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Dammi 10

Avere la fortuna e, perché no, le capacità di poter partecipare ad un evento sportivo podistico sia questo di breve o lunga durata è sempre una bella esperienza.

davCosì è stato il 1 ottobre 2017 anche per la ben riuscita 10K e 5K organizzata dalla Run Greece che ha colorato Rodi (Grecia) di azzurro; colore delle magliette del main sponsor che ben si è integrato con il blu del cielo e del mare che hanno fatto da splendida cornice alla gara.

davMolti dei partecipanti della 10K, duecento per l’esattezza, mi hanno ricordato il mio primo approccio a questo tipo di attività che mi ha poi coinvolto visceralmente fino a farmi diventare maratoneta. Parecchi di questi sono arrivati all’arrivo esausti e con tempi decisamente alti rispetto ai primi, esattamente come era successo a me alle prime manifestazioni. Certo, a vederli adesso sembra quasi impossibile che correre 10K possa ridurti in stati limitrofi al collasso, eppure ci siamo passati tutti da lì. Era il periodo in cui guardavo i maratoneti come persone venute da altri mondi e mi era difficile solo pensare l’idea che un uomo potesse correre per 42K. Eppure dopo i miei primi 10K la voglia di migliorare, per abbassare il tempo ma soprattutto per diminuire la soglia del dolore, ha svolto un compito da ruota del mulino. Una secchiata d’acqua alla volta, pian piano, gira e rigira, il granaio ha cominciato a riempirsi. Gli allenamenti si intensificano, l’asticella viene posta sempre più in alto e così si punta all’impresa successiva: la mezza maratona. Quello è lo step in cui ci si applica alla corsa in modo più passionale. Diciamo che è ancora consentito partecipare alla mezza maratona con atteggiamento e preparazione light. Per la maratona no. Quella non lascia via di scampo come il giudizio divino: se ti sei allenato male o poco, non la finisci. Neanche camminando.

IMG_20171002_015730_473Tornando alla 10K di Rodi, è stata parecchio impegnativa dal punto di vista climatico; farci partire alle 10 di mattina non è stata proprio una mossa geniale ed infatti tutti abbiamo sofferto il sole in faccia che ci ha accompagnato dalla partenza adiacente il Municipio, palazzo costruito dagli italiani durante l’occupazione fascista, per continuare al passaggio nel Porto di Mandraki e Marina Gate, fino ai primi scorci d’ombra in prossimità della porta Pili Italias Akantias, pertugio ricavato nelle mura antiche che caratterizzano e contengono la old town. Personalmente non ero sufficientemente preparato a correre con 27/28 gradi e questo fattore ha influito sul mio tempo finale (42:18) e sulla resistenza.

davFatto sta che questa 10K, che comunque ho terminato 14mo e 4° di categoria (M45), non era in programma e gli allenamenti che sto seguendo sono mirati a finire dignitosamente la prossima maratona che avverrà in Vietnam. E’ stata comunque una piacevole esperienza ed un’ulteriore stimolo a non fermarsi. Partecipare ad una qualunque tipo di gara è inoltre un ottimo test per verificare le proprie condizioni cui spesso si rischia di sottovalutare o, come nel mio caso, di sopravvalutare. L’asfalto non lascia scampo a scorciatoie o inganni ed anche vedere le sagome degli atleti professionisti (o semi professionisti) scomparire all’orizzonte dopo pochi minuti di inutile inseguimento, servono come monito a chi si sente arrivato o appagato dagli sforzi fatti.

Per quanto mi riguarda arrivare dietro a qualcuno con più o meno le mie stesse caratteristiche agonistiche mi infastidisce parecchio, perché significa che lui ha lavorato di più, o forse solamente meglio di me. O significa aver lasciato davanti qualche secondo sufficiente a non qualificarti alla Boston Marathon…

Quindi al lavoro!

