Firenze. L’Onorevole
Le luci dellâalba non avevano ancora fatto capolino su Roma quando da un portone di un vecchio e signorile palazzo emerse una scura figura che si diresse verso la macchina di grossa cilindrata in sua attesa da decine di minuti. Lâautista accese i fari e scese frettolosamente dalla vettura. Si prodigò nellâaprire aprire la portiera posteriore non prima di salutare educatamente lâOnorevole. Lasciò il tempo di fargli sfilare lâelegante soprabito prima di farlo accomodare sui sedili posteriori. Accompagnò quindi la porta del passeggero e con celeritĂ riprese il posto di guida.
âFacciamo in tempo a procurarci dei giornali?â furono le prime parole del politico
âCerto Signore. Lungo la strada possiamo fermarci in qualche edicola o autogrillâ la risposta dellâattento autista
âMa no dai. Non perdiamo tempo. Mi accontenterò di dare un occhio al tablet per oggi. Noi nostalgici non accetteremo mai del tutto il sopravvento della tecnologia, ma dobbiamo adeguarciâ
La macchina partĂŹ.
Per una mezzora abbondante i due non proferirono parola.
âMi accenda la radio per favoreâ ordinò lâOnorevole.
Lâautista eseguĂŹ.
Il radiogiornale stava trasmettendo le richieste della categoria degli albergatori, sullâorlo del precipizio a causa della pandemia.
ââŚse proprio non possono farci pervenire i ristori chiediamo almeno una diminuzione o, meglio ancora, cancellazione degli oneri fiscali cui saremo sottoposti a breve. Lâintera filiera del turismo è in ginocchio e non possiamoâŚâ
âSpenga, spenga. Grazieâ chiese ancora il politico che guardò lâora prima di inviare una chiamata al Segretario del Partito antagonista. Dopo alcuni squilli a vuoto, rispose.
I due cominciarono a dialogare mentre la macchina procedeva  verso la destinazione.
âAllora come andiamo? Disturbo?
No, sono in auto direzione Firenze.
Come? No niente pranzo oggi, ho sta rottura di palle che mi dura tutto il giorno.
SÏ, sÏ incontri istituzionali per sta roba che è tutto chiuso. A proposito, hai sentito le richieste degli albergatori e compagnia bella? Che due palle questi⌠Sempre a piangere.
Il tuo partito ha giĂ delle linee per la posizione da assumere nei loro confronti?
Ottimo. Presentiamo proposte simili poi facciamo passare quella che ci costa di meno in termine di voti.
I sondaggi che dicono? Siete avanti di tanto o vi stiamo prendendo? Â (risate)
Calmiamo le acque fino alla caduta del Governo poi si vede dai.
Come? Il Ministro non è interessato a ste faccende, anzi è parecchio infastidito ti dirò.
Aveva chiesto quel Ministero per non avere rotture di palle, invece sfiga vuole⌠(risate)
Dai facciamo cosĂŹ allora. Pensate ad un DCPM al volo che ce li leviamo dal cazzo in un colpo solo albergatori, ristoratori e compagnia bella.
Domani sera dovrei esserci io in tv quindi preparati a ricevere insulti (risate)
Ciao caro, grazie a domani, se hai bisogno chiama pureâ
Terminata la conversazione lâOnorevole diede uno sguardo al telefono per accertarsi di non avere messaggi in sospeso ed intimò allâautista di affrettare il passo.
Vennero accolti da una cittĂ deserta. Firenze era ferita, moribonda, eppure traspirava tutta la sua indescrivibile bellezza. Pareva il volto pallido e spigoloso di una ballerina accasciata al suolo intenta ad interpretare lâultimo atto della morte del cigno.
Lâautoblu oltrepassò vicoli e viuzze un tempo affollati da migliaia di persone.
Il silenzio non era piĂš infranto dal vociare dei commercianti fiorentini di Ponte Vecchio o i colpi sferzati alle spesse fette di carne chianina provenienti dalle storiche locande ospitate in piccoli ed affascinanti anfratti medievali. Nessun calice di vino rosso alzato al cielo. Lo stesso cielo cui erano rivolte le imprecazioni, ruvidi suoni retaggio della tradizione dialettale toscana. Lâabbondanza dellâinferno dantesco aveva lasciato spazio allâinferno dellâassenza.
Lâincontro istituzionale con le AutoritĂ avvenne come di consueto a Palazzo Vecchio.
