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Copertina Dicembre 2017

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Copertina Gennaio 2017

Gran Canaria: a misura d’uomo

rDurante le ferie lo scopo principale del turista proveniente da ambienti fortemente industrializzati è quello di fermare per qualche giorno la ruota che nel resto dei suoi giorni fa girare vorticosamente come un criceto; di conseguenza i luoghi più apprezzati e ricercati sono località dove l’anomalo tempo libero possa essere utilizzato al meglio e senza l’abituale stress.

Gran Canaria e senza dubbio una meta che può definirsi a misura d’uomo proprio per questo motivo; la cura per le facilitazioni che riducono al minimo la soglia d’attenzione dovuta ad eventi a rischio consente al visitatore di parcheggiare il cervello (se provvisti) e dedicarsi alle attività più umane.p

Le premesse di esser giunti su un’isola organizzata ed attenta alle esigenze primarie del turista si intuiscono già in aeroporto quando l’unica difficoltà di chi è abituato a pensare complicato perché proveniente da luoghi socialmente primitivi è proprio quella di adattarsi alla semplicità delle prime indicazioni rivolte ai mezzi di trasporto da utilizzare per fare i primi spostamenti. Anche in questo caso, come nella maggior parte delle isole, è facile incontrare persone disponibili e sorridenti e con una percezione del tempo notevolmente rallentata rispetto quella continentale.

La capitale Las Palmas presenta una parte marittima fortemente industrializzata, con il suo porto commerciale molto vasto ed una realtà parallela, anche fisicamente, caratterizzata da un bellissimo lungomare. Mare che bagna un’ampia spiaggia di sabbia accompagnata da una camminata con numerosi locali di diverso genere che animano l’atmosfera sia nelle ore baciate dal sole che in quelle notturne.

tL’ampio investimento in zone pedonali con interminabili piste ciclabili che addirittura accompagnano alcune delle superstrade principali che si ramificano nei vari punti dell’isola, fan sì che ci sia una moltitudine di persone di ogni genere ed età dedite a sport quali il ciclismo, la corsa, skate, rollerblade e chi ne ha più ne metta. Tale sacralità viene riconosciuta anche da rispettosi automobilisti che non si permettono di mancare di precedenza a pedoni o ciclisti, probabilmente momentaneamente obbligati all’uso della macchina per varie esigenze, ma essi stessi abituali attivisti sportivi. L’attenzione non si ferma solamente ai praticanti di sport ma anche ai bambini ed alle famiglie con numerosi parchi giochi sicuri e ben allestiti nonché agli amici quattro zampe che accompagnati dai loro proprietari possono usufruire anch’essi di parchi dedicati. Tutto nel segno della gratuità.

Un uso intelligente delle risorse comunali a favore della comunità e dello sviluppo della stessa.q

Naturalmente non è tutto oro quello che luccica e l’isola vulcanica molto avara dal punto di vista storico e culturale non si è risparmiata in investimenti edilizi che hanno completamente ricoperto di cemento intere zone nella parte più a sud indirizzata al turista più orientato al modello villaggio turistico. Strutture ad alveare si arrampicano ed aggrediscono il naturale suolo vulcanico trasformando di fatto il territorio in un gigantesco parco dei divertimenti con un susseguirsi di abitazioni e piscine artificiali non sempre di buon gusto e rispettose dell’ambiente. Le grosse catene alberghiere la fanno da padrone e la clientela proviene per la maggioranza da Paesi nordici; l’impronta coloniale teutonica è facilmente riconoscibile nell’artificialità di alcune opere a dir poco discutibili. Fatto sta che anche in quella zona lo sport mantiene un’importanza primaria che garantisce così la presenza di un interessante campo da golf che timidamente cerca di equilibrare il massiccio colpo d’occhio degli hotel circostanti. A sud sono presenti anche dei piccoli e curati centri commerciali che ovviamente attirano la clientela russa che ci si fionda gironzolandoci intorno come api sui fiori. Figurarsi se la globalizzazione poteva risparmiarsi anche Gran Canaria, così dalla zona dell’aeroporto civile ci accompagnano fino alla periferia di Las Palmas decine e decine di altri centri commerciali convenzionali con le solite note marche d’arredamento, abbigliamento e via dicendo.c

Una volta messo nelle condizioni di organizzare al meglio il proprio tempo libero al turista crescerà anyche l’appetito che, se non verrà soddisfatto in modo piuttosto squallido alle mense presenti nei vari capannoni delle aree commerciali, si offriranno diverse possibilità culinarie dai prezzi non sempre economici. La moltitudine di locali presenti sull’isola farà sì che non manchi la possibilità di scegliere, magari per una volta evitando di consultare il solito Trip Advisor che a volte ci salva da situazioni imbarazzanti ma spesso beffardamente ci indirizza proprio nei luoghi da evitare.