 

 

 

 

La Maratona di Siviglia

La maratona di Siviglia grazie ad un percorso particolarmente veloce ed una meravigliosa città organizzatrice dal clima mite, si pone tra le più appetibili in campo europeo.

La vicinanza dall’aeroporto e le strutture ricettive a prezzi competitivi facilitano gli spostamenti dei runners che desiderano passare un weekend fuori mura, sfruttando al meglio la vocazione al turismo e le politiche ecologiche del capoluogo andaluso.

L’unico mezzo che transita tra le soleggiate vie del centro è un moderno tram, mentre gli amanti del romanticismo per visitare la città spagnola possono usufruire delle caratteristiche carrozze trainate da cavalli; queste ultime naturalmente a scopo prettamente turistico. Anche se fortemente sconsigliato in prossimità della gara, l’atleta visitatore avrà modo di fare lunghe passeggiate e scoprire così anche parte del percorso che dovrà affrontare a breve. La costante presenza di piste ciclabili inoltre facilitano lo spostamento in bicicletta, anche se è necessario acquistare un abbonamento nel caso in cui se ne usufruisse ed il prezzo non è molto conveniente. Per i runners le suddette piste ciclabili diventano anche preziosi spazi d’allenamento di rifinitura.

Nel periodo in cui si svolge la maratona anche il clima è decisamente favorevole, con l’umidità ridotta ai minimi termini e con temperature primaverili.

Il pre-gara culinario è favorito dalle centinaia di locali per tutti i gusti e tasche ed anche le panetterie pasticcerie offrono numerose soluzioni per la corretta assunzione di tutti i valori proteici necessari senza stravolgere le proprie abitudini alimentari. Sempre che, chi legge, segua una cucina mediterranea.

La partenza avviene in modo abbastanza ordinato presso la Avenida Carlos III mentre il guardaroba è situato presso lo Stadio Olimpico de La Cartuja

La Maratona di Siviglia è particolarmente spinta dagli organizzatori per la sua velocità e le percentuali di completamento molto alte ma attenzione soprattutto al primo incentivo in quanto si rischia davvero grosso. Vero è che in moltissimi corridori hanno superato la linea del traguardo ma al 35K, se non prima, parecchi hanno alzato bandiera bianca per proseguire camminando o addirittura fermandosi del tutto. La tentazione è quella di partire particolarmente veloci per poi trovarsi a metà gara con tempi molto bassi ma con un dispendio di energie che al fatidico muro rischiano di penalizzare il runner in modo significativo.

Nei punti ristoro simpatica l’iniziativa di far partecipare dei bambini nella distribuzione delle bevande e cibi vari, ma fortemente penalizzante la scelta di servire l’acqua in bicchieri di plastica e non in bottiglie. Riuscire ad ingerire una sufficiente quantità d’acqua, specie per favorire l’assunzione dei gel, è un’impresa biblica. Esperienza disastrosa.

In compenso il clima di gara è davvero piacevole specie negli ultimi 10K con il coinvolgimento di un pubblico molto numeroso, cui sostegno è costante dalla meravigliosa Plaza de Espana in poi.

Attraversando le vie centrali si sente ormai il profumo del traguardo che avviene all’interno dello stadio che offre un colpo d’occhio ragguardevole, anche in questo caso grazie alle tribune affollate che non si risparmiano certo in applausi ed incoraggiamenti rivolti ai corridori intenti a percorrere gli ultimi metri.

Con un fulmineo e banale click si ferma il nostro crono ed il nostro slancio. Il percorso che porta all’uscita è un lungo sotterraneo con numerosi punti di ristoro e l’incrementarsi di atleti ricoperti da coperte termiche rendono l’ambiente quasi surreale. La legnosità delle gambe connota inquietanti aspetti zombeschi ai maratoneti che si accingono a raggiungere i loro cari presso l’uscita.

Sfoggiando la meritata medaglia, naturalmente.