SeguĂŹ un breve aperitivo in piedi dove lâOnorevole ebbe modo di incontrare alcune personalitĂ del mondo della politica locale e rappresentanti di categoria, tra cui quella del turismo.
âBenvenuto a Firenzeâ si rivolse a lui ad un certo punto il Presidente degli Albergatori sbucato allâimprovviso da un gruppetto formato da Carabinieri ultra graduati ed ecclesiastici di alto profilo.
âGrazie. Sempre unâemozione questa cittĂ âŚâ rispose il politico reggendo il bicchiere della bevanda analcolica e sfoggiando un bel sorriso.
âAvrĂ sentito che ci stiamo muovendo per sensibilizzare il periodo critico che sta vivendo il settoreâŚâ incalzò il suo interlocutore.
âSĂŹ guardi, ne parlavo proprio stamattina con un mio collega. Situazione drammatica. Un poâ per tutti a dire il vero.â
Continuò lâOnorevole assumendo unâespressione seria.
Poi puntualizzò âCertamente il vostro ramo è tra quelli piĂš colpiti ed infatti sono allo studio diverse proposte che a breve sicuramente soddisferanno tutte le vostre richieste. Starei qui volentieri ad illustrare i programmi ma gli Uffizi mi chiamano. CapirĂ che è importante mandare un messaggio anche per la riapertura dei musei. Comunque stia tranquillo, ci stiamo lavorandoâ
Non che ce ne fosse bisogno vista la completa assenza di visitatori ma per lâoccasione lâingresso alle Galleria rimase esclusivitĂ degli invitati.
Lâospite apprezzò a modo suo il gentile pensiero da parte del Sindaco
âGuardi avevo un ricordo degli Uffizi di quandâero ragazzino. Mi ci avevano portato i miei zii che erano fissati con lâarte. La fila chilometrica, la gente accalcata. Riuscivo a scorgere a malapena i quadri appesi. Non le nascondo: un incubo. Non ho mai compreso il perchĂŠ di tanta fatica per vedere qualche secondo un quadro. SarĂ per quello che poi ho scelto un indirizzo economico allâUniversità ⌠Aspetti ho un flash⌠ La testa con i serpenti, di chi è che non mi sovviene?â
Il sindaco partecipava divertito âBeh certo una visita privata è un privilegio per ammirare al meglio tutte le opere. Testa di serpenti⌠Forse lei intende lo scudo con testa di medusa?â
âEcco sĂŹ quello⌠Mi pare fosse Botticelli giusto?â
Nonostante lâistante di imbarazzo, i politici sono mestieranti che ricamano parole come i sarti modellano gli abiti su misura âVedo che lei è molto preparatoâ intervenne prontamente il Primo Cittadino che proseguĂŹ â Al Botticelli è dedicato ampio spazio in questo museo, tra i quali i piĂš conosciuti Nascita di Venere e La Primavera. Certo è passato molto tempo dalla sua ultima visita mi sembra di capire, difficile ricordarsi che lo Scudo con Testa di Medusa è opera di Caravaggio. Attenzione però, lei non mi chieda nulla di economiaâŚâ
Le risate dei due echeggiarono tra i dipinti dei Maestri Piero della Francesca, Michelangelo Buonarroti, Tiziano Vecellio e le sculture del Bernini, Baccio Bandinelli e centinaia di altri artisti universalmente riconosciuti promotori della Bellezza.
Lo stuolo di celebrità visitò con apparente interesse la Galleria degli Uffizi soffermandosi principalmente sulle firme piÚ note.
Qualcuno riuscĂŹ ad avvicinare le dita talmente vicino alle tele da far scattare lâallarme in diverse occasioni e provocando divertite reazioni dei presenti.
âSpero abbia graditoâ chiese gentilmente il Sindaco
âCertamenteâ rispose lâOnorevole
âPer il pranzo e la partita del pomeriggio siete altrettanto ben organizzati? Con queste restrizioni lâinciampo diplomatico è sempre dietro lâangoloâ
I due risero.
Poi raggiunsero le rispettive autoblu che li avrebbero portati a pranzo in una Villa sulle colline del Chianti.
La cittĂ era a loro completa disposizione, come una prostituta svestita di ogni dignitĂ e decoro alla mercĂŠ di clienti occasionali.
(Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale e frutto della fantasia dell’autore)
Un “bazooka” da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l’export si sommano ai 350 giĂ previsti, con l’arrivo di una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro. Il rinvio delle scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi.
Il rafforzamento del golden power, lo scudo per tutelare le aziende italiane da scalate ostili.
“Con il decreto appena approvato diamo liquiditĂ immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export. E’ una potenza di fuoco“. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.
“Abbiamo deliberato la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio”.
“Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono una qualche attivitĂ di rilievo strategico. Attraverso il potenziamento del golden power potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. E’ uno strumento che ci consentirĂ di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.
“Lo Stato offrirĂ una garanzia perchĂŠ i prestiti avvengano in modo celere, spedito. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende”.
“Quando tutto sarĂ finito ci sarĂ una nuova primavera, presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici”.
“Sarebbe irresponsabile andare in giro e allentare la fiducia e la responsabilitĂ ” a Pasqua, afferma il premier. “Pasqua significa passaggio dalla schiavitĂš e anche riscatto: speriamo che possa portarci questa libertĂ . Io vivo questa festivitĂ con fede, come redenzione. Speriamo che in una versione piĂš laica sia un passaggio verso un definitivo riscatto”.
“Stiamo lavorando per un intervento molto piĂš corposo da realizzare giĂ questo mese, con un approccio sistemico per tutte le categorie in sofferenza. Questa è un’emergenza non solo sanitaria, ma economia e sociale ad un tempo. Il dl aprile conterrĂ strumenti di protezione sociale, sostegno alle famiglie e ai lavoratori, soprattutto quelli piĂš in difficoltĂ ”, afferma il premier.
“Mes no, Eurobond sicuramente sĂŹ. Il Mes è assolutamente inadeguato, gli Eurobond invece sono la soluzione, una risposta seria, efficace, adeguata all’emergenza. Su questo io e Gualtieri siamo pienamente d’accordo anche se qualche retroscenista a volte descrive posizioni differenziate”.
“Abbiamo pensato due possibili opzioni che permetteranno di fare gli esami secondo i reali apprendimenti anche grazie al lavoro sulla didattica a distanza. Abbiamo messo in sicurezza l’anno scolastico. Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre”. Lo dice il ministro della Scuola Lucia Azzolina in conferenza stampa.
 La garanzia di Sace coprirĂ tra il 70% e il 90% dei prestiti, secondo le dimensioni dell’impresa: per quelle con meno di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato sotto 1,5 miliardi la garanzia sarĂ al 90% e con procedura semplificata; scenderĂ all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e fatturato fra 1,5 e 5 miliardi e al 70% per chi ha fatturato sopra i 5 miliardi. E’ lo schema contenuto nel decreto imprese che vincola la garanzia allo stop ai dividenti per 12 mesi alla destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attivitĂ produttive in Italia.(ANSA 7 APRILE 2020)
Natale con i tuoi, Capodanno con chi vuoi
SarĂ un Natale piuttosto particolare quello del 2020 dove si dovrĂ rispettare piĂš che mai il celeberrimo detto âNatale con i tuoi, Pasqua con chi vuoiâ
GiĂ , perchĂŠ volenti o nolenti, bisognerĂ starsene tranquilli a casa possibilmente in compagnia dei nostri cari. Magari sarĂ l’occasione per evitare le folli corse commerciali e riscoprire la spiritualitĂ di questo periodo festivo che coinvolge tutto il mondo.
Potendo contare su una formula contrattuale a tempo determinato stipulata da unâagenzia interinale svizzera che non prevede lâusufrutto dei contributi erogati dallo squattrinato e disattento Governo Italiano, Â anche Babbo Natale non potrĂ tenere la slitta in garage ma sarĂ costretto a sbarcare il lunario, like usual.
Nei suoi sacchi non mancheranno i tradizionali giochi da tavola che contribuiranno ad unire ancora di piĂš le famiglie in un caldo abbraccio vero e proprio e non virtuale come da prassi del mondo moderno. Neanche farlo apposta compie il suo 85° anniversario il gioco da tavolo per eccellenza Monopoly e che non può mancare nelle case di chiunque. Chi ancora non ne fosse in possesso può approfittare di acquistare la confezione celebrativa con tanto di pedine dâoro (finto ovviamente) oppure la scatola evergreen classica.
