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Steve McCurry a Monza: fotografo d’anime

Il fotografo artista Steve McCurry espone le sue immagini in una mostra di altissimo livello a Monza presso l’altrettanto spettacolare Villa Reale, dal 30 ottobre 2014 al 6 aprile 2015. 20141208_111107I primi scatti professionali di Steve McCurry avvengono all’età 19 anni in qualità di reporter in un piccolo giornale in Pennsylvania e che nessuno, lui compreso, avrebbe immaginato si sarebbero evoluti fino a tal punto. La fantastica parabola ascendente deriva dal fatto che il successo professionale è accompagnato passo dopo passo da quello umano, lato che in ogni sua foto è imprescindibile, in alcuni tratti commovente. L’umiltà e la voglia di mettersi in gioco davanti alle persone ed alle situazioni che ha immortalato scatto dopo scatto durante i suoi innumerevoli reportage, sono stati indispensabili per raggiungere l’eccellenza. IMG-20141208-WA0009Nell’epoca del digitale in cui siamo inflazionati da foto di ogni genere e tipo, tra tanta puerilità e mediocrità presente sui social, è davvero gratificante perdersi nel mondo del McCurry che ci porta per mano, anzi, per occhio, non solo tra i mondi considerati meno fortunati e martoriati da guerre o povertà, ma tra le persone che li popolano, vivono e caratterizzano, facendo notare con discrezione e palpabile garbo i sentimenti contrastanti che essi portano nel cuore e nell’anima. Nelle sale espositive di Palazzo Reale le foto sono esposte senza criterio geografico o temporale ed è davvero piacevole ritrovarsi dall’Afganistan all’India, dallo Yemen al Brasile piuttosto che Giappone, da New York a Roma nel giro di pochi passi. Spaziando nel tempo che i più attenti collocheranno con esattezza storica senza l’ausilio delle targhette identificative (ovviamente presenti) dato che è sufficiente guardare con attenzione la grana della pellicola per distinguere quali furono scattate in Kodachrome da quelle più recenti, digitali. Un abisso tecnologico facilmente riconoscibile. IMG-20141208-WA0007Tra i tanti volti sconosciuti e veri protagonisti della mostra spicca quello stranoto di Robert De Niro, scelto per simboleggiare la città di New York ed immortalato nell’ultima pellicola kodachrome allora disponibile; foto sviluppata e stampata nell’ultimo piccolo laboratorio esistente al mondo che ancora trattava pellicole prima dell’inevitabile estinzione. Un omaggio di Steve McCurry a questa fantastica pellicola prima di concedersi definitivamente alla tecnologia digitale. IMG-20141208-WA0008Per dimostrare che niente è per caso e che Steve è un predestinato, un fuoriclasse del reportage fotografico, rimaniamo proprio a NY, dove nel 2001 in occasione di uno dei più tragici eventi mai accaduti ossia il crollo delle Twin Towers, dove oltre al fatto curioso che possedesse un ufficio con vista sul World Trade Center si aggiunge quello che ci fosse tornato proprio un giorno prima da un lungo viaggio, il 10 settembre; come se l’appuntamento con la documentazione di fatti epocali fosse stato scritto sulla sua agenda vitale e come se il destino aspettasse ogni volta quest’uomo per farsi immortalare un’ultima volta prima di cambiare corso alla storia. Davvero incredibile. 20141208_120740 D’altronde per essere delle persone uniche e speciali, dei fuoriclasse, non basta il talento, la volontà o qualche colpo di fortuna ma un concatenarsi di astri favorevoli ed avvenimenti che attimo dopo attimo si intreccino con la vita del prescelto in un eterna e formidabile unione di azioni e conseguenze esclusive ed irripetibili. 20141208_122610Oltre all’utilità delle audioguide indispensabili in alcune foto per svelare retroscena, significati ed anche prospettive, che per Steve McCurry saranno anche naturali ma per il comune visitatore sarebbero ardue da focalizzare, l’ausilio di brevi resoconti filmati in cui l’autore racconta vari aneddoti e storie da lui vissute risultano essere molto piacevoli ed altrettanto efficaci nello scopo di integrarci completamente con lo spirito dell’interprete e diventare a nostra volta, con una semplicità disarmante, protagonisti delle storie e luoghi riprodotti dal fotografo. 20141208_121924La lezione che ne deriva, indipendentemente se rivolta ad aspiranti fotografi, professionisti o meno è che con l’umiltà, la passione ed il rispetto verso il prossimo, il mondo ramificherà sotto i nostri piedi infinite strade verso il successo che, come in questo caso, faranno apparire quasi come dettaglio ininfluente la Nikon che ha tecnicamente eseguito lo scatto ma che senza l’ausilio di un grande spirito ad indirizzarla nel cogliere il momento ideale, altro non sarebbe che un prezioso ed inutile oggetto. 20141208_114152 Mostra assolutamente da non perdere. Bellissima. “Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te“.  (Steve McCurry) Instagram: @McCurryStudios 20141208_120838  20141208_121128

