Budapest (Ungheria)
Ci sono città che conquistano al primo sguardo e altre che rivelano il loro fascino poco alla volta. Budapest appartiene a entrambe le categorie. Elegante, vivace e ricca di contrasti, la capitale ungherese cambia continuamente volto, offrendo atmosfere diverse tra il giorno e la notte.
Con la luce del mattino emergono i dettagli delle sue architetture, i grandi viali e il lento scorrere del Danubio. È il momento ideale per passeggiare senza fretta e lasciarsi sorprendere da una città che unisce storia, cultura e modernità.
Quando cala la sera, Budapest cambia volto. Le luci si riflettono sul fiume, i monumenti si illuminano e l’atmosfera diventa ancora più suggestiva, regalando scorci che sembrano usciti da una cartolina.
I panorami meritano ogni minuto del viaggio. Per quanto riguarda l’accoglienza, invece, diciamo che molti budapestiani si sono rivelati calorosi e simpatici quanto la sabbia nelle mutande.
Buona visione e buon viaggio.
Sono un uomo diabetico di sessantanove anni divenuto diversamente abile nel corso della vita in seguito all’amputazione bilaterale degli arti inferiori, situazione che mi ha portato a dovermi muovere a bordo della sedia a rotelle.
Per un breve tratto del loro cammino, ossia una giornata intera, sono stati accompagnati dal mio caro amico Andrea Monti. Andrea non ha esitato nell’informarmi di questi intrepidi e la loro impresa tramite una video chiamata durante una giornata uggiosa di maggio a pochi giorni dall’inizio del viaggio. Sono partiti da Merate in provincia di Lecco, Lombardia ed erano già arrivati a Peschiera del Garda. La destinazione, Catania, Sicilia, comprende l’attraversamento di 7 regioni con 50 tappe previste. Il coraggio e la pazzia di questi due temerari si sta rivelando anche un esperimento sociale di grande valore che ancora una volta mette alla prova l’innata bontà degli italiani, spesso volontari nell’offrire cibo ed ospitalità senza chiedere nulla in cambio.
Inevitabile imbattersi anche nei deboli citati nell’incipit del post che compaiono anche nelle vesti di baristi, ad esempio, che nonostante nel proprio locale abbiano toilette attrezzate ad accogliere persone disabili si rifiutino di metterle a loro disposizione, insegnandoci così che la follia spesso non si trova in chi si mette sempre in gioco, bensì in chi sceglie di rinchiudersi tra le proprie miserabili mura. Ma in 1200 Km di camminata chissà quanti aneddoti umani ed incredibili i due avventurieri avranno modo di raccontarci.