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La Mezza Maratona di Rodi

E’ domenica mentre scrivo questo post e sono passati 7 giorni esatti dalla gara; ma oggi a differenza della settimana trascorsa piove e c’è un temporale mattutino.

Quel 29 aprile 2018 alle 6:45, quando già ero praticamente arrivato nella zona adibita a partenza, il sole aveva fatto la sua prima comparsa in maniera piuttosto decisa e spavalda. L’alba rossastra che in veste di fotografo mi avrebbe regalato molte soddisfazioni, in quella di maratoneta mi stava preoccupando e non poco.

La partenza della mezza maratona, cui avrei partecipato e della maratona, cui avrei curiosato, era stabilita alle 7:30.

Conoscendo molto bene l’isola avevo percepito che sarebbe stata una gara che avremmo corso con un ospite invadente e fiaccante: il sole. Così è stato.

Personalmente ho spinto al massimo all’inizio cercando di emulare i tempi del mio personal best e cercando di accumulare un margine decente per poi affrontare da lì a poco le temperature proibitive della competizione che inevitabilmente mi avrebbero rallentato un bel pò. Tattica completamente sbagliata perché al 15K arrancavo pesantemente con la testa che mi chiedeva di sdraiarmi all’ombra di un albero a sorseggiare una fresca limonata anziché proseguire spremendo la viscida, appiccicosa ed indigesta bustina di gel energetico. L’ultimo barlume di dignità, visto il tempo degno di un over 70, è stato quello di decidere di portare a termine l’impegno, con il morale chiuso per momentanea demolizione.

Ad ogni metro mancante ho pesantemente maledetto l’organizzazione ed i greci tutti, rei a mio avviso, d’averci fatto correre in quelle condizioni estreme. Pensare che ho sempre sognato una partenza almeno tiepida; in tutte le gare officiali finora corse ho sempre battuto i denti dal freddo prima del via. In Vietnam pure all’arrivo.

Ovviamente negli altri casi la pistola non ha mai esploso il suo colpo a salve dopo le 7:00 che io ricordi.

Fatto sta che se la distanza della mezza maratona è diciamo facilmente concludibile e sostenibile, lo stesso non si può dire della maratona. Lasciando stare i tempi assolutamente irrilevanti di praticamente tutti i partecipanti, almeno sulla carta, ho davvero ammirato gli impavidi che hanno terminato la 42K. Chi addirittura ha “corso” oltre le 6 ore sotto un sadico sole estivo stra-selettivo. Personalmente non l’avrei finita.

Ulteriore difficoltà il fatto che il percorso presenta dislivelli piuttosto impegnativi da affrontare fisicamente ed oltretutto essendo circuito, a mio avviso, vieni devastato mentalmente. Quando giunto a pochi metri dal mio traguardo ho svoltato a destra seguendo l’indicazione mezza maratona ed ho visto chi mi precedeva proseguire nella corsia parallela pronto a rifarsi un altro giro ho letteralmente pensato “poraccio”.

L’idea di dover ricalcare i passi fatti e ripetere l’esperienza poc’anzi vissuta deve essere davvero sconvolgente.

Dulcis in fundo aggiungiamo pure la scarsa partecipazione di pubblico. Quasi completamente assente per tutto il tragitto e colorata dalle magliette blu dei meravigliosi ragazzi volontari all’arrivo e che hanno prestato assistenza anche nei punti di ristoro. Correre senza spinta, come a me già successo alla Halong Bay Marathon in Vietnam, oltre ad essere triste è un buon pretesto per pregiudicare gara e risultato.

Certo, Rodi non è New York, ci mancherebbe. Anche la scarsa qualità ed assenza di design della medaglia ce lo ricorderà per sempre.

Suggerivo tempo fa di trascorrere qualche giorno delle proprie ferie a Rodi (Grecia) e di approfittarne per partecipare alle gare di varia distanza che si svolgono qui ad aprile. La partecipazione di molti stranieri, per lo più turisti inglesi, ha confermato che non mi sbagliavo più di tanto, anche se con un po’ di esperienza accumulata, il consiglio si riduce a chi non ripone troppe aspettative nella manifestazione locale per la serie di fattori sopra indicati. Il vincitore della maratona, ad esempio, non ne aveva mai corso una in precedenza e dubito che se avesse partecipato a quelle di Londra o Berlino, per dire, sarebbe salito sul podio. Forse sarebbe arrivato tra i primi 100. Ma i se ed i ma sono il paradiso dei coglioni, come si dice. Il senso è che chi è alla ricerca di vere soddisfazioni si confronta con i migliori, chi invece di trofei da appoggiare sopra il caminetto si accontenta  di gare meno pretenziose. Morale della favola bravissimo lui e chi lo ha preceduto perché, ripeto, solo finire la 42K di Rodi in quelle condizioni è veramente da medaglia d’oro.