Da evitare sarebbero anche le giornate di pioggia intensa che quando raramente si presentano causano numerosi disagi alla circolazione del traffico e rendono le piste ciclabili delle vere e proprie trappole a causa della loro scivolosità. Rovesci che hanno anche causato il rinvio della spettacolare mezza maratona LPA NightRun.

 

 

 

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Cosa aspettarsi da Marsa Alam

DSC_0907L’Egitto è da sempre una delle mete preferite dagli italiani per principalmente tre motivi: la vicinanza geografica che consente il raggiungimento della destinazione in poche ore di volo, i costi decisamente contenuti e l’elevata probabilità di trovare temperature gradevoli anche nei periodi invernali europei.

Aggiungiamoci anche le persone che sono ancora attratte dal fascino dell’Antico Egitto con tutti i suoi capolavori conservati più o meno bene e le centinaia di leggende che li accompagnano nel lunghissimo cammino storico ed ecco che i charter sono presto riempiti da frotte di turisti italiani che ad ogni atterraggio non controllano il sistematico applauso. DSC_0921

Tra i tanti posti che offre il desertico paesaggio egiziano compare anche la neonata Marsa Alam, luogo di recentissima ideazione nel campo turistico. Spremuta come un limone Sharm el Sheik, fu prima colonia italiana, in seguito russa, ora non ben definita; edificata fino all’ultimo centimetro Hurghada, prima colonia anglo-teutonica, poi russa, ora non ben definita; Ecco Marsa Alam, penultima nata di località balneari create dal nulla ed al momento circondata dal nulla.

DSC_0914Con il proprio aeroporto e distante 3 ore abbondanti di auto dalla prima cittadina vicina con più di cento abitanti, Hurghada, Marsa Alam offre al turista la possibilità di rilassarsi al sole e di inseguire i variopinti pesci della barriera corallina, ancora integra dall’inquinamento acustico e luminoso che negli altri luoghi hanno generato l’inevitabile impoverimento della fauna marina. DSC_0886

Nella maggior parte le poche strutture alberghiere abbondano di stelle ma ci si metta nella testa una volta per tutte che far affidamento alle categorie dichiarate dagli hotel in Paesi poveri è sempre un terno al lotto. L’Egitto in particolar modo è sì capace di costruire imponenti strutture ricettive dall’accattivante aspetto, ma non è in grado di inserirci personale in grado di mantenere, programmare e sviluppare tali, letteralmente, cattedrali nel deserto. D’altronde la completa assenza di scuole professionali turistiche e la totale assenza di adeguata istruzione scolastica portano a risultati parecchio deludenti.

Un peccato. Scuole specialistiche impiegherebbero moltissime persone nell’insegnamento, toglierebbero dalla strada o da paesini di estro medievale migliaia di ragazzini con poche prospettive, finalmente fornirebbero personale qualificato alle strutture e potrebbero tranquillamente interagire, anche economicamente, con i diversi tour operator europei che per vivere, a volte solo sopravvivere, necessitano dell’Egitto come gli esseri viventi necessitano dell’ossigeno.DSC_0897

La realtà è diversa e così bisogna munirsi di pazienza, abbassare l’asticella delle aspettative e concentrarsi esclusivamente al silenzio, sole e mare che in questo caso offre Marsa Alam.

Tarocchi originali

Tarocchi originali

Se già non risiedete in un hotel a Porto Ghalib, la possibilità di raggiungere questa piccola marina è facile ed economica. E senza alternative. Agglomerato di case di recente costruzione e voluta dal solito emiro milionario di turno ha l’inconfondibile e poco originale impronta egiziana con la schiera di negozietti stracolmi di patacche ed imitazioni di ogni genere e tipo ed i loro gestori perennemente sulla porta occupati nella tentata vendita di improbabili prodotti miracolosi e scontatissimi. Parallelamente la fila di caffè è bar, a loro volta fatti con lo stampino.

DSC_0931Porto Ghalib si gira in pochi minuti ed offre rari scorci meritevoli di essere immortalati in qualche scatto che il più delle volte si rivolge alle barche ormeggiate, dall’aspetto di lussuosi yacht ma in realtà barcarole di poco pregio, piuttosto che ad edifici meno peggio edificati che nonostante il fatto siano costruiti di recente presentano già crepe e preoccupanti segni di usura dovuti all’uso di materiale scadente e manodopera non qualificata.

Il messaggio è chiaro: non siamo a Las Vegas e molti disservizi tecnologici (leggasi probabili sconnessioni o segnale wifi debole) sono abbastanza frequenti, ma visto il territorio e le condizioni del Paese è quasi miracoloso averle a disposizione. Tra l’altro, per chi come priorità ha il wifi e non il mare, suggerisco di acquistare una sim locale.DSC_0933

Se invece la tecnologia non è il vostro forte o semplicemente potete farne a meno per qualche giorno, Marsa Alam offre diverse escursioni di vario genere e tipo, tra cui l’estenuante ma imperdibile visita nella meravigliosa Luxor. Escursioni che è preferibile effettuare con il vostro tour operator per un motivo non solo di sicurezza, ma di buona riuscita e professionalità garantita.