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Rio de Janeiro: Centro contro Favela

Forse il Brasile è lo Stato che meglio identifica la situazione mondiale in cui il distacco tra la popolazione ricca e quella povera è sempre più accentuata.

La contrapposizione del quartiere Centro con una delle settecento Favelas è tra gli accostamenti che più si sposano con l’esistenza del nostro blog che, ricordiamolo per la centesima volta, nasceva proprio con il proposito di evidenziare le differenze che esistono nei nostri modelli di vita.

Centro contro Favela

Centro contro Favela

Passeggiare per le vie del cervello lavorativo di Rio de Janeiro sorprende per la quantità di persone e che tutto sembrano tranne che sudamericani visto la velocità del passo che li porta a raggiungere uffici e negozi, questi ultimi ospitati in grattacieli di recente costruzione e palazzi coloniali che idealmente distanziano di alcune ore di viaggio le spiagge di Ipanema e Copacabana che invece si trovano a mezz’ora di taxi. (traffico permettendo)

Teatro Muncipale

Teatro Muncipale

Il Centro è davvero enorme, le visite da fare anche in questo caso sono numerose e di certo non ci metteremo a fare concorrenza alle guide in circolazione con liste e descrizioni dei siti visitabili. Certo è che la zona chiamata Cinelandia e che comprende anche la Piazza Floriano Peixoto dove l’aria diventa più parigina che brasiliana contrasta sensibilmente con la parte più povera. Bellissimo il Teatro Municipale, struttura inaugurata nel 1909, considerata tra le più belle del Brasile.

La conica Cattedrale Metropolitana

La conica Cattedrale Metropolitana

Fa naturalmente riflettere anche l’imponente e visibile Cattedrale di San Sebastiano, comunemente chiamata Cattedrale Metropolitana, edificata nel 1979 e che può contenere fin 20.000 cristiani (il caso di dirlo) in piedi. Circondata da grattacieli e palazzi di vetro, ci fanno fare un salto fantasioso che dall’aria parisienne di Cinelandia ci porta verso una simil Ginevra. A pochissimi metri obbligatoria la visita ad uno dei locali più belli in assoluto al mondo (tra i primi dieci) il Rio Scenarium dove la qualità del servizio e del prodotto è davvero elevatissima, con principale attrazione della serata gruppi musicali dal vivo. Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltare la bravissima e cordiale Ana Costa, cantante, compositrice e strumentista che ha il vanto d’essersi esibita per l’apertura dei giochi Pan Americani disputatisi a Rio appunto nel 2007.  Al Rio Scenarium portate con voi il passaporto in quanto sono molto rigidi nei controlli d’ingresso. Interessante il fatto che di giorno questo splendido locale a tre piani sia un negozio di oggetti d’antiquariato. Prenotazione d’obbligo o quasi. www.rioscenarium.com.br

Particolare al Rio Scenarium

Particolare al Rio Scenarium

Altre due tappe obbligatorie la variopinta scalinata Selaron situata tra i quartieri di Lapa e Santa Teresa nata dalla fantasia dell’omonimo artista cileno Jorge Selaron che comincia l’opera restaurativa nel 1990 inizialmente su alcuni gradini fatiscenti davanti la sua casa, più per necessità che per arte.

Scalinata Selaron

Scalinata Selaron

La Rio de Janeiro d’alta classe propone la storica pasticceria Confeitaria Colombo www.confeitariacolombo.com.br/site anch’essa meta obbligatoria. Fondata nel 1894 risulta essere tra i primi dieci caffé più belli al mondo. Davvero un luogo affascinante e sfarzoso.