Nel complesso quindi è un’esperienza assolutamente positiva, sia per chi è alla ricerca di un significativo risultato sportivo che per chi vuole semplicemente portare a termine una maratona senza prestare particolare attenzione ai tempi.

Il percorso infatti è quasi esclusivamente pianeggiante (il più pianeggiante d’Europa) con addirittura qualche ingannevole discesa che incentiva ad aumentare i ritmi salvo poi pentirsene, come detto, alla fine.

La Mezza Maratona di Barcellona

IMG-20160214-WA0008Dichiarazione d’amore più plausibile per la mia recente passione, la corsa, non potevo che non farla partecipando alla Mezza Maratona di Barcellona il 14 febbraio, giorno infatti solitamente dedicato agli innamorati.

Un primo piccolo passo del turismo verso l’auto-sopravvivenza, ve lo dico, si chiama corro e viaggio, ossia la recente e sempre più incalzante moda di iscriversi a manifestazioni podistiche in luoghi ove spendere il weekend usufruendo di voli low cost e la possibilità di abbinare sfide agonistiche alle scoperte culturali che le città europee offrono ai visitatori.

Se Barcellona è una delle mete più ambite grazie soprattutto alle maestose opere da cui è costituita, partecipare ad una manifestazione come la maratona o la mezza, rende sicuramente esclusiva ed unica l’esperienza nella ultra gettonata metropoli catalana.

florenceL’inaspettata temperatura primaverile aveva già di prima mattina profuso atmosfera di buona e festosa riuscita dell’evento che, corridori amatoriali a parte, ospitava atleti professionisti cui obiettivo era quello di abbassare il record mondiale; impresa riuscita al femminile a Florence Kiplagat l’anno precedente (2015).

L’atleta keniota si ripresentava al via con buoni propositi che però non sarebbero bastati a farle ripetere l’impresa. Nella categoria maschile, più combattuta, il primo ad oltrepassare il nastro è stato Vincent Kipruto (1.02:54) d’un soffio su Daniele Meucci (1.02:55).

Il lungo serpente umano inizialmente composto da 14031 partecipanti, ben suddivisi per tempo di dichiarata percorrenza in modo da favorire la fluidità di manovra e svolgimento, ha colorato ed animato la città iberica fino  a quando anche l’ultimo concorrente ha di per sé faticosamente portato a termine l’impresa in 3.04:35, lasciandosi comunque dietro ben 208 ritirati.

La mia prima mezza maratona si è conclusa in modo e tempo previsto anche se, come al solito, avrei potuto fare qualcosina di meglio dopo ore ed ore di allenamento. Anyway aver timbrato un 1.37:48 (che abbasserò leggermente nella mezza maratona corsa successivamente #StayTuned) mi consentirà di terminare in 2929ma posizione totale (1255° in categoria maschile). Numeri da occultare nei discorsi tra runners seri e da sfoggiare orgogliosamente in pranzi tra principianti ed amici sedentari.

kiprutoLa gara per se stessa è comunque molto piacevole, vuoi per il fatto che attraversare le vie di Barcellona è molto affascinante, in particolar modo quando la marea umana si snoda nella lunghissima via Diagonal dove si possono ammirare i corridori che ci precedono e prendere carica dai centinaia che ci rincorrono, nonché per la conformazione del percorso, perlopiù pianeggiante e studiato appositamente per registrare tempi veloci.

Per chi volesse partecipare alla prossima edizione niente di più facile: basta visitare il sito ufficiale, compilare i dati personali, pagare la quota d’iscrizione ed il gioco è fatto. Tranne che in Italia infatti, in nessuna parte d’Europa è necessario essere tesserati a federazioni o associazioni varie, né tantomeno serve presentare un certificato medico sportivo che però è il buonsenso ad obbligarci ad effettuare con frequenza per monitorare il fisico ed evitare spiacevoli episodi.

