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Plakias, Creta (Grecia)

Situato sulla costa meridionale dell’isola, a circa 35 km da Rethymno, questo piccolo villaggio di pescatori ha saputo mantenere intatto il suo fascino tradizionale, pur offrendo tutti i comfort per una vacanza rilassante e rigenerante.

Mare cristallino e spiagge selvagge

La spiaggia principale di Plakias è lunga, spaziosa e bagnata da un mare trasparente che sfuma tra il turchese e il blu profondo. Ideale per nuotare, prendere il sole o semplicemente lasciarsi cullare dal suono delle onde. Nei dintorni si trovano anche baie più appartate, come Souda Beach, Damnoni, Ammoudi e la suggestiva Preveli Beach, famosa per il suo palmeto naturale e il fiume che sfocia nel mare.

Natura e attività all’aperto

Plakias è un ottimo punto di partenza per chi ama le escursioni e il trekking. I canyon di Kotsifou e Kourtaliotiko, che si aprono a pochi chilometri dal paese, offrono paesaggi spettacolari e sentieri adatti a tutti i livelli. Per gli appassionati di snorkeling e immersioni, i fondali della zona riservano sorprese affascinanti.

Relax, cucina e ospitalità cretese

Uno dei punti di forza di Plakias è l’atmosfera rilassata. Qui il tempo sembra rallentare. Le taverne sul mare servono pesce fresco, piatti tipici come la dakos, il moussakà e il classico raki come digestivo. La gente del posto è accogliente e calorosa: ti sentirai più un ospite che un turista.

Perché scegliere Plakias

Se stai cercando un luogo autentico dove riscoprire il ritmo lento della vita, vivere il mare in totale libertà e goderti la vera Creta, Plakias è una scelta perfetta. Che tu sia un viaggiatore solitario, una coppia in cerca di romanticismo o una famiglia alla ricerca di tranquillità, qui troverai il tuo angolo di paradiso.


Hai mai visitato Plakias? Raccontami la tua esperienza nei commenti!
E se stai pianificando il tuo viaggio, salva questo post: la tua vacanza da sogno a Creta potrebbe iniziare proprio da qui.

Laguna di Balos e Gramvousa, Creta (Grecia)

Gramvousa e Balos: il paradiso nascosto di Creta

Se sogni acque turchesi, paesaggi selvaggi e una natura ancora incontaminata, allora la tua prossima tappa a Creta deve essere Gramvousa e la laguna di Balos. Situati nella parte nord-occidentale dell’isola, questi due gioielli naturali regalano un’esperienza mozzafiato, tra storia, mare cristallino e panorami indimenticabili.

L’isola di Gramvousa: tra storia e leggenda

Gramvousa è un’isoletta rocciosa che sorge di fronte alla penisola omonima. Qui il tempo sembra essersi fermato: sulla cima della collina si erge il castello veneziano, costruito nel XVI secolo per proteggere l’isola dagli invasori ottomani. La salita richiede un po’ di fiato, ma la vista che si gode dalla cima ripaga ogni sforzo. Uno sguardo abbraccia tutta la baia sottostante, il mare aperto e, nelle giornate limpide, persino la costa africana.

Gramvousa è famosa anche per il relitto arrugginito di una nave che giace sulla riva, un dettaglio affascinante che dona un tocco di mistero al paesaggio.

La laguna di Balos: cartolina tropicale nel cuore del Mediterraneo

Dopo Gramvousa, la tappa successiva è Balos, una delle spiagge più iconiche e fotografate di Creta. Raggiungibile via mare (con escursioni in barca) o attraverso un percorso panoramico a piedi, Balos è una laguna di sabbia chiara e acque bassissime dalle mille sfumature: turchese, azzurro, verde… un vero spettacolo della natura.

La laguna è un ecosistema protetto, abitato da uccelli migratori e foche monache, per questo è importante visitarla con rispetto e consapevolezza.

Come arrivare

La maggior parte dei turisti sceglie di visitare Gramvousa e Balos con un’escursione in barca dal porto di Kissamos. Le imbarcazioni partono al mattino e rientrano nel pomeriggio, con soste sufficienti per esplorare entrambe le località.

In alternativa, per chi ama le avventure on the road, è possibile raggiungere Balos anche in auto, seguendo una strada sterrata e poi un sentiero a piedi che regala viste mozzafiato dall’alto.

Red Beach, Kokkini Ammos, Matala, Creta (Grecia)

Red Beach, Matala: Il gioiello nascosto di Creta tra sabbia rossa e mare cristallino

Se sei in cerca di un angolo di paradiso poco battuto dai turisti e immerso nella natura selvaggia della costa sud di Creta, Red Beach (Kokkini Ammos) è la tua meta. Situata a pochi passi dal villaggio hippy di Matala, questa spiaggia è un vero e proprio tesoro nascosto, celebre per il suo paesaggio surreale, la sabbia rossastra e l’atmosfera libera e rilassata.