Come spesso accade per risparmiare 15 euro si buttano via intere giornate per fare denunce e report medici o semplicemente litigate per rimborsi non dati o escursioni non effettuate.

DSC_0895Vi fareste mettere le mani in bocca da un dentista senza laurea? Non fidatevi di chi ha uffici turistici polverosi ed improvvisati, vi chiama amico e vi da le pacche sulle spalle.

Viaggiate sicuro.

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Speciale Giordania: Chi ci vive ci ha detto che…

CONTROVIAGGIO: Ciao Cecilia, per chi lavori e di cosa ti occupi esattamente?

CECILIA: Ciao sono Cecilia Mazzone, capocentro (responsabile assistenza per chi non lo sapesse) per un noto Tour Operator, in Giordania, mi occupo di assistenza alla clientela e di servizi turistici.

La nostra cicerona Cecilia

La nostra cicerona Cecilia

Alcune persone evitano di visitare la Giordania per paura di essere coinvolti in situazioni pericolose mentre la prima domanda da parte dei turisti che la scelgono come meta vacanziera è: ma c’è da fidarsi? Tu che ci vivi cosa puoi dirci a riguardo?

A dire il vero, la prima, non è proprio una domanda, ma un’osservazione da parte degli stessi; ovvero mi sento più spesso dire, “che meraviglia sono partito/a con tanta titubanza, vista la situazione intorno al Paese e invece mi trovo in un Paese tranquillo e la gente è speciale, accogliente e ti viene incontro sorridendo, sono piacevolmente sorpreso/a. Certo le domande di rito ci sono sempre alla riunione informativa: “si può girare tranquillamente? Come ci dobbiamo vestire?” Ma queste domande esulano dalla situazione politica che caratterizza l’area intorno a noi, sono domande comuni che chiunque si sente fare da persone che arrivano per la prima volta in un paese arabo.

I bambini sempre sorridenti.

I bambini sempre sorridenti.

 Molti non hanno ben chiare le numerose differenze che contraddistinguono i popoli arabi da quelli nord africani e spesso anche la definizione di musulmano ed arabo non è ben definita nel collettivo occidentale con il rischio di farsi un’idea sbagliata. Chi sono e come vivono i giordani?

I giordani sono arabi, insieme a tutti i popoli medio orientali, quindi palestinesi, siriani libanesi, iracheni e si sentono discendenti e depositari, e con tanto orgoglio del popolo che abitava queste zone anticamente e che faceva parte di un unico impero La Grande Siria (di Bilad El Cham), si parla credo del VII secolo, durante il califfato degli Omayyadi. Oggi giorno, il popolo giordano è misto, direi giordano palestinese, inoltre lo Stato Giordano accoglie ormai da anni anche i profughi iracheni e da tre anni a questa parte tanti profughi siriani, piccole percentuali di cercassi ceceni ed armeni. Quindi non si può dire che il popolo che giordano abbia una sola identità, anche se tutti convivono pacificamente, sotto la guida di un Re: Re Abdallah II discendente della famiglia Hascemita.

I giordani però ci tengono tantissimo a non essere ”confusi” con i popoli del Nord Africa, come dici tu, poiché li considerano “berberi”( e lo dicono con una smorfietta a lato della bocca!); Nessuno qui ammette che gli Arabi hanno popolato le coste del nord Africa ed hanno fondato proprio in Tunisia una delle città capostipite dell’IslamKairouan” e nel tempo si sono mischiati con il popolo berbero. Quindi per noi europei i nord africani sono arabi anche loro… ma guai a dirlo qui!!! ( sstt!!!)

I giordani, vivono direi come noi europei: a nord almeno, nella parte del paese più evoluta economicamente; la capitale Amman è una città ultra moderna, dove ci si può divertire ad osservare tanti contrasti tra evoluzione economica, sociale e tradizione. Si entra in città e lì proprio tra le colline, dietro Abdoun che è il quartiere più elegante, ci sono ancora due o tre contadini con le loro tende, al pascolo i dromedari e vendono latte di dromedaria e prodotti caseari ai passanti… appena dietro la collina ecco spuntare magnifiche ville, di un eleganza straordinaria e poi, correndo sulla strada, ponti stradali di ultima generazione. Si raggiunge il quartiere successivo Jabal Hussein, un quartiere davvero ”popolare” dove si può notare tanta povertà, ma la gente è speciale. Anche qui nella grande città, la gente ti viene incontro, sorridono anche se non hanno nulla e ti dicono: ”Welcome to Jordan!

Amman. La capitale.

Amman. La capitale.