 

Runners: Ecco perché correre all’estero

Dopo aver impegnato molte ore del giorno e della sera in più o meno impegnativi allenamenti arriva il momento in cui il runner sente l’esigenza di confrontarsi con un cronometro ufficiale. In realtà è spesso proprio questo l’obiettivo motivante dei mesi di preparazione precedenti.

Foto da web

Foto da web

Ultimamente grazie al potente soffio del marketing le vele del running si sono gonfiate ed a beneficiare degli eventi organizzati con cadenze regolari nei luoghi più svariati oltre ai partecipanti stessi sono le varie casse comunali, le industrie di abbigliamento ed accessori, strutture d’accoglienza, compagnie aeree ed agenzie turistiche che però ancora faticano a comprendere le potenzialità di un pacchetto “corri e fuggi”. Su quest’ultimo punto verte l’analisi per cercare di capire come e dove sia più semplice, di conseguenza divertente, indossare il pettorale numerico e microchip tanto desiderato.

Per chi decide di mantenere intatto il paesaggio abituale magari usufruendo delle gare organizzate in prossimità del luogo di residenza (e si presume su territorio italiano visto che il blog si rivolge principalmente a followers italici) o comunque abbinare il week end fuori porta a qualche evento sportivo non potrà esimersi dall’iscriversi alla Fidal sia privatamente o tramite un’associazione sportiva naturalmente versando l’iscrizione annuale.

Recentemente la Federazione italiana di Atletica Leggera propone una formula più comoda rivolta a corridori occasionali che non hanno intenzione di iscriversi ad associazioni o quant’altro: la runcafidalrd, una tessera di valenza annuale che consente agli iscritti di partecipare a tutte (o quasi) le gare patrocinate dalla Fidal appunto. La tessera, naturalmente a pagamento, concede inoltre agli usufruttuari sconti da applicare in diverse occasioni. Parte dell’iscrizione è devoluta per la promozione dell’atletica leggera tra i più giovani e nelle scuole. Una volta pagato pegno alla Federazione Italiana si è obbligati a fare il secondo passo che è quello di rivolgersi ad un medico o ad una clinica specialistica e farsi rilasciare un certificato di idoneità agonistica per la pratica dell’atletica leggera, anch’esso di validità annuale. Anche l’utile visita ha un costo che varia a differenza dai professionisti a cui ci si rivolge ma il prezzo è intuibilmente sempre abbastanza elevato. Per i corridori occasionali e/o fuori età per pensare a prestazioni da campionato italiano, o persone con restrizioni economiche che magari han già difficoltà a saldare l’iscrizione alla gara stessa, questa prassi è decisamente la più difficoltosa da superare così che spesso e malvolentieri in molti rinunciano a partecipare alle gare che, ricordiamolo, non si corrono per vincere ma per coronare la lunga preparazione godendo di un ambiente festoso ed aggregativo.modello3

Giusto o sbagliato che sia in Italia la burocrazia, da sempre protagonista, ci accompagna in ogni nostro movimento tra cui immancabilmente quello ludico e sportivo; indispensabile il nulla osta della Fidal nel caso specifico quindi, altrimenti l’unico ruolo consentito è quello dello spettatore o del partecipante non iscritto alle liste.

La musica cambia per chi vuole correre all’estero dove invece nella maggior parte dei casi la prassi per poter partecipare ad una gara si limita nell’iscrizione online della stessa che include la casellina da barrare obbligatoriamente di dichiarazione di buona salute e sgravio di responsabilità. Questo sistema è molto più appetibile per chi magari vuole confrontarsi una prima volta e provare l’emozione di partecipare ad una competizione senza necessariamente dover far parte di associazioni sportive e via dicendo. Risulta più semplice e paradossalmente in proporzione più economico partecipare ad una gara a Barcellona (ad esempio) piuttosto che a Frittole (paesino immaginario nel film “Non ci resta che piangere”)

Se indiscutibilmente il controllo medico è da ritenersi indispensabile e le donazioni solidali mirate all’accrescimento della cultura sportiva tra i giovani encomiabili, l’aurea protettiva dello Stato Italiano rischia di soffocare l’ennesima risorsa che all’estero viene sfruttata con metodi più commerciali e meno asfissianti.

