Taormina. La mia Magna Grecia

Ogni volta che ritorno in quei posti sovvengono i ricordi di quell’estate, la nostra estate. La bella Taormina, la perla del mediterraneo, ricca di storia e cultura, faceva da sfondo alle nostre giornate arricchendole di sensazioni che solo una città così può regalare.

DSC_9923Se chiudi gli occhi e ripensi a quei momenti, non senti il sapore della granita al caffè che preparava nonna? L’odore forte della menta e del basilico che inondava il giardino in cui trascorrevamo ore ed ore a fantasticare su cosa il futuro ci avrebbe riservato; lo stesso odore che si può sentire passeggiando tra le viuzze della villa comunale. Quanti pomeriggi passati ad ascoltare te che, affascinata dalla botanica, mi descrivevi le proprietà curative della salvia o del timo, la sottile differenza tra i fiori di mandorlo e di albicocco e ogni volta, a fine discussione, incastravi tra i miei capelli un fiore di gelsomino come sorta di ringraziamento per averti prestato attenzione. In villa era un’avventura continua, quante risate tra i turisti che si perdevano e i piccioni che ci seguivano affamati alla ricerca di qualche briciola di pane; o ricordi quando provavamo a rovinare tutte le foto che le coppiette innamorate facevano vicino alla Statua degli amanti?

DSC_9907Perché, in fondo, cos’era l’amore visto dagli occhi di due bimbe come noi?

Noi ci bastavamo a vicenda, una completava l’altra e nulla al mondo ci avrebbe separato. Quanto mi mancano quei momenti..

La sera, le luci del Teatro Greco creavano un’atmosfera suggestiva e il panorama mozzafiato lasciava un senso di malinconia creato dalla magnificenza dei resti di un impero ormai declinato.

DSC_9875La Magna Grecia si estendeva sotto i nostri piccoli occhi, silenziosa ed emozionante, e adesso ripensandoci mi porta a riflettere su quanto fossimo fortunate a godere di quella vista sedute sugli scalini di un teatro che da secoli stupisce e affascina visitatori da ogni parte del mondo.

La verità è che con il tempo riesci ad apprezzare ciò di cui non hai saputo godere a pieno e anche le piccole cose, a distanza di anni, acquisiscono grande importanza.

DSC_9925Oggi, a 11 anni dalla nostra ultima estate, tante esperienze mi hanno arricchito e cambiato, ma passeggiando tra le vie di Taormina scopro che in realtà nulla è cambiato, il porto, la spiaggia, la villa sono come immutati nel tempo e tra i ruderi di questo impero immortale, ripenso a te e solo adesso capisco che tu eri la mia Magna Grecia, ormai lontana ma sempre viva nei resti che hai lasciato nel mio cuore.

Un racconto di Benedetta Alongi

Tutte le foto le trovi su instagram @controviaggio

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Un post Expo: Saragozza

DSC_1285Tra le mete in terra iberica, Saragozza paga pegno alle più blasonate Madrid, Barcellona e Valencia ma la città spagnola rimane un luogo che non delude i visitatori.

Sorge in una zona particolarmente ventilata e le centinaia di pale eoliche che si notano pochi istanti prima dell’atterraggio, per chi ovviamente sceglie l’aereo per raggiungerla, lo testimoniano. L’immagine di questi mulini futuristici introducono l’ospite nel clima che vivrà a Saragozza, un mix tra le imprese letterarie del Don Chisciotte e le realizzazioni scientifiche delle energie rinnovabili, tra il solido ed antico splendore dell’epoca aragonese e le recenti opere in decadenza dell’Expo 2008. DSC_1222

Dall’aeroporto esiste una comoda navetta (la 501) che in una mezz’ora raggiunge il centro città dove sarà conveniente prenotare il proprio hotel per muoversi in modo autonomo, semplice ed economico fino a raggiungere tutti gli obiettivi artistici che orbitano nello stesso raggio.

DSC_1265Il tragitto che si percorre è l’inequivocabile biglietto da visita del capoluogo: la periferia presenta numerosi capannoni di aziende non troppo in salute, in evidente stato di decadenza europeistica e l’avvicinamento alla ciudad si arricchisce di opere futuristiche costruite in occasione di Expo 2008. Il tema allora era Acqua e sviluppo sostenibile ed in effetti quello che rimane dei progetti ce lo ricorda: fanno acqua da tutte le parti. L’immagine di trascuratezza è notevole e sicuramente non facilitano sentimenti positivi al turista che lungo il tragitto tra le distese pianure vede scorrere immagini di sculture che consistono in un aggrovigliarsi di tubi dai colori ormai sbiaditi o rotaie sospese nel vuoto che veicolano navette da centri commerciali a luoghi non ben definiti. Anche il contesto periferico non promette nulla di buono con i palazzi in evidente stato di degrado e l’intervallarsi di negozi con le serrande definitivamente abbassate a supermercati cinesi piuttosto che attività sull’orlo del fallimento.DSC_1328

