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La Maratona di Siviglia

La maratona di Siviglia grazie ad un percorso particolarmente veloce ed una meravigliosa città organizzatrice dal clima mite, si pone tra le più appetibili in campo europeo.

La vicinanza dall’aeroporto e le strutture ricettive a prezzi competitivi facilitano gli spostamenti dei runners che desiderano passare un weekend fuori mura, sfruttando al meglio la vocazione al turismo e le politiche ecologiche del capoluogo andaluso.

L’unico mezzo che transita tra le soleggiate vie del centro è un moderno tram, mentre gli amanti del romanticismo per visitare la città spagnola possono usufruire delle caratteristiche carrozze trainate da cavalli; queste ultime naturalmente a scopo prettamente turistico. Anche se fortemente sconsigliato in prossimità della gara, l’atleta visitatore avrà modo di fare lunghe passeggiate e scoprire così anche parte del percorso che dovrà affrontare a breve. La costante presenza di piste ciclabili inoltre facilitano lo spostamento in bicicletta, anche se è necessario acquistare un abbonamento nel caso in cui se ne usufruisse ed il prezzo non è molto conveniente. Per i runners le suddette piste ciclabili diventano anche preziosi spazi d’allenamento di rifinitura.

Nel periodo in cui si svolge la maratona anche il clima è decisamente favorevole, con l’umidità ridotta ai minimi termini e con temperature primaverili.

Il pre-gara culinario è favorito dalle centinaia di locali per tutti i gusti e tasche ed anche le panetterie pasticcerie offrono numerose soluzioni per la corretta assunzione di tutti i valori proteici necessari senza stravolgere le proprie abitudini alimentari. Sempre che, chi legge, segua una cucina mediterranea.

La partenza avviene in modo abbastanza ordinato presso la Avenida Carlos III mentre il guardaroba è situato presso lo Stadio Olimpico de La Cartuja

La Maratona di Siviglia è particolarmente spinta dagli organizzatori per la sua velocità e le percentuali di completamento molto alte ma attenzione soprattutto al primo incentivo in quanto si rischia davvero grosso. Vero è che in moltissimi corridori hanno superato la linea del traguardo ma al 35K, se non prima, parecchi hanno alzato bandiera bianca per proseguire camminando o addirittura fermandosi del tutto. La tentazione è quella di partire particolarmente veloci per poi trovarsi a metà gara con tempi molto bassi ma con un dispendio di energie che al fatidico muro rischiano di penalizzare il runner in modo significativo.

Nei punti ristoro simpatica l’iniziativa di far partecipare dei bambini nella distribuzione delle bevande e cibi vari, ma fortemente penalizzante la scelta di servire l’acqua in bicchieri di plastica e non in bottiglie. Riuscire ad ingerire una sufficiente quantità d’acqua, specie per favorire l’assunzione dei gel, è un’impresa biblica. Esperienza disastrosa.

In compenso il clima di gara è davvero piacevole specie negli ultimi 10K con il coinvolgimento di un pubblico molto numeroso, cui sostegno è costante dalla meravigliosa Plaza de Espana in poi.

Attraversando le vie centrali si sente ormai il profumo del traguardo che avviene all’interno dello stadio che offre un colpo d’occhio ragguardevole, anche in questo caso grazie alle tribune affollate che non si risparmiano certo in applausi ed incoraggiamenti rivolti ai corridori intenti a percorrere gli ultimi metri.

Con un fulmineo e banale click si ferma il nostro crono ed il nostro slancio. Il percorso che porta all’uscita è un lungo sotterraneo con numerosi punti di ristoro e l’incrementarsi di atleti ricoperti da coperte termiche rendono l’ambiente quasi surreale. La legnosità delle gambe connota inquietanti aspetti zombeschi ai maratoneti che si accingono a raggiungere i loro cari presso l’uscita.

Sfoggiando la meritata medaglia, naturalmente.

Nel complesso quindi è un’esperienza assolutamente positiva, sia per chi è alla ricerca di un significativo risultato sportivo che per chi vuole semplicemente portare a termine una maratona senza prestare particolare attenzione ai tempi.