Meritano una doverosa citazione anche i partecipanti della 10K e 5K che, udite udite, sono partiti alle 12:30. Orario in cui pure i gatti dormono abbracciati ai topi. Come far odiare la corsa ai principianti.

Dopo le tante 10K e questa mezza, riuscirà l’organizzazione ellenica ad appiccicare un altro bib sulla mia bella canotta? Al momento mi han fatto passare la voglia di partecipare alle competizioni paesane e limitarmi a quelle meglio organizzate. Staremo a vedere.

Se ce la metto tutta, non posso perdere. Forse non vincerò una medaglia d’oro, ma sicuramente vinco la mia battaglia personale. È tutto qui.

Pietro Trabucchi

Dammi 10

Avere la fortuna e, perché no, le capacità di poter partecipare ad un evento sportivo podistico sia questo di breve o lunga durata è sempre una bella esperienza.

davCosì è stato il 1 ottobre 2017 anche per la ben riuscita 10K e 5K organizzata dalla Run Greece che ha colorato Rodi (Grecia) di azzurro; colore delle magliette del main sponsor che ben si è integrato con il blu del cielo e del mare che hanno fatto da splendida cornice alla gara.

davMolti dei partecipanti della 10K, duecento per l’esattezza, mi hanno ricordato il mio primo approccio a questo tipo di attività che mi ha poi coinvolto visceralmente fino a farmi diventare maratoneta. Parecchi di questi sono arrivati all’arrivo esausti e con tempi decisamente alti rispetto ai primi, esattamente come era successo a me alle prime manifestazioni. Certo, a vederli adesso sembra quasi impossibile che correre 10K possa ridurti in stati limitrofi al collasso, eppure ci siamo passati tutti da lì. Era il periodo in cui guardavo i maratoneti come persone venute da altri mondi e mi era difficile solo pensare l’idea che un uomo potesse correre per 42K. Eppure dopo i miei primi 10K la voglia di migliorare, per abbassare il tempo ma soprattutto per diminuire la soglia del dolore, ha svolto un compito da ruota del mulino. Una secchiata d’acqua alla volta, pian piano, gira e rigira, il granaio ha cominciato a riempirsi. Gli allenamenti si intensificano, l’asticella viene posta sempre più in alto e così si punta all’impresa successiva: la mezza maratona. Quello è lo step in cui ci si applica alla corsa in modo più passionale. Diciamo che è ancora consentito partecipare alla mezza maratona con atteggiamento e preparazione light. Per la maratona no. Quella non lascia via di scampo come il giudizio divino: se ti sei allenato male o poco, non la finisci. Neanche camminando.

IMG_20171002_015730_473Tornando alla 10K di Rodi, è stata parecchio impegnativa dal punto di vista climatico; farci partire alle 10 di mattina non è stata proprio una mossa geniale ed infatti tutti abbiamo sofferto il sole in faccia che ci ha accompagnato dalla partenza adiacente il Municipio, palazzo costruito dagli italiani durante l’occupazione fascista, per continuare al passaggio nel Porto di Mandraki e Marina Gate, fino ai primi scorci d’ombra in prossimità della porta Pili Italias Akantias, pertugio ricavato nelle mura antiche che caratterizzano e contengono la old town. Personalmente non ero sufficientemente preparato a correre con 27/28 gradi e questo fattore ha influito sul mio tempo finale (42:18) e sulla resistenza.

davFatto sta che questa 10K, che comunque ho terminato 14mo e 4° di categoria (M45), non era in programma e gli allenamenti che sto seguendo sono mirati a finire dignitosamente la prossima maratona che avverrà in Vietnam. E’ stata comunque una piacevole esperienza ed un’ulteriore stimolo a non fermarsi. Partecipare ad una qualunque tipo di gara è inoltre un ottimo test per verificare le proprie condizioni cui spesso si rischia di sottovalutare o, come nel mio caso, di sopravvalutare. L’asfalto non lascia scampo a scorciatoie o inganni ed anche vedere le sagome degli atleti professionisti (o semi professionisti) scomparire all’orizzonte dopo pochi minuti di inutile inseguimento, servono come monito a chi si sente arrivato o appagato dagli sforzi fatti.

