Real cadauno per godere della favorevolissima posizione. Ci farà vedere orgoglioso e sorridente articoli di giornale che riguardano la sua trentennale iniziativa ed i personaggi famosi che ne hanno usufruito.

La Favela Rocinha

La Favela Rocinha

Insomma, Rio de Janeiro va proprio vissuta centimetro contro centimetro.

Rio de Janeiro: Corcovado contro Pan di Zucchero

Questa volta ammettiamo che il titolo Corcovado contro Pão de Açúcar è alquanto forzato, ma titolare Rio de Janeiro la giornata perfetta sarebbe stato troppo scontato anche se corrisponde alla pura verità.

Abbiamo atteso frementi per due giorni l’arrivo del bel tempo per portare a termine una delle missioni principali che ci ha fatto attraversare l’Oceano Atlantico, ossia la visita al Cristo Redentore situato appunto sul monte Corcovado (710 mt).

Il suggerimento pratico che diamo in questa occasione è di andarci la mattina abbastanza presto per evitare di rimanere intasati tra i vari gruppi organizzati che devono tenere conto di colazioni, ritardatari e dimenticanze varie. Personalmente per salire abbiamo usufruito del trenino delle 9:20, trovando la stazione ai piedi del Corcovado ancora fluida. Precisiamo che ci sono modalità diverse per arrivare ai piedi del Cristo Redentore: con il caratteristico trem de Corcovado (prima corsa alle 8:30, poi circa ogni 25 minuti fino alle 18:30) che disegna un tragitto variopinto fino a destinazione con panoramiche mozzafiato. A tal proposito nella carrozza cercate di occupare i posti di sinistra e possibilmente in fondo dato che sono i migliori per scattare foto o semplicemente godere della magnifica natura. Le altre soluzioni sono il meno romantico passaggio con il taxi – pullman fino all’ultimo punto accessibile dai mezzi oppure quello più faticoso, ossia il cammino.

Trem de Corcovado

Trem de Corcovado

Una volta arrivati al cospetto del Cristo Redentore, sarete divisi da 222 gradini che abbiamo letteralmente superato in un balzo tant’era la curiosità di ritrovarci davanti ad una delle sette meraviglie del mondo moderno. Non tutti però hanno la possibilità di fare altrettanto ed a queste persone è dedicato un comodo ed ampio ascensore.

Difficile poter esprimere lo stato d’animo che si prova finalmente raggiunto il piazzale adiacente il simbolo carioca perché l’emozione supera eventuali barriere mistiche o religiose: fantastico.

Corcovado: il Cristo Redentore

Corcovado: il Cristo Redentore

Non risulta semplicissimo scattarsi delle foto ricordo dato che il punto migliore è fondamentalmente uno e la concorrenza per accaparrarselo è agguerritissima, se poi aggiungiamo il fatto che praticamente tutti si mettono in posizione del Cristo con le braccia spalancate (ed i pollici in su, non si capisce il perché) dall’euforia all’incazzatura il passo è molto breve. Chissà che la prossima meraviglia al mondo non venga costruita con le mani in tasca.

Poi ci si guarda intorno e si vedono le meraviglie che il Cristo abbraccia tutti i giorni attorno a se: le note spiagge di Ipanema e Copacabana, lo stadio Maracanà, il Jardim Botanico, il Pão de Açúcar… A Rio de Janeiro investire qualche centinaio di euro per un giro in elicottero è assolutamente consigliato, nonostante scopriremo che i punti di vista mozzafiato sono innumerevoli oltre al Corcovado.

La cidade maravilhosa

La cidade maravilhosa

Lasciati i surreali panorami mattinieri gentilmente offerti dalla postazione del Cristo Redentore ci siamo recati al giardino botanico che si trova a circa mezz’ora di taxi dal trem de Corcovado. (www.corcovado.com.br)

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Rilassante ed appagante anche la passeggiata tra i giardini, fontane, ponticelli, corsi d’acqua e piante tropicali del jardim botanico. L’ottima organizzazione brasileira anche in questo caso prevede la possibilità di noleggiare delle vetture elettriche (stile campo da golf) per dare la possibilità anche a chi ha piccoli o grandi impedimenti deambulatori, o semplicemente metabolismi da ricchi, di poter girovagare per il meraviglioso parco.

Scorcio del giardino botanico. In alto il Cristo.

Scorcio del giardino botanico. In alto il Cristo.

Dopo una mattinata decisamente produttiva abbiamo deciso di consumare il nostro pranzo passeggiando tra Ipanema e Copacabana e per prenderci qualche ora di meritato riposo.

Senza falsa modestia, orgogliosi di un’organizzazione impeccabile, abbiamo raggiunto la stazione della funivia Bondinho, (tocco tecnologico italiano opera della storica azienda meneghina Agudio) situata nel quartiere di Urca a pochi passi dalla spiaggia di Vermelha. Da lì si sale sul monolito che altrettanto come nel caso del Corcovado offre un panorama indescrivibile e diventa tappa irrinunciabile nella visita della cidade maravilhosa. Ovviamente per godere appieno della vista è indispensabile usufruire di una serata limpida ed attendere con pazienza uno dei tramonti più suggestivi al mondo.