Uno dei migliori giochi di strategia è invece Risiko che negli anni ha stoicamente resistito agli attacchi dei giochi elettronici prima e virtuali poi. Personalmente mi sono anche cimentato in una versione pc con discreto successo, ma il fascino di lanciare i dadi, scoprire le carte e spostare colorate miniature di carro armati sui vari territori con le proprie manine, è inarrivabile. Anche perchĂŠ con la giusta compagnia le sfide diventano realmente agguerrite rendendo lâambiente famigliare elettrico. Anche questo gioco da tavolo vanta unâetĂ longeva, ossia 40 anni. Dopo tutto questo tempo ha naturalmente avuto necessitĂ di rinnovarsi proponendo, tra le varie, una nuova opzione chiamata Time Attack, che fissa la durata della partita ad unâora di gioco. Tranquilli però che oltre a questa possibilitĂ rimangono valide tutte le opzioni di base che vi consentiranno di andare alla conquista della Kamchatka, impronunciabile Paese divenuto popolare proprio grazie al Risiko.
Queste prime soluzioni non sono però adattissime ai bambini piĂš piccoli che invece potrebbero comprendere e divertirsi sicuramente di piĂš con un altro must dei giochi da tavola, ossia il Gioco dellâOca. Anche in questo caso la manualitĂ sarĂ protagonista con il lancio dei dadi e lo spostamento delle pedine colorate che muoveremo allâinterno di un percorso a tappe.
Nella versione qui proposta le paperelle sono in legno mantenendo cosĂŹ perfettamente intatta la tradizione di questo gioco che ha coinvolto intere generazioni. I ricordi mi portano alle lunghe partite con la mia cara e paziente nonna, i lunghi pomeriggi invernali con le finestre opacizzate dal freddo e la stufa accesa che ci avvolgeva nel suo calore.
Se a Natale quindi è praticamente certo che non ci muoveremo da casa, a Capodanno la voglia di fare la valigia ed andare a passare una settimana bianca prenderĂ sicuramente il sopravvento nella maggior parte delle persone. Le reazioni a questo pessimo periodo saranno sicuramente diverse e, inventiva dei nostri governanti permettendo, per molti sarĂ indispensabile aprire la valvolina della pentola a pressione prima che esploda del tutto. Lâofferta che troverete in allegato riguarda un bellissimo albergo 5 stelle a Livigno che offre la possibilitĂ di essere a pochi metri dalla piste da sci e di rilassarvi sia nelle sue moderne e confortevoli stanze, che nellâattrezzata area wellness. Questa proposta è chiaramente rivolta a quelle persone che non hanno subito grosse perdite finanziarie legate al terrificante evento che contraddistinguono lâanno in corso (2020) o a quelle categorie, come notai e commercialisti, che hanno potuto contare su provvidenziali sussidi statali che non saranno risolutivi, ma d’aiuto.
Oltre al notaio, potreste trovarvi nella sauna finlandese vicino a Babbo Natale, che grazie ai ricavi della vigilia, magari sceglierĂ proprio lâHotel Amerikan di Livigno per trascorrere la sua meritata settimana di ferie. ChissĂ che non sia presente anche durante il cenone e festeggi con voi  la fine di questo Annus Horribilis con lâarrivo di un 2021 piĂš magnanimo.
Insomma, lâimportante è non perdersi dâanimo.
Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerĂ tutto l’anno.
(Gianni Rodari)
Costa Rica. Il laboratorio dei sogni
La favola incomincia cosĂŹ, con il laboratorio dei sogni in subbuglio.
Il perchÊ è presto detto: il bambino si sta per addormentare ed è compito degli inventori sognatori occuparsi del suo sonno.
I severi addetti alla verifica chiusura occhi stanno controllando che tutte le luci siano spente.
Per poter lavorare hanno bisogno dellâoscuritĂ .
âCi siamo quasi! Siete pronti?â
Il capo reparto da il via alle operazioni quando allâimprovviso ecco l’imprevisto.
âNo, fermi, fermi!â grida un addetto âCâè una lucetta sotto il comodino!â
âTranquilli!â interviene ancora il responsabile degli occhi chiusi âLa mamma ha acceso una piccola lampadina perchĂŠ il bambino ha paura del buioâ
âPaura del buio?â gli fa verso un impiegato scatenando le risate di tutti gli altri ma non del capo che lo sgrida âProprio tu ridi che se vedi una pulce salti sulla sedia!â
Ma mentre si discute ecco che⌠Tre⌠Due⌠Uno⌠Il bambino comincia a dormire.
