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Porto: bellezza tridimensionale

portCamminare tra i vicoli di Porto è insinuarsi tra le lettere, ingigantite e sotto forma di case e palazzi variopinti, di un romanzo d’avventura che spazia tra i primi del ‘500, quando le caravelle cominciavano a solcare gli Oceani con una certa frequenza ed il futuro prossimo, dove la città conoscerà un nuovo rinascimento.

Se altre realtà metropolitane ci incantano con paesaggi da cartolina, la spettacolare Porto, grazie ai suoi sali scendi, è modellata in prospettive tridimensionali che ci accerchiano con tutto lo splendore architettonico dal sapore colonialista.

specchioL’impronta mediterranea è riconoscibile nei vicoli dall’aspetto trascurato e dallo sguardo stanco e sincero delle persone che li popolano, tra gatti intraprendenti e qualche immondizia di troppo; case vecchie ed in taluni frangenti diroccate che come in un dopo guerra presentano alla porta vecchi mobili e cianfrusaglie pronti ad essere inglobati in impalcature che ne cancelleranno ogni stento e crepa per dar vita a nuovi lussureggianti alloggi per turisti.

tramGià, perché Porto vive uno slancio di ripresa notevole, pronta a ricamarsi un nuovo abito che possa favorire la ricrescita tanto voluta da tutta Europa. La città portoghese esibisce i suoi numerosi ponti tra cui lo spettacolare Dom Luis che ci regala punti di osservazione eccezionali per cogliere a pieno l’energia emanata dal centro urbano ed i riflessi del fiume Duero che attraversa ed ove tra le sue calme onde fluttuano imbarcazioni storiche che ancora espongono le botti del rinomato vino liquoroso che prende il nome dalla città e moderne chiatte adibite ad uso e consumo dei turisti. Locande e ristoranti spuntano numerosi nella Avenida de Diogo Leite che presenta altresì cantine-musei del vino Porto dai nomi rinomati e commerciali come Sandeman, ad esempio.

saobentoE’ attraversando il ponte Dom Luis in direzione centro città che ci si integra nello spirito cittadino culminando le impegnative passeggiate tra il mercato vicino alla caratteristica e non molto rassicurante stazione dei treni di Sao Bento, che comunque offre mezzi puliti e sicuri ai viaggiatori; al Palacio della Bolsa, la Torre Medievale, il Pelourinho e via scorrendo come a voltar pagina del nostro romanzo vivente ad ogni monumento, casa o persona incontrata.

Come nel caso di Pedrbluo Magalhães, giovane barbiere che oltre a svolgere il suo lavoro, si è concesso in un’intervista dove esprime le sue opinioni riguardo il Portogallo, le aspettative che ripone nella Comunità Europea e speranze future. Ci svelerà, tra le altre cose, di come l’umanità sia uno degli aspetti fondamentali a rendere Porto vivibile, unica e tutto sommato sicura. Pedro, nonostante sia originario di Lisbona, è innamorato della città in cui vive e lavora attualmente, in particolar modo del suo quartiere che, possiamo confermare, è davvero un luogo di riferimento per chi cerca la meta ideale per pensare di viverci in pianta stabile, ossia Matusinhos.

 

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Copertina Maggio 2016

Rodi Cult: Il Porto delle Miserie

Dedicando un post al Parco di Rodini, argomento che ha riscontrato parecchia attenzione tra l’altro date le numerose visite, è stata riproposta la formula iniziale di Controviaggio, ossia il confronto tra il bello ed il brutto, il povero ed il ricco, l’intelligente e l’idiota; delle comparazioni, uno contro l’altro appunto. Chissà che ad evidenziare le cose più tragicomiche dei luoghi non siano a trarne beneficio proprio gli angoli più meritevoli d’esser attenzionati.DSC_2620

Seguendo questo itinerario filosofico ci ritroviamo a commentare un nuovo monumento all’idiozia politica che sta prendendo vita, colata di cemento dopo colata di cemento, sotto forma del Nuovo Porto Commerciale di Rodi. Questo progetto, come la superstrada Rodi-Lindos Avenue (…è in punta di penna un bellissimo post a riguardo) si trova in grembo di geniali burocrati cui principale scopo è, evidentemente, cospargere di progetti metropolitani, grigi e puzzolenti realtà affascinanti e millenarie che nei secoli sono e forse continueranno ad essere il motore dell’economia locale basata, pare, sul turismo.

