Anteprima: Italia – Grecia in sella…
C’è un momento preciso, prima di ogni grande viaggio, in cui tutto è ancora possibilità. Le mappe sono aperte, i chilometri solo immaginati, e il rombo del motore è una promessa. È esattamente da qui che nasce questo progetto: un viaggio in moto verso Creta, partendo da Ancona, attraversando l’Adriatico in traghetto fino a Patrasso e poi giù, lungo la Grecia, fino all’isola più selvaggia e affascinante del Mediterraneo.
La protagonista è una Kawasaki Z900, una naked pura, essenziale, che trasforma ogni curva in un’esperienza fisica e diretta. Non una moto da turismo classica, ma una compagna ideale per chi cerca un viaggio autentico, fatto di guida vera, paesaggi che cambiano rapidamente e soste che diventano racconti.
Questo articolo è una prima traccia, un’anteprima di quello che diventerà un reportage completo: un viaggio che unirà mare e strada, traghetto e asfalto, lentezza e adrenalina.
Dall’Italia alla Grecia: il viaggio inizia già a bordo
La partenza è fissata ad Ancona, uno dei porti chiave per chi vuole raggiungere la Grecia con il proprio mezzo. Qui, il viaggio comincia ancora prima di accendere il motore: tra corsie d’imbarco, viaggiatori carichi di aspettative e il profumo del mare.
Il traghetto non è solo un mezzo di trasporto, ma una vera e propria transizione. È il momento in cui si lascia alle spalle la quotidianità e si entra in una dimensione diversa. La moto viene assicurata nel garage, ma la mente corre già alle strade greche, alle curve che aspettano.
Il collegamento Ancona–Patrasso rappresenta una delle tratte più affascinanti per chi viaggia su due ruote: consente di arrivare direttamente nel cuore della Grecia continentale, evitando lunghe percorrenze intermedie e offrendo un’esperienza comoda e suggestiva, soprattutto per chi sceglie di viaggiare con moto al seguito.
Patrasso e oltre: la Grecia che scorre sotto le ruote
Una volta sbarcati a Patrasso, il viaggio entra nel vivo. Da qui, l’itinerario prende forma: strade costiere, salite panoramiche, piccoli villaggi e lunghi tratti in cui la Z900 potrà esprimere tutta la sua natura.
L’obiettivo è Creta, raggiungibile con un ulteriore passaggio via mare, ma il percorso per arrivarci è parte integrante dell’esperienza. Non si tratta solo di una destinazione, ma di un racconto fatto di tappe, deviazioni e scoperte.
Perché questo viaggio è speciale
Questo progetto nasce con un’idea precisa: raccontare un modo di viaggiare in moto che unisce praticità e avventura. Il traghetto diventa un alleato fondamentale, permettendo di:
- Ottimizzare i tempi di percorrenza
- Ridurre lo stress dei lunghi trasferimenti
- Arrivare riposati e pronti a guidare
- Vivere un’esperienza di viaggio completa, non solo su strada
Per chi viaggia su moto come la Z900, dove il comfort autostradale non è il focus principale, la soluzione ferry rappresenta un valore aggiunto concreto.
Un progetto in evoluzione
Questo è solo l’inizio. Nei prossimi articoli racconterò nel dettaglio:
- L’esperienza a bordo del traghetto con la moto
- L’organizzazione del viaggio
- Le strade più belle tra Patrasso e Creta
- Consigli pratici per chi vuole replicare l’itinerario
L’obiettivo è creare un contenuto autentico, utile e ispirazionale per la community dei motociclisti-viaggiatori, valorizzando al tempo stesso il ruolo fondamentale dei collegamenti marittimi nel rendere possibile questo tipo di avventure.
Collaborazioni e sviluppo del progetto
Questo viaggio rappresenta un’opportunità concreta di racconto e visibilità per le compagnie di navigazione che operano sulla tratta Italia–Grecia. Attraverso contenuti editoriali, reportage fotografici e storytelling dedicato, il progetto mira a mettere in luce l’esperienza del viaggio in traghetto come parte integrante dell’avventura.
Sono aperto a collaborazioni con operatori del settore interessati a supportare e valorizzare questo itinerario, contribuendo a rendere il viaggio ancora più accessibile e raccontabile.
Il motore è pronto, la rotta è tracciata. Creta è ancora lontana, ma il viaggio è già iniziato.
Anek vs Minoan. Viaggiare in traghetto.