Nel laboratorio riecheggia il suona dellâallarme e subito gli inventori della stanza accanto si mettono al lavoro.
Seduti attorno ad un lunghissimo tavolo ascoltano le decisioni del capo. âSignori, il nostro cliente dorme da qualche minuto e non abbiamo tanto tempo per costruirgli un bel sogno. Qualcuno di voi ha delle idee?â
Uno del gruppo alza la mano e prende la parola âPropongo di costruire una foresta piena di alberi, piante, frutti esotici. Bella fittaâ
Tutti ascoltano curiosi. Qualcuno prende appunti. Lui continua. âIn mezzo a tutto questo verde, facciamo dei sentieri in modo tale che ci si possa camminare dentroâ Disegnò con un pennarello tantissime linee sulla lavagna âEcco vedete colleghi? Tipo cosĂŹ, cosĂŹ, cosĂŹâŚâ
Il grande capo sembra soddisfatto e spedisce subito il progetto al reparto costruzione sogni che dovrà far diventare vera la foresta nel minor tempo possibile.
Uno degli inventori comincia a lamentarsi dei rumori provenienti da quella sala.
âUffa! Qualcuno può dire ai costruttori di non fare tutta questa confusione? Non riesco a concentrarmi!â
In effetti  stanno facendo un gran baccano con seghe, martelli e trapani.
Il capo non è ancora soddisfatto âAllora signori inventori, tutto qui?â
âPossiamo aggiungere dei serpenti!â dice uno di loro
âSerpenti? Nel sogno di un bambino? Ma ti sei rincitrullito?â tuona il capo
âCapo, mi ascoltiâ
âDimmiâŚâ
âMettiamo quelli buoni e tranquilli. Il bambino se vuole li può cercare sotto qualche foglia o sul ramo di qualche albero. Non troppo grandi e belli coloratiâ
Il capo riflette pensieroso âMa non è che poi câè rischio che lo mordono vero?â âNo no capo. Tutto studiato. Li teniamo a distanza. Il bambino può solo guardare e non toccare. Nessun pericolo!â
âProgetto approvato!â
I rumori nella sala costruzione aumentano.
âCosĂŹ mi viene il mal di testa e non riesco ad inventare niente!â si lamenta di nuovo lâimpiegato.
Ma ecco spuntare unâaltra idea.
âAncora rettili? GiĂ abbiamo i serpenti! CosĂŹ rischiamo di farlo diventare un incubo piĂš che un sognoâ borbotta il capo
âCapo, mi ascoltiâ
âDimmiâŚâ
âMentre lui cammina nella foresta per uno dei sentieri, ascolta i suoni degli animali ed il canto degli uccelli. Ne vede di diversi tipi. Chi di un colore, chi di un altro. Uno piĂš smilzo, uno piĂš cicciotto. Uno con un becco piccolo, lâaltro gigante. Uno con⌠â
âSĂŹ, sĂŹ abbiamo capito, vai avantiâ
âScusi capo. Era per farmi capire meglio. Comunque dicevo che il bambino mentre è distratto da tutte queste varietĂ di animali non si accorge che nel mezzo del sentiero câè un grosso tronco con sopra appoggiata unâiguana che prende il sole.â
âE poi? Non mi fido moltoâ
âGuardi capo che le iguane hanno un aspetto poco rassicurante ma in realtĂ mangiano solo insalata e frutta. Quindi sono completamente innocue. Pensi che câè gente che le tiene in casa!â
âProgetto approvato!â
I rumori provenienti dalla sala costruzione aumentano a dismisura per ogni idea approvata e lâimpiegato infastidito non li sopporta piĂš. âBasta! Mi state facendo venire la scimmia al cervello!â
âScimmia? Bravo, ottima idea!â
Esclamò il capo
âProgetto approvatoâ
Nel frattempo anche gli addetti al suono si danno il loro bel da fare per rendere il sogno il piĂš bello e veritiero possibile.