DSC_2616Il Nuovo Porto Commerciale occupa altre centinaia di metri oltre alla zona già adibita a porto, togliendo così spazio ad un tratto di costa che si sviluppa in una baia non particolarmente interessante, non molto frequentata dai turisti e con qualche barca a vela ormeggiata al largo, ma che pur sempre spiaggia era. La strada che la costeggia è diventata un agglomerato di semafori e di incroci di una complicatezza distorta; pochi anni or sono era una strada piacevolmente trafficabile con piccoli negozi e taverne vista mare che la caratterizzavano. Mentre le attenzioni locali si focalizzano sul nuovo porto, di pari passo e forse più velocemente, continua ad evolversi una baraccopoli sorta pochi anni or sono e che lamiera dopo lamiera, da semplice rifugio occasionale, sta diventando un quartiere periferico. Al momento nessuno ha menzionato di utilizzare le gru per demolirle anche perché a Rodi nessuno indossa mutande verdi o felpe con dedica.DSC_2635

Questo porto nasce per soddisfare le esigenze dei locali che hanno necessariamente bisogno dei traghetti per usufruire dei vari approvvigionamenti che giornalmente sbarcano ben stipati a bordo di mezzi pesanti che si occupano della distribuzione. Come sarà riutilizzata la zona che al momento è adibita a svolgere questo compito non ci è dato saperlo ma i presagi non sono dei migliori. La zona che circonda il nuovo futuristico porto è letteralmente circondata da edifici pericolanti e carcasse di aziende dall’aspetto spettrale che mal si integrano ai nuovi edifici nati sotto la nuova stella edilizia, locali da aperitivo perlopiù. DSC_2636L’assurdità, ecco il punto, è vedere palazzi storici completamente abbandonati al loro destino e fior di milioni investiti in grandi opere forse socialmente utili, sicuramente non indispensabili. Dietro a questo non c’è programmazione e qualche barlume di buon senso che influenzi chi ha potere decisionale e progettuale, illuminando almeno una parte del piccolo cervello cui sono ignari portatori e che possa trasmettere loro il seguente messaggio: la civiltà si evolve, i mezzi di trasporto si trasformano e le merci grazie alle nuove tecnologie saranno assemblate sul posto, i turisti che portano i soldini sull’isola richiedono maggiori spazi compatibili con le attività culturali e sostenibili cui vanno sempre più praticando. Perché permettere il crollo di strutture che hanno fatto la fortuna dell’isola e sprecare risorse per costruire grandi opere dalla predestinata e vanamente dispendiosa conclusione?port

Oltre alla Grecia è sicuramente mal comune di altri Paesi sottosviluppati europei, quali Italia, Albania, Romania, Portogallo e Spagna, constatare lo spolpamento sistematico economico di esausti cittadini che loro malgrado vedono i loro risparmi e sacrifici investiti in cemento, opere assurde ed inutili se non dannose, mentre in contemporanea si assiste inermi allo scrostamento degli intonaci nelle scuole, edifici storici ridotti a pezzi, vie e marciapiedi gruviera e centinaia di piccole attività artigianali costrette ad abbassare le saracinesche perché abbandonate al loro destino.

factoryL’unica via d’uscita a questi orrori è intellettuale, ideata da persone con il cervello in movimento e sgombero da idee diaboliche provocate da una crescita burocratica e metropolitana tumorale. Persone sane di mente che riescano a valorizzare l’impronta originale dell’isola di Rodi che si identifica nelle meravigliose mura medievali e la città vecchia che la contengono, nei mulini a vento presenti nel piccolo Porto di Mandraki a sua volta custode del grande segreto del Colosso di Rodi (e c’è chi ha proposto di ricostruirlo ma ci si augura sia internato nell’Ospedale Psichiatrico a Creta), nelle colonne del Tempio di Apollo sul Monte Smith o in quelle di Lindos che maestose formano il tempio di Atena che vigila le splendide case bianche disposte sul promontorio.DSC_2640

I tesori di civiltà della Grecia si tramandano necessariamente dalle preziose antichità architettoniche cui andrebbe portato il massimo rispetto e la totale concentrazione culturale e paesaggistica.

Rispetto che al momento è latitante in buona parte della fallita Europa.

 

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Anek vs Minoan. Viaggiare in traghetto.

Viaggio tutt’altro che breve quello affrontato per riportare il culino di Controviaggio da Rodi (Grecia) in Italia. Ho utilizzato infatti due traghetti. Per la tratta RodiPireo (Atene) la compagnia Anek, per la seconda PatrassoAncona, il traghetto è stato Minoan.

Una tappa è Karpathos.

Una tappa è Karpathos.

Le scelte di questi traghetti sono molteplici ma per usufruire dei vari sconti messi a disposizione dalle compagnie senza rischiare di perdere le varie coincidenze bisogna far parte di categorie molto particolari.