L'ultimo sole avvolge Rio de Janeiro

L’ultimo del giorno sole avvolge Rio de Janeiro

Quando il sole terminerà il suo lungo abbraccio luminoso alla magica terra di Rio de Janeiro comincerà per noi il momento di realizzare d’aver assistito ad uno di quegli spettacoli che ha il potere di folgorare sul nascere ogni nostro piccolo inutile, idiota scontento quotidiano.

Consapevoli della nostra fortuna ci lasciamo alle spalle il Pan di Zucchero completamente appagati da questa giornata perfetta.

Funivia Bondinho

Funivia Bondinho

Per informazioni tecniche (e non) vi suggeriamo il seguente blog:

http://www.dentroriodejaneiro.it/rio-de-janeiro-la-citta/attrazioni-rio-de-janeiro/pan-di-zucchero-rio-de-janeiro.html

Rio de Janeiro: Homeaway contro Heidelberg

Ancora una volta per noi di Controviaggio vale il chi più spende meno spende e capiremo in seguito il perché.

Il nostro soggiorno di due settimane a Rio de Janeiro è stato suddiviso in due appartamenti diversi: per i primi sette giorni, che ci ha visti ad Ipanema, ci siamo affidati al nostro intuito professionale ed un po’ di fortuna scegliendo tra le varie opzioni offerte da www.homeaway.it

Appartamento di Ipanema

L’appartamento luxury Homeway di Ipanema

Dopo aver individuato l’appartamento 487936 (così potete anche giocarvi i numeri ed in caso di vincita renderci partecipi) davvero molto bello ad un prezzo favorevole complice anche la bassa stagione, ci siamo messi in contatto con il proprietario che è risultato essere l’italiano Armando (il cognome non lo menzioniamo per rispetto della privacy visto che non abbiamo chiesto il permesso). Naturalmente trattare con italiani all’estero specie dal nome meridionale (non ce ne vogliano gli amici con origini del sud dello stivale) spesso ci provoca qualche brivido, in quanto si sa che le truffe sono dietro l’angolo.

Rua Gomes Carneiro, Ipanema

Rua Gomes Carneiro, Ipanema

Invece fin da subito il Sig. Armando si è dimostrato molto gentile e dalla perfetta comunicabilità, fornendoci tramite diverse email non solo le informazioni riguardanti il suo bellissimo appartamento, ma anche agevolandoci con svariati utilissimi contatti. Sicuramente il più importante si è rivelato quello dell’affidabile “tassista” Romano Ferrini che in realtà è una guida a tutti gli effetti. Italiano pure lui, come si evince dal nome, durante i periodi di cui abbiamo usufruito dei suoi servizi si è rivelato gentile, disponibile, discreto e competente. Un carioca acquisito e squisito. Si sono affidati a lui ed hanno avuto il piacere di visitare Rio de Janeiro anche due personaggi molto conosciuti come Zucchero e la brava Fiorella Mannoia. Noi lo consigliamo vivamente almeno per il trasferimento che dall’aeroporto vi porterà alla vostra destinazione, evitando così disguidi dovuti alla stanchezza del viaggio ed allo smarrimento iniziale che potrebbe portarvi a commettere qualche ingenuità. (romanoferrini@hotmail.comromano.ferrini@yahoo.it 0055.21.81152547 – 055.21.67321070)

Romano Ferrini, guida italiana a Rio

Romano Ferrini, guida italiana a Rio

Prima settimana all’insegna della perfezione organizzativa quindi, con zero sorprese ed aspettative ampiamente soddisfatte nel lussuoso appartamento di Rua Gomes Carneiro a due passi dalla spiaggia e dalle vie più frequentate di Ipanema.

Con la fiducia alle stelle dopo la prima settimana in cui i nostri pregiudizi sugli italiani bidonari venivano fugati completamente, per la seconda ci siamo affidati a coloro che vantano il primo gradino in fatto di credibilità: gli impeccabili teutonici. Dimezziamo quindi i costi e ci trasferiamo a pochi metri da Rua Carneiro, nella meno attraente Rua Julio de Castilhos a Copacabana.

In questo caso la www.agencia-heidelberg.com/en si rivelerà non troppo affidabile, almeno nel nostro caso.

L'apparenza inganna

L’apparenza a volte inganna

L’appartamento che viene spacciato per luxury in realtà si trova in una tra le zone meno sicure di Copacabana e gli homeless che stazionano all’ingresso dello stabile ne sono la prova. Non aiuterà sapere che la struttura si chiama “Bronx”. L’appartamento, a dispetto delle foto viste sul sito dell’agenzia tedesca, è decisamente minuscolo ed avvolto in una coltre di perenne frittura nauseabonda.

Il Bronx di Rio

Il Bronx di Rio

Addirittura mr. Vap, che senza batter ciglio potrebbe dormire sopra ad una cuccia modello Snoopy, sembra dare segni di sconforto. Disagio ancor più accentuato, non tanto per simpatici scarafaggetti che non riescono a passare ignari visto lo spazio ridottissimo ed ai quali abbiamo fornito casette chimiche dove farli riposare per l’eternità, ma soprattutto quando il sabato sera abbiamo trovato la tazza del bagno otturata con l’acqua a pochi centimetri dal bordo. Insomma, non proprio l’immagine che si vede nelle cartoline raffiguranti Copacabana. Nessun problema, essendo tedeschi precisi, ci hanno fornito un numero di telefono per le emergenze. Contattati immediatamente, una voce femminile gentile ed educata, ci diceva che non potevano intervenire in quanto sabato, ma che lunedì mattina sarebbe arrivato al più presto un tecnico. Detto e non fatto, in puro stile Enrico Letta, altroché Merkel! Con grande intuito abbiamo ben pensato di spurgarlo autonomamente ed immediatamente con dell’acido nonostante mr. Vap volesse vivere in stile favelas per due giorni. Mossa che si rivelerà più vincente di uno schema di Mourinho in quanto l’idrauliquinho non si presenterà mai a riparare il danno. La nostra settimana quindi è trascorsa non proprio alla grande, complice anche the man with hammer (l’uomo col martello) che dal lunedì ha cominciato la sua opera di distruzione di non si sa cosa in un appartamento adiacente. Tra l’incessante e ripetitivo tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin giornaliero abbiamo anche scoperto la presenza di una ferramenta che usava l’androne del cortile per tagliare lastre metalliche con seghe circolari.