âDunque⌠Qua ci mettiamo un poâ di rumore delle onde⌠Qui un cinguettioâ dice concentrato sul lavoro uno dei due tecnici âIl richiamo delle scimmie lo lascio cosĂŹ alto?â
âNo, no, abbassa un poâ il volume altrimenti rischiamo di svegliare il bimbo. Sai cosa? Metti in sottofondo lo scroscio di una cascata. Eâ rilassante che dici?â
Ma un sogno per essere unico deve avere qualcosa di speciale. Ad aggiungere la giusta dose di fantasia câè lâingegnere Svalvolato. Sta seduto tutto il giorno nel suo ufficio di un metro per un metro sommerso da centinaia di scartoffie. Non parla. Disegna giorno e notte ininterrottamente.
âBuonasera Ingegner Svalvolatoâ lo saluta il capo âHai qualcosa di interessante per il nostro sogno?â
Lâingegnere continua a scarabocchiare velocissimo i suoi appunti mentre digrigna frasi senza senso âgnnn grrr gnnn grrrâ Dâun tratto ecco il disegno.
âQualcuno capisce che roba è questa?â
âCerto! Un armadio di peli!â dice un inventore âMa no!â risponde un altro âNon vedi che è una scatoletta di sardine grande come un autobus?â âMa va!â Un altro ancora âEâ un mestolo lunghissimoâ
Lâingegnere svalvolato riprende la matita e titola il disegno: ponte.
âEâ un ponte!â Esclamò il capo âBravo! Mettiamo tanti ponti qua e la⌠Ma devono essere altissimi come questo. Dobbiamo far camminare il bambino nel cielo, sopra la foresta.â
Allâimprovviso ecco una segnalazione dallâufficio realistico âBuonasera colleghi, mi dispiace disturbare ma devo segnalarvi che i genitori gli hanno fatto vedere un bel tramontoâ
âCi penso io non preoccupateviâ interviene lâaddetto alla fotografia dei sogni âtrovo io qualche foto di un tramonto mozzafiato. CosĂŹ avrĂ un ricordo ancora piĂš bello di quello che ha vistoâ
CosĂŹ mentre il laboratorio dei sogni progetta e realizza idee per allietare la notte che dovrĂ affrontare il bimbo, nel sonno lui abbozza un sorriso e comincia il viaggio.
VivrĂ cose incredibili che forse esistono da qualche parte del mondo. Circondato da specie animali che non ha mai visto, da persone sorridenti, da case dipinte di rosso e lunghe strade che tagliano in due le foreste.
Spiagge affacciate sugli Oceani, il calore del sole e lâaffetto della luna.
Una carezza, un bacio sulla fronte e dâimprovviso il laboratorio dei sogni è costretto ad interrompersi bruscamente.
âSvegliati, che câè una bella giornata che ci aspettaâ
La mamma lo guarda amorevolmente
âFacciamo una bella colazione e poi andiamo a vedere gli animaliâ
âQuelli del sogno mamma?â
âSĂŹ, quelli del sognoâ
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole. (Giovanni Pascoli)
Vietri sul Mare. 47 e l’ereditĂ

âPrego si accomodi, il dottore la sta aspettandoâ
La signora in sala dâaspetto in paziente attesa della convocazione, si alzò dalla sedia ed entrò nello studio del notaio. Salutò educatamente e colse lâinvito a sedere nuovamente. Una pregiata scrivania in legno la divideva dal funzionario che reggeva tra le mani una busta da lettere sigillata. Lui teneva gli occhiali sulla punta del naso che si reggevano come equilibristi sulla fune e, ad ogni suo movimento, sembravano lasciarsi scivolare. Scrutava tutti i particolari con dovizia mentre alle sue spalle un ricercato orologio a muro scandiva i secondi che riecheggiavano nella stanza. I doppi vetri delle finestre la isolavano quasi completamente dai rumori provenienti dalla strada limitrofa.
Il notaio aprÏ la busta ed estrasse la lettera. Si mise a leggerla tra sÊ e sÊ, sussurrando di tanto in tanto qualche spezzone di parola contenuta nel testo. La sua testa lucida e pelata rifletteva la luce che filtrava nella penombra dello studio. La signora attendeva un riscontro da parte del funzionario intento ad interpretare lo scritto. Fino a che questi si pronunciò traendo le prime conclusioni.
âDunque, la defunta pare abbia espresso in piena consapevolezza quanto riportato da lei stessa in questo manoscrittoâ
La signora era visibilmente dispiaciuta per la dipartita della conoscente. Si limitò ad ascoltare il notaio senza proferire parola che elencò le volontà della donna precisando da subito un particolare.
