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Il ciclone Harry. Una storia vera.

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Ci troviamo in Sicilia, in un piccolo paesino affacciato sul mare.

Sant’Alessio Siculo è situato a pochi chilometri dalla rinomata e prestigiosa Taormina.

Da alcuni giorni i cittadini sono allertati dell’arrivo di un ciclone che i meteorologi hanno soprannominato Harry. I siciliani sono abituati alle burrasche, alle mareggiate, al vento che soffia forte. Nelle loro vene scorre il sangue di chi si è guadagnato la pagnotta rovinandosi le mani tirando su le reti o lavorando la terra. E’ la sera del 20 Gennaio e nessuno può immaginare quello che da lì a poco sarà letteralmente lo spartiacque della vita di molti di loro.

La tempesta monta perfetta e sta preparando il terreno al malgradito ed annunciato ospite Harry.

Giuseppe e la sua compagna Marianna, sapendo che la loro piccola dimora in cui risiedono in affitto potrebbe essere coinvolta dalla mareggiata, chiedono ospitalità momentanea ad Elia, loro amico e vicino di casa del piano superiore. Giuseppe è una persona umile nel senso nobile della parola, con la battuta pronta, generoso con tutti; Marianna cucina meravigliosamente e spesso i due condividono anche con Elia il loro tempo libero tra risate e grigliate, discorsi e bevute, insomma un invidiabile sano rapporto di vicinato.

La casa in cui risiedono è separata dal mare da un cortile abbastanza ampio che l’estate diventa spazio ambito dai bagnanti per infilarci la propria macchina illegittimamente. C’è la strada che costeggia l’ampia spiaggia frequentata durante l’anno dai locali e presa d’assalto nella stagione più calda dai turisti. Quest’ultima è generalmente bagnata da un mare perlopiù sornione ed amichevole, a volte minaccioso ed ostile ma a debita distanza. Giuseppe esegue le indicazioni fornite dalle autorità: chiudetevi in casa e non uscite. La sua dimora viene così accuratamente serrata. Al suo interno lascia al sicuro anche il gatto evitando così che anche possa solo pensare di girovagare tra la tempesta. Nella peggiori delle ipotesi sarà fastidioso ripulire i pavimenti da un allagamento  ma c’è sicuramente chi sta peggio.    

I piani del ciclone Harry però sono diversi. Questo evento dal nome che ci porta con la memoria ad un ridicolo signorotto inglese con le gambe magre, i pantaloni corti, i calzettoni alle ginocchia, i mocassini lucidi ed una rigida camicia a cachi non sarà per niente benevole con il territorio a cui farà visita.

Nella notte infatti scatenerà onde e vento di una forza devastante. Mai visti prima. Sant’Alessio Siculo, come molti altri paesi del litorale subiranno una devastazione tale che renderà il loro aspetto simile ad un paesaggio post bellico. Blocchi di pietra di quintali di peso che compongono il frangiflutti si ritroveranno scaraventati come carta appallottolata in balia del vento in mezzo a strade spogliate dai loro rivestimenti di asfalto. Interi pezzi di quartiere non combaceranno più con le foto scattate qualche ora prima. Le mura di bar e ristoranti che per anni hanno a fatica contenuto gli schiamazzi, le feste e l’allegria di chissà quante cerimonie e goliardie crollati sotto i colpi inarrestabili e potenti di un mare fuori controllo.

La notte sembra interminabile, lo sgradito ospite insiste nell’assestare colpi distruttivi senza nessuna pietà o affievolimento.

Il mattino seguente, bagnati dalle poche gocce di pioggia rimasta ed osservati da grosse nubi nere tronfie in partenza verso altri sfortunati lidi, Giuseppe e Marianna si riaffacciano alla realtà. Il cortile è sfigurato ed irriconoscibile. Ci sono cumuli di ghiaia mista a sabbia, i vasi dei fiori e le piante sono stati spazzati via. E’ terribile ma non importa. Le cose si ricomprano, il primo pensiero è rivolto al gatto. Sperano che una volta aperta la porta di casa vada loro incontro alzando il pelo, facendo le fusa e lo slalom tra le loro gambe come suo solito. Purtroppo non ci saranno porte da aprire né il gatto da accarezzare.