Il sud , è ben diverso. A sud c’è deserto e si sente tanto la carenza d’acqua; c’è tanta povertà. In mezzo al deserto trovi villaggi che richiamano i quadretti del vangelo… davvero c’è un villaggio Gharandal, ogni volta che ci passo mi sembra di vivere nel presepe; trovi anche qualche contadino che cerca di coltivare il suo fazzoletto di terra tra mille difficoltà: come far arrivare l’acqua fino a lì? La maggior parte dei contadini sono allevatori che hanno pecore, dromedari e dove possono coltivano pomodori e angurie d’estate. Lo immagineresti? Sono famose le angurie del Wadi Rum.

Unica provincia al sud è Aqaba, che si affaccia sul mare. Qui la gente vive… già di che vive? Di servizi turistici. Aqaba raccoglie una buona percentuale di turisti che giungono dal confine con Eilat (Israele), o in aereo, e scelgono di dormire ad Aqaba e di recarsi in visita a Petra e al Wadi Rum.

Il contrasto tra nord e sud è molto forte. Non saprei dire cosa mi affascina di più e cosa affascina di più i turisti…

Deserto del Wadi Rum

Deserto del Wadi Rum

Quando si parla di Giordania è inevitabile non citare la bellissima Regina Rania Al Yassin e suo marito, Re Abdullah II. Come viene percepita la monarchia nel Paese? Parliamo di un Paese oppresso e militarizzato o i regnanti preferiscono investire in cultura e partecipazione del popolo?

E’ vero! I reali son molto amati! Lei è molto bella e si impegna nel sociale e lui si fa amare da tutti. Si interessa alle problematiche del popolo; si dice che spesso scenda in piazza per saggiare gli umori del popolo. Spesso interviene nelle scelte del Governo per controllare che tutto si svolga correttamente. Non sono state poche le volte che il Re sia intervenuto per sciogliere il Governo quando era venuta a galla qualche, diciamo irregolarità. Non si può dire che il popolo giordano sia oppresso dalla Monarchia, al contrario Re Abdallah e la consorte fanno un’ottima politica di divulgazione dell’istruzione, nelle zone più represse, laddove ce n’è più bisogno donano ai più bisognosi. Periodicamente il Re fa delle donazioni per la gente più bisognosa. Insomma, si fanno proprio amare!

La famiglia Reale

La famiglia Reale

Qual’é l’incidenza della microcriminalità nella vita comune? Le donne possono fidarsi a camminare da sole la sera per le vie del centro di Amman, ad esempio?

Insomma… Non mi sento di dire che non esista microcriminalità, ci sarà ma i turisti vengono tenuti lontano da tafferugli vari che possano avvenire in strada e che ci sono, è innegabile e sapientemente preservati da furti aggressioni e cosucce varie. Tutto deve sembrare perfetto al turista, è chiaro che poi la vita reale è un po’ diversa. Microcriminalità ne esiste ma siamo ben lontani dai nostri tristissimi standard. Non si sente mai parlare di donne aggredite ed ammazzate come succede nei nostri paesi europei. A me capita spesso di uscire la sera sia ad Aqaba che ad Amman e fino ad ora nessuno mi ha disturbato. E’ chiaro che comunque il turista viene sempre avvisato che il paese è tranquillo, ma non fidarsi troppo …è meglio!

Abbiamo chiarito, si spera, che la Giordania è un Paese accogliente, ospitale e sicuro. Non ci rimane che visitarlo quindi. Cosa c’è di imperdibile e cosa ci offre il territorio?

Eh… da dove cominciamo? Imperdibile. E’ un tour che ti consenta di ammirare la varietà di paesaggi che caratterizza questo piccolo paese, è qualcosa che ti lascia senza fiato: sei in auto viaggi, passi dal deserto alle riserve naturali come quella di Dana. (conifere del centro Europa) Poi ancora deserto e si scende giù e poi ancora giù. Mar Morto: un paesaggio incredibile e poi si risale e come d’incanto ti si profila sullo sfondo una metropoli come Amman che comincia ad apparire da dietro le sue colline… fantastico!!!

Ancora Wadi Rum...

Ancora Wadi Rum…

Imperdibile… Ovviamente Petra, ma anche Shobak, la riserva di Dana come dicevo, Monte Nebo. Wow che panorama sulla valle del Giordano! Imperdibile ancora il nord, la valle del Giordano a nord andando verso la frontiera a nord Sheikh Hussein, meravigliosa, egualmente importante da vedere Jerash e Umm Qais al confine con Siria e Israele, wow! Sullo sfondo il lago di Tiberiade, le alture del Golan… Quanta storia: si rimane incantati ad ascoltare la guida che ti riporta ai tempi biblici!!!

Jerash: antica città romana

Jerash: antica città romana

Da scoprire Il Down Town di Amman, detto anche Al Balaad brulicante di persone a tutte le ore… e quanti coloriprofumi… da non perdere davvero!!!

E poi: il Wadi Rum! Che incanto! Non vorresti mai venir via da lì!