Viaggio tutt’altro che breve quello affrontato per riportare il culino di Controviaggio da Rodi (Grecia) in Italia. Ho utilizzato infatti due traghetti. Per la tratta Rodi–Pireo (Atene) la compagnia Anek, per la seconda Patrasso – Ancona, il traghetto è stato Minoan.
Le scelte di questi traghetti sono molteplici ma per usufruire dei vari sconti messi a disposizione dalle compagnie senza rischiare di perdere le varie coincidenze bisogna far parte di categorie molto particolari.
Il primo traghetto ad accogliermi e proteggermi dalla bufera che si sta scatenando nel frattempo (dopo 5 mesi di bel tempo ci sta) è la Preveli (Anek). Traghetto di medie dimensioni che regalerà ai suoi occupanti una navigazione piuttosto movimentata per le condizioni del mare ed infinita (circa 24h) dato che toccherà tutte le isole possibili immaginabili prima di puntare il porto del Pireo. Poco importa, l’importante è che sia partita. (…ed arrivata).
La cabina (invidio i sacco pelari o quelli che si fanno 24 ore seduti al bar) non è particolarmente curata ma gli spazi sono ottimi e dato che la dovrò spartire con uno sconosciuto, speriamo non russante, va decisamente bene. Sconosciuto? Per chi non avesse mai viaggiato con queste navi c’è da sapere che a meno che non vogliate pagare anche per l’altro occupante, potete scegliere di dividere la cabina con una, due o tre persone. (dello stesso sesso) Va bene risparmiare (di solito la prendevo ad uso singolo) ma direi che spartirla con uno è già sufficiente. Questa volta è andata bene: il sosia di Don Mazzi di Karpathos infatti è stato molto educato e discreto evitandomi incazzature inutili. Attenzione a bordo di queste navi con cene e bevande extra, si fanno pagare parecchio.
Primo round con Anek quindi decisamente positivo con la nave in orario e trasferimento in auto da Pireo a Patrasso con a disposizione tutto il tempo necessario, anzi, in abbondanza.
Nonostante ormai conosca la strada per uscire dal porto del Pireo ed immettermi in autostrada suggerisco ai meno esperti di far affidamento al proprio satellitare perché i cartelli che indicano Patrasso sono due: uno quando già siete sulla retta via, l’altro 50 km passati tutti gli svincoli ingannevoli.
A Patrasso non fate la cazzata di andare a visitare ed attraversare il bellissimo ponte (andreste a spendere tipo 30 euro di pedaggio tra andata e ritorno) ma se avete tempo fermatevi piuttosto nel porto turistico praticamente in città dove troverete ormeggiate diverse barche a vela e yacht che potrete ammirare sorseggiando quello che preferite in uno dei numerosi localini nella marina. Se la giornata è calda potrete fare due passi e sgranchirvi le gambe che tra nave ed auto saranno atrofizzate.
Imbarcato quindi con un po’ di anticipo sulla Europa Cruise Palermo, che già il nome mette i brividi, mi aspetto una nave da rottamare come da esperienza passata con il partner commerciale di Minoan, l’italiana Grimaldi, che mi era sembrata una fucina di tanti piccoli Schettino. Mi meraviglia il fatto che invece la nave sia un bestione enorme con equipaggio greco e molto preparato.
Nonostante questo ferry sia decisamente in perfette condizioni e con tutti i confort possibili immaginabili, noto che la cabina a me assegnata è più piccola di quella della Preveli; ma la mia preoccupazione è la solita: chi la dividerà con me? Un camionista bulgaro scampato alla guerra di cecenia o un coreografo tedesco scampato al servizio militare? In entrambi i casi non dormirei tranquillo.
Fatto sta che la nave parte alle 16:00 ed io mi addormento nel mio lettuccio. Passa qualche ora, esco, faccio un giro esplorativo per capire un po’ dove mi trovo e quanto torno noto sull’altro letto la sagoma di un omino ma né traccia di lui, nessuna valigia o altro oggetti personali. L’omino non si presenterà mai più nella cabina 8028.
Il viaggio scorre ancora più veloce dell’altro, nella massima tranquillità. Forse uno dei migliori viaggi in mare che abbia mai fatto. Mi godo anche la scena di due italiani ignoranti che vengono cazziati dal cameriere sorpresi a cambiare canale alla tv satellitare in teatro.
Salutiamo quindi la Grecia con la speranza di esserne di nuovo ospiti, magari attraversando il mare Mediterraneo ed Egeo nello stesso modo in cui ce ne siamo andati.
Rimango dubbioso sull’occupante della cabina misteriosamente scomparso: nessun uomo in mare per caso?
(Renato)









