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Crociera sul Nilo: salto nel passato

CIMG4165Non tantissimo tempo fa, l’unico modo per scoprire i luoghi era il viaggio. Alcuni posti, quelli più lontani ed affascinanti in genere, venivano affrontati con dedizione, studio, intimità, per poi essere raccontati attraverso molte parole, alcune immagini in bianco e nero e pochissimi filmati. Le categorie che potevano permettersi tutto questo erano ristrette; l’investimento di  tempo e denaro era notevole ed anche i rischi sanitari contribuivano a non rendere il prodotto popolare ed accessibile.

Questi fattori non facevano altro che contribuire a far fiorire in alcuni luoghi, l’Africa in particolare, leggendarie avventure, a volte reali a volte fantasiose ma sempre affascinanti atmosfere che avvolgevano i continenti per i più inesplorati.

Come giusto che sia passano i tempi, si accorciano le distanze ed ormai il mondo ha sempre meno segreti da nascondere;  la civiltà ha raggiunto quasi tutti i pertugi del globo, molto spesso modificandone i contenuti o cancellandone le tracce primordiali, tant’è che quello che una volta era un viaggiatore curioso, attento ed anche un po’ impaurImmagine 046ito del suo nuovo viaggio, oggi si è trasformato in uno sbadato, spesso arrogante visitatore che nonostante debba comunque coprire distanze ragguardevoli, non si cura più dei suoi sogni ma dell’orario del volo. I social di suo stanno sgretolando ogni mistero e fantasia rimanente nella testa di ognuno di noi, in un infinito turbinio di immagini che ritraggono ognuno in ogni dove da qualsiasi angolatura intento a fare qualsiasi cosa. Fondamentalmente con tutte queste informazioni sparate e raffica giornalmente il turista vive uno stato adolescenziale intriso di insicurezze croniche che lo rendono inconsapevole di ciò che realmente accade intorno a lui ed alla sua nuova realtà.

Eppure, esistono luoghi dove il tempo si è fermato, dove paradossalmente l’uomo evoluto e civilizzato si scandalizza su come sia possibile vivere ad oggi in certe condizioni, trascurando il fatto che forse è proprio grazie a quelle civiltà che ancora riusciamo a mantenere un appiglio sui reali valori umani.

CIMG4298Addentrarsi in parte dell’Egitto a bordo di una nave e fluttuare tra le correnti del Nilo è uno di quei viaggi che non possono mancare nel portfolio di un qualsiasi viaggiatore. Solcare le acque del fiume è un’attività che per millenni gli esseri umani hanno svolto con sacralità, lasciando tracce di sé e delle divinità da cui vennero ispirate in ogni luogo da loro ritenuto più congeniale per esprimere la vita. Fortunatamente per noi, ci sono state epoche in cui la manodopera è stato l’unico mezzo per testimoniare la civiltà esistente ed i templi di Karnak, Luxor, la Valle dei Re e delle Regine, ancora oggi testimoniano fino dove possa arrivare la genialità dell’uomo se usata per scopi creativi. Quali meravigliosi risultati possano portare il sacrificio, la dedizione, lo sforzo e la fatica se incanalati in scopi artistici.

CIMG4390Continua a soffiare nelle vele delle feluche di oggi lo stesso vento che gonfiava le imbarcazioni di millenni fa, vento che pare non accorgersi del cambiamento costante che rende il mondo ogni giorno un po’ più grigio e sporco; scorre il Nilo dove nelle sue acque si sono abbeverate e specchiate migliaia di volti diversi, animali addirittura estinti, ricchi mercanti o la stessa regina Cleopatra.

Scorre la vita in modo diverso anche ad Assuan dove tra le vecchie e confusionarie abitudini locali si è insinuato il segnale internet che ha agganciato al mondo di fuori anche gli abitanti di un luogo che fino a pochi decenni fa sembrava limitato a recitare la sua parte per rendere contenti i turisti che sbarcavano a centinaia dalle navi che, numerose, ravvivavano le banchine.

Egoisticamente, ad oggi, avere la presunzione di appartenere ad un ceto aristocratico che osserva con distacco fisico, ma non spirituale, l’evolversi dei fatti in determinati luoghi sacri, aiuta quasi ad esorcizzare l’affievolimento di scenari epici. Quasi che questo lento declino cui sono sottoposti distragga il visitatore meno attento e riporti quell’intimità, addirittura instabilità ed insicurezza che possano così riavvolgerlo nuovamente nella sua trama di storico affascinante mistero.