Durante la scoperta di questo affascinante Paese i clienti sono seguiti, o meglio, devono seguire delle guide che sono molto preparate, fondamentali nella riuscita del viaggio e considerate un’inestimabile valore aggiunto. Qual’è il loro rapporto con i clienti?

Che dire? La guida è il biglietto da vista del Paese e loro ne sono consapevoli. Si sentono depositari della verità che racconteranno ai turisti e che viaggerà poi in Italia ed in Europa, di bocca in bocca.

L'incredibile Petra

L’incredibile Petra

Il loro impegno è straordinario! Tutti e dico tutti i giordani che fanno la guida si svenano per fare innamorare il turista del proprio Paese ed i turisti ignari di essere soltanto un numero si lasciano coccolare. Ma c’è qualcosa di unico e autentico che non viene insegnato a loro all’Università ed è questo senso dell’ospitalità proverbiale, che è innato in tutti i giordani dal primo all’ultimo: sono a dir poco amorevoli con i nostri turisti, li coccolano come se fossero dei Reali. Ognuno di loro. Ahimè, a volte capita che ricevano in cambio un commento o un gesto poco carino che appare a loro come uno sgarbo e logicamente si offendono. Ma è solo una nuvoletta, poi passa.

La guida e scrittore Ziad Kurdi intervistato su Italia 1.

La guida e scrittore Ziad Kurdi intervistato su Italia 1.

Qual’è lo standard delle strutture ricettive?

Uh!!! Che tasto dolente! La Giordania è un Paese relativamente recente e ancora più recente è la sua apertura al turismo. Non vanta gli anni di training sulla ricezione turistica dell’Egitto o della Turchia, ovviamente a parte le catene internazionali gli hotel hanno uno standard che è solo giordano anzi direi mediorientale visto che in Siria ho visto lo stesso… e anni fa anche a Beirut; uno standard molto più basso, direi che un hotel 4 stelle può corrispondere al 3 stelle o 2 stelle europeo. Tutto sta nel saper sensibilizzare la clientela alla realtà del posto. Il cliente che è consapevole di quel che offre il Paese accetta più serenamente certi limiti dell’hotel che ha prenotato.

Hotel Regency. Piscina coperta, vista Amman

Hotel Regency. Piscina coperta, vista Amman

Tale lavoro naturalmente spetta a me perché i giordani non si scompongono più di tanto: ti sbattono in faccia un “vuoi stare nel mio paese? Allora prendi quel che c’è e taci!” Lo stesso dicasi per i pullman: siamo in alto mare. Gli unici pullman che possono esser definiti tali per i nostri standard sono il 50 posti e il minivan 6 posti. Tutti i pullman di dimensioni intermedie sono molto folkloristici, mettiamola così! Del resto il turista ormai trova tutte le informazioni sulla rete e da un pò di tempo a questa parte, arriva in Giordania con un buon pacchetto informazioni e commenti di altri clienti che ci sono già stati. Questo a volte può rappresentare un danno.

Siamo nell’epoca del multimediale ed uno dei nuovi timori del turista è la copertura internet. Chi visiterà la Giordania andrà incontro ad un’astinenza da rete e social network?

La Giordania ha conosciuto una evoluzione tecnologica molto rapida e continua ad evolversi anche più rapidamente dell’ Europa, seguendo direttamente i modelli americani e cinesi. Inutile negarlo, sono più avanti di noi (soprattutto coi prezzi cinesi) I nostri contadini dell’entroterra siciliano o sardo, ma anche piemontese fanno fatica ad utilizzare il cellulare e spesso non c’è copertura. Qui di copertura ce né anche troppa: siamo bersagliati da campi elettromagnetici. Provate ad immaginare tutti i satelliti che sono puntati sul confine Giordano-Israeliano!!!

Pensate che un beduino in deserto si lasci scappare la possibilità di avere l’ultimo modello di smartphone? Anche no! E’ proverbiale l’ immagine del beduino che viaggia in dromedario e telefona al vicino di terra a 20 ettari di distanza con l’ultimo modello Samsung e sulla sua tenda campeggia un bella padellona, ultima generazione di ripetitori, marca immancabilmente cinese…

Dromedari e smartphone

Dromedari e smartphone

Diversa è la situazione per i clienti, turisti che arrivano in Giordania pensando di usare la rete col contratto italiano. Impossibile. Tu spendi 15 minuti di riunione a spiegare come fare per utilizzare il loro smartphone come semplice telefono cosa che li lascia basiti. (con quello che hanno speso!) Ancora di più ci rimangono quando, dopo che li hai convinti a spegnere la connessione dati, dici loro che il collegamento WiFi qui è a pagamento per tutti. La cosa li fa infuriare… però ultimamente il personale degli hotel si è rabbonito ed ha cominciato ad offrire happy hours con utilizzo free del Wifi o abbonamenti vari per la durata del soggiorno. Sul numero delle utenze per abbonamento? Beh, su quello ci stiamo lavorando.

