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Isole greche: successo garantito

La prua di una nave che solca le onde del mare dall’aspetto infinito, il momentaneo scorrere di paesaggi brulli dalle tinte verdognole ed arancio, faraglioni che si perdono nel blu, case sparse e piccole candide chiese che custodiscono gratitudine a ciò che la vita può offrire e la morte non può togliere su quei piccoli lambi di terra. Le isole greche.

DSCF1823Indenni al passar del tempo, riavvolgono il nastro ad ogni scorrere di stagione quando, nonostante sembri scoccar la fine, continuano ad accogliere migliaia di turisti che per pochi buoni motivi continuano a frequentarle. Il greco, con il suo animo da pescatore, getta le reti e paziente attende che i pesci si incaglino nelle sempre più lasche trame. Un parallelismo tra mare malato e turismo è incalzante, dato che rispetto gli anni passati sia i pesci che i visitatori hanno subito un calo notevole.

Eppure tutto prosegue come allora, quando le barche erano spinte da potenti motori e l’equipaggio era giovane e forte pronto a salpare ad aprile e rientrare con il pieno carico ad ottobre con la fatica sopraffatta dalla soddisfazione d’aver colto provviste per l’intero inverno. Oggi le stesse barche prendono il largo con difficoltà, trascinate da motori stanchi, equipaggi segnati dal tempo, fatica e senza alcuna gratificazione ad alleviarla. Ma il lento e tradizionale rituale prosegue inesorabile.

19042008(003)Il vecchio pescatore greco getta le reti, rimane a farsi cullare dalle onde, spizzicando il tabacco da mettere nella cartina che arrotolerà da lì a poco, passandosi le dita affusolate tra la barba crespa ed incolta ed i lunghi capelli bianchi. Aspetterà espellendo sbuffi di fumo e guardandosi intorno.

Vedrà numerose barche a vela, con a bordo dei signori di età avanzata, che hanno acquistato l’imbarcazione con i loro risparmi, pensioni, liquidazioni ed ora si godono la vita spingendosi dall’Adriatico verso il Mediterraneo, con calma e quasi fastidiosa consapevolezza di non aver altro da chiedere alla vita se non di godere ogni istante del presente. Più al largo yacht con fugaci apparizioni a poppa di persone circondate da aloni di mistero. Loro non amano essere visti e riconosciuti, almeno non in situazioni private.

Sulle spiagge, sotto gli ombrelloni colorati, la maggior parte delle persone. Gente comune.

Famiglie, scooter, ragazzi eDSC_2763 ragazze ancora distratti dalla loro giovinezza e concentrati sulle proprie paure.

I protagonisti delle isole greche non sono queste persone, non è il pescatore e nemmeno le isole stesse; E’ il sole che giorno dopo giorno, instancabile risplende ininterrottamente per quasi sei mesi intervallandosi alla luna che custodisce la fine, o l’inizio, di qualche storia che a migliaia si sono compiute in queste terre. Meravigliose, noiose, isole greche dal successo garantito.

InTourvista: la Grecia vissuta dai greci

L’InTourVista del mese ci porta ad approfondire la realtà greca attraverso una breve analisi di mr.Meos Kambourakis, proprietario assieme alla sorella dell’Hotel Evi situato a Faliraki a Rodi.

L’allineamento contabile rispetto i canoni della Comunità Europea sta chiaramente mettendo in grossa difficoltà lo Stato greco caratterizzato da una economia suddivisa per la maggior parte in estate inverno a differenza di altri Paesi. Chiaramente la conformazione della Grecia è fortemente influenzata dalle entrate turistiche che in piena stagione rimpinguano in qualche modo le tasche degli ellenici che a settembre vengono svuotate di sostanza e riempite di ulteriori incertezze per affrontare l’inverno.

Tassazioni elevate, confuse e senza una limpida programmazione stanno inginocchiando le già deboli risorse turistiche che hanno difficoltà nello stipulare nuovi contratti a prezzi concorrenziali inconsapevoli di quali saranno le nuove imposte da versare sia in quantità che scadenza.

I moltissimi balzelli burocratici cui ci hanno abituato i luminari di Bruxelles hanno praticamente raso al suolo delle, effettivamente, isole felici, che al momento sopravvivono grazie a qualche generosa iniziativa privata e l’aiuto delle condizioni climatiche che bene o male ancora attirano molti turisti certi di non dover aprire l’ombrello per la durata delle loro preziose ferie.

L’aumento del costo vita ha tra l’altro aumentato il già importante divario tra qualità del servizio e prezzo da pagare per averlo con evidenti lacune da parte di innumerevoli strutture perlopiù a gestione familiare.