Il primo traghetto ad accogliermi e proteggermi dalla bufera che si sta scatenando nel frattempo (dopo 5 mesi di bel tempo ci sta) è la Preveli (Anek). Traghetto di medie dimensioni che regalerà ai suoi occupanti una navigazione piuttosto movimentata per le condizioni del mare ed infinita (circa 24h) dato che toccherà tutte le isole possibili immaginabili prima di puntare il porto del Pireo. Poco importa, l’importante è che sia partita. (…ed arrivata).

La cabina nella Preveli

La cabina nella Preveli

La cabina (invidio i sacco pelari o quelli che si fanno 24 ore seduti al bar) non è particolarmente curata ma gli spazi sono ottimi e dato che la dovrò spartire con uno sconosciuto, speriamo non russante, va decisamente bene. Sconosciuto? Per chi non avesse mai viaggiato con queste navi c’è da sapere che a meno che non vogliate pagare anche per l’altro occupante, potete scegliere di dividere la cabina con una, due o tre persone. (dello stesso sesso) Va bene risparmiare (di solito la prendevo ad uso singolo) ma direi che spartirla con uno è già sufficiente. Questa volta è andata bene: il sosia di Don Mazzi di Karpathos infatti è stato molto educato e discreto evitandomi incazzature inutili. Attenzione a bordo di queste navi con cene e bevande extra, si fanno pagare parecchio.

Cabina nella Preveli

Cabina nella Preveli

Primo round con Anek quindi decisamente positivo con la nave in orario e trasferimento in auto da Pireo a Patrasso con a disposizione tutto il tempo necessario, anzi, in abbondanza.

Nonostante ormai conosca la strada per uscire dal porto del Pireo ed immettermi in autostrada suggerisco ai meno esperti di far affidamento al proprio satellitare perché i cartelli che indicano Patrasso sono due: uno quando già siete sulla retta via, l’altro 50 km passati tutti gli svincoli ingannevoli.

Ponte di Patrasso

Ponte di Patrasso

A Patrasso non fate la cazzata di andare a visitare ed attraversare il bellissimo ponte (andreste a spendere tipo 30 euro di pedaggio tra andata e ritorno) ma se avete tempo fermatevi piuttosto nel porto turistico praticamente in città dove troverete ormeggiate diverse barche a vela e yacht che potrete ammirare sorseggiando quello che preferite in uno dei numerosi localini nella marina. Se la giornata è calda potrete fare due passi e sgranchirvi le gambe che tra nave ed auto saranno atrofizzate.

Marina a Patrasso

Marina a Patrasso

Imbarcato quindi con un po’ di anticipo sulla Europa Cruise Palermo, che già il nome mette i brividi, mi aspetto una nave da rottamare come da esperienza passata con il partner commerciale di Minoan, l’italiana Grimaldi, che mi era sembrata una fucina di tanti piccoli Schettino. Mi meraviglia il fatto che invece la nave sia un bestione enorme con equipaggio greco e molto preparato.

La cabina sull'Europa

La cabina sull’Europa

Nonostante questo ferry sia decisamente in perfette condizioni e con tutti i confort possibili immaginabili, noto che la cabina a me assegnata è più piccola di quella della Preveli; ma la mia preoccupazione è la solita: chi la dividerà con me? Un camionista bulgaro scampato alla guerra di cecenia o un coreografo tedesco scampato al servizio militare? In entrambi i casi non dormirei tranquillo.

Interno cabina

Interno cabina

Fatto sta che la nave parte alle 16:00 ed io mi addormento nel mio lettuccio. Passa qualche ora, esco, faccio un giro esplorativo per capire un po’ dove mi trovo e quanto torno noto sull’altro letto la sagoma di un omino ma né traccia di lui, nessuna valigia o altro oggetti personali. L’omino non si presenterà mai più nella cabina 8028.

Il viaggio scorre ancora più veloce dell’altro, nella massima tranquillità. Forse uno dei migliori viaggi in mare che abbia mai fatto. Mi godo anche la scena di due italiani ignoranti che vengono cazziati dal cameriere sorpresi a cambiare canale alla tv satellitare in teatro.

Il ponte dell'Europa Cruise

Il ponte dell’Europa Cruise

Salutiamo quindi la Grecia con la speranza di esserne di nuovo ospiti, magari attraversando il mare Mediterraneo ed Egeo nello stesso modo in cui ce ne siamo andati.

Rimango dubbioso sull’occupante della cabina misteriosamente scomparso: nessun uomo in mare per caso?

(Renato)