E togliere l’aria ai corridori non è uno spot propriamente indicato…

Settembre. Il mese ideale per…

Settembre è il mese della calma, della riflessione.

DSC_2792Forse il mese più adatto all’involontaria semina della nostalgia che germoglierà nei mesi autunnali, quelli più freddi.

A settembre chi ha il privilegio di viaggiare potrà farlo con dei ritmi più rilassanti e costi ragionevoli rispetto a quelli sostenuti dagli affannati turisti del mese precedente.

Il giorno le spiagge si rimodellano lasciando ampi spazi che anche il mare sembra gradire rallentando il suo impeto ondoso.

La sera motorini e schiamazzi scompaiono a beneficio di persone silenziose amanti delle camminate e già muniti di indumenti meno variopinti e più funzionali.

Ecco, settembre si può definire un mese gentile.

Correre diventa più piacevole; con la diminuzione del caos aumentano i percorsi ed anche la temperatura gratifica lo sforzo. Chi avrà resistito ai mesi torridi di piena estate persistendo negli allenamenti raccoglierà i suoi frutti e potrà beneficiarne durante le numerose competizioni che si svolgono in quasi ogni parte del mondo. Chi non partecipa alle gare potrà semplicemente godere di gradazioni fresche ed asciutte che renderanno i movimenti più fluidi e normalizzeranno il respiro durante le attività all’aperto.faro

Per molte aziende, specie nell’ambito turistico, comincia il tempo dei bilanci e si apre il mercato della compravendita di manager che come calciatori cambiano casacca riciclando i vecchi umori con nuove ambizioni. Figli di lunghe stagioni accumulate qua e là che passano la spugna sulla lavagna di settembre in attesa di riscrivere nuovi versi su quelle dei mesi successivi.

Settembre è tempo di vendemmia e profumo di mosto che può ingannare l’olfatto degli inesperti inebriandoli con il suo profumo corposo e definito, celando in sé un’annata formidabile oppure al contrario un fallimento. In un caso o nell’altro, anno dopo anno, la vigna è la stessa. Su di essa determinano gli eventi trascorsi.

Settembre sono i saluti e le strette di mano a persone che crediamo importanti e che magari per qualche mese lo sono state, ma pronte a svanire nel nulla come le centinaia di teli stesi sul bagnasciuga o gli ombrelloni cui l’ombra non sembra più necessaria nonostante il persistere di caldi raggi solari.

E godere di ciò che rimane e che, al solito, è l’essenza.

 

September (David Sylvian)

The sun shines high above
The sounds of laughter
The birds swoop down upon
The crosses of old grey churches
We say that we’re in love
While secretly wishing for rain
Sipping coke and playing games

September’s here again
September’s here again

Settembre (David Sylvian)

Il sole splende su, in alto
Il suono delle risa
Gli uccelli si posano
Sulle croci di antiche chiese grigie
Noi diciamo d’essere innamorati
Mentre in segreto speriamo che piova
Sorseggiamo Coca Cola, giochiamo

Settembre è qui, di nuovo
Settembre è qui, di nuovo

 

RoadstoRhodes Marathon 2nd edition

marath15Era il 12 ottobre 2014 quando l’isola di Rodi per la prima volta si proponeva al pubblico dei sempre più numerosi runners con la RoadstoRhodes Marathon, letteralmente tradotta Le strade per Rodi. In quella data si era svolta la maratona, la mezza maratona, i 10 km ed i 5 km. In particolar modo i partecipanti meno preparati, come nel mio caso, che avevano approcciato quasi timidamente l’iniziativa, alla fine avevano portato a casa dei risultati incoraggianti visto il numero contenuto di corridori.