🌅 Un’avventura per raggiungerla

Red Beach non è accessibile in auto: per arrivarci bisogna affrontare una breve ma suggestiva escursione di circa 30 minuti. Si parte da Matala, si risale un sentiero roccioso (ben segnalato) che offre panorami mozzafiato sulla baia e si scende poi verso questa spiaggia unica. L’alternativa? Un breve tragitto in barca dal porto di Matala.

Consiglio: indossa scarpe comode e porta con te acqua, soprattutto nei mesi estivi. Il sentiero è semplice, ma il sole picchia forte.

🏖️ Perché si chiama Red Beach?

Il nome non è casuale: la sabbia qui ha sfumature tra il rosso, l’arancio e il dorato, un effetto reso ancora più spettacolare dal contrasto con l’azzurro intenso del mare libico. Alle spalle della spiaggia, una parete rocciosa la protegge dai venti e crea una piccola oasi dove regna il silenzio e la natura.

🌿 Spirito libero e atmosfera bohemien

Red Beach è famosa anche per essere una delle ultime spiagge “hippy” dell’isola. Non è raro trovare persone che praticano nudismo, meditano o suonano strumenti sulla riva.

Un tuffo nella libertà

Red Beach non è solo un luogo da visitare: è un’esperienza da vivere. Qui non troverai folle o resort, ma il suono delle onde, il profumo del timo selvatico e una sensazione di pace rara. Un angolo di Creta che sembra uscito da un sogno.


Hai già visitato Red Beach? Raccontami la tua esperienza nei commenti! E se hai in programma un viaggio a Creta, non dimenticare di mettere questa meraviglia nella tua lista.

Chelidoni Beach, Creta (Grecia)

Chelidoni Beach – Una piccola baia nascosta a due passi da Heraklion

Se ti trovi a Creta e cerchi una spiaggia tranquilla, facile da raggiungere ma fuori dalle solite rotte, Chelidoni Beach (nota anche come Helidoni o Swallow Beach) potrebbe essere la sorpresa che non ti aspettavi.

Situata a circa 15 km da Heraklion, sotto il promontorio di Palaiokastro, questa baia raccolta è ben protetta dai venti e regala un mare limpido e calmo, perfetto per una nuotata o un po’ di snorkeling tra i fondali rocciosi. Il nome “Chelidoni” deriva dalle rondini che sorvolano spesso la zona: un piccolo dettaglio poetico in un luogo semplice e vero.

Per arrivarci basta accostare lungo la strada principale Heraklion–Rethymno e scendere tramite una scalinata in legno che porta direttamente alla spiaggia. Il colpo d’occhio dall’alto vale già la sosta.

La spiaggia è composta da ciottoli e sabbia, e anche se è di piccole dimensioni, offre il minimo indispensabile: ombrelloni, lettini e un piccolo chiosco dove prendere qualcosa di fresco. Il sole rimane alto fino al pomeriggio, l’atmosfera è rilassata e, soprattutto, non c’è ressa.

Se cerchi un posto dove staccare, leggere un libro o farti un bagno in pace, senza allontanarti troppo da Heraklion, è la scelta giusta.

Kanazawa, Ishikawa (Giappone)

Kanazawa: Tradizione, Eleganza e Storia nel Cuore del Giappone

Situata sulla costa del Mare del Giappone, Kanazawa è una delle città più affascinanti e autentiche del Paese. Spesso chiamata la “piccola Kyoto“, Kanazawa offre un mix perfetto tra storia samurai, cultura geisha e arte raffinata.

Nel video ti porto tra le vie silenziose di Higashi Chaya, visitiamo il meraviglioso giardino Kenrokuen, tra i più belli del Giappone, e ci perdiamo nei vicoli del quartiere dei samurai di Nagamachi.

Kanazawa è anche famosa per la foglia d’oro, che potrai vedere applicata su oggetti, dolci e persino gelati!

Facilmente raggiungibile con lo Shinkansen, è una tappa ideale per chi vuole vivere il Giappone più autentico, lontano dalle rotte turistiche classiche.

Guarda il video, lasciati ispirare e prepara il tuo prossimo viaggio!

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El Nido, Palawan (Philippines)

Palawan, una delle isole più belle delle Filippine, è un vero paradiso naturale. Tra le sue meraviglie più celebri ci sono El Nido, Vanilla Beach, Nacpan e Duli Beach, angoli di pace e bellezza che ti lasceranno senza fiato.

El Nido è il cuore pulsante di Palawan, famoso per le sue lagune nascoste, le spettacolari formazioni di calcare e le acque cristalline. Qui, escursioni in barca ti portano a scoprire isole deserte e spiagge isolate, dove la natura regna sovrana. Un’esperienza imperdibile per chi cerca avventura e relax allo stesso tempo.

Vanilla Beach, più intima e meno turistica, è un angolo nascosto dove puoi goderti la tranquillità e la bellezza della natura. La sabbia fine e le acque limpide rendono questo posto perfetto per una pausa in totale relax, lontano dalla folla.

Nacpan, con i suoi 4 km di sabbia dorata, è una delle spiagge più famose di Palawan. Qui puoi passeggiare lungo la riva, fare snorkeling o semplicemente rilassarti sotto il sole, godendoti uno dei tramonti più belli delle Filippine.