Per quanto mi riguarda arrivare dietro a qualcuno con più o meno le mie stesse caratteristiche agonistiche mi infastidisce parecchio, perché significa che lui ha lavorato di più, o forse solamente meglio di me. O significa aver lasciato davanti qualche secondo sufficiente a non qualificarti alla Boston Marathon…

Quindi al lavoro!

 

 

 

 

La Mezza Maratona di Varsavia

screenGrazie alla Mezza Maratona di Varsavia molte persone approfittano di  unire la passione dello sport a quella del viaggio raggiungendo così una meta altrimenti non troppo ghiotta agli occhi del turista.

La facilità dell’iscrizione alla gara che non richiede certificati medici sportivi obbligatori, come in quasi tutto il mondo tranne che in Italia ovviamente, facilita inoltre l’adesione di molti corridori amatoriali che, si spera per loro, provvedono comunque  a monitorare costantemente la propria idoneità fisica.

La quota partecipativa è molto contenuta, vuoi per il cambio favorevole, vuoi per la modesta attenzione mediatica dell’evento stesso che, con tutto il rispetto dovuto, non può essere certo paragonato a gare svolte a Barcellona, Parigi, Berlino e via dicendo. Non troppo facile da trovare il luogo ove ritirare il pettorale, niente di impossibile s’intende, con il personale un po’ confusionario come da copione. Le incomprensioni derivano più probabilmente dal contorto lessico polacco ed i suoi grumi di consonanti che volano liberamente interrotte di tanto in tanto da raffiche di tag (significa )

bridgeI gadget sono interessanti, ma è il cotone a farla da padrone a discapito di materiali tecnici o inesistenti campioncini di integratori o altre utili diavolerie che in Spagna riempiono la sacca. D’altronde non è una gara di shopping ad attenderci anche se per l’occasione non mancano centinaia di espositori specializzati. L’incognita della corsa, nonostante la primavera incombente, è la temperatura; molto rigida la sera e la notte a livelli invernali, più mite il giorno con picchi di caldo quelli sì primaverili per qualche ora. La mattina si soffre il freddo per raggiungere il punto di partenza con abiti da gara che durante la corsa a tratti si rivelano pesanti per poi essere considerati leggeri nelle tratte in cui si alza un vento gelido come durante l’attraversamento del moderno Ponte Swietokrzyski.

Come in tutte le manifestazioni podistiche non manca il folclore e l’esibizionismo specie qualche minuto prima del via, con gli atleti professionisti concentrati nelle attività di riscaldamento limitate a distensive corse intervallate da brevi recuperi di camminata e da atleti non professionisti autori di gag  involontarie tra improbabili esercizi di fitness estremo e scoordinati balli di gruppo. La voglia di risultare simpatici dei polacchi vela a tratti la loro mancanza di humor, rendendo l’atmosfera tutto sommato gioviale.

Il percorso di gara è abbastanza veloce ma non proprio una passeggiata, specie al 19K dove ad ormai arrivo quasi raggiunto ed a compimento dell’attraversamento del Parco di Lazienki, spunta un’impervia salita di circa 800 mt che miete parecchie vittime impreparate costrette a superare l’ostacolo camminando.

Per i maratoneti risulta comunque un buon allenamento in vista dei 42K, mentre per gli specialisti potrebbe essere una buona occasione per strappare un buon tempo o fare il personale.

Il pubblico è presente ai bordi delle strade ad incitare a modo loro, certo nessun paragone con i popoli latini in alcuni frangenti fin troppo invasivi mentre il panorama che si offre agli occhi dei podisti in gran parte coinvolge vicoli di quartieri di periferia abbastanza grigi e tristi di loro.

Fatto sta che la gara alla fine della fiera è piacevole, i punti di ristoro adeguati, la medaglia molto bella e l’organizzazione eccellente ma soprattutto, oltre ai chilometri nelle nostre scarpe, avremo aggiunto altra esperienza e poesia nei nostri cuori.

 

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RoadstoRhodes Marathon 2nd edition

marath15Era il 12 ottobre 2014 quando l’isola di Rodi per la prima volta si proponeva al pubblico dei sempre più numerosi runners con la RoadstoRhodes Marathon, letteralmente tradotta Le strade per Rodi. In quella data si era svolta la maratona, la mezza maratona, i 10 km ed i 5 km. In particolar modo i partecipanti meno preparati, come nel mio caso, che avevano approcciato quasi timidamente l’iniziativa, alla fine avevano portato a casa dei risultati incoraggianti visto il numero contenuto di corridori.