Scarafagginho carioca. Al 13° piano.

Scarafagginho carioca. Al 13° piano.

Insomma, al risveglio quotidiano dovuto ai cantieri, le nostre imprecazioni si sono sprecate ed il rammarico nel non essere rimasti ad Ipanema è stato enorme. Lato positivo che le nostre lamentele sono state parzialmente accolte (tante ne sentiamo sul lavoro che per una volta le abbiamo sfruttate a nostro vantaggio) così che i tedeschi han ben deciso di regalarci una spedizione pulitiva (non si è presentato mai nessuno a pulire, probabilmente è la stessa famiglia dell’idraulico) ed uno sconto del 10% sul prezzo pattuito in quanto insindacabile il fatto che l’appartamento affittato tutto fosse tranne che luxury come specificato nella loro ingannevole descrizione.

Finestre chiuse per evitare il fritto ed i rumori

Finestre sempre chiuse per evitare il fritto ed i rumori

Rio de Janeiro: lo stadio Maracanã

Scegliere Rio de Janeiro come meta per trascorrere le proprie ferie, implica il fatto di dover necessariamente organizzare una visita al tempio del calcio, l’ Estádio Jornalista Mário Filho, detto Maracanà.

L'Estádio Jornalista Mário Filho, Maracanã

L’Estádio Jornalista Mário Filho, Maracanã

Per farlo ci siamo affidati alla professionale ed appassionata guida locale, Sergio Manhães che durante la settimana passa le sue giornate lavorando in banca, per poi trasformarsi in tifoso ed abile guida durante gli eventi sportivi. Il nostro gruppetto comprendeva anche i velisti della nazionale francese.

Il nuovo impianto Maracanà, recentemente riaperto (28 aprile 2013) è sceso dalle 200.000 presenze documentate agli attuali 78.838 posti a sedere.

Impianto da mille ed una... notte

Impianto da mille ed una… notte

Per raggiungere il mitico Maracanà abbiamo utilizzato la metropolitana che anch’essa merita un cenno per quanto si sia dimostrata decisamente sicura, nuova e pulita. Se uno si aspetta un inferno sotterraneo verrà piacevolmente smentito: la metro infatti è molto più simile a quella di Parigi, funzionale e piacevole, rispetto a quelle di Milano e Roma, sporche e trascurate.

Addirittura mr. Vap è riuscito ad attaccare bottone con due tipe. Al solito tutto si è concluso con un nulla di fatto, in questo frangente fortunatamente per lui. Già, perché le tipe erano tipe cesse.

Percorso della Metro

Percorso della Metro

La fermata Maracanà è collegata da una sopraelevata che ci porta esclusivamente e direttamente agli ingressi dello stadio. Impossibile sbagliare quindi e non solo per questo motivo, ma anche perché l’edificio si fa notare. L’efficiente e ramificato servizio fornito dagli steward non lascia nulla al caso e rende l’affluenza scorrevole e sicura.

Ingresso

Ingresso

La partita che ci siamo visti era abbastanza delicata per gli esiti della permanenza in prima serie del Vasco da Gama che ha giocato contro la prima della classe, il Cruzeiro di Belo Horizonte, ecco perché si sono aperte le porte del magnifico impianto utilizzato altrimenti solo per eventi di spessore. Rumorosi cori a ritmo di samba e sventolii di bandiere prima, durante e dopo il match, in un ambiente decisamente gioioso. (La settimana seguente si registreranno feriti gravi durante scontri, ma non al Maracanà, proprio tra tifosi del Paranaense e Vasco che retrocederà)

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Fatto sta che due ore prima del fischio d’inizio in un’ampia zona adiacente lo stadio è proibito servire alcolici agli avventori per evitare appunto che eventuali alterazioni possano portare a gesti violenti e così, per noi di Controviaggio che siamo accomunati al Vasco da Gama per i colori del nostro logo (ma che nulla ha a che vedere con squadre di calcio italiane, figuriamoci quelle brasiliane) ed i loro colori sociali, bianco, nero e rosso, , riuscire a berci una birretta è stato abbastanza arduo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta anche grazie a Sergio.

La nostra fortuna culminerà nell’insperata vittoria del Vasco de Gama che s’imporrà per 2 a 1 sul Cruzeiro e che naturalmente renderà felici i suoi tifosi dando vita ad una festa incessante sugli spalti e fuori.