Il percorso infatti è quasi esclusivamente pianeggiante (il più pianeggiante d’Europa) con addirittura qualche ingannevole discesa che incentiva ad aumentare i ritmi salvo poi pentirsene, come detto, alla fine.

Porto: Born for Triathlon

La tridimensionalità di Porto non solo valorizza gli aspetti estetici della città lusitana, come precedentemente annotato, ma esalta le attività sportive cui questo luogo si presta ad esserne habitat naturale.

Chi ha piacere di svolgere attività all’aperto come la corsa o il ciclismo, a Porto troverà numerose piste che gli permetteranno di godere appieno ogni singolo centimetro della città.

marginalIl Percorso da Marginal, che segue il corso del fiume Douro per poi costeggiare l’Oceano, con la sua vicinanza all’acqua e le spiagge delimitate da rudi insenature, alimenta la fantasia nell’immaginare i così detti iron man mentre si tuffano e dissolvono la propria immagine tra le onde per poi riapparire come singole miracolose apparizioni centinaia di bracciate dopo; di corsa verso la loro bicicletta e nemmeno distratti dalla bellezza della natura, tanto concentrati sul loro obiettivo. Si susseguono i pensieri e le fantasie mentre si percorre questo splendido sentiero dalla difficoltà bassa, non fosse per le consuete folate di vento e costanti pendenze in leggera salita. Il paesaggio circostante però è un potente anestetizzante dato che nei momenti di difficoltà è la mente il primo, nella maggioranza dei casi unico, ostacolo da superare.

I suggerimenti riportati sui cartelli segnaletici strizzano l’occhio al runner più esperto e cercano complicità nel principiante, avvolgendolo di attenzioni e cure per far sì che l’esperienza della corsa non possa mai trasmettere dei traumi. Così recitano: consulta un medico prima di fare attività fisica costante, cammina almeno tre volte la settimana per un periodo di trenta minuti, adotta una velocità tale da respirare senza affanno, aumenta la distanza gradualmente, utilizza scarpe adeguate ed abbigliamento traspirante, bevi acqua regolarmente. Probabilmente è anche grazie a queste avvertenze che un numero impressionante di portoghesi e non, usufruisca del percorso, sia praticando la corsa a piedi che in bici. Durante le festività una marea di magliette dai mille colori danno vita all’onda umana che con il suo ritmo cadenza le strade.

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merSe fatta in modo corretto l’attività fisica produce benefici non solo a chi la pratica ma anche alle casse dei comuni che la promuovono ad incominciare dalla sensibile riduzione delle malattie cardio vascolari e disfunzioni derivate dall’obesità. Il miglioramento della vita ed il conseguente cambio di routine permetteranno inoltre ai beneficiari di eliminare gradualmente le cattive abitudini culinarie, preferendo il cibo bio, di conseguenza quasi sempre a km zero, alle patatine fritte e gli hamburger alimentando così non solo in modo adeguato il proprio stomaco ma favorendo il commercio locale a discapito di catene ultrafrittolose americane. Ulteriore introito al Comune deriva dalle manifestazioni sportive che non solo contribuiscono con le partecipazione dei locali ma attirano anche numerosi turisti che, con i soldi risparmiati in sigarette, potranno coccolarsi tra i prodotti e l’abbigliamento cui gli sponsor tecnici provvedono a fornire la città, in particolar modo durante le fiere. Buone nuove anche dal punto di vista del traffico che sgonfiandosi giorno dopo giorno diminuisce il logoramento del manto stradale, la conseguente manutenzione e riducendo ovviamente le emissioni tossiche.

faroPaesi dati per morti e sepolti, come il Portogallo, hanno programmato il loro futuro ed hanno creduto che l’investimento migliore da fare era il ritorno alla semplicità. Una lenta ed efficace educazione alle sane abitudini ed alla sostenibilità hanno rimesso in moto anche la macchina dell’economia che fino a non molto pareva essere egemonia di multinazionali e stregoni industriali, insegnando a tutti che la formula per uscire dalla crisi è mettersi a correre. Letteralmente.