La RoadstoRhodes favorita da una magnifica ambientazione ed un’eccellente organizzazione riscosse un discreto successo che ai più perspicaci parve subito una manifestazione che sarebbe ben presto diventata cardine non solo tra gli sportivi greci, ma per l’intera comunità sotto forma di risorsa in ambito turistico.

Foto Studio Crop (Facebook)

Foto Studio Crop (Facebook)

Passano pochi mesi ed il 26 aprile 2015 sul calendario si ripresenta la gara, questa volta suddivisa nella maratona di 42 km, la 10 km e la 5 e, come volevasi dimostrare, non solo le partecipazioni triplicano ma la competitività aumenta in modo esponenziale con tanto di presenze olimpiche.

Foto by Studio Crop (Facebook)

Foto by Studio Crop (Facebook)

L’organizzazione anche in questo caso non sbaglia nessun colpo ed anzi, arricchita dall’esperienza precedente, aggiunge frecce al suo arco che scaglia sotto forma di apericena a pochi metri dal porto di Mandraki dove, fosse stato ancora presente il famoso Colosso di Rodi, sarebbe stato illuminato dai fuochi d’artificio augurali fatti brillare all’imbrunire.

L’eccezionale spirito degli atleti inoltre ha raggiunto livelli encomiabili proprio alla partenza della 10 km, posticipata di 9 minuti per consentire il passaggio dell’aspirante olimpica greca Rania Rembouli #3 nonché in seguito vincitrice assoluta della maratona in 2:43:54 e che ha ricevuto un meritato applauso d’ammirazione da parte dei corridori in attesa di partire a loro volta, tra cui il sottoscritto. La Rembouli nonostante sia transitata dopo essersi già divorata 32km d’asfalto con un ritmo gara eccezionale, ha pure trovato il tempo di sorridere e salutare i dieci chilometrai come se fosse stata ad una tranquilla passeggiata domenicale. A vederla dal vivo non rimane altro che definire il gesto atletico mostruoso.

#3 Rembouli (Foto Studio Crop Facebook)

#3 Rembouli (Foto Studio Crop Facebook)

Applauso donato alla Rembouli dai runners della 10, applauso ricevuto a loro volta durante il passaggio alla metà esatta del percorso ove gli altri corridori, terminato di battere le mani, sarebbero partiti per coprire la distanza più breve della manifestazione, la 5km ovviamente.

Start 10km (Foto Studio Crop Facebook)

Start 10km (Foto Studio Crop Facebook)

Allenamento, dedizione, volontà e sacrificio (ma anche divertimento…) sono armi psicologiche a disposizione di chiunque per trasformarsi da persone qualsiasi a guerrieri e durante la competizione di guerrieri se ne sono visti parecchi come succede abitualmente in questa specialità sportiva, dove i campioni come la Rembouli e gli astri nascenti non sono i protagonisti assoluti bensì la punta d’eccellenza di un mondo frequentato dDSC_2401a persone con obiettivi piuttosto nobili e gratificanti. Il traguardo è stato attraversato non solo dalle gambe di campioni e giovanissimi ma anche dalle ruote di una carrozzina o da atleti che anagraficamente è più facile incontrare negli ospizi che sui percorsi podistici.

I veri miti

I veri miti

Lezioni di vita che hanno appreso velocemente anche le centinaia di bambini accorsi grazie alle iniziative personali, scolastiche e di associazioni sportive; fanciulli che hanno constatato con i loro occhi la differenza tra un sano ed equilibrato stile di vita rispetto a quello cui spesso sono sottoposti all’interno delle fumose taverne nelle frequenti riunioni familiari.

DSC_2415Ma dopo la prima edizione corsa con poco allenamento e tra l’altro non specifico, qualcosa è cambiato anche in chi scrive che, grazie alle armi mentali sopra elencate che l’hanno impegnato in questi mesi a trovare una forma fisica più adeguata, è riuscito a fare un tempo decoroso di 51:28 strappando un 43mo posto assoluto su 165 iscritti. 39mo tra quelli di sesso maschile.