Festa tra i tifosi del Vasco da Gama

Festa tra i tifosi del Vasco da Gama

Uno spettacolo da non perdere anche per chi non segue il calcio, mentre per gli appassionati di questo sport al Maracanà c’é la possibilità di vedere, oltre al Vasco da Gama che però è retrocesso, il famoso e popolare Flamengo (del noto campione Arthur Antunes Coimbra meglio noto come Zico), il Botafogo (dove militò il fantastico Garrincha), la Fluminense (retrocessa pure questa).

Se volete organizzare una visita allo stadio Maracanà visitate il blog di Sergio futebolnomaracana.blogspot.com oppure contattatelo direttamente  ssm10@hotmail.com

Le 4 maggiori squadre di Rio

Le 4 maggiori squadre di Rio

Rio de Janeiro: Carretao contro Porcao

Per fornirvi un’opinione riguardante due churrascarias di Rio de Janeiro abbiamo scomodato mr. Vap. Conclamato divoratore di cibo senza limite, ha dovuto nutrirsi in precedenza per evitare di mandare in bancarotta i due ristoranti “all you can eat” (“tutto quello che puoi mangiare”, come li chiamerà lui). Così cominciamo a svelare anche mr. Vap. Buona lettura!

Per chi vuole aver un’idea della cucina carioca e in special modo della squisita carne brasiliana, mr. Vap consiglia assolutamente questi due ristoranti nel quartiere signorile di Ipanema: Porcao e Carrettao. (Oltre ad Ipanema il Porcao è presente anche a Rio’s, Barra e San Paolo, il Carretao a Copacabana)

La sfida tra questi due posti chiccosi e al tempo stesso informali e’ intrigante.

Rivista Porcao

Porcao offre anche una sua rivista

Porcao: http://www.porcao.com.br/

Il posto e’ un all you can eat della eccezionale carne brasileira,con il simpatico gioco del cartellino. (Verde, da un lato, per essere serviti dai camerieri, che girano per il locale con spiedi ai quali sono infilzati fior di filetti, controfiletti, arrosti e bolliti; rosso dall’altro per stoppare momentaneamente o definitivamente l’obelixiano banchetto di carne).

Quindi ragazzi e ragazze amanti dell’angus, qui vi potete sbizzarrire. Carni rosse al sangue, cucinate nella maniera migliore con il sale grosso, come deve essere fatto.

Camerieri gentilissimi e iper professionali servono questi manicaretti con gran rispetto e dignità.

Al Porcao, inoltre c’è un lauto buffet,molto curato con primi, verdure e sushi.

Tutto innaffiato da un buon vino carioca, caipirinha o birra che vanno ad impreziosire una cena di livello.

Il costo e’ elevato per i parametri brasiliani, ma alla portata del turista/viaggiatore europeo/nordamericano che si puo’ viziare con le prelibatezze “verde-oro“. Ecco perché potrebbe capitarvi di trovarvi seduti accanto personaggi celebri brasiliani come il giocatore di calcio Ronaldinho.

Qualità di carne eccelsa

Qualità di carne eccelsa al Porcao

Carrettao: http://www.carretaochurrascaria.com.br/

Il Carrettao e’ sempre un “all you can eat” del rosso manzo “carioca”, con pure il divertente gioco del cartellino che ho spiegato per il Porcao.

Buffet curatissimo con ogni ben di dio, camerieri efficientissimi e cordiali, vini, birre e cocktail pestati squisiti.

Se al Porcao bisogna andare almeno una volta, al Carrettao ci si torna molto piu’ volentieri: maggior customer care, più ordinato, pulito, scanzonato, informale, miglior rapporto qualità/prezzo,  disponibilità del personale.

mr.Vap impaziente durante il taglio del filetto

mr.Vap impaziente durante il taglio del filetto al Carretao

L’aneddoto carino che mr. Vap vi racconta è della conoscenza, seppur superficiale, di una camerierina addetta al buffet, appunto al Carrettao, chiamata Alina.

Chissà, per lei, giovanissima, servire uno straniero come me, cosa pareva essere…

Un marziano, per lei,ancora bimba nei modi; per me un sorriso, due parole scambiate in italiano-portoghesato e tanta vivacità carioca, che mi fa preferire definitivamente l’elegante, ma scanzonato, Carretao.

Mr.Vap si abbuffa senza ritegno davanti alla sua Vap.

Mr.Vap si abbuffa senza ritegno davanti alla sua Vap.

Controviaggio ringrazia mr. Vap per il suo contributo, speranzoso che dopo il racconto della “camerierina” non vengano intraprese azioni legali contro di lui per pedofilia ed al Carretao per sfruttamento di lavoro minorile.

Rio de Janeiro: Copacabana contro Ipanema

Nell’immaginario collettivo Rio de Janeiro, oltre alla sacrale imponenza del Cristo Redentore, è associata alla spiaggia più famosa al mondo: Copacabana.

In effetti passeggiare lungo l’Avenida Atlantica in qualche modo corrisponde alla forte luce bianca che, a detta di chi l’ha vissuta, ci abbaglia al momento del trapasso. Una sorta di benvenuti in paradiso.

Ipanema

Benvenuti in paradiso: Ipanema

Abbiamo visitato luoghi in cui l’impatto naturalistico è stato di maggior impatto, vedi Maldive, ma l’arte, la poesia, la musica, i colori, le stesse caratteristiche morfologiche che caratterizzano le spiagge carioca sono uniche al mondo.

Tra tutte queste distrazioni non deve venir meno la soglia di attenzione che a Rio de Janeiro deve essere sempre tenuta alta, motivo questo che fa desistere molti dallo scegliere il Brasile come meta vacanziera.