Di stare senza Wifi per 8 giorni, no, non se ne parla. Piuttosto i clienti si comprano la sim card giordana e fanno 8 giorni di connessione con 5,00 JD (6 euro circa! Al Hamdulillah)

Il cibo può anche essere mediocre ma il Wifi quello no!!!

Cibo mediocre?

Cibo mediocre?

WELCOME TO JORDAN… AHLAN WA SAHLAN!!!!

Maldive: paradiso contro noia

Praticamente un angolino di paradiso terrestre, le Maldive offrono al visitatore 1.192 isole raggruppate in 26 atolli che decorano l’Oceano Indiano con le sue infinite sfumature di blu.

Nell’immaginario collettivo questo luogo è la classica meta per coppie che stanno scalando la vetta dell’amore oppure da quelle che altro non cercano che un lembo di magnifica spiaggia che li isoli (nel vero senso del termine) dai tormenti quotidiani; molti associano le Maldive, in una parola, alla noia.

Semplicemente Maldive

Semplicemente Maldive

In realtà queste meravigliose lentiggini sul faccione oceanico offrono davvero infinite possibilità tant’è che le giornate passano molto in fretta.

Due premesse: la prima è che chiaramente chi soffre il mal di mare o che al di fuori di una baita innevata su qualche cucuzzolo di montagna sclera, magari ci pensi prima di raggiungere un posto che vive di solo pesca, turismo e dove il mare è il protagonista in tutte le ore del giorno e della notte; la seconda è che mai come in questo caso l’equazione qualità-prezzo è così evidente: le strutture nella maggior parte dei casi sono di un livello molto alto e, come non ci stancheremo mai di ripeterlo, per sfruttare al meglio il proprio viaggio, prima di dirigersi alla meta, bisognerebbe raggiungere la consapevolezza delle proprie aspettative e possibilità.

Palme e mare

Palme e mare

In tal senso il listino prezzi è un ottimo specchietto meteorologico: pericolo di trovare il freddo durante l’anno ovviamente non c’è (maldiviani in cappotto ancora non si son visti), di passare una settimana consecutiva sotto la pioggia sì. Quando si corre il rischio più alto? Le stagioni sono divise in monsone secco, da dicembre ad aprile e monsone umido, da maggio a novembre. Scritte queste precisazioni ed unendo il fattore monetario e climatico il suggerimento è di non scartare a priori una visita durante il periodo delle piogge (monsone umido) dato che non è affatto scontato che troviate la pioggia ed anzi, possiate usufruire di notevoli offerte proprio perché considerata bassa stagione dai tour operators. Certo è che se una settimana consecutiva di pioggia alle Maldive corrisponde ad una sfigatum laurea honoris causa, qualche giorno bagnato offre al visitatore aspetti positivi; passare delle ore al centro benessere o a letto con la dolce metà (o dolci trequarti) al tintinnio delle gocce che si infrangono sull’acqua del mare è idilliaco ed anche le uscite in mare assumono aspetti singolari.

Laguna al tramonto

Laguna al tramonto

Rimane ancora inevasa la risposta all’affermazione più frequente: sì però che palle stare confinati in un isoletta che giri in 4 minuti! Non si capisce se chi afferma ciò vive una vita incompleta oppure soffre di snobbismo. Le isole altro non sono che l’equivalente del rifugio in montagna, dove chiaramente una prolungata permanenza al suo interno senza mai uscire per indossare un paio di sci o prendere uno skilift che ci porti poi a scendere qualche pista bianca, rossa o nera che sia, sarebbe di una noia mortale.

Dhoni: tipica imbarcazione maldiviana

Dhoni: tipica imbarcazione maldiviana

Nel caso specifico, l’equivalente degli sci sono le pinne, lo skilift è il dhoni ed il bianco manto nevoso è il mare che ci circonda e ci abbraccia nel suo perpetuo moto ondoso. Personalmente ho svezzato allo snorkeling persone che mai avrebbero lontanamente immaginato che un giorno si sarebbero trovate a nuotare in superfici che introducono fondali profondi centinaia di metri. Le classiche fobie sono quelle di nuotare dove non si tocca (paura che affligge addirittura la simpaticona nuotatrice campionessa olimpionica Federica Pellegrini, su sua stessa ammissione) o dove non si vede il fondo dato che non si sà cosa c’è sotto. (Grazie Spielberg…) Un giubbotto salvagente ed una maschera, con il prezioso aiuto della barriera corallina, faranno scomparire ogni paura lasciando spazio ad un nuovo mondo incantato. Al posto di fate e folletti evanescenti lo scenario acquatico ci offrirà pesci di ogni genere e grandezza: dalla pastinaca dalla coda di vacca, ai trigoni dai tonni pinna gialla alle mante, dalle tartarughe ai pesci pagliaccio, gli anemoni, aragoste, cernie, stenelle dal lungo rostro (delfini). Ed i temutissimi squali? L’unico a cui dovrebbero azzannare l’uccello (per stare in tema naturalistico) è proprio il regista del film lo Squalo, Spielberg appunto, che ha creato una sorte di pregiudizio e terrore davanti a questo meraviglioso animale. I piccoli ed innocui pinna bianca e da non confondere con lo squalo bianco (in genere di circa 50 cm) sono quelli che gironzolano più frequentemente nei pressi delle isole ed in acque piuttosto basse, ma è abbastanza frequente riconoscerli anche durante le escursioni in prossimità dei vari giri (pronuncia ghiri, piccole isole sommerse di cui appunto si usa circumnavigare con maschera e pinne); squali cui le dimensioni aumentano fino al metro e mezzo e dove i più fortunati potranno ammirare in tutta la loro sinuosità anche altre specie come il rarissimo squalo leopardo o l’enorme squalo balena, mentre per vedere lo squalo martello bisogna immergersi a profondità maggiori ed in luoghi specifici.