La RoadstoRhodes favorita da una magnifica ambientazione ed un’eccellente organizzazione riscosse un discreto successo che ai più perspicaci parve subito una manifestazione che sarebbe ben presto diventata cardine non solo tra gli sportivi greci, ma per l’intera comunità sotto forma di risorsa in ambito turistico.

Foto Studio Crop (Facebook)

Foto Studio Crop (Facebook)

Passano pochi mesi ed il 26 aprile 2015 sul calendario si ripresenta la gara, questa volta suddivisa nella maratona di 42 km, la 10 km e la 5 e, come volevasi dimostrare, non solo le partecipazioni triplicano ma la competitività aumenta in modo esponenziale con tanto di presenze olimpiche.

Foto by Studio Crop (Facebook)

Foto by Studio Crop (Facebook)

L’organizzazione anche in questo caso non sbaglia nessun colpo ed anzi, arricchita dall’esperienza precedente, aggiunge frecce al suo arco che scaglia sotto forma di apericena a pochi metri dal porto di Mandraki dove, fosse stato ancora presente il famoso Colosso di Rodi, sarebbe stato illuminato dai fuochi d’artificio augurali fatti brillare all’imbrunire.

L’eccezionale spirito degli atleti inoltre ha raggiunto livelli encomiabili proprio alla partenza della 10 km, posticipata di 9 minuti per consentire il passaggio dell’aspirante olimpica greca Rania Rembouli #3 nonché in seguito vincitrice assoluta della maratona in 2:43:54 e che ha ricevuto un meritato applauso d’ammirazione da parte dei corridori in attesa di partire a loro volta, tra cui il sottoscritto. La Rembouli nonostante sia transitata dopo essersi già divorata 32km d’asfalto con un ritmo gara eccezionale, ha pure trovato il tempo di sorridere e salutare i dieci chilometrai come se fosse stata ad una tranquilla passeggiata domenicale. A vederla dal vivo non rimane altro che definire il gesto atletico mostruoso.

#3 Rembouli (Foto Studio Crop Facebook)

#3 Rembouli (Foto Studio Crop Facebook)

Applauso donato alla Rembouli dai runners della 10, applauso ricevuto a loro volta durante il passaggio alla metà esatta del percorso ove gli altri corridori, terminato di battere le mani, sarebbero partiti per coprire la distanza più breve della manifestazione, la 5km ovviamente.

Start 10km (Foto Studio Crop Facebook)

Start 10km (Foto Studio Crop Facebook)

Allenamento, dedizione, volontà e sacrificio (ma anche divertimento…) sono armi psicologiche a disposizione di chiunque per trasformarsi da persone qualsiasi a guerrieri e durante la competizione di guerrieri se ne sono visti parecchi come succede abitualmente in questa specialità sportiva, dove i campioni come la Rembouli e gli astri nascenti non sono i protagonisti assoluti bensì la punta d’eccellenza di un mondo frequentato dDSC_2401a persone con obiettivi piuttosto nobili e gratificanti. Il traguardo è stato attraversato non solo dalle gambe di campioni e giovanissimi ma anche dalle ruote di una carrozzina o da atleti che anagraficamente è più facile incontrare negli ospizi che sui percorsi podistici.

I veri miti

I veri miti

Lezioni di vita che hanno appreso velocemente anche le centinaia di bambini accorsi grazie alle iniziative personali, scolastiche e di associazioni sportive; fanciulli che hanno constatato con i loro occhi la differenza tra un sano ed equilibrato stile di vita rispetto a quello cui spesso sono sottoposti all’interno delle fumose taverne nelle frequenti riunioni familiari.