Sempre all'erta, ma vale la pena...

Sempre all’erta, ma vale la pena…

Durante le nostre passeggiate, che partono dal lungomare di Leblon, attraversando Ipanema, approdando a Copacabana, in primo luogo bisogna fare attenzione al rischio ustioni. Il sole, anche se coperto da qualche nuvola, non risparmia nessuno. Passare delle ore a rosolarsi in stile Rimini o Riccione equivale a carbonizzarsi. Sulle coste italiane dopo una giornata al sole ci si interroga se il nostro grado di abbronzatura sarà percettibile una volta tornati in città, su quelle carioca siamo costretti a chiedere il riconoscimento ad amici e parenti. Per evitare insolazioni che possono rovinarci il nostro soggiorno brasiliano evitate di fare i fenomeni, ungetevi di creme protettive (almeno 50) oppure indossate qualche tutina d’amianto.

Abbronzature locali.

Abbronzature locali.

Una volta sistemato il vostro pareo sulla sabbia (…perché sicuramente lo comprerete e fatelo nel negozio Santa Clara 33), non lasciate mai incustoditi i vostri beni, in particolar modo il cellulare. Una volta fregato lo smartphone da abili e veloci ragazzini, se non recuperati al volo da discreti colossi in divisa che vigilano su di voi e che picchiano forte, potrete consultare di seguito la posizione in cui si trova tramite il vostro anti scippo satellitare che segnalerà la sua presenza presso una delle 34 simpatiche favelas. In quel caso fate mea culpa se non avete scaricato le 900 foto che avevate gelosamente conservato al suo interno, gli appunti di lavoro e nomi in agenda ed evitate di andare alla Polizia per non farvi ridere in faccia. Inutile dirvi che entrare nella favela alla ricerca del vostro telefono è l’equivalente di andare a chiedere spiegazioni al clan dei corleonesi bussando alla porta di Provenzano.

Santa Clara 33

Santa Clara 33: 12 piani di mini negozi

Quindi, ricapitolando, occhi sempre aperti ed evitare di fare la parte dell’italiano stereotipo “aé-aò” con zainetto Invicta e bandana in testa. (…questi ultimi prescritti, tra l’altro)

In pratica per vivere bene a Rio de Janeiro serve avere gli stessi accorgimenti che si adottano a Napoli e che non significa che i partenopei sono tutti delinquenti, anzi.

Tornando alle cose decisamente piacevoli, ed al titolo, qual’é la spiaggia migliore?

Tutte e tre le spiagge sono adiacenti e si sviluppano sul lungo mare. Leblond è divisa ad Ipanema da un canale che corre sotterraneo per poi rendersi visibile solo sul tratto di sabbia. Quelle di Copacabana ed Ipanema sono invece divise da una piccola e verde penisola sporgente. Lungo la strada che costeggia il lungomare passeggerete sul caratteristico marciapiede composto da sampietrini.

Caratteristica pavimentazione

Caratteristica pavimentazione

Ogni 50 metri è presente un chiosco dove con 5 real (in tempo di Mundial il costo vita aumenterà presumiamo) potete dissetarvi con una birra o con un cocco fresco. I prezzi aumentano per la caipirinha. Questi chioschi, anche riconoscibili per l’odore di fritto, sono frequentati per lo più da turisti e quindi, specie i primi giorni in cui siete facili prede, evitate di incrociare lo sguardo dei venditori ambulanti, musicisti, mendicanti e quant’altro. Se vi appoggiano delle peanuts sul tavolo non toccate e non mangiate.

Venditore di cappelli

Venditore di cappelli

In spiaggia i bagnini nelle loro postazioni vendono altrettante bevande ed i locali preferiscono acquistare da loro. Sempre dai bagnini si noleggiano sdraio ed ombrellone.

Cocco fresco ai chioschi

Cocco fresco ai chioschi

Attenzione perché ogni bagno ha la sua caratteristica; il nostro amico mr. Vap (ma chi è mr.Vap?), che fiero esibiva i suoi tattoo colorati indossando un’esile slippino, solo dopo una settimana si è accorto del perché specie nel bagno 8 si sentiva particolarmente osservato: il bagno 8 (e la via che ti ci porta dall’interno del quartiere di Ipanema, Farme de Amodeo e Visconde de Piraja) è gay lesbian friendly. Complice di questa scoperta anche il fatto che nel bel locale To Nem Ai io ed il mio stimato ed ermafrodita (primate aggiungerei) collega mr. Vap, abbiamo assistito a limonamenti tra individui dello stesso sesso. Sia ben chiaro, nessuna discriminazione verso gli innamorati e su chi decidono di riversare il loro sentimento più puro, ma non sapendo che il luogo era meta preferita dei nostri amici omosessuali siamo rimasti un po’ sorpresi.

Chi é Mr.Vap?

Chi é Mr.Vap?

Tornando ai bagni più conosciuti, sempre ad Ipanema c’é il 9, meta ambita per lo più da turisti.

A Copacabana, tra i vari castelli di sabbia dove potete farvi scattare una foto ricordo (a pagamento) c’é anche una scultura, sempre di sabbia, che vede un babbo natale (ovviamente nel periodo natalizio) circondato da culini (…più oni che ini) e che indica un locale frequentato da ragazze di facili costumi situato proprio nella parte opposta attraversata la strada.

sCULture

sCULture

Insomma, gli aneddoti a Rio sono infiniti. Ma tra Copacabana ed Ipanema (con Leblon) chi la spunta? A nostro avviso le ultime due, dato che sono frequentate da gente di livello più alto, non per un fatto discriminante al solito, ma per motivi di sicurezza.