Il ciclone Harry  ha violato la casa di Giuseppe e Marianna scardinando gli infissi, riempiendola di materiale ghiaioso e sabbioso, devastando i mobili e non risparmiando nemmeno il piccolo animale, di cui si sono perse tracce e speranza di trovarlo in vita.

Per loro due non esiste più un luogo caldo e sicuro dove passare le serate seduti sul divano a guardare la tv, a leggere un libro, a scambiarsi qualche carezza. Non esiste più la cucina dove Marianna era solita cucinare i suoi manicaretti. Così come non esiste più la camera da letto, il materasso. Il ciclone Harry ha stracciato vesti e ricordi. Per un bel po’ di tempo in quella casa non ci sarà nessun miagolio a reclamare del cibo e nessun amico che busserà alle porte per condividere del buon vino.

Mirando dritto al cuore della Sicilia, della Calabria e della Sardegna Harry, forte d’essere stato incaricato dal destino di dover distruggere le vite delle persone, si è adoperato nel portare via tutto.

Anche a Giuseppe e Marianna.

In qualche modo però la sua vittoria non è completa, perché se è vero che con sé ha raggiunto l’obiettivo di portare la distruzione ed il disagio non ha placato la voglia di rinascita che in ognuna di queste persone è più viva che mai. Ha mosso le coscienze di migliaia di persone che si sono identificati in Giuseppe, Marianna e tutte la gente che da questa storia ne esce con le ossa rotte ma la testa alta. Ha portato via interi pezzi di paesi ma ha lasciato dietro a sé un’onda di amore e solidarietà che come al solito si dimostrano, se possibile, più potenti della devastante forza della natura.

Se vuoi far parte dell’onda con la quale vogliamo aiutare Giuseppe e Marianna a ritrovare un po’ della vita quotidiana persa fai girare questa storia o lascia anche un piccolo contributo tramite la raccolta fondi che troverai di seguito.  Grazie!            

Pre-Launch #saverodinipark

 

Perhaps a small gesture on the part of someone had to leave to give a signal to the institutions that remain motionless in front of what is disappearing before our eyes. In the specific case we speak of the Park of Rodini, a treasure now hidden a few hundred meters from the city of Rhodes recognized UNESCO World Heritage. Hectares of green that for centuries have hosted thousands of people who have enjoyed the fantastic microclimate, the natural beauties and the historical testimonies of development and civilization and that do not seem to interest anyone anymore. Starting from local authorities, unable to attract attention and recover funds despite the new possibilities offered by technology. Completely absent local guides, pledged to mourn the degradation of works of public interest and the downsizing of tourists interested in the service. It is not the only economy that drives the welfare of a country but also the heart. Love for their territory.

Rodini Park is the symbol of a broken community; there are no unity of purpose and the consequences are disastrous. Less revenue, low-level tourism, rundown roads, sports facilities and families almost completely absent. Expect the sunrise, expect sunsets.
In my imagination I imagine what could be today Rodini Park and how many benefits could bring to the community. A paid entrance for tourists and free for the locals, the organization of guided tours, the reopening of the bar-restaurant, the restoration of the children’s playground, the use of some large spaces for weddings and Jazz music concerts or classic, the restoration of the navigability of the river for small rowing boats, the opening of a ticket office and a souvenir shop, a path for jogging. Repopulation of wildlife, some silent spaces dedicated to reading or other introspective disciplines. How many more jobs could there be?

Now the park is a paradise for dogs that roam freely between the Roman aqueduct, the Ptolemaic monument, the medieval amphitheater and all the other works of art that could be contemplated.

More than fund-raising, it takes a lot of money to get the mechanism back on track, this on Indiegogo.com is an awareness campaign aimed at those who have the opportunity to make big investments. My hope would be to get to the ears of some global economy colossus able to make a long-term acquisition offer with adjoining and implementation. It would gain a lot in both image and money.

Must then expose an Italian and hope for the advent of some American or Chinese magnate to review a park that already in the era of the Holy Roman Empire was used for the right purpose? Do you really want the first designed park in the world to remain the current Dog Shit Park?

If you reach the figure of 90.000 usd, quota established to open a foundation, a big slice would go to the team of university students in architecture who will present the project deemed most suitable and creative while the other to the team of economics students who will present a resource recovery project to finance the whole operation. Therefore the involvement of all the Universities wishing to participate in the project and not of freelancers is foreseen. The park is a good thing for the community and the community will make it reborn.