âQui viene indicata come unica erede la nipote, tale signorina M.T., cui però legalmente grado di parentela non risulta in essereâ
âNo, infĂ tt a’ signurina…â Il notaio fece segno con la mano di aspettare, interrompendo sul nascere lâiniziativa della cliente âDicevamoâŚâ continuò ânon è riconosciuta legalmente, però non ci dovrebbero essere problemi in tal senso. Che lei sappia câè qualche parente interessato ad impugnare il testamento?â
âA’ poverĂ signòr nun ricevèv visitè ra tiemp immemorè. ra quantò ne so io, in tuttĂŹ chisti annĂŹ in cui ha abitĂ t int’a’ nostrĂ palazzĂŹn nun si è maje presentĂ t nisciuno a farlè visitĂ . Tantu menò lei ha maje fatto cennò a’ parentĂŹ, poi nun credò chèâŚâ Nuovamente il notaio fece cenno zittendo la signora. Lesse qualche riga prima di riprendere il discorso.
âDunque parrebbe che lâunica persona che aveva a cuore era questa ragazza che lei chiama affettuosamente nipote ed alla quale ha dato disposizione di lasciare tuttoâ
La signora dinanzi al notaio riprese timidamente parola.
âVere era na’ persòn assaie solitariĂ e lâunĂŹc persòn a cui sembrĂ v da’ na’ certĂ confidènz è statĂ mia figliĂ . Fin ra piccolĂ . pure a’ mia criatura stavĂ simpatĂŹc a’ signorĂ , tĂ ntâè ca’ capitĂ v spessò ca’ andĂ ss a farlè visitĂ e’ pomeriggĂŹ. A vote’ si fermĂ v a studiĂ r ra leĂŹâ il notaio ascoltava e lasciava proseguire il discorso con lo sguardo vigile e severo âPovèr signorĂ , era assaie coltĂ e e’ frequènt aiutĂ v mia figliĂ a fa’ e’ compitĂŹ. E’ prestĂ v e’ librĂŹ. ParlavĂ n tantu assiemè. Forsè lâunĂ e lâĂ ltr avevĂ n trovĂ t e’ figurè e’ nonnĂ e nipotè ca’ entrĂ mb nun hannò maje avutòâ
âCapisco signora. Però giĂ le dico che la situazione qui è piuttosto complicata. Sua figlia dove si trova adesso?â
âMia figliĂ fatica allâesterò. nun ha fatto nimmanco in tiemp a tornare ppe o’ funeralè. Ci tenevĂ davvèr tantu a salutĂ rl unâultĂŹm voltĂ . Era affrĂ ntâ
Il notaio annuÏ, poi finalmente posò la lettera sulla scrivania.
âQuindĂŹ cosĂ pòzzo comunicĂ r a mia figliĂ ? Lei nun si nullĂ e’ chesta cosĂ . nimmanco io me immaginĂ v ca’ a’ signòr e’ lasciĂ ss chillu pocò ca’ avevĂ . PoverinĂ . Sicuramènt decidèrĂ e’ donarè mobilĂŹ e vestĂŹt in beneficenzĂ . MagarĂŹ si tèrrĂ cacc librò e’ ricòrdâ
Il notaio fece una smorfia di disappunto.
âMa allorĂ davvèr nun si e’ cosĂ stiamo parlĂ nd?â
La signora non capĂŹ.
Leggo testualmente.
Il notaio riprese in mano il documento e cominciò a leggere ad alta voce.
âLâunica pace di cui avevo bisogno lâho ritrovata nei libri che ho letto in questi lunghi anni. Periodo in cui ho liberamente scelto di separarmi da ogni vincolo materiale. Poeti e filosofi sono state le guide che mi hanno accompagnato in questo lungo e tortuoso sentiero spirituale. Ho scelto di chiudere la porta dellâuscio e rifugiarmi in me stessa rifiutando qualsivoglia contatto con le persone che distrattamente per scelta loro, o meno, si destreggiano a vivere, forse sopravvivere, nel mondo lĂ fuori. Ma questo è un lascito, non un giudizio. Puntando il dito rinnegherei gli insegnamenti di libertĂ cui sono stata fiera allieva. Di conseguenza la mia volontĂ che esprimo nel pieno possesso delle mie facoltĂ , è quella di agevolare la vita dellâunica persona che con la sua gioia, spontaneitĂ e spensieratezza ha sempre illuminato la parte piĂš buia di questa casa e di me stessa. Essere diventata nonna, senza i requisiti nĂŠ la volontĂ dâesserlo, è stato il premio piĂš bello che mi potesse capitare. Non sono credente e non ho un Dio specifico da ringraziare. Di concreto câè la mia nipotina invece, cui dispongo di lasciare, i miei averi elencati di seguito e di cui lei ignora lâesistenzaâ
Alla signora spuntarono le lacrime agli occhi.