La prima edizione era stata un tormento, terminata miracolosamente nonostante una contrattura dovuta a scarpe inadeguate e preparazione insufficiente a dimostrazione che siamo noi gli artefici del proprio destino che, tra l’altro, ci propone altre sfide dove noi saremo presenti; una di queste potrebbe tornare ad essere ancora la RoadstoRhodes.DSC_2428LINK: http://www.roadstorhodes.com/

FACEBOOK: https://el-gr.facebook.com/roads2rhodes

Foto Studio Crop (Facebook)

Foto Studio Crop (Facebook)

Ferie e Maratona a Rodi in aprile

marathonFinalmente siamo entrati e viviamo l’epoca della green culture che andrà a sostituire quella del petrolio e cemento che, come colpo di coda prima di congedarsi definitivamente di scena, presenta un conto salato a partire dalle fastidiose nuove allergie sempre più diffuse, al cancro; che di certo non ha bisogno di ulteriori chiarimenti e che sempre più spesso colpisce le nostre famiglie.

Questa premessa impegnativa ci permette di guardare l’evento cui leggerete in seguito con uno slancio più positivo e come ulteriore passo verso un mondo più verde e sostenibile.

Parliamo infatti della possibilità di svolgere la propria passione, la corsa, che ultimamente conta sempre più seguaci, in un luogo dove il sole ed il mare assicurano la buona riuscita anche delle proprie ferie: a Rodi in Grecia.

controviaggio14v15sportLa moda della Green Economy avanza a passi di gigante riempiendo le tasche delle aziende che convergono in quella direzione proponendo i loro prodotti ecosostenibili, alimentando di conseguenza la giostra del marketing che spinge sempre più la linea verde, convincendo anche sempre più persone ad uscire di casa e fare attività all’aria aperta supportati da tecnologie portatili ed abbigliamento performante. Questa volta l’odore dei soldi non porta malessere e cadaveri ma fortunatamente qualcosa di più utile e costruttivo dimostrando che le buone idee solari e divertenti sono anche più fruttuose e redditizie del grigio e tenebroso malaffare. (Il fatto poi che ancora oggi alcune grandi aziende per farci indossare le nostre belle scarpine colorate o magliettine dryfit sfruttino il lavoro minorile e sottopagato è un altro discorso).

DSC_0015Tornando a noi, l’idea sottoposta è alquanto semplice: perché non unire la propria passione ad una settimana di ferie? Tutto questo si può fare proprio in Grecia, nella bellissima isola di Rodi che il 26 aprile propone la seconda edizione della Maratona classica RoadstoRhodes che è completata dalla 10 km e 5 km (quest’ultima ha sostituito la maratonina).

Il giorno d’arrivo in Grecia, stando ai voli disponibili, è il martedì 21 aprile, l’alloggio il Rodos Palace, struttura 5 stelle situata esattamente sul bellissimo percorso di gara e lungomare dove sarà quindi possibile svolgere i propri allenamenti in attesa di partecipare alla manifestazione vera e propria che si svolge la domenica 26 aprile. Il rientro in Italia è previsto il martedì 28 che permette quindi anche un adeguato defaticamento.

marMa perché proprio la Maratona di Rodi quando ce ne sono centinaia d’altre? L’affluenza è ancora sostenibile quindi i professionisti vedrebbero aumentare a dismisura le probabilità di salire sul podio e tornare a casa con qualche trofeo da sistemare sopra il caminetto, così come per i semi professionisti o corridori amatoriali che potrebbero ambire a posizioni finali più stimolanti rispetto al 679mo posto di una Stramilano, ad esempio. (che si corre il 29 marzo 2015)

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Podio 10km ed.2014

Alloggiare difronte al percorso e poter visitare l’isola o semplicemente limitarsi a prendere il sole e fare il bagno tra un allenamento e l’altro sono altri motivi validi.

Nel ricordare a tutti che Controviaggio è un semplice blog senza scopo di lucro e non una agenzia di viaggio, né un tour operator e non un’associazione sportiva e che niente ha a che fare con l’organizzazione della Maratona, l’aiuto che potrete ricevere è di tipo informativo per poter organizzare la vostra settimana ed un amichevole sostegno in loco dove possiamo concordare con l’hotel un menù dedicato agli atleti ed eventuali prezzi scontati per chi usufruirà del centro massaggi.

Coltivare la propria passione durante le ferie assieme alla propria famiglia o assieme all’associazione sportiva di cui si fa parte è sicuramente qualcosa di unico e piacevole. Perché allora non farlo a Rodi?

http://www.roadstorhodes.com/       https://it.mynextrun.com/run/search?q=Rhodes