Infine, Duli Beach è una gemma ancora poco conosciuta, lontana dalle mete turistiche più frequentate. Perfetta per chi cerca un angolo di tranquillità, Duli è anche una destinazione popolare per gli appassionati di surf, grazie alle sue onde ideali per gli sport acquatici.

Palawan offre una combinazione perfetta di bellezza naturale, spiagge incantevoli e atmosfere rilassate. Con El Nido, Vanilla Beach, Nacpan e Duli Beach, ogni angolo dell’isola ti regalerà un’esperienza unica e indimenticabile.

Avete vinto voi

Ebbene sì, avete vinto voi.

Chi pensava che la pandemia avesse in qualche modo alzato di qualche centimetro il senso della collettività si sbaglia di grosso. 

Ormai è evidente che l’effetto è stato opposto, un libera tutti dalla quale non si vede la fine in fondo al tunnel.

In questa estate italiana 2021 con intermittente parvenza post pandemica, scorrazzano baldanzose intere famiglie alla ricerca di raggi di sole ed acque incontaminate tra località turistiche nostrane ormai costrette ad una sorta di prostituzione professionale pur di racimolare gli ultimi spicci derivanti da bonus vacanze e redditi di cittadinanza. La professionalità si è ristretta come un maglioncino di lana lavato a 180 gradi e centrifugato a 1200 giri. E’ circoscritta nelle zone considerate vip, dove solo pochi eletti possono accedere e sono, guarda caso, gli idoli degli idioti instagrammati che provano ad emularne le gesta. Bottiglie di champagne stappate con sorrisi e scioltezza a bordo di inavvicinabili yacht da categorie di persone che nulla hanno a che spartire con il popolino cafone se non, spesso, le loro origini e la cafoneria stessa.

Locali, ristoranti, alberghi sono costretti a lavorare con un numero ridotto di personale alle prime armi e frequentemente sotto pagato. Quasi impossibile trovare e remunerare i professionisti, già evasi all’estero anni or sono alla ricerca di commisurati riconoscimenti. Quelli rimasti a casa preferiscono giustamente il divano ed un reddito regalato che, seppur minimo, supera le offerte di mercato.

Le persone che nei decenni passati si incontravano nei corridoi degli alberghi e con le quali ci si scambiava un cordiale cenno di saluto che poi silenziosamente si ritiravano nelle loro stanze, sono state sostituite da frotte di bambini urlanti dalle infradito usate come zampe palmate di papere fuori habitat e nocche addestrate a picchiare le rimbombanti porte di legno in attesa che qualche genitore apra loro l’uscio. Non esistono più le ore di silenzio che in un hotel dovrebbero essere h24.

Lunghe carovane di individui fuori forma vocianti e strascicanti coinvolti in strenue battaglie alla ricerca di sedie e tavoli liberi in quelli che una volta erano ristoranti ed oggi sono semplici mense. Lunghe code di canottiere e pantaloncini corti, che sia pranzo o cena, al buffet da svaligiare di turno. Facce scure deluse dalle privazioni della vacanza dei loro sogni e con un buco nero nello stomaco capace di ingurgitare quantità industriale di cibo che nemmeno il rutto conclusivo riuscirà ad addolcire le loro monotone vite.

Infanti annichiliti dai cartoni sparati sugli smartphone posizionati sul tavolo con volumi da drive in. I richiami da metri di distanza tra i componenti delle varie tribù familiari per urlarsi il superfluo. Sedie stridenti trascinate come corpi morti e porte sbattute in faccia al buon senso.

Questa pochezza ha riempito tutti gli spazi lasciati colpevolmente vuoti dalla gratitudine e dalle regolette base della buona educazione. Sventola alta e fiera la bandiera del io ho pagato a giustifica di tutte le nefandezze intellettuali commesse quotidianamente dal turista moderno, un po’ come accade ad Israele* che ad ogni accusa si nasconde dietro all’evergreen antisemitismo.  (*sì, è una mia ossessione e tale rimarrà finché la Palestina non avrà giustizia)

Domina incontrastato un pensiero unico globale che si è conformato allo spartito scritto dai vari Amazon, Netflix e tutto ciò che si può comprare. Come se il bon-ton fosse in vendita sugli scaffali virtuali dei grandi magazzini.

Così va oggi il mondo, compresso e ridotto al minimo non indispensabile, addobbato da una marea di plastica e cazzate.

Ben inseriti in una società che non tiene conto delle persone più vulnerabili. Marciapiedi e piste ciclo pedonabili progettate con enfasi e contributi europei, realizzate con fastidio, abbandonate e violentate da suv e furgoni dittatori incontrastati della strada.

La prevalenza della costante rumorosità di pensiero, confusione mentale urlata in ogni occasione ormai da tutti, non più da molti idioti auto eletti.

Quindi maleducati ed ignoranti, anche se mai sarete consapevoli di questo, sappiate che avete vinto voi. Avete portato al trionfo il menefreghismo, la puerilità, l’arroganza, la meschinità, il nulla.

Sono d’accordo col fatto che nel mondo non ci sia equità; le persone maleducate infatti sono molto più numerose di quelle ben educate. (Salvatore Cutrupi)