Leblon

Leblon

Proprio alle gente ed i loro comportamenti prossimamente dedicheremo qualche riga in “Italiani contro Brasiliani”… Continuate a seguirci! (continua)

Rio de Janeiro: pratiche per realizzare un sogno

Un giorno ti sveglierai e non ci sarà più il tempo di fare le cose che hai sempre sognato. Falle adesso.” scrive il poeta carioca Paolo Coelho.

Una di queste cose, aggiungiamo noi di Controviaggio, è visitare Rio de Janeiro.

Città dalle mille contraddizioni che offre intense e continue emozioni. Sicuramente la visita di questa splendida capitale, non politica, ma di bellezza, ci avvicinerà di più ai pensieri di artisti e poeti come Coelho, rendendoli più umani e realistici se confrontati con le quotidianità brasiliane.

Rio: fucina di artisti

Rio: fucina di artisti

Fatta questa inevitabile premessa, torniamo come di consueto al pratico. Se conoscete un minimo il nostro blog saprete anche che amiamo arrivare al sodo con suggerimenti pratici e, perché no, aneddoti simpatici, anziché soffermarci in informazioni che potete tranquillamente consultare su wikipedia o da cervellotici tecnici alla @ricpuglisi (chi segue Twitter lo sà)

Consapevoli di aver attirato a noi anche qualche maledizione da persone che non possono permettersi viaggi di questo tipo (ma ricordiamo loro che la vita è una ruota) cominciamo a raccontare un pò di Rio di Janeiro a chi ha in programma di andarci, a chi vuole ricordarla perché ci è stato ed a chi per ora si limita a sognarla.

Il Cristo Redentore: una delle nuove sette meraviglie

Il Cristo Redentore: una delle nuove sette meraviglie

Premesso che la nostra visita aveva come obiettivo principale la materializzazione del mito carioca rappresentato dal Cristo Redentore, l’Avenida Atlantica, il Pan de Azucar, le spiagge di Copacabana ed Ipanema, il Maracanà e non (solo) le rappresentazioni de “L’allenatore nel pallone” (1984) cui si riferisce Andrea Bergonzoni (interpretato da Andrea Roncato) apostrofato come “commerciante di culi” da Oronzo Canà (Lino Banfi) https://www.youtube.com/watch?v=pU2gQGLmzWw ed in cui, tra l’altro, il famoso tram giallo con cui ad un certo punto del film arriva Giginho (Gigi Sammarchi), il barrio di Santa Teresa, non è funzionante in seguito ad un incidente che il 27 agosto 2011 ha causato 6 morti, le principali preoccupazioni prima di partire erano quelle di poter essere derubati o rapinati.

Andrea Bergonzoni ed Oronzo Canà a Copacabana nel '84

Andrea Bergonzoni ed Oronzo Canà a Copacabana nel ’84

Per evitare spiacevoli sorprese, dopo esserci informati a dovere con amici, conoscenti ed aver a nostra volta consultato blog specializzati, abbiamo scelto di soggiornare la prima settimana nel tranquillo ed elitario quartiere di Ipanema. A Rio de Janeiro ci sono 34 favelas (baraccopoli) che sono il 20% circa della popolazione di 6 milioni di abitanti e nonostante ci sia in corso un imponente programma preventivo da parte di esercito e forze di polizia, visto anche gli imminenti eventi quali i Mondiali di Calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016, gli incontri ravvicinati con qualche malvivente sono decisamente probabili. Da parte nostra abbiamo lasciato a casa tutti gli oggetti di valore come orologi e bracciali vari (una volta sul luogo noterete che la stragrande maggioranza non porta nulla ai polsi o al collo), abbiamo indossato abiti molto semplici, nessun zainetto o riconoscimenti da turista per caso e nell’appartamento abbiamo utilizzato la cassetta di sicurezza (nonostante la presenza dei portieri 24h su 24) dove ci abbiamo infilato passaporti e visti.

Tramonto a Rio de Janeiro

Tramonto mozzafiato a Rio de Janeiro

L’altra domanda che ci siamo posti ed alla quale non abbiamo trovato molte risposte è stata la seguente: bisogna cambiare Euro con Dollari? Euro con Real? Dove si cambiano? E le carte di credito?

La risposta è la seguente: tutti i locali accettano la carta di credito o debito anche per importi molto contenuti. Addirittura i venditori ambulanti nelle spiagge di Copacabana, Ipanema e Leblon hanno la macchinetta. Quindi munitevi di carta di credito (se non ce l’avete) e fate sogni tranquilli. Ricordatevi il codice pin perché prima o poi dovrete anche ritirare dei contanti per pagare i taxi che fondamentalmente sono gli unici che accettano solo banconote. Gli orari per prelevare negli sportelli, tranne in qualche posto, non sono di 24h ma vanno dalle 5-6 della mattina alle 22:00 sempre per motivi di sicurezza. Quindi tenetevi sempre un 100 Real in tasca durante la notte per pagare eventualmente i taxi. Ricordiamo inoltre che comunque sono a disposizione diversi uffici per cambiare i vostri soldi, uno anche appena arrivate all’aeroporto Antônio Carlos Jobim con commissioni ovviamente sfavorevoli.