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Egitto: un fallimento annunciato

L’Egitto fa parte di uno dei tanti Paesi che, nonostante le risorse geo-culturali illimitate, non garantisce alla popolazione un tenore di vita adeguato.

Hurgh oldersLa sofferenza dello Stato che per anni è stato forse forzatamente considerato il cuscinetto tra il mondo cattolico occidentale e quello  musulmano medio orientale, sta provocando enormi scompensi nelle abitudini dei turisti per lo più facenti parte dell’Europa mediterranea e di conseguenza alle tasche dei Tour Operator che negli anni avevano investito fortemente nella terra dei Faraoni.

L’embrione del  fallimento annunciato nasce nel corso degli anni dove le interferenze politiche internazionali hanno sempre prevaricato il volere del popolo egiziano, alla fine incapace di avere una visione democratica del proprio destino. I generali, istruiti per far fronte alla guerra, o ad idearne di nuove, con attitudini emergenziali  a discapito di quelle programmatiche, sicuramente sono le persone più adatte per sopprimere ogni segnale di scontento ma anche le più inopportune per favorire lo sviluppo.

La mancanza di investimenti nell’istruzione, ridotta ormai fondamentalmente allo studio del Corano, nonché nella ricerca, nel sostegno all’artigianato, alla reale conservazione e riprogettazione dei siti archeologici e la completa inosservanza o esistenza dei piani urbanistici specie nelle nuove realtà recentemente sviluppate ad uso esclusivamente turistico, hanno mandato a picco un Paese che di suo possiede già tutto.

DSC_0640Se da un lato la noncuranza e l’approssimazione hanno mantenuto i prezzi decisamente cheap rispetto al vicinato, tra cui primeggiano le simboliche sfarzose Dubai ed Abu Dabi, paradossalmente accaparrandosi di fatto frotte di turisti low cost, dall’altro hanno lentamente strascinato l’economia turistica sempre più in basso fino all’esasperazione e nell’oggettiva impossibilità di investimento in manodopera qualificata e rimodernamento delle strutture, particolarmente fragili ed in balia dei componenti climatici per lo più corrosivi quali sabbia e salsedine.

DSCF1777La crisi che sta attanagliando l’Egitto non sarà passeggera ed i segnali che lo confermano sono evidenti: in primo luogo la mancanza di investimento nell’educazione ha creato una voragine, colmabile in non meno di vent’anni,  tra una risicata e forzata classe dirigente ed i comuni cittadini che al momento si ritrovano in balia degli eventi senza né arte né parte, spavaldamente inconsapevoli e con la sola possibilità di reinventarsi; la fuga degli investitori non sarà fulminea, in quanto le aziende hanno bisogno di piani di rientro a lungo termine che l’Egitto così com’è non può garantire; il lento ma inesorabile cambio d’abitudine del flusso turistico degli affezionati che giorno dopo giorno sembra essersi messo il cuore in pace optando per destinazioni apparentemente simili ma più accoglienti.

gioEppure questo disastro politico non è da attribuire esclusivamente ai dittatori che hanno governato il Paese e continuano a farlo, ma andrebbero rivisitati alcuni punti di vista storici propagandistici che alla fine si stanno rivelando dei boomerang che l’Occidente sta pagando con gli interessi. La pace e la ricchezza a discapito di altre realtà, lontane o vicine esse siano, sono transitorie. Gli scompensi che paghiamo oggi sono frutto dei tempi non troppo lontani in cui Churchill divideva le pacifiche etnie beduine con l’ausilio di un righello o la creazione dello Stato fantasma di Israele che si sarebbe in futuro rivelato una sorta di cancro per le popolazioni arabe, tutt’ora coinvolte in un vortice d’odio, intolleranza e distruzione.

Andrebbe forse ricusato il vanto anglosassone d’aver insegnato la civiltà a popolazioni considerate barbare perché incapaci di utilizzare la forchetta. In fondo, pur non godendo dei privilegi consumistici le tribù beduine adottano ferree regole basate sul profondo rispetto del prossimo, della comunità e di poche, ma inviolabili, leggi sacrosante che dall’altra parte sembrano invece lontani ricordi del dignitoso vivere.