Una manta gigante

Una manta gigante

Per riassumere brevemente: lo squalo non attacca una preda potenzialmente della sua stessa stazza (e noi lo siamo) quando può scegliere tra centinaia di pesci più piccoli che tra l’altro hanno tutto il grasso di cui l’uomo non dispone. Attenzione perché l’inesistente pericolo squalo ci potrebbe sviare da quelli che sono i veri trabocchetti del mare, derivanti da pesci all’apparenza innocui e colorati: il pesce balestra, che durante la cova difende le uova con i denti (senza unghie) e spesso si lancia in attacchi che si sono conclusi con pezzi di pinne staccati; Il pesce scorpione con le sue spine avvelenate; il pesce pietra, che se calpestato accidentalmente può provocare la morte; la rarissima puntura della coda della pastinaca (sfortunatamente mortale nel caso di Steve Irwin). Nel ricordare che il veleno dei pesci è termolabile, il consiglio per evitare di mettersi nei guai è quello di non toccare niente e di cambiare una volta per tutte la pessima abitudine di riempirsi la valigia di ricordini come corallo, sabbia e conchiglie di vitale importanza per la sopravvivenza del fragile equilibrio maldiviano, già abbastanza modificato e martoriato da scavi e costruzioni varie. Animali morti (il corallo è un animale) che una volta a casa e messi sul caminetto, fanno cag… Vabbé, ci siamo capiti.

Pesci fucilieri

Branco di pesci fucilieri

Concludiamo da dove abbiamo cominciato: nessuna noia alle Maldive quindi ed anche chi evita questa esotica meta per la paura di morire di solitudine o di parlare con le foglie si potrebbe ricredere. Sono frequenti le visite di numerose agenti di viaggio pronte a sperimentare il prodotto e… Vabbè, queste sono altre storie.

Non rimane che prenotare, partire e riempire le caselle del nostro destino con tutti i colori di cui possiamo disporre …e le Maldive sono un’infinita tavolozza a nostra completa disposizione.

Lei non sa chi sono io…

In attesa di aprire il capitolo Giordania con le sue incredibili risorse, non posso evitare di fare alcune considerazioni sull’atteggiamento di persone che catalogheremo in turisti tanto per stare in tema al nostro blog.

E’ a dir poco disdicevole constatare come l’educazione ed il senso della collettività si siano abbassati al grado zero della scala della decenza e come di contro l’arroganza e la presunzione abbiano raggiunto i primi posti del podio nell’atteggiamento del viaggiatore.

Difficile risalire ai motivi che rendono gli esseri umani così mediocri, ma possiamo affermare con sicurezza che “la maleducazione è la virtù dei poveri di spirito”. (cit)

Babbo Natale maleducato

Babbo Natale maleducato

Chi come me è da anni impegnato in questo mestiere con la passione e dedizione necessaria a sopperire tutte le rinunce cui si è scelto, è consapevole del fatto che se tutte le persone fossero autonome ed istruite a dovere la nostra presenza non sarebbe necessaria. Ciò non trova comunque giustificazioni comportamentali opposte che ci fanno sembrare dei Kunta Kinte alla mercé dei loro schiavisti.

Il celebre schiavo Kunta Kinte

Il celebre schiavo Kunta Kinte

E’ imbarazzante notare la difficoltà nel mantenere una fila ordinata ai banchi accettazione gruppi o a quelli check in con i furbi o sbadati di turno che sistematicamente scavalcano chi li precede causando subito borbottii ed indignazioni varie. Una delle cose più odiose ed inutili è avere il passeggero che ti segue alle calcagna con il ripetuto timore, spesso concretizzato, di ritrovarsi una simpatica valigia (fuori peso) sul tallone. Impossibile pensare che arrivati al banco ci si fermi ad attendere il proprio turno in prossimità del nastro adesivo che delimita lo spazio, quasi fosse stato messo per dare un tocco liberty all’aeroporto. Questi atteggiamenti maleducati e fuori luogo causano il ritardo sistematico delle operazioni e l’inevitabile irritazione degli addetti ai lavori che se prima erano disposti a chiudere un occhio, diventano delle belve pronte a massacrare il malcapitato di turno.