Valuta locale: Real

Valuta locale. 1 Euro = 3 Real

Altro quesito di vitale importanza è la connessione internet con il nostro amato smartphone. Quanto costa chiamare, connettersi? Una volta arrivati fatevi una passeggiata d’assaggio lungo la Rua Visconde de Pirajá (naturalmente dopo aver passeggiato con il telefono spento sul lungomare di Ipanema, Avenida Vieira Souto) e compratevi una sim locale delle varie compagnie telefoniche come Vivo o Tim. Noi abbiamo preso una Tim (abbastanza scarso il servizio offerto a dire il vero) con 15 Real. (Circa 5 euro) Per attivarla basta chiamare il numero che troverete all’interno della confezione, parlare in portoghese o inglese con l’operatore, fornire numero di passaporto ed indirizzo in Brasile e fine della storia. Le ricariche si effettuano nelle edicole e, come in Italia, una volta dato il proprio numero all’edicolante e l’importo desiderato (anche pochissimi euro) ci pensa lui ad accreditarvelo. Ricevete il solito sms di conferma. Morale della favola acquistare una sim brasiliana conviene se non altro per navigare quotidianamente ed utilizzare Google map e wikipedia. Qualcuno si chiederà giustamente: ma non me lo fregano il mio smartphone? Non sbandieratelo in giro ma Rio de Janeiro non è terzo mondo e praticamente tutti posseggono un telefono dell’ultima generazione, anche nella favela (probabilmente grattato). A dire il vero noi che utilizzavamo un Samsung S2 ed un Iphone 4s sembravamo un po’ retrò. Per non parlare dell’inquietante mr. Vap che andava in giro con un Nokia da museo del cellulare. Chi è mister Vap? Lo scoprirete alla prossima… (continua)

Un altro film mito girato a Rio...

Un altro film mito girato a Rio…

Contro… Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

Il noto logo di Trip Advisor

 

In questi ultimi vent’anni si sono trasformati ed evoluti i mezzi per comunicare, fondamentalmente non sono cambiati quelli per spostarci che si sono invece riproposti alle masse con vantaggiose offerte, aprendo così a quasi tutti le porte d’accesso a luoghi fino a poco tempo fa frequentati solamente dalla medio alta borghesia.

Ultimamente si percepisce una sensazione di quasi competitività tra le persone che si elencano a vicenda i luoghi su cui sono “transitati” spesso  senza alcun approfondimento, con un frasario che si limita a ricordare i piacevoli momenti passati con l’animazione o gli amari sorseggi del caffè espresso nella baracca in periferia di Hammamet. Le recensioni dei resorts e dei viaggi che dovevamo sostenere per raggiungerli erano affidati a professionisti, scrittori o giornalisti specializzati (lavoro per pochi fortunati) oppure ai lucidi racconti di viaggiatori trascritti in piacevoli libri romanzati.

Adesso abbiamo tripadvisor.

Il solito click e ci spostiamo ovunque nel mondo, pronti a sfogliare in presa diretta il “guest comment” di qualsiasi hotel, appartamento o stamberga presente nell’infinita lista che questo sito ci propone. Il metodo di tripadvisor lo conoscono tutti: fatta la tua bella o brutta vacanza lasci un commento sulla struttura che ti ha ospitato. L’ennesimo passaparola in rete.

Giusto dubitare di tripadvisor? Personalmente ritengo che affidarsi al giudizio di persone che spessissimo non hanno il giusto metodo di valutazione sia un grande errore. L’assegnazione delle stelle ad un hotel, ad esempio, non viene dato a “sensazione”. Molti pensano che ci sia un incaricato governativo che gira per gli hotel’s a controllare la presenza di polvere o che i camerieri siano simpatici, in realtà l’assegnazione di categoria si basa sui servizi concreti che la struttura può offrire: tv satellitare in camera, frigobar, wifi, piscina coperta, spa, palestra etc. se poi queste sono nuove e luccicanti o vecchie e decrepite (ma bene o male funzionanti) poco conta.  Spesso la razionalità dei turisti viene annebbiata da aspettative eccezionali che limitano la valutazione della struttura al semplice sfoglio veloce della brochure o le foto del sito (di solito risalenti a 15 anni prima), trascurando la regola fondamentale del mercato: nessuno regala niente. Se ci viene proposto un viaggio alle Maldive durante le feste natalizie allo stesso prezzo di un week end a Vienna a settembre in un hotel pari categoria, evidentemente ci saranno delle differenze.

Perché questi preamboli? Perché su tripadvisor è raro trovare dell’obiettività o professionalità nei commenti. Ci aggiungo anche che quello che ci spinge a scrivere sono motivazioni forti e generalmente in questo campo queste sono date dalla rabbia e non dalla gioia. Arrivare in una struttura che tradisce le nostre aspettative e ci rovina i nostri pochi ed unici giorni di ferie è molto più motivante di una struttura dove tutto funziona e quindi rientra nella nostra idea di normalità; le formiche in camera nei miei sogni maldiviani non erano contemplate, la massaggiatrice thailandese che mi offre sorridente l’infuso tiepido prima del massaggio ai piedi sì. Grazie agli insetti ed il seguente commento negativo su tripadvisor probabilmente scarteremo quell’hotel e di conseguenza il massaggio sublime perché in una camera dello stesso una coppia post-adolescente viziata in viaggio di nozze ha dovuto lottare con 15 formiche. Possiamo anche cambiare i fattori, ma il risultato è lo stesso: qualcuno che si trova a suo agio in ambienti affollati, festaioli e dagli alti volumi potrebbe rimanere entusiasta  della proprietà dell’hotel firmando su tripadvisor sperticate lodi nei loro confronti quando alle persone con caratteristiche opposte risulterebbero invece invadenti e grossolani.