Chi tra l’altro ha scelto di offrirsi al mercato con formule all inclusive spalancando le porte al mercato principalmente dell’est Europa deve fare i conti con un sostanziale aumento degli alcoolici e prodotti primari che giorno dopo giorno vanno a riempire capienti stomaci mai colmi.

Situazione paradossale quindi quella che si assiste in Grecia dove a far da cornice tra il perfetto binomio del fluttuar d’onde ed un vitale sole incessante, almeno nelle isole, esistono scorci rassomiglianti a luoghi coinvolti in guerriglie o bombardamenti anziché eleganti ed ospitali edifici di accoglienza.

Se il presente è incerto, il futuro pare ancor più traballante vista e considerata l’evidente incompatibilità tra l’estremo rigore teutonico e la spensierata approssimazione ellenica.

Grexit: Scemo e più Scemo

Alzi la mano chi tra i comuni mortali non ha tifato Grecia durante il tormentone di inizio estate denominato Grexit. Nella partita a poker decisiva che avrebbe potuto far saltare il banco europeo in molti han creduto in Tsipras ed i suoi rilanci, all’all in di Syriza che per qualche attimo ha fatto sobbalzare sulla sedia anche la Merkel ed i suoi compari. Le richieste della Grecia erano chiare e minacciose: o si riducono i debiti pregressi e continuiamo a giocare o facciamo saltare il banco. Il grande bluff per qualche attimo era riuscito a trarre in inganno un pò tutti, tranne i proprietari della bisca Bilderberg che ben sapevano di poter contare su una scala reale di contro ad una semplice e misera coppia di due formata, tra l’altro, da Tsipras e Varoufakis. Come facevano a saperlo? Il mazzo è truccato, le regole sono precise: dalla bisca non si esce vivi senza aver saldato il proprio debito.

karikatur für tribüne- skeptische blicke

Vanno a braccetto gli scemo e più scemo europei che hanno meravigliosamente e forse inconsciamente inscenato il teatrino estivo che ha rafforzato l’idea di folle onnipotenza ed arroganza finanziaria della cupola europeista alla quale in confronto la mafia italica sembra avere i baffetti sporchi di latte.

Avere il privilegio di assistere all’Europoker direttamente dalla Grecia lascia un retrogusto ancor più amaro perché, ce ne fosse ancora necessità, oltre a svelare la miseria di idee e la pochezza di programmi dell’Europa meridionale a fronte di un attacco economico paragonabile ad una ipotetica terza guerra mondiale, conferma la completa maliziosità fuorviante dei mass media, italiani in primis ovviamente, che hanno subissato di notizie invereconde migliaia di concittadini che ancora guardano con la bocca aperta il cielo in attesa del promesso asino che vola mentre il cane gli piscia sulla scarpa.

Scenari apocalittici che in qualche caso si sono rivelati veri nel continente; code ai bancomat e sgomento tra la popolazione che, almeno nelle isole, non ci sono mai state.

Ma questo è il vizietto di molti iscritti all’ordine dei giornalisti a conferma di quanto assistito personalmente a Sharm El Sheik nel 2002 quando appariva sul televisore sintonizzato TG5 un abbronzato e scenicamente sconvolto Carlo Rossella che dal Resort Domina Bay descriveva scenari silenziosi e saturi di sgomento ed incredulità dei turisti dovuti alla caduta di un aereo della Flash nel golfo di Naama Bay (Tiran per la precisione) mentre dalle finestre di camera di chi scrive e che guardavano esattamente nelle vie cui il Dottor Rossella si riferiva, continuava imperterrito il solito ritmo artificioso e pulsante della nota cittadina egiziana con i fastidiosi acuti di trombette disaccordate e tamburelli spremuti al limite della decenza sinfonica.

Certo la situazione in Grecia non è rosea e sicuramente a breve avrà ripercussioni ben più nefaste delle prove di giugno, d’altronde non può essere diversamente. Nelle isole non si pagano le tasse; tutti conoscono tutti, le parentele abbondano ed i favori anche. Lo spirito di comunità non manca e l’attitudine a non rispettare le regole perché protetti dal sistema è più che consolidata abitudine.

Diciamo che è ancora attuale la figura del fatalista, fannullone e spendaccione Zorba il greco che rigetta l’idea del risparmio e della programmazione futura limitandosi a vivere giorno per giorno senza preoccuparsi dell’avvenire.

Interessante punto di vista per chi come Zorba non ha legami o responsabilità alcuna se non le proprie; discutibili e controproducenti se applicate a realtà comunitarie dove il destino di migliaia di persone è a rischio sopravvivenza.