Fortunatamente però è esistita anche un’epoca in cui gli architetti non erano archistar e badavano al sodo ed il potere era in mano alla monarchia che senza bisogno di travestimenti diplomatici edificava opere che ancora oggi fanno bella mostra di sé nella parte storica e più apprezzata di Saragozza.DSC_1205

Come da costume di Controviaggio riassumiamo in breve le opere più significative da visitare che sono raggruppate in pochi chilometri quadrati, evitando descrizioni accurate che potete trovare direttamente su wikipedia: la bellissima Basilica de El Pilar, il Municipio, la Lonja, la Cattedrale de La Seo, la Muraglia Romana, il mercato coperto, il Palazzo Azara, il Ponte de Piedra e il Ponte del Pilar, nonché scorci di alto profilo architettonico e culturale e vari musei tra cui quello dedicato al Goya, con interessanti riferimenti storici al suo periodo italiano. Poco distante altri capolavori come il PalDSC_1182azzo de Aljaferia, Corte dei Sovrani d’Aragona, che merita una visita anche all’interno viste le esposizioni di arazzi, dipinti, spade, corone, indumenti e manoscritti originali (presente anche Macchiavelli) dell’epoca tarda medievale ospitate in magnifiche e lussureggianti stanze con decoratissimi soffitti oppure la caratteristica Plaza de Toros, sempre a poche centinaia di metri dal Palazzo de Aljaferia e che potrebbe anticipare l’ingresso gratuito all’Istituto di Arte e Cultura Contemporanea Pablo Serrano con sculture e dipinti di varia provenienza oltre che di firma dell’artista spagnolo a cui è appunto dedicato il museo.DSC_1296

La parte storica di Saragozza è molto ricca ed avvicendata a riprova dell’importanza geografica e militarmente strategica che ha assunto nei secoli, ma altrettanto si può dire della vita mondana e delle centinaia di locali che il visitatore avrà piacere di frequentare. Il fine settimana moltissime persone si riversano nelle strade all’interno di pub, bar e ristoranti ma nonostante Saragozza sia una città universitaria l’età media delle persone non lo darebbe a sospettare. Probabilmente, coDSC_1259me sempre succede nelle città con forte influenza studentesca, i giovani universitari usufruiscono dei treni veloci presenti presso la splendida ed enorme stazione e della breve distanza che collega il capoluogo aragonese a città ancora più vivaci, ossia Barcellona e Madrid o che, semplicemente, rientrano nelle loro zone di provenienza per passare il week end inDSC_1302 famiglia. Fatto sta che la prenotazione fatta ben due mesi prima al decantato ristorante Celebris non è stata neppur presa in considerazione, lasciandoci così in balia degli eventi che fortunatamente si sono rivelati meno peggio del previsto vista l’ampia scelta di locande.

Se Expo 2008 ha modificato in peggio l’aspetto architettonico della città con spot scultorei di poco gusto che, ripetiamo, rispetto alle opere di epoca medievale sono del tutto inadeguati e puerili, qualcosa di buono l’ha portato come l’aumento di strutture ricettive ed il conseguente abbattimento dei prezzi vista l’elevata concorrenza; sia per quanto riguarda l’hôtellerie che per il costo vita in generale, con listini che agevolano di non poco l’acquirente. Capita così di bere un boccale di una decorosa birra media a 2 euro e di abbinarci stuzzichini e finger food con pochi altri denari, finendo per cenare cDSC_1291on 6/7 euro a persona. Vero è che nello specifico la Cerveceria 100 DSC_1311Montaditos si rivolge proprio agli studenti universitari che di conseguenza e come prevedibile animano il locale in modo spensierato, con volumi al limite della soglia di sopportazione, ma il fattore economico e folkloristico alla fine faranno pendere la bilancia a favore degli aspetti positivi, tollerando gli ormoni volanti e gli schiamazzi da esuberanza giovanile.

Tirando le somme il post Expo di Saragozza ha lasciato tanti residui pretenziosi e demodé ancor primaDSC_1323 di superare il decennio di vita, ma ha decisamente contribuito ad alzare la qualità delle strutture ricettive che presentano un invidiabile rapporto qualità prezzo e che, inserite nel piacevole contesto storico urbano preesistente nonché indiscusso protagonista, indubbiamente motivano una visita nella città dei Duchi d’Aragona.

« di onorare e premiare le virtù, non dispregiare la povertà, stimare i modi e gli ordini della disciplina militare, costringere i cittadionni ad amare l’uno l’altro, a vivere sanza sètte, a stimare meno il privato che il pubblico » (Niccolò Macchiavelli, Dell’arte della guerra, 1521)

foto: Nikon D7000. Anche su Instagram @Controviaggio

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