Gli elementi che compongono un viaggio sono davvero tantissimi così come le sfumature di personalità che ognuno di noi porta con sé;  tripadvisor può semplicemente limitarsi a fornire delle idee a grandissime linee, per di più anche quelle spesso viziate dal tempo, dato che non tengono conto dei cambi di gestione e avvicendamenti manageriali che possono cambiare volto alla struttura da una stagione all’altra, rendendo anacronistici i commenti precedenti.

Per non avere brutte sorprese è necessario adattare i propri sogni alle reali possibilità, valutando bene le nostre esigenze quotidiane;  se i luoghi dove ci stiamo recando possono garantircele senza troppe difficoltà o altrimenti, essere disposti ad adeguarci qualora si scelgano posti deficitari in tal senso; prendere coscienza che quando si compra un pacchetto turistico non si comprano anche le persone che ne sono partecipi. Per ultimo, l’onestà dell’offerta è nella maggior parte dei casi definita dal costo di acquisto, valutiamo quindi bene il rapporto qualità prezzo, che spesso è il biglietto da visita di cosa ci aspetta dietro l’angolo.

 

Puntata Zero. Grecia, Rodi. Real Beach Party Tsambika

Il successo del Beach Party

Il successo del Beach Party

Prezzo d’ingresso: 20 euro in prevendita senza trasferimento inclusa una consumazione. 25 euro con trasferimento andata e ritorno inclusa una consumazione.

Prezzo medio consumazione: 5 euro

Organizzazione tecnica: Statues Music Bar Kolymbia

Musica: commerciale

Su Youtube (video non ufficiale): http://www.youtube.com/watch?v=WIqeOsrNQ4k

Parliamo di Rodi e non delle spiagge di Copacabana, Ipanema o Leblon d’accordo (dove Controviaggio sarà presente a novembre) però in questo caso devo ammettere di aver assistito ad un party davvero ben riuscito.

C’erano una volta le discoteche che copiavano lo stile made in Italy con profili da vip, prezzi d’ingresso esagerati, cocktails annacquati da barman di scarsa professionalità, i privé ed i tavoli che ci facevano sì ricordare Milano, ma per il conto finale. Esistono ancora certo, sommerse da costi di gestione elevatissimi che spesso costringono a stampare sulle foto dei loro manifesti appiccicati ovunque deejay dai nomi e volti pressoché sconosciuti. Luoghi dove è possibile trovare sempre più russi ed ebrei, unici oggi giorno a volersi divertire con bottiglie e bella vita, a differenza degli italiani che si sa, alla fine trovano il divertimento nelle cose più genuine.

Infatti per il turista un po’ meno sprovveduto c’è la possibilità di partecipare ad un vero beach party unico nel genere a Rodi sia per la popolarità dell’evento, dato che vi partecipano i migliori tour operators presenti sull’isola, che per la magnifica location, Tsampika Beach, che si svolge davvero sulla spiaggia e non come tanti finti beach party che per  spiaggia hanno un prato.

La spiaggia di Tsambika di giorno...

La spiaggia di Tsambika di giorno…

Grazie alla sinergia di tanti tour operators, dicevamo, l’affluenza è decisamente alta, l’abbigliamento consigliato non è certo di tipo formale visto che si balla sulla sabbia, “obbligatorio” il costume dato che naturalmente anche il bagno fa parte della serata. Certo, c’è anche chi come Daniele invita le russe in abiti da sera e tacco 12 per poi con la scusa poterle spogliare dopo il sesto drinks. Giusto ed il bere? Prezzi popolarissimi per vodka redbull, rum cola, birra e via dicendo. Insomma, per una volta scordarsi la Milano da bere farà bene anche al portafogli. Vista la mia età e la presenza di numerose ragazzine e ragazzetti che frequentano il posto vien da pensare anche al discorso sicurezza che non manca certo di figure rassicuranti come buttafuori che hanno il compito di tenere sott’occhio eventuali esaltati e non di rimbalzarvi alla porta se non avete l’aspetto fighetto, oppure di bagnini che supervisionano chi fa il bagno ma senza proibirvi di farlo ed i bicchieri naturalmente in plastica per evitare che qualcuno possa avere strane idee  con un bicchiere di vetro in mano. Si sa che quando ci si sente falliti ci si rifugia nelle minacce e nella violenza.

Body Painting e festa...

Body Painting e festa…

Di violenza comunque non ha senso parlare visto l’ambiente festoso e colorato, anzi, l’appetito è sempre in agguato così che non poteva non mancare la griglia con i souvlaki (spiedini di carne venduti a ben 1,50 euro…).

Come dice un mio amico brasiliano, in ogni luogo ci va il vestito adatto: lo smoking nel deserto è inadeguato e ridicolo. Rodi è sole, spiaggia, mare e vacanza e “l’abito da sera adatto” è il beach party di Tsampika.

Ogni mercoledì di agosto… (Renato)

a breve la recensione night live di Daniele