Confeitaria Colombo

Confeitaria Colombo

Ops, stiamo facendo l’elenco… Non è quello che vogliamo! Di contro descriviamo le Favelas, baraccopoli che da anni sono diventate parte pulsante di Rio De Janeiro con le loro comunità fuori legge e ben conosciute al mondo per essere ambienti pericolosi e malfamati. Se nel centro di Rio de Janeiro e nei posti più turistici girano molti visitatori con il naso all’insù (…gli uomini spesso all’ingiù) nelle periferie che circondano la metropoli gli unici a poter camminare indisturbati sono narcotrafficanti, trafficanti d’armi e tutto ciò di cui si circondano. Noi siamo entrati in quella più grande al mondo con i suoi 150.000 abitanti, Rocinha, una delle favelas recentemente bonificate e visitabili; certo bisogna andarci con una guida ed esclusivamente nelle ore diurne. Non si troveranno pasticcerie, teatri o cattedrali ma un agglomerato di case divise da vicoletti che accentrano i forti odori delle canalette di fogna semi scoperte o dei quintali di immondizia in un centro raccolta. Eppure ci sono parecchi negozi ed attività che cercano di sbarcare il lunario onestamente e, tutto sommato, anche la pulizia potremmo definirla quasi accettabile. Al Cairo ne abbiamo viste di peggio. A volte la povertà aguzza l’ingegno e così è successo per un sciur favelaro che ospita nel suo terrazzo i visitatori che vogliono fare una foto e che, come noi, possono immortalare la favela di Rocinha lasciando la modica cifra di 5 Real cadauno per godere della favorevolissima posizione. Ci farà vedere orgoglioso e sorridente articoli di giornale che riguardano la sua trentennale iniziativa ed i personaggi famosi che ne hanno usufruito.

La Favela Rocinha

La Favela Rocinha

Insomma, Rio de Janeiro va proprio vissuta centimetro contro centimetro.

Rio de Janeiro: Homeaway contro Heidelberg

Ancora una volta per noi di Controviaggio vale il chi più spende meno spende e capiremo in seguito il perché.

Il nostro soggiorno di due settimane a Rio de Janeiro è stato suddiviso in due appartamenti diversi: per i primi sette giorni, che ci ha visti ad Ipanema, ci siamo affidati al nostro intuito professionale ed un po’ di fortuna scegliendo tra le varie opzioni offerte da www.homeaway.it

Appartamento di Ipanema

L’appartamento luxury Homeway di Ipanema

Dopo aver individuato l’appartamento 487936 (così potete anche giocarvi i numeri ed in caso di vincita renderci partecipi) davvero molto bello ad un prezzo favorevole complice anche la bassa stagione, ci siamo messi in contatto con il proprietario che è risultato essere l’italiano Armando (il cognome non lo menzioniamo per rispetto della privacy visto che non abbiamo chiesto il permesso). Naturalmente trattare con italiani all’estero specie dal nome meridionale (non ce ne vogliano gli amici con origini del sud dello stivale) spesso ci provoca qualche brivido, in quanto si sa che le truffe sono dietro l’angolo.

Rua Gomes Carneiro, Ipanema

Rua Gomes Carneiro, Ipanema

Invece fin da subito il Sig. Armando si è dimostrato molto gentile e dalla perfetta comunicabilità, fornendoci tramite diverse email non solo le informazioni riguardanti il suo bellissimo appartamento, ma anche agevolandoci con svariati utilissimi contatti. Sicuramente il più importante si è rivelato quello dell’affidabile “tassista” Romano Ferrini che in realtà è una guida a tutti gli effetti. Italiano pure lui, come si evince dal nome, durante i periodi di cui abbiamo usufruito dei suoi servizi si è rivelato gentile, disponibile, discreto e competente. Un carioca acquisito e squisito. Si sono affidati a lui ed hanno avuto il piacere di visitare Rio de Janeiro anche due personaggi molto conosciuti come Zucchero e la brava Fiorella Mannoia. Noi lo consigliamo vivamente almeno per il trasferimento che dall’aeroporto vi porterà alla vostra destinazione, evitando così disguidi dovuti alla stanchezza del viaggio ed allo smarrimento iniziale che potrebbe portarvi a commettere qualche ingenuità. (romanoferrini@hotmail.comromano.ferrini@yahoo.it 0055.21.81152547 – 055.21.67321070)

Romano Ferrini, guida italiana a Rio

Romano Ferrini, guida italiana a Rio

Prima settimana all’insegna della perfezione organizzativa quindi, con zero sorprese ed aspettative ampiamente soddisfatte nel lussuoso appartamento di Rua Gomes Carneiro a due passi dalla spiaggia e dalle vie più frequentate di Ipanema.