Fila al check in

Fila disordinata al check in

Oltre alle file si denota un certo atteggiamento da vip anche nella lettura ed interpretazione della brochure o delle regole prestabilite, che causano le inevitabili sanzioni che di conseguenza scaturiscono in sceneggiate napoletane. L’argomento soldi è quello principale: i centri commerciali fanno i doppi salti mortali di felicità nel vestire tutti in serie con firme del momento rendendo fashion e ricche intere fasce di livello medio basso. Qualcuno potrà sentirsi coinvolto e sicuramente obietterà che la ricchezza non si misura da quello e come non dargli torto? L’educazione, la conoscenza, l’umiltà sono doti che non hanno prezzo. Purtroppo di persone con un orientamento di questo tipo ce ne sono sempre di meno e nella discesa verso il baratro economico il quale come sempre accade avrà un’impennata appena la terra ritroverà il suo nuovo assetto, la cosa che più preoccupa è lo scivolone culturale che stiamo attraversando, la mancanza di rispetto. E’ davvero assurdo vedere come ci siano elementi di disturbo, nel gergo trouble makers, che sprechino energie impiegandole assiduamente nella lotta verso gli operatori che devono garantire loro gli standard qualitativi che hanno acquistato, spesso a prezzi vantaggiosi. Così facendo non solo si creano una fama di persona non gradita rallentando o eliminando tutti quelli che potrebbero essere favori extra ma si imbucano in una situazione alquanto buia anche dal punto di vista economico. Con quale pretesa queste persone pensano di potersi muovere meglio in luoghi che conoscono da poche ore rispetto a chi come noi ci vive per dei mesi? Hanno paura di pagare una commissione? E se anche fosse? Alla fine riconosci un servizio che ti permette di risparmiare tempo e denaro e ti evita spiacevoli sorprese. Ma spesso e volentieri il gesto di aiutare un ospite educato e desideroso di apprendere è GRATIS. La presunzione non porta lontano e quasi sempre queste persone tornano con le orecchie basse e lo sguardo di chi ha preso bastonate da quelli fuori che non aspettano altro che lavorarsi i temerari del fai da te dall’aria saccente.

Verdone interpreta il coatto arricchito alla reception

Verdone interpreta il coatto arricchito alla reception

Attenzione, anch’io io scelgo sempre il fai da te ma, nel caso in cui sia coinvolto in iniziative collettive mi adeguo, per il discorso iniziale: educazione, rispetto e consapevolezza dei propri mezzi.

Cari nostri lettori e viaggiatori, sarebbe bene che prima di sfogliare dei cataloghi o preparare la valigia si cominciasse a riflettere seriamente se siamo in grado di confrontarci con il mondo che ci circonda; magari chiedendo consiglio alla nonna per chi ancora ce l’ha, sfogliando un libro di bon ton o azionando il cervello che spesso è in stand by. Credetemi che è patetico mostrarsi interessati al conflitto israelo palestinese visitando Gerusalemme ed Amman per poi lamentarsi animatamente facendo il confronto mezza giornata dopo tra il free wifi offerto dagli ebrei e quello a pagamento dei giordani. E’ disdicevole andare su tutte le furie perché un 4 stelle ha ricevuto un upgrade ad un 5 nonostante abbia pagato di meno, fatto che fa infuriare chi ha pagato di più: se ricevi i servizi spettanti non hai diritto a nessuna lamentela. Semmai sarà il tour operator a rimetterci dei soldi.

A volte capita

Così fosse sarebbe strage

Siate furbi nel modo giusto: un buongiorno ed un buonasera, una richiesta educata con un accenno di sorriso vi spalancheranno le porte anche in situazioni più drammatiche e vi potranno salvare letteralmente il culo da quelle più disdicevoli. Quando le gambe non ci reggeranno più e la salute non sarà così benevola nei nostri confronti, eventi che non coincidono necessariamente con la vecchiaia, potremo affidarci solo ed esclusivamente ai nostri bei ricordi. Magari la punizione divina si presenterà per alcuni proprio sotto quella forma, nella forma dei ricordi delle occasioni perse.

Evitiamo le volgarità quando ci rivolgiamo a professionisti

Evitiamo volgarità quando ci rivolgiamo a professionisti che lavorano per noi

…e studiate un pò l’inglese perché l’italiano nel mondo lo capiscono in pochi (anche in Italia). Perché? Se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dai nazisti di Hitler e dai fascisti di Mussolini a quest’ora si parlerebbe ovunque il tedesco e l’italiano ma, visto che così non è stato, gli alleati americani ed inglesi hanno sparso il loro verbo con la loro lingua. Concediamo un flebile diritto nel essere dispiaciuti dell’esito della guerra ai lettori alti, biondi e con gli occhi azzurri. Gli altri riflettano. (Renato)

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