Il notaio fece un sospiro ed elencò i beni materiali. Tre appartamenti nel centro della città , alcuni terreni sulla costiera amalfitana, gioielli ed altri valori depositati presso una banca, mentre in un altro istituto titoli ed un cospicuo conto corrente.
Come avviene nelle piccole cittadine la voce si sparse velocemente tantâè che, come da previsione del notaio, i primi a fare causa allâereditiera furono due sorelle della defunta ed i loro figli, quelli sĂŹ legalmente nipoti, che si fecero vivi per la prima volta. Si erano preparati al meglio âPoverĂ nonnĂ â versavano lacrime âleĂŹ ci scrivèv semprè. Ci riceva ca’ era costrètt a starsèn chiusĂ a casa ppe paurĂ ca’ e’ rubassèr tuttò. Ci parlĂ v e’ na’ uagliuncella ca’ avevĂ miso e’ uocchi sullè sue cosè. Ma chi pensĂ v andavĂ a ferni’ còsĂŹ? TantĂ crudèltà è inimmaginabĂŹlâ
Anche il sindaco e qualche assessore non mancarono di far valere ragione âa’ signòr avevĂ assaie a core a’ sua cĂŹttĂ . Spessò telefonĂ v o’ Comunè ppe informĂ rs sui lavorĂŹ e’ mantenimentò, sullò statò ra’ conservaziòn dei palĂ zz storicĂŹâ Chiaramente non era vero âEra attènt a’ cultĂšr e, ca’ io sappiĂ , cacc semana prima e’ muri’ ci era giuntĂ vocè ra’ sua volòntĂ e’ donarè na’ cospicuĂ sommĂ indirizzĂ t e’ operè pubblĂŹchâ
Immancabilmente ebbe da dire la sua pure il prete che aveva speso malvolentieri qualche minuto del suo esercizio per cospargerla di acqua santa e dedicarle una preghiera al cospetto di una funzione deserta che, al pratico, significava lâassenza di offerte.
âComm nun ave’ a core e’ sortĂŹ e’ chesta anema ca’ a modò suo seguĂŹv a’ lucè ro’ Dio misericordiosòâ disse stringendo un rosario ed il vangelo al proprio petto âunĂ femmena cui a’ presènz è sempe statĂ costĂ nt o’ cospètt e’ nostrò Signorè. Song certò ca’ sul o’ pocò tiemp rimĂ st e o’ smarrimènt ra’ malattiĂ e’ abbiĂ n impedĂŹt e’ esprimèr a’ sua volòntĂ ca’ evidentemènt includèv nu’ generòs obolò a’ ChiesĂ ”
Furono i piĂš rappresentativi, ma non gli unici, a presentare le mani tese al cospetto del notaio ed alcuni di loro, come i nipoti ad esempio, ne ebbero convenienza.
Solo i libri non furono soggetti della disputa. LâereditĂ spirituale di quella donna finirono sugli scaffali della nipotina che fu lâunica tra tutti a non aspettarsi nulla ed a ricevere il dono piĂš grande che la sua nonna acquisita potesse lasciarle in ereditĂ : la conoscenza.
Non le case, i terreni, o i gioielli, ma la conoscenza fu la chiave della felicitĂ di quella bambina che nel frattempo aveva imparato a splendere di luce propria.
E fu felice.
Si ereditano beni mobili o immobili. Si ereditano anche dei debiti. Tutto ciò che si eredita è sempre di una materia contabile. à possibile che non si possa ereditare, nemmeno dalle persone piÚ care, un patrimonio che non sia venale? Ereditare sogni, pensieri sfusi, fantasie di vario genere; e poi spunti di romanzi o di romanze, dubbi filosofici, amori, certezze teologiche, brandelli di poesie, magari chiacchiere e bugie da tener buoni per le ore di solitudine. Questo si chiamerebbe ereditare.(Francesco Burdin)

