Con la fiducia alle stelle dopo la prima settimana in cui i nostri pregiudizi sugli italiani bidonari venivano fugati completamente, per la seconda ci siamo affidati a coloro che vantano il primo gradino in fatto di credibilità: gli impeccabili teutonici. Dimezziamo quindi i costi e ci trasferiamo a pochi metri da Rua Carneiro, nella meno attraente Rua Julio de Castilhos a Copacabana.

In questo caso la www.agencia-heidelberg.com/en si rivelerà non troppo affidabile, almeno nel nostro caso.

L'apparenza inganna

L’apparenza a volte inganna

L’appartamento che viene spacciato per luxury in realtà si trova in una tra le zone meno sicure di Copacabana e gli homeless che stazionano all’ingresso dello stabile ne sono la prova. Non aiuterà sapere che la struttura si chiama “Bronx”. L’appartamento, a dispetto delle foto viste sul sito dell’agenzia tedesca, è decisamente minuscolo ed avvolto in una coltre di perenne frittura nauseabonda.

Il Bronx di Rio

Il Bronx di Rio

Addirittura mr. Vap, che senza batter ciglio potrebbe dormire sopra ad una cuccia modello Snoopy, sembra dare segni di sconforto. Disagio ancor più accentuato, non tanto per simpatici scarafaggetti che non riescono a passare ignari visto lo spazio ridottissimo ed ai quali abbiamo fornito casette chimiche dove farli riposare per l’eternità, ma soprattutto quando il sabato sera abbiamo trovato la tazza del bagno otturata con l’acqua a pochi centimetri dal bordo. Insomma, non proprio l’immagine che si vede nelle cartoline raffiguranti Copacabana. Nessun problema, essendo tedeschi precisi, ci hanno fornito un numero di telefono per le emergenze. Contattati immediatamente, una voce femminile gentile ed educata, ci diceva che non potevano intervenire in quanto sabato, ma che lunedì mattina sarebbe arrivato al più presto un tecnico. Detto e non fatto, in puro stile Enrico Letta, altroché Merkel! Con grande intuito abbiamo ben pensato di spurgarlo autonomamente ed immediatamente con dell’acido nonostante mr. Vap volesse vivere in stile favelas per due giorni. Mossa che si rivelerà più vincente di uno schema di Mourinho in quanto l’idrauliquinho non si presenterà mai a riparare il danno. La nostra settimana quindi è trascorsa non proprio alla grande, complice anche the man with hammer (l’uomo col martello) che dal lunedì ha cominciato la sua opera di distruzione di non si sa cosa in un appartamento adiacente. Tra l’incessante e ripetitivo tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin tin giornaliero abbiamo anche scoperto la presenza di una ferramenta che usava l’androne del cortile per tagliare lastre metalliche con seghe circolari.

Scarafagginho carioca. Al 13° piano.

Scarafagginho carioca. Al 13° piano.

Insomma, al risveglio quotidiano dovuto ai cantieri, le nostre imprecazioni si sono sprecate ed il rammarico nel non essere rimasti ad Ipanema è stato enorme. Lato positivo che le nostre lamentele sono state parzialmente accolte (tante ne sentiamo sul lavoro che per una volta le abbiamo sfruttate a nostro vantaggio) così che i tedeschi han ben deciso di regalarci una spedizione pulitiva (non si è presentato mai nessuno a pulire, probabilmente è la stessa famiglia dell’idraulico) ed uno sconto del 10% sul prezzo pattuito in quanto insindacabile il fatto che l’appartamento affittato tutto fosse tranne che luxury come specificato nella loro ingannevole descrizione.

Finestre chiuse per evitare il fritto ed i rumori

Finestre sempre chiuse per evitare il fritto ed i rumori