DSC_2415Ma dopo la prima edizione corsa con poco allenamento e tra l’altro non specifico, qualcosa è cambiato anche in chi scrive che, grazie alle armi mentali sopra elencate che l’hanno impegnato in questi mesi a trovare una forma fisica più adeguata, è riuscito a fare un tempo decoroso di 51:28 strappando un 43mo posto assoluto su 165 iscritti. 39mo tra quelli di sesso maschile.

La prima edizione era stata un tormento, terminata miracolosamente nonostante una contrattura dovuta a scarpe inadeguate e preparazione insufficiente a dimostrazione che siamo noi gli artefici del proprio destino che, tra l’altro, ci propone altre sfide dove noi saremo presenti; una di queste potrebbe tornare ad essere ancora la RoadstoRhodes.DSC_2428LINK: http://www.roadstorhodes.com/

FACEBOOK: https://el-gr.facebook.com/roads2rhodes

Foto Studio Crop (Facebook)

Foto Studio Crop (Facebook)

L’evoluzione di Controviaggio

Le lancette dell’orologio scandiscono i secondi, minuti, ore che diventano giorni, mesi, anni… Nessuno è esente da questo inarrestabile processo che con se porta sempre novità ed evoluzioni (o involuzioni, perché no?) di cui nemmeno Controviaggio è ovviamente esente.

Sono partito con l’idea di utilizzare il blog come vetrina per quello che avrebbe potuto diventare un format televisivo, cosa che evidentemente non si è realizzata. Niente è però per caso ed alla fine questo blog dopo un periodo di prova si è consolidato in rete, certamente senza numeri da capogiro, però con buone presenze costanti e picchi considerevoli.

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Come premesso il tempo porta cambiamenti e Controviaggio ne presenterà a breve qualcuno di abbastanza significativo.

Già da qualche tempo è sparita la formula del contro, idea ispiratrice, in quanto il mio amico-collega Daniele è sparito di scena, vuoi per motivi motivazionali, vuoi per quelli dovuti al grave incidente che ha subito il 6 agosto che volenti o nolenti non gli permettono di svolgere tutto quello che sicuramente preferirebbe fare nella quotidianità. (Non solo è scontato l’augurio di una prontissima guarigione a Daniele, ma in seguito vi renderò partecipi di una gesto particolare che ho deciso di dedicargli…)

Danibn

Daniele sfidato alla Maratona 2015

Di conseguenza il blog andrà avanti a conduzione singola, ossia me ne occuperò completamente in maniera autonoma.

Da buon ex fotografo professionista (semi perché ero giovanissimo) convinto del fatto che un blog di viaggio debba presentare ai propri followers immagini degne di questo nome, ho deciso di potenziare l’arsenale fotografico acquistando una Nikon D7000 che spero a breve comincerà a dare i suoi frutti ed incidere sulla qualità dei post stessi.

Nikon D7000

Nikon D7000

La presenza nei social quali Facebook, Twitter ed Instagram è stata sempre gestita dal sottoscritto, quindi non cambierà nulla in tal senso. …magari eviterò di perdere tempo contro Presidenti del Consiglio e con attacchi di interismo cercando di rimanere più tematico.

Al vaglio anche una nuova formula grafica di impaginazione dei post ed eventuali collaborazioni con altri blogger, ma questo progetto necessita un pò di pazienza.

Prossimo appuntamento con un nuovo post di Controviaggio quindi dopo il 12 ottobre, data speciale perché segnerà la mia prima official runner race (10km) durante la Maratona Roads to Rhodes di Rodi, isola greca dove passo le mie estati da ormai diversi anni e che ovviamente sarà documentata aprendo nuovi orizzonti sportivi e dedicandoci così anche ai sempre più numerosi runners.

I miei primi 10 chilometri ufficiali saranno dedicati proprio al mio amico-collega Daniele che in seguito all’incidente sopracitato è momentaneamente impossibilitato ad usare gli arti inferiori ma che, lancio la sfida, il prossimo anno lo porteranno al traguardo della stessa gara.

Il viaggio continua…

(Renato)