Why dollars and not euros? Because in Europe, especially in the Mediterranean, it is not conceived the fact that there is someone who can act not for personal interests but for those of the community. The Anglo-Saxon mentality is much more careful and reactive in this sense.

But there’s no more time to get angry: calm down and #saverodinipark

 

Forse un piccolo gesto da parte di qualcuno doveva pur partire per dare un segnale alle istituzioni che rimangono immobili davanti a ciò che sta scomparendo sotto i nostri occhi. Nel caso specifico parliamo del Parco di Rodini, un tesoro ormai nascosto a poche centinaia di metri dalla città di Rodi riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco. Ettari di verde che per secoli hanno ospitato migliaia di persone che ne hanno goduto il fantastico microclima, le bellezze naturali e le testimonianze storiche di sviluppo e civilizzazione e che non sembrano interessare più nessuno. A cominciare dagli Enti locali, incapaci di attirare attenzione e recuperare fondi nonostante le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. Completamente assenti le guide locali, impegnate a piangere l’avanzamento di degrado delle opere di pubblico interesse  ed il ridimensionamento di turisti interessati al servizio. Non è la sola economia a trainare il benessere di un Paese ma anche il cuore. L’amore per il proprio territorio.

Il Parco di Rodini è il simbolo di una comunità disgregata; non ci sono unità di intenti e le conseguenze sono nefaste. Meno introiti, turismo di basso livello, strade fatiscenti, strutture per sportivi e famiglie quasi completamente assenti. Si attende il sorgere del sole, si aspetta che tramonti.

Nella mia fantasia immagino ciò che potrebbe essere ad oggi il Parco di Rodini e quanti benefici potrebbe portare alla comunità. Un ingresso a pagamento per i turisti e gratuito per i locali, l’organizzazione di visite guidate, la riapertura del bar-ristorante, il restauro del parco giochi per bambini, l’utilizzo di alcuni ampi spazi per matrimoni e concerti di musica Jazz o classica, il ripristino della navigabilità del fiume per piccole imbarcazioni a remi, l’apertura di una biglietteria ed un souvenir shop, un percorso per praticare jogging. Il ripopolamento faunistico, alcuni spazi silenzio dedicati alla lettura o altre discipline introspettive. Quanti posti di lavoro in più potrebbero esserci?

Adesso il parco è il paradiso dei cani che scorrazzano liberamente tra l’acquedotto romano, il monumento tolemaico, l’anfiteatro medievale e tutte le altre opere d’arte che si potrebbero invece contemplare.

Più che la raccolta di fondi, ce ne vogliono tantissimi per rimettere in moto il meccanismo, questa su Indiegogo.com è una campagna di sensibilizzazione rivolta a chi ha la possibilità di fare grossi investimenti. La mia speranza sarebbe quella di arrivare alle orecchie di qualche colosso mondiale capace di fare un’offerta di acquisizione a lungo termine con annessa riqualifica ed implementazione. Ci guadagnerebbe molto sia in immagine che in denaro.

Deve quindi esporsi un italiano e sperare nell’avvento di qualche magnate americano o cinese per rivedere un parco che già nell’epoca del Sacro Romano Impero veniva utilizzato per il giusto scopo? Si vuole davvero che il primo parco progettato al mondo rimanga l’attuale Dog Shit Park?

In caso si raggiungesse la cifra di 90.000 usd, quota stabilita per aprire una fondazione, una grossa fetta andrebbe al team di studenti universitari in architettura che presenteranno il progetto ritenuto più adatto e creativo mentre l’altra al team di studenti di economia che presenteranno un progetto di recupero risorse per finanziare l’intera operazione. Quindi è previsto il coinvolgimento di tutte le Università che vorranno partecipare al progetto e non di liberi professionisti. Il parco è un bene della comunità e sarà la comunità a farlo rinascere.

Perché dollari e non euro? Perché in Europa, specie nel mediterraneo, non è concepito il fatto che esista qualcuno che possa agire non per interessi personali ma per quelli della comunità. La mentalità anglosassone è molto più attenta e reattiva in tal senso.

Ma non c’è più tempo per arrabbiarsi: